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Italiani in Polonia nei secoli: Adeleide Ristori

ADELAIDE RISTORI (Cividale del Friuli, 29.1.1822 – Roma 9.10.1906). Attrice teatrale italiana. Nasce per caso a Cividale del Friuli, durante la permanenza dei genitori Antonio Ristori e Maria Maddalena Pomatell, entrambi modesti attori, in tournée con la Compagnia di Antonio Cavicchi, ivi impegnati per una recita. Quindi, in questa stessa città, viene battezzata il 31 gennaio dentro la Chiesa di San Silvestro, con i nomi di Adelaide, Teresa e Gaetana Ristori. 

Come attrice tragica, a soli quattordici anni, entra a far parte della Compagnia di Moncalvo, dove debutta nella “Francesca da Rimini” di Silvio Pellico, per essere scritturata, subito dopo, dalla Compagnia stabile Reale Sarda di Torino. Figlia d’arte, è anche parente dei noti attori di prosa Francesco Augusto Bon, Luigi Bellotti Bon e Laura Bon. Ha imparato perfettamente in inglese e in francese, quindi si ripropone di lavorare molto presto anche all’estero. 

Convinta sostenitrice dell’Unità d’Italia e a favore di Re Vittorio Emanuele II, ad un certo momento della sua carriera artistica, comincia ad esprimere pubblicamente i suoi sentimenti patriottici, lanciando, dai palcoscenici dei teatri in cui si esibisce, continui slogan a favore del Risorgimento, sì in terra italiana, ma ancora sotto il dominio asburgico o borbonico, per cui accade che le sue rappresentazioni vengono regolarmente interrotte dalla polizia.

Nel 1847 sposa il Marchese Giuliano Capranica del Grillo, dal quale avrà quattro figli. Questo matrimonio, però, suscita tra la gente un grosso scandalo, poiché ella è una commediante e i commedianti e le commedianti, un po’ dovunque, ormai da tempo, vengono considerate persone ai margini della società, persone non gradite ai più, che dopo la morte dovranno essere sepolte in terra sconsacrata. Malgrado ciò Adelaide va ad abitare nel sontuoso Palazzo Capranica del Grillo a Roma da cui la sua Compagnia Teatrale Tommaso Zocchi potrà ostentare tutta la sua ricchezza, tanto da potersi permettere perfino un lussuoso vagone ferroviario con cui viaggiare in giro per tutta l’Europa.  Poco più che trentenne, infatti, è già ricca e famosa.

Nel 1855 effettua una felice tournée a Parigi, proprio all’epoca dell’Esposizione Internazionale.   Nella capitale francese la Ristori trionfa con “Mirra” di Vittorio Alfieri. Critica e pubblico la preferiscono alla Elisabeth-Rachel Félix, fino ad allora la loro gloria nazionale e, addirittura, in molti la considerano come la più grande attrice tragica di tutti i tempi. In questa città ha occasione di conoscere grossi personaggi come Alexandre Dumas, Alphonse de Lamartine, George Sand, parecchie teste coronate d’Europa, nonché tutta quella società privilegiata che solitamente va a teatro soltanto per far sfoggio della propria eleganza. La Ristori nel 1866 affronta per la prima volta l’Oceano per esibirsi nei teatri degli Stati Uniti, dove è appena terminata la guerra di secessione.

In seguito, sempre più spesso, con spirito d’esploratrice, si accinge ad affrontare lunghissimi e pericolosi viaggi per mare e per terra. La tournée più incredibile che compie è quella che viene subito definita “Giro del Mondo” iniziata il 9 maggio del 1874 che la porta in Sud America sfidando le insidie dello Stretto di Magellano, fino all’Australia dove deve superare i terribili venti contrari di quelle parti. Questo perché ha deciso di esibirsi in tutte quelle città che non sono mai state visitate da Compagnie drammatiche italiane. Fa ritorno a Roma, dopo circa due anni, il 13 gennaio del 1876, attraverso l’Oceano Indiano e il Mar Rosso tra i pericoli delle guerre in atto in quelle zone. 

Come donna la Ristori, malgrado tutti questi spostamenti ed impegni, riesce a dimostrare amore a suo marito e ai suoi figli, inondandoli di un calore quasi morboso; riesce a dimostrarsi particolarmente rispettosa dei propri genitori mentre li mantiene economicamente; può dimostrar d’amare anche i suoi fratelli e le sue sorelle, benché, a volte, poi, al momento opportuno, non sa nascondere il suo carattere notoriamente irascibile.

