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Biebrza tra paludi, torbiere e biodiversità

Paragonato ai fiumi dell’Europa occidentale, lungo molti dei quali le paludi sono state bonificate, il fiume Biebrza mantiene un volto unico ed eccezionale. Il bacino di questo fiume è l’area più grande e meglio preservata di paludi e torbiere nel Vecchio Continente. Un vero e proprio paradiso per molte specie di uccelli d’acqua: innanzitutto il combattente (philomacus pugnax), simbolo del parco nazionale del fiume Biebrza, ma anche beccacce, fagiani di monte, pavoncelle, gru, pittime, piro-piro, aquile anatraie, gufi di palude e cinque specie di sterne. Il fiume è anche uno degli habitat più estesi al mondo di una specie in via di estinzione, il pagliarolo. Si stima che in totale le specie presenti in quest’area siano 268.

Il fiume in sé non è particolarmente imponente. Misura 165 km dalla sorgente in Podlachia al fiume Narew di cui è affluente. Tuttavia durante il disgelo primaverile le sue acque dal corso irregolare esondano in vaste zone allagando radure e aree di bassa vegetazione, creando un acquitrinoso regno quasi impenetrabile all’uomo. Eppure è proprio all’intervento umano che i pantani intorno al Biebrza devono la loro esistenza. Le paludi appaiono in luoghi un tempo boscosi ma oggi deforestati. In tempi più recenti la bonifica delle paludi per convertire i terreni all’agricoltura è stata impedita per ragioni strategiche: i territori palustri sono una barriera naturale contro un qualsiasi invasore poiché ne rallentano l’avanzata. Le rovine della fortezza difensiva di Osowiec, costruita nel XIX secolo, sono ancora ben visibili.

Gli ornitologi sono tra coloro che meglio sanno apprezzare la bellezza del bacino del Biebrza. Non è difficile vederne frotte provenienti da tutta Europa in primavera, quando gli uccelli arrivano, si accoppiano e allevano la loro progenie, e in autunno, quando inizia la migrazione. Nel parco nazionale sono numerose le torri d’osservazione e i sentieri per visitatori che conducono a terrapieni e passerelle di legno. I più coraggiosi attraversano le acque del fiume in piccole imbarcazioni per raggiungere i punti di osservazione più belli.

La tutela del bacino del Biebrza iniziò nel 1898 con la fondazione del parco nazionale, che quattro anni più tardi divenne il più esteso in Polonia. Nel primo dopoguerra vennero stabilite le prime due riserve di Grzędy (1921) e Czerwone Bagno (1925). Nel 1995 ha assunto rilevanza mondiale e dal 2004 è sottoposto alla protezione della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale di Ramsar. Sia il fiume che l’area circostante prendono il nome dal grande numero di castori presenti, tant’è che talvolta il corso d’acqua viene ancora chiamato Bobrza (da bóbr, castoro). Il vero re della fauna locale è però l’alce.

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