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Lazio, viaggio alle origini dell’Italia

Il Lazio è inevitabilmente contrassegnato dalla straordinarietà di Roma, città eterna tra le più importanti mete turistiche al mondo, ma allo stesso tempo offre al di là del richiamo della capitale un’incredibile quantità di attrattive storico-ambientali ancora poco note al turismo polacco. Prima della nascita di Roma, questo territorio era già chiamato Latium, etnonimo che deriverebbe dal latino latus, “esteso”, in riferimento al territorio pianeggiante che si differenzia da quello collinare e montuoso dell’Italia centrale, anche se come vedremo la regione Lazio propone molte interessanti destinazioni montane.

Borghi e cammini

Il Lazio è uno scrigno di territori dal potenziale straordinario, collegati tra loro da cammini suggestivi che rappresentano l’ossatura portante del segmento turistico “slow” e “outdoor”, un turismo lento a misura d’uomo, attraverso il quale riscoprire la vera dimensione del tempo e dello spazio. Quattro i percorsi più importanti: la Via Francigena del nord, da Proceno, ai confini con la Toscana, a Roma, ricalca il diario di viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, Sigerico ed è il più classico e conosciuto. La Via Francigena nel sud del Lazio, da Roma ai confini con la Campania e con il Molise rappresenta la via di accesso dalla Capitale all’imbarco per la Terra Santa lungo due direttrici viarie (Appia e Prenestina). Il Cammino di Benedetto, che attraversa il Lazio dai confini dell’Umbria fino a Montecassino unisce luoghi importanti per la storia e la vita del Santo nel Lazio, mettendo in collegamento i bei paesaggi naturalistici dei Monti Lucretili nel reatino con le grandi abbazie benedettine laziali. Il Cammino di Francesco, alla scoperta dei luoghi francescani, dall’Umbria a Roma attraverso la Valle Santa reatina.

Lungo il percorso della Via Francigena del Sud direzione Appia troviamo Castel Gandolfo, immerso nel fresco verde dei Castelli Romani a 435 metri di altitudine, un luogo ricco di natura rigogliosa e di storia, adagiato sulle pendici del Lago Albano. Tante sono le storie che nel corso dei secoli hanno coinvolto questo borgo ma al centro di tutto vi è il suo essere residenza estiva dei papi dall’inizio dei Seicento fino ai giorni nostri. Il lago Albano, o di Castel Gandolfo, è una delle mete preferite dei pescatori, poiché le sue acque sono popolate da una variegata fauna ittica. Sul lago sono, inoltre, praticate la vela e la canoa. Nei dintorni, i sentieri del Parco Naturale Castelli Romani permettono un’ampia scelta di percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo che salgono fino al Belvedere di Marino e le rovine di Alba Longa. Da non perdere nei dintorni: Villa Torlonia che ospitò Goethe e molti altri illustri personaggi. E nelle vicinanze, l’antica Lanuvium e il Santuario di Giunone.

Sermoneta è un borgo che sorge sui Monti Lepini, in posizione dominante sulla Pianura Pontina. Il Castello, residenza della famiglia Caetani, è ancora ben conservato e domina la città, celebrando ancora oggi i fasti della famiglia che annovera tra gli altri suoi componenti Papa Bonifacio VIII.

Il tratto laziale del Cammino di Francesco parte dal Lago di Piediluco, un’area naturale dell’Italia centrale con un paesaggio decisamente appenninico, ricco di sentieri e di mulattiere. Lungo questo Cammino, si incontrano 25 Comuni prima di raggiungere Roma, fra questi il borgo di Rivodutri, immerso nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile. In epoca medievale, possedimento dell’abbazia di Farfa, fu segnato dalle lotte fra Guelfi e Ghibellini e quasi del tutto distrutto nel 1436 ad opera del Cardinale Giovanni Vitelleschi che impose il potere dello Stato Pontificio. Altro borgo legato al grande Santo è indubbiamente Greccio, fondato in tempi antichissimi da una Colonia Greca, è un borgo medievale aggrappato alle pendici del Monte Lacerone, si affaccia sulla valle Santa Reatina. L’antico borgo, circondato dagli stupendi boschi di querce, conserva intatta la sua tipica struttura di Castrum fortificato, con i resti del castello dell’XI secolo. Greccio ha assunto un’importanza mondiale dopo aver avuto l’onore di ospitare San Francesco d’Assisi che, proprio qui nel 1223, rievocò per la prima volta, la Natività di Betlemme. Greccio, entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, detiene (unitamente ai comuni della piana reatina: di Rieti, Colli sul Velino, Labro, Poggio Bustone, Morro Reatino, Cittaducale, Cantalice, Rivodutri e Contigliano), anche il marchio europeo EDEN, European Destination of Excellence.

