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Festa della donna

Agnieszka Lisiuk, Magdalena Makowska

Sono tempi in cui praticamente ogni giorno c’è qualche festa. Queste feste, alcune chiamate giornate mondiali, sono a volte così strane (come ad esempio la giornata mondiale dell’asciugamano), che suscitano controversie. Un giorno non meno controverso, non per ragione del senso ma della storia, è celebrato l’8 marzo: la festa della donna. Intorno alle sue origini circolano da sempre diverse storie false e fuorvianti, come ad esempio quella secondo cui la festa della donna risale al comunismo. Effettuando ricerche su internet con lo scopo di trovare una fonte affidabile, mi sono imbattuta in numerose leggende che, confondendo i fatti, riportano che l’8 marzo è il giorno della commemorazione della morte di 129 operaie vittime dell’incendio avvenuto nella fabbrica tessile newyorkese Triangle Shirtwaist. Tuttavia, nessuna delle sopramenzionate storie ha a che fare con l’istituzione della festa della donna, la quale in realtà deriva dagli Stati Uniti. La sua istituzione ufficiale ebbe luogo nel 1910 durante la seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, tenutasi due giorni prima del VIII Congresso della Seconda Internazionale Socialista a Copenaghen. Inizialmente, la data delle celebrazioni della giornata internazionale della donna fu designata per il 19 marzo 1911 e i primi Paesi europei nei quali si tennero le celebrazioni furono Austria, Danzica, Germania e Svizzera. Da principio, l’obiettivo della giornata della donna era di promuovere le idee riguardanti i diritti delle donne, di lottare per l’appoggio e la sicurezza nelle fabbriche e contro la discriminazione e, inoltre, di concedere alle donne il diritto di voto. Con l’abdicazione dello zar nel 1917, il potere in Russia fu affidato a Lenin che, su richiesta di Aleksandra Ko??ontaj, istituì nel giorno dell’8 marzo la festa della donna. La data, inizialmente istituita solo in Russia, è diventata, dopo poco tempo, ufficiale anche in altri Paesi. Ma basta con la storia. Passiamo al punto della questione, cioè come la festa della donna è celebrata in Polonia e in Italia. Se parliamo della cultura mediterranea, conviene menzionare che il prototipo della festa della donna esisteva già nell’antica Roma. Con l’inizio del mese di marzo, gli antichi romani celebravano le cosiddette Matronalia, la festa dell’inizio dell’anno nuovo, della maternità e della fertilità. Secondo la tradizione, gli uomini regalavano alle loro donne i fiori ed esaudivano i loro capricci. Così era in antichità, ma come è oggi? Ho chiesto ad alcuni amici italiani quali sono le loro sensazioni riguardanti la festa della donna e come essa viene celebrata nel loro Paese. Per Elisa di Firenze questa giornata è piuttosto uno spunto di riflessione sulla condizione della donna e, oltre a ciò, ricorda tutte le vittorie passate, come la parità dei diritti tra uomini e donne oppure il diritto di voto. D’altra parte ci fa anche ricordare le sconfitte presenti in paesi dove non è garantita la parità dei diritti, ma anche in quelli in cui è garantita ma di fatto calpestata ogni giorno. Secondo Elisa, tali questioni dovrebbero essere discusse non solo l’8 marzo, ma ogni giorno. La ricorrenza è considerata però molto importante. Gianluca di Milano, invece, nota che nei tempi in cui viviamo, si dà decisamente più attenzione all’aspetto edonistico, ignorando un po’ il punto cruciale ovvero morale. “Come festeggiamo? Qui di solito le ragazze festeggiano tra di loro, andando magari a cena fuori o a qualche festa per divertirsi tutte insieme”, risponde Gianluca. “È usanza da parte dell’uomo regalare alla donna un mazzolino di mimosa, simbolo di questa festa in Italia”. Per Giovanni di Palermo, importanti sono le questioni storiche che questa giornata commemora. Per Giovanni la giornata è un momento di riflessione sul ruolo della famiglia in società, ma anche lui nota che è molto diffusa la percezione del fenomeno come di una giornata di festa. La maggior parte della popolazione identifica la festa della donna soprattutto con la tradizione di regalare mimose e cioccolata ed essere carini con le donne. E come è in Polonia? Mi sembra che non ci siano molte differenze. Come in ogni paese, anche qui c’è una parte consapevole di ciò che rappresenta questa giornata, ma allo stesso tempo ci sono anche degli ignoranti, per i quali la festa della donna rimanda soprattutto alla figura di W?adys?aw Gomó?ka e alla consegna alle donne dei mazzi di garofani e dei collant. Per questo motivo alcuni non riconoscono la festa della donna, collegando la ricorrenza solamente a uno degli slogan di PRL, vale a dire “Donne sui trattori!”. Come i polacchi festeggiano l’8 marzo? In modo tradizionale, regalando alle loro donne, madri, sorelle ed amiche tulipani ed eventualmente qualche dolce e sulle strade delle grandi città ci si può trovare nel mezzo di manifestazioni organizzate dai movimenti femministi. Allora, a tutte le donne auguriamo tutto il meglio, soprattutto di essere determinate nel realizzare le loro idee ed essere sempre orgogliose di se stesse!

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