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Palkiewicz, oltre ogni confine

“Avanzo nella foresta tropicale, bella e mostruosa, incombente e primordiale. Una straordinaria varietà di alberi, piante parassite, radici, liane, felci e rovi graffiano senza tregua. L’aria è calda, umida e soffocante, la vegetazione è putrescente, gli odori stordiscono. In questa natura, tanto fuori misura per l’uomo, qualche scimmia lancia urla di richiamo, un serpente striscia silenziosamente, degli uccelli esercitano l’ugola, una fila serrata di milioni di formiche rosse attraversa la strada.”

Inizia così il reportage di Jacek Palkiewicz su Angkor Tom l’antica città khmer in Cambogia, il luogo più affascinante del mondo secondo questo straordinario esploratore che sembra uscito da un libro di Joseph Conrad. La storia di Palkiewicz è una ininterrotta sequenza di avventure, emozioni, coraggio, ma anche tanto cuore e capacità diplomatiche. Nato in un campo di prigionia tedesco Palkiewicz ha fatto della sua vita un inno alla libertà, quella di muoversi continuamente per conoscere il mondo e i popoli, toccando e superando i confini geografici e umani, fisici e mentali, come quando nella condizione di “naufrago volontario” ha attraversato l’Oceano Atlantico, 44 giorni da Dakar a Georgetown in Guyana, da solo in una scialuppa con l’unico supporto di una bussola. Una tensione al vivere senza confini che l’ha portato a viaggiare in tutto il mondo anche in tempi in cui varcare una frontiera europea significava finire in prigione. Arrestato due volte dalla polizia della ex Jugoslavia, ed espulso in Polonia, mentre cercava di entrare in Italia dalla parte di Gorizia. Ma le catene non hanno impressionato Palkiewicz che proprio in Italia ha trovato la sua seconda patria. “In Italia ho lavorato al porto di Rimini, ho fatto l’inviato per riviste polacche e italiane, tra cui vent’anni di collaborazioni con il “Sette” e il Corriere della Sera, e soprattutto…ho conosciuto Linda,” racconta Palkiewicz.

In quel di Sandrigo nel 1972 incontra la bellissima Linda, una donna che fece girare la testa a Bing Crosby tanto per capirci, da cui ha avuto Konrad e Maximilian-Viktor, oggi entrambi a Shangai per lavoro, mentre Patrizia figlia del primo matrimonio lavora a Varsavia nell’azienda italiana Partnerspol, a conferma che in un modo o nell’altro l’Italia è sempre parte della vita di Palkiewicz che ha vissuto a lungo a Cassola, nell’area di Bassano del Grappa e che ai 1300 metri di Pieve Tesino fondò e diresse una Scuola di Sopravvivenza. Un luogo duro e magico in cui Palkiewicz ha insegnato a centinaia di persone come comportarsi negli ambienti più difficili e nelle circostanze più estreme, con stage in Amazzonia e nei deserti del Sahara, Atacama, Taklamakan, Gobi. Una scuola estrema che ha dato spunto ed è stata usata nel film “Noi uomini duri” di Maurizio Ponzi, con Renato Pozzetto, Enrico Montesano e Alessandra Mussolini.

Ma Palkiewicz ha superato anche i confini politici infrangendo diffidenze e cortine di ferro e diventando insegnante di sopravvivenza per i cosmonauti russi che poi a Roma accompagnò in visita da Giovanni Paolo II. Un uomo fuori dal comune che invita a cena il presidente Komorowski, chiama al telefono il ministro della difesa russo, addestra reparti europei antiterrorismo e riceve, dal presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, il riconoscimento di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Così lo definisce “Newsweek”: Palkiewicz appartiene all’ultima generazione di esploratori di stampo vittoriano, un uomo che ha utilizzato le carovane del deserto, i sampan cinesi, gli elefanti nelle foreste dell’Indocina, e gli yak sugli altopiani del Bhutan.” Ma torniamo alla natia Polonia dove nel 2010 Palkiewicz è stato nominato ambasciatore della Regione Masuria nel concorso mondiale “7 nuove meraviglie della natura”, quando i grandi laghi della Masuria furono giudicati uno dei 5 più bei siti naturali d’Europa. Delle sue innumerevoli spedizioni quella che lo farà passare alla storia è sicuramente la missione dell’estate 1996 quando Palkiewicz a capo di una spedizione scientifica internazionale, patrocinata dal governo peruviano, ha localizzato la fonte del più grande fiume del mondo, ovvero la sorgente del Rio delle Amazzoni scrivendo così un nuovo capitolo della geografia mondiale. “A sei anni mi chiesero: cosa ti piacerebbe fare da grande? Sarò un esploratore, risposi secco”, racconta Palkiewicz i cui occhi sprigionano ancora desiderio di scoperte insieme alla soddisfazione per aver realizzato i suoi sogni.

Esploratore, giornalista, dottore in scienze geografiche Jacek Palkiewicz è anche membro della esclusiva Royal Geographical Society di Londra, dove si può essere ammessi solo su proposta di almeno altri due membri, ma per questo indomito polacco è bastata la raccomandazione di un altro personaggio mitico l’esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl protagonista della famosa avventura del Kon-Tiki. 

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