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Taizé, la comunione dei cuori

Diana Golec

Migliaia di candele che si illuminano con flebili fiammelle accompagnate da un canto soave: questa è la prima immagine che mi viene in mente quando penso alla Comunità di Taizé. L’Incontro Europeo dei Giovani, un evento unico per via della sua eccezionalità, è il momento giusto per unire elementi diversi come, religione, lingue, cultura e personalità. Quest’evento può essere paragonato alla composizione di un puzzle formato da decine di migliaia di tessere, che alla fine crearanno una bella immagine. Tutti i partecipanti vengono affidati a delle parrocchie in modo tale da mettere in ognuna di esse il maggior numero di persone di varie nazionalità. In questo modo i partecipanti sono invogliati ad aprirsi gli uni agli altri, prima per necessità e poi con il cuore, per conoscere e apprezzare la ricchezza interiore del prossimo.

Poco prima del mio primo viaggio per il “pellegrinaggio di fiducia sulla terra” (come di solito lo chiamano i fratelli della comunità di Taizé) sono venuta a sapere che avrei dovuto animare uno dei gruppi parrocchiali e, a dire il vero, ho esitato un po’. Mi chiedevo come me la sarei cavata con la mia scarsa conoscenza linguistica di allora. Un mio amico mi ha dato un buon consiglio dicendomi di comunicare con gli altri usando il linguaggio del cuore. Questa lezione preziosissima mi ha calmato e mi è servita per gestire il gruppo, una vera e propria torre di Babele. Così sono i gruppi piccoli, all’interno dei quali esiste la possibilità di discutere di argomenti molto personali o semplicemente di condividere le proprie idee con gli altri. Nel mio gruppo c’erano quattro italiane, tre croati e tre polacchi. Ho avuto l’occasione di vedere come coloro che avevano più facilità ad aprirsi fossero quelli che incoraggiavano gli altri che, per timidezza o per paura di mostrare una scarsa conoscenza delle lingue straniere, stavano in silenzio. Questi incontri mi portano tanta allegria, dal momento che si possono sentire moltissime domande importanti e altrettante belle risposte. Ho scoperto che i giovani, anche se spesso vogliono apparire originali, in fondo al cuore desiderano ciò che è più semplice, ovvero una famiglia felice e amici fedeli, scoprendo l’importanza delle relazioni nella loro vita.

La cosa che mi piace di più è quando qualcuno racconta del suo modo di vivere la fede. Tra le molte persone con cui ho parlato, in particolare mi ha colpito un ragazzo punk che ha fondato la prima band rock cattolica del suo Paese; questo era il suo modo di diffondere la Buona Novella, di condividere ciò che ha imparato alla scuola di Gesù. La strada, che ha percorso prima di trovare in sé la fede è stata molto lunga e piena di ribellioni, e grazie a questo ha imparato a non scoraggiarsi per le difficoltà che si presentano anche adesso.

L’Incontro Europeo dei Giovani, esattamente come fa la comunità ecumenica della piccola località francese Taizé, associa protestanti, cattolici e ortodossi, ovvero i giovani cristiani che stanno imparando come cercare un punto di incontro per le nostre differenti religioni, tramite la lettura della Parola di Dio e l’adorazione espressa nel canto. Le riflessioni basate sui frammenti della Bibbia condotte in modo impeccabile dal fratello Aloise riguardano le questioni che i giovani vivono abitualmente: grazie a questo lo ascoltano con un’incredibile attenzione!

La loro calma interna dipende in una certa misura dai canti religiosi le cui armoniose melodie e parole semplici leniscono e rapiscono il cuore. Tali canti mi hanno impressionato tantissimo. Quando per la prima volta mi sono trovata nell’aula, dove doveva svolgersi la preghiera, ho visto una marea di gente: c’era chi urlava, chi usava il telefonino o la macchina fotografica, ho pensato che questo sarebbe stato per tutti soltanto una perdita di tempo. Il chiasso era indescrivibile! Quando si sono potute sentire le prime note della musica, è calato il silenzio… Tante persone poi mi hanno detto che quel momento li ha stupiti: devo ammettere di essermi meravigliata pure io. Ho ricordato un frammento del Vangelo in cui Gesù ha calmato la tempesta sul lago; adesso so come dovevano sentirsi gli apostoli.

Molti bellissimi ricordi vengono anche associati ai momenti passati dalle famiglie che ospitano i membri della Taizé. Questi incontri costituiscono un’occasione perfetta per conoscere la cultura e le tradizioni di ogni singolo Paese. Molto spesso al momento dell’addio scopriamo che non siamo più stranieri, ma fratelli e sorelle, il che in qualche modo allevia la tristezza della separazione. È incredibile quanto spontanee e aperte possano essere le persone in quel momento, quanta voglia abbiano di creare una famiglia.

Quest’anno saranno le famiglie italiane ad ospitare nelle loro case i giovani credenti dal momento che, su invito del Papa Benedetto XVI, l’Incontro Europeo dei Giovani si terrà dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio del 2013 a Roma. I partecipanti arriveranno alle tombe degli Apostoli e alle catacombe in pellegrinaggio per pregare nelle grandi basiliche di Roma e per incontrarsi con il Papa. Anche un gruppo di borsisti della Fondazione “Dzie?o Nowego Tysi?clecia” (il monumento vivente a Giovanni Paolo II) partirà  assieme ad altri giovani. Questi sono bravi giovani ma provengono da famiglie poco agiate e hanno quindi bisogno di supporto nella raccolta dei mezzi per partecipare a questo pellegrinaggio. Tutte le persone di buona volontà che desiderano supportare questa iniziativa sono pregate di versare delle offerte sul seguente conto bancario in z?oty 82 1160 2202 0000 0002 1766 6261 Bank Millenium S.A. oppure in euro: 79 1160 2202 0000 0002 2703 6321. Entrambi i conti appartengono alla banca Millenium S.A.; il versamento deve essere fatto con causale “Taize”.

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