Nella sua Italia è acclamatissima dal pubblico e lodata, in genere, dai suoi contemporanei. Per il suo patriottismo riceve, perfino, un elogio da Camillo Benso Conte di Cavour, che le scrive: «Se ne serva di questa sua autorità a pro della nostra Patria, ed io applaudirò in Lei non solo la prima artista d’Europa, ma il più efficace nostro cooperante nei negozi diplomatici»

Dal 1855 al 1885, per trenta lunghi anni, insomma, è costantemente in scena all’estero: Francia, Germania, Belgio, Austria, Ungheria, Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Russia, Polonia, Portogallo, Egitto, Grecia, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Uruguay, Cile, Perù, Messico, Australia, Nuova Zelanda. Reduce dai successi di Berlino, la Ristori arriva in Polonia e si esibisce dal 31 ottobre al 3 novembre del 1856 presso il teatro di Breslavia. Anche qui, come sempre, si avvale della collaborazione del drammaturgo milanese oriundo francese Napoleone Giotti, pseudonimo di Carlo Jouhaud, autore di uno studio sul poeta polacco Adam Mickiewicz; operante presso il Teatro del Cocomero di Firenze, seguace di Giovanni Battista Niccolini, il quale nei suoi drammi esprime costantemente un sentimento patriottico molto ardente e un linguaggio così eloquente che sa arrivare diritto al cuore della gente.

A Varsavia il Teatro Nazionale – attivo in Polonia già nel XVIII secolo, ai tempi di Re Stanislao Augusto Poniatowski – dal 4 al 14 novembre dell’anno 1856, la ospita insieme a tutta la sua troupe. In quest’occasione ella interpreta la tanto attesa commedia di Carlo Goldoni dal titolo “La Locandiera” nella versione originale integrale, già tradotta dal tedesco in polacco da Borys Halpert, e rappresentata venti anni prima in Polonia nel 1836 con il titolo di “Mirandolina”. La successiva interprete di quest’opera a Varsavia sarà, quaranta anni dopo, la grande Eleonora Duse, nel 1896. In entrambi le occasioni, il testo della commedia viene pubblicato. Dopo Varsavia, porta ancora “La Locandiera” in scena a Cracovia, ottenendo, anche qui, un grande successo. Adelaide Ristori racconta alcuni dettagli di questa sua tournée in Polonia, nella frequente corrispondenza che ha con i suoi amici Lauretta Cipriani Parra e Giuseppe Montanelli. A Montanelli, il 23 novembre del 1856, in particolare, scrive: “Mio Carissimo Montanelli, senti cosa m’accadde a Varsavia” … e descrive una lunga storia. Nel 1907 i teatri di Varsavia e Cracovia proporranno ancora “La Locandiera” nella versione polacca, tradotta dall’italiano, questa volta per mano di Zygmunt Sarnecki. 

Da notare che le opere di Goldoni e della Commedia dell’Arte in genere, hanno sempre riscosso e riscuotono tutt’oggi, in Polonia, un gran successo. Se si pensa all’opera “Arlecchino servitore di due padroni”, testo tradotto in polacco dal tedesco da Andrzej Horodyski con il titolo “Kartofel Palka”, andata in scena per la prima volta a Varsavia nell’aprile del 1807, replicata, poi, in tutto il paese, durante il XIX secolo, per ben trenta anni di seguito e ripresa, poi, da Giorgio Strehler per alcune decine di anni ancora nel XX secolo (Io stesso, nel 1996, ebbi occasione di collaborare a tal proposito, col grande regista milanese, anche se soltanto per un breve periodo, pochi mesi prima della sua morte).

Nel 1885, all’età di sessantatré anni, Adelaide Ristori si ritira dal teatro e, una volta rimasta vedova nel 1892, trascorre il resto della vita occupandosi di assistenza ai bisognosi. Scrive “Ricordi e Studi Artistici”, e nel 1902, in occasione del suo ottantesimo compleanno, a coronamento della sua profonda fede nella Monarchia, ha l’alto onore di ricevere una visita da parte del Re Vittorio Emanuele III. Muore a Roma nel 1906 all’età di 84 anni e viene sepolta nel Cimitero del Verano a Roma. La sua città, Cividale del Friuli, le dedica un monumento.

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