Viterbo, nota anche come città dei Papi, poiché Alessandro IV nel 1257 vi trasferì la sede della Curia pontificia da Roma a causa dell’ostilità del popolo e della borghesia romana. Il Palazzo dei Papi di Viterbo è, insieme al Duomo, il più importante monumento storico della città. Il Palazzo papale, all’epoca di Clemente IV fu ampliato con una grande sala per le udienze, nota oggi con il nome di “Aula (o Sala) del Conclave” nella quale si tenne il più lungo conclave della storia, durato 1006 giorni tra il 1268 e il 1271. Molte sarebbero le bellezze di Viterbo da menzionare, ma una su tutte lo merita: la Macchina di Santa Rosa ed il suo trasporto ad opera dei cento “Facchini” che ogni anno il 3 settembre la sollevano e la portano a spalla per le vie della città. Le origini di quella che oggi è la festa per antonomasia per ogni viterbese e che dal 2013 è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, si fanno risalire agli anni successivi al 1258, anno in cui, per volere di Papa Alessandro IV, il corpo di Santa Rosa, vissuta nel XIII secolo, venne fatto traslare dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato.

Civita di Bagnoregio, affascinante borgo della Tuscia, è la prima località europea per crescita della popolazione turistica, negli ultimi 5 anni. Nel 2017 la Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco ha provveduto ad iscriverla, unitamente al suo «Paesaggio Culturale», nella Lista Propositiva Italiana (Tentative List) e farla entrare così nel “ghota” dei beni materiali e immateriali del Patrimonio Unesco. Il Comune suscita da tempo grande interesse per il coniugarsi dei processi geomorfologici ad elevata intensità e la capacità di adattamento dell’uomo ad un ambiente ostile.

Il Lazio propone poi i suoi ‘Borghi marinari’, avendo una delle coste più affascinanti della penisola non solo per la presenza di paesaggi naturalistici e panorami mozzafiato, ma anche e soprattutto per i deliziosi borghi affacciati sul mare, ricchi di storia e di arte: centri storici medievali e rinascimentali ed altri ancora più antichi con resti archeologici che risalgono all’epoca etrusca e romana.

La costa si può suddividere in tre zone: la Riviera degli Etruschi a nord del Lazio, questo tratto della costa, oltre che le bellezze uniche di borghi marinari quali Santa Marinella-Santa Severa, conserva i tesori di una cultura preromana, per molti aspetti ancora misteriosa, quella etrusca, che influenzò la successiva civiltà romana.

La Riviera di Roma, che con Ostia antica ci stupisce per le meraviglie archeologiche romane e, con Anzio e Nettuno, ci trasporta nelle epoche medievale e rinascimentale per i suoi monumenti Forte San Gallo, il Palazzo Baronale, Palazzo Pamphili e in zone di grande valore ambientale quali Tor Caldara e Torre Astura.

La Riviera di Ulisse a sud della Capitale, in cui spicca GAETA, repubblica marinara e luogo di villeggiatura già ai tempi degli antichi romani, che sorge sullo sperone di Monte Orlando.

Progetto Alte Terre

Spicca l’area di circa 600 km quadrati di incontaminata bellezza, tra alte vette, gole profonde, borghi suggestivi, fiumi, laghi e cascate. Una gemma incastonata nel centro esatto dell’Italia, a un’ora e mezzo da Roma, ma raggiungibile facilmente anche da Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo.

Un territorio diviso in quattro aree: Amatrice-Accumoli, Cittareale, Posta, Antrodoco-Cittaducale-Castel Sant’Angelo.

Ognuna di queste presidiata dalle realtà che fanno parte del progetto: ristoranti, agriturismi, produttori pronti ad accogliere i visitatori mettendo a disposizione i propri spazi, le eccellenze agroalimentari, le attrezzature ma, soprattutto, i loro sorrisi e la voglia di raccontare i segreti di queste terre.

Perché qui davvero la “Natura è su Misura”. Che si sia alla ricerca di un’esperienza gastronomica o di un’escursione, di un pomeriggio di relax in riva a un lago o di una gita in moto, di una giornata tra vette silenziose o di una mattinata tra gli animali, il Progetto Alte Terre è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Gastronomia

Amatriciana, con il guanciale di Amatrice, carbonara, trippa, coda alla vaccinara, carciofi alla giudia, abbacchio, sono alcuni dei piatti della ricchissima cucina romana e laziale che vanta una delle maggiori concentrazioni di prodotti certificati. Un’area che vanta profumati olii e vini di grande qualità, birre artigianali, formaggi e salumi tipici e scuole di cucina all’avanguardia. Un’eccellenza confermata dai sedici ristoranti con stella Michelin della capitale e altri 8 nel resto della regione. Il successo del turismo rurale, con la sua offerta di prodotti genuini e l’esperienza di vita in zone autentiche, dai ritmi tranquilli, così come quello dell’enoturismo, con le visite nelle vigne e nelle cantine associate e le degustazioni di vino e di prodotti tipici, sono la conferma che i turisti, tra le prime motivazioni di viaggio, pongono ai primi posti il cibo e tutto ciò che ruota intorno ad esso.

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