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Cook it Raw alla polacca

Aleksandra Szumilas

Dal 25 al 30 agosto si è svolta a Suwalki la quinta edizione di Cook it Raw. Suwalki, una regione che è diventata un mosaico etnico, è un luogo eccezionale per ospitare un evento che riunisce una quindicina fra gli chef più acclamati del globo alle prese con ingredienti reperiti sul posto, possibilmente selvaggi e preparati senza l’ausilio dell’elettricità. Insieme possono scambiarsi le idee. In conseguenza si crea una sorta di ponte tra la vecchia cucina polacca e quella moderna.

La filosofia di Cook it Raw consiste nell’incoraggiare lo scambio culturale e la mutua comprensione tra gli chef ma anche nella condivisione e nello sviluppo delle capacità tra diverse tradizioni culinarie. Su un livello molto semplice e umano, si creano delle amicizie e lo spirito di collaborazione fra gli chef e la comunità locale del paese ospitante. Così viene spiegata l’idea dell’evento dal suo fondatore, Alessandro Porcelli.

Dopo il primo evento svoltosi a Copenhagen, gli altri si sono tenuti in Italia, Lapponia e in Giappone. Adesso la Polonia è stata scelta grazie alla sua eccezionale situazione agri-culturale. Gli organizzatori dell’evento si sono sorpresi dopo aver visto i risultati degli studi di cui risulta che il metodo polacco di lavorare sulle piccole aziende agricole è molto efficiente e potrebbe diventare una soluzione ai problemi mondiali di agricoltura.

La regione di Suwalki è stata trascurata per molto tempo. Ubicata lontano dalle zone urbane, la regione ospita il lago più profondo del Paese, il lago Hancza così come un numero impressionante di pesci. Ma malgrado la sua ricchezza, “il cibo tradizionale” per molti ancora significa “povero” e “vergognoso”.

La missione dell’evento in Polonia era quella di cambiare opinione sulla cucina tradizionale polacca. I cacciatori del posto, i produttori artigianali e tutti gli altri hanno avuto la possibilità di promuovere il loro patrimonio locale insegnando gli chef sulle squisitezze indigene e scambiando i segreti culinari di famiglia.

In cambio, i visitatori dell’evento hanno potuto lasciare qualcosa per i loro ospiti stranieri: hanno resuscitato il rituale storico di kindziuk ovvero la carne che viene affumicata nello stomaco di un maiale. Non lo si fa da quasi trent’anni. È stato il loro regalo alle persone conosciute grazie all’evento.

 

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