La rinascita di Matera

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testo e foto: Dominika Rafalska
traduzione it: Maria Chiara Piras

 

Oggi è un gioiello e una delle città più attraenti d’Italia. Alcuni decenni fa era un luogo dimenticato da Dio e dagli uomini. Matera è la prova vivente che la metamorfosi e la rivitalizzazione ben pensata di una città antica, anche se difficili, sono possibili.

Alla provvisoria fermata a Polignano a Mare sono l’unica passeggera. Sono quasi le 7.00 di mattina e spero vivamente che il mio autobus arrivi puntuale. Eccolo! Partiamo attraverso le strade secondarie e dopo alcune decine di minuti arriviamo a Bari. Qui l’autobus, quasi vuoto fino a poco fa, si riempie immediatamente fino all’ultimo posto. Tutti vanno a Matera.

Niente di strano. Il capoluogo della Basilicata è infatti una tappa obbligata durante un viaggio nel sud Italia. Una delle città più antiche non solo d’Italia, ma del mondo intero, ha davvero molto da offrire. Una città scavata nella roccia, affascinanti strade tortuose, splendidi edifici in pietra. Matera ispira anche gli artisti: la città è stata scelta come set cinematografico per numerosi film. Per esempio Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini (1964), La passione di Cristo di Mel Gibson (2004) e infine No Time to Die con Daniel Craig nel ruolo di James Bond (2021). I paragoni di Matera con la Gerusalemme ai tempi di Cristo o con Petra in Giordania sono più che giustificati. Guardando oggi la città è difficile credere che, ancora negli anni ’50 del XX secolo, venisse definita “la vergogna della nazione” a causa delle terribili condizioni di vita che vi regnavano.

Al sud niente è cambiato 

È difficile stabilire con precisione quanti anni ha Matera. Gli studiosi ritengono che sia nata nel periodo paleolitico. Nelle morbide rocce di tufo del canyon del fiume Gravina, nel corso dei secoli, vennero scavate grotte, cappelle e persino intere chiese. È interessante notare che questo modo di vivere è rimasto in uso qui fino alla prima metà del XX secolo.

Le terre su cui sorge Matera passarono di mano in mano, diventando proprietà, tra gli altri, di Romani, Greci, Arabi e Longobardi. La prima menzione della città (allora conosciuta con il nome di Matheolla) risale al 251 a.C. Le dure condizioni di vita, le malattie dilaganti e la fame hanno segnato il destino della città e dei suoi abitanti per secoli.

Ancora oggi a Matera si è conservato l’antico impianto urbanistico. La parte storica della città, i Sassi di Matera, è composta da due parti: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Il primo è considerato il quartiere più antico di Matera. Qui si possono visitare grotte autentiche, oggi trasformate, tra l’altro, in piccoli musei. Alcune delle “case tradizionali” sono oggi anche hotel (e non dovrebbe sorprendere il fatto che in alcune camere non ci siano finestre).

Triste bellezza

La storia di Matera non è soltanto un racconto romantico che ispira gli artisti. Per secoli gli uomini hanno vissuto qui spesso in un’unica stanza insieme agli animali, che costituivano tutti i loro beni. In passato nella città dilagavano malattie e carestie, e la mortalità infantile raggiungeva il 44%. Oggi è difficile immaginare che ancora nella prima metà del XX secolo fino al 90% degli abitanti (su 20 mila) era analfabeta. La gente viveva senza accesso all’acqua, alle fognature e all’elettricità.

“Chiunque vede Matera non può fare a meno di sopravvivere allo shock, tanto è espressiva e commovente la sua triste bellezza” ha scritto Carlo Levi nel libro Cristo si è fermato a Eboli (1945). Levi è stato medico, scrittore e intellettuale di sinistra. Faceva parte dell’organizzazione antifascista Giustizia e Libertà. Negli anni ’30 è stato esiliato dalle regioni industriali e ricche del Nord al povero Sud. Ha trascorso gli anni della guerra in Basilicata, nella