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Per l’ambasciatrice israeliana la Polonia è luogo ideale per una conferenza sul Medio Oriente

Il Dipartimento di Stato USA e il Ministero degli Affari Esteri polacco hanno annunciato una conferenza congiunta sul Medio Oriente che si svolgerà il 13 e 14 febbraio a Varsavia. Un’attenzione particolare sarà rivolta durante la conferenza al ruolo che l’Iran gioca nello scacchiere mediorientale. Il suo programma missilistico sta diventando sempre più un motivo di preoccupazione. Nel 2018 la frequenza dei test missilistici iraniani è aumentata in modo significativo. Teheran sostiene che si tratti di test a solo scopo difensivo.

In un incontro dei Ministri degli affari esteri dell’Unione Europea svoltosi lunedì a Bruxelles il Ministro polacco Jacek Czaputowicz ha dichiarato di aver parlato con i suoi omologhi europei a proposito della conferenza: “Ho informato che non è diretta contro nessun Paese. Tutti gli Stati membri dell’UE sono invitati alla conferenza. Vogliamo presentare un programma positivo per il Vicino Oriente, anche per quanto riguarda l’aiuto umanitario e la soluzione al problema migratorio. Ci sono anche minacce alla sicurezza, come la proliferazione di armi, lo sviluppo di sistemi missilistici e il terrorismo”. Czaputowicz ne ha parlato anche con il capo della diplomazia UE Federica Mogherini, che tuttavia non parteciperà alla conferenza a causa di impegni pregressi in Africa. Il Ministro rispedisce al mittente le accuse secondo le quali la Polonia sta facendo da cavallo di Troia degli Stati Uniti per turbare l’unità europea: “No, la Polonia è sostenitrice della politica comunitaria. Siamo anche a favore del mantenimento dell’accordo nucleare [con l’Iran]. Vogliamo creare nuove opportunità di collaborazione. Vediamo la necessità di occuparci seriamente del problema mediorientale e dell’avvicinamento delle posizioni di USA e UE”.

Dura la reazione delle autorità iraniane, che hanno reagito con una certa irritazione nei confronti di quello che ritengono un atto ostile da parte di Varsavia. Il quotidiano Teheran Times ha commentato molto criticamente l’iniziativa della Polonia di ospitare la conferenza. Secondo il giornale iraniano in lingua inglese, Teheran non dimenticherà questo “tradimento” da parte della Polonia. Il giornale ricorda che durante la seconda guerra mondiale, dopo l’accordo Sikorski-Majskij, 150.000 polacchi trovarono rifugio in Iran e l’ospitalità dei suoi abitanti fu riconosciuta da tutto il mondo. Per il Teheran Times oggi c’è “una relazione aperta e segreta tra i governi di Polonia e Stati Uniti”, che fa sì che Varsavia non si muova in maniera indipendente sullo scacchiere internazionale. Per gli iraniani Jaroslaw Kaczyński, Donald Tusk e Mateusz Morawiecki sono politici sottomessi che preferiscono giocare secondo le regole americane.

L’ambasciatrice israeliana Anna Azari ha dichiarato che la Polonia è un buon posto in cui organizzare una conferenza sul Medio Oriente perché “è neutrale su questo tema”. Ha poi aggiunto in un’intervista a Rzeczpospolita che “Israele crede che sia meglio discutere che combattere, quindi [l’idea di una] conferenza ci piace. Sulla possibilità di una partecipazione del Premier d’Israele Netanyahu, ha detto che non bisogna dimenticare che il 9 aprile ci saranno le elezioni, ma “se un gran numero di ministri degli esteri dei Paesi arabi confermerà la propria presenza, possiamo sperare che anche il Premier Netanyahu verrà a Varsavia”. Sarebbe l’ennesima occasione per discutere e migliorare le relazioni israelo-polacche.

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