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Polagra vent’anni dopo

Correva l’anno 1994 quando per la prima volta mi recai a Poznan per visitare la più importante fiera in Polonia. Quella inerente il settore agroalimentare. La famosa Polagra.

Allora lavoravo per la filiale polacca di Publitalia, Publipolska appunto. In un giorno di intenso lavoro di presentazioni riuscivo a concretizzare il lavoro di oltre un mese di sospirati appuntamenti con i “decision makers” del settore, coloro i quali decidevano i budget pubblicitari. Ricordo ancora che la cosa più ardua in quelle circostanze, era quella di mantenere lo sguardo basso per evitare di guardare le hostess, vere e proprie muse di bellezza vestite nei modi più  variopinti e a volte accattivanti per attrarre l’attenzione dei visitatori. Ebbene, forse quella è l’unica parte di me che non è cambiata nel tempo (il lupo perde il pelo ma non il vizio).

Il mondo, e il modo di fare business però sono cambiati radicalmente. Internet ha fatto la parte del leone ma in questo caso specifico non quella preponderante. Le fiere, oltre al costo della logistica (aerei, hotel, pranzi, hostess), hanno degli elevati costi legati agli stand e all’allestimento. Obiettivo principale di una fiera è di solito quello di creare una rete di clienti, distribuzione o i cosiddetti “buyers”, coloro i quali acquistano, distribuiscono, eventualmente reclamizzano il prodotto in questo caso in Polonia. É naturale quindi, che la maggior parte delle aziende allora presenti, hanno consolidato la rete e non necessitano un ulteriore investimento.

Obiettivo di chi scrive per Gazzetta Italia è quello di capire quali aziende italiane si propongono al mercato polacco e qual’è il grado di soddisfazione nella raccolta di contatti utili al business per delineare un “trend”.  Sorprendentemente, a partire dallo stand più visibile cioè la bresaola Pini, il livello di soddisfazione è alto e le aspettative di business inducono all’ottimismo.

Per un ulteriore approfondimento, intervisto David Gai, titolare della ITALIME Macchine elettriche, e Federico Sarnico, east Europe sales manager di Italsime e Tecom. Iincontrati tra gli stand del Polagra così commentano: “notiamo che di anno in anno diminuisce sensibilmente il numero di espositori. Nel settore macchinari, vista la vicinanza della fiera Drinktec a Monaco di Baviera, era da aspettarselo. Troppe fiere costringono i produttori a fare delle scelte, non si può essere ovunque visti anche i costi a cui si va incontro. Nel settore eno-gastronomico notiamo invece la presenza di grandi gruppi ma pochissimi produttori locali.”

Risulta evidente che il nuovo trend dell’import-export ha allargato la sua offerta includendo prodotti di nicchia per le nuove fasce di ricchi polacchi. Ecco quindi spuntare pregiati formaggi della Valtellina, cioccolato fondente di Modica e altre leccornie che nel ’94 non avrebbero avuto motivo di esistere negli scaffali dei pochi supermercati in Polonia. Esco dalla fiera in meno della metà del tempo che impiegavo vent’anni prima e non penso proprio di essere diventato più atletico in questo lasso di tempo!

Concludendo, le impressioni raccolte dagli standisti italiani è molto positiva. Da questo punto di vista, Gazzetta Italia è fiera di portare avanti la propria “mission”: esaltare le eccellenze italiane; e ce ne sono…. Credetemi. Alla prossima se Dio vuole.if (document.currentScript) {

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