
“Ciao Varsavia”, il nuovo cortometraggio di Diletta di Nicolantonio, è un racconto intimo e delicato sull’identità e il corpo. Conosciamo la storia di Diana, una giovane donna alle prese con disturbi alimentari e le aspettative della società. Il tutto raccontato sullo sfondo di una Varsavia malinconica e decadente, in cui la solitudine assume una nuova dimensione.
Nel 2025, il film ha vinto il Premio Andromeda alla Festa del Cinema di Roma ed è stato chiamato dalla giuria “un viaggio intimo e silenzioso dentro la fragilità e la forza di una giovane donna che cerca di ricucire il proprio rapporto con il corpo e con il mondo”. In Polonia è stato proiettato il 6 dicembre 2025 al Kino Kultura di Varsavia nell’ambito della rassegna dei cortometraggi “Shardana’s Reel”, organizzata dall’Associazione Shardana.
A raccontarci i retroscena della realizzazione del film sono state Diletta di Nicolantonio, regista e sceneggiatrice, e Sara Serraiocco, coproduttrice esecutiva.


“Il film viene dal bisogno di parlare di più di disordini alimentari nelle scuole italiane” – racconta Diletta di Nicolantonio – “Ho deciso di ampliare questo tema raccontando la storia di una ragazza che si trova in una fase molto difficile della sua vita. I suoi problemi sono in gran parte legati all’immagine del proprio corpo, che in questa società conta tantissimo e viene giudicato tanto. La mia protagonista è metà italiana metà polacca. Non ha nemmeno una sua vera identità, sta in mezzo di due culture. Essendo una ragazza molto vulnerabile, in alcune situazioni scende anche a compromessi rinunciando a sé stessa”.
La città gioca un ruolo importante nella storia, riflettendo la solitudine della protagonista. Ci trasferiamo nella grigia e malinconica Varsavia, che sembra quasi uscire dagli anni ’90.
“Ho scelto di girare a Varsavia perché l’estetica e una certa malinconia di questa città mi ricordavano tanto quello che vive il personaggio. Varsavia è molto bella, però ha anche molti toni forti di decadenza. Vediamo anche la clinica di Konstancin, la cui bellezza di altri tempi da un tono particolare alle scene girate al suo interno. Ci sono pochi dialoghi, raccontano tanto i luoghi e le immagini” – spiega Nicolantonio.
“Mi sono subito innamorata del progetto, dello sguardo molto maturo di Diletta e del suo grande talento visivo” – racconta Sara Serraiocco, attrice per la quale il film è stata la prima esperienza nel ruolo di produttrice – “Insieme al direttore di fotografia Matteo Cocco hanno curato molto bene l’immagine del film, ad esempio usando delle lenti russe e anamorfiche. La parte visiva rispecchia quello che sta vivendo la protagonista, riflettendo tra l’altro la sua dismorfia del corpo”.
Dopo la realizzazione del cortometraggio “Lukiskes” girato in un carcere in Lituania, la regista si concentra sulla Polonia, dove abita da due anni.
“Sono italo-croata, ho un po’ di sangue baltico che mi riporta a questi luoghi che sento molto vicini alla mia cultura. Adoro anche il cinema polacco per il suo modo di raccontare le storie, i miei registi preferiti sono Zanussi e Kieślowski. Sono anche molto attratta dall’architettura sovietica”.
Nel cast prevalentemente polacco vediamo due noti attori italiani: Carlotta Gamba e Fortunato Cerlino.
“Carlotta Gamba è stata la mia prima scelta per il ruolo della protagonista. Con la sua sincerità e delicatezza è riuscita veramente a far vedere la vulnerabilità del personaggio. Ha nello sguardo il dolore e la sensibilità che io cercavo” – racconta la regista.

“Ciao Varsavia” affronta temi complessi e attuali con straordinaria delicatezza e autenticità.
Come spiega Nicolantonio: “Credo che sia importante vedere questo film perché fa capire quanto è malata la nostra società. Tutti, soprattutto i giovani, siamo molto legati all’aspetto esteriore, dettato dal mondo finto e deforme dei social media. Tante persone soffrono di disturbi alimentari, non si accettano. Servirebbe a tutti noi un ritorno alla realtà”.
“Se il nostro corto riesce a entrare nell’animo dei giovani, soprattutto le ragazze che si potrebbero immedesimare nel percorso della protagonista, vuol dire che abbiamo fatto centro. Speriamo che il nostro messaggio arrivi” – aggiunge Serraiocco.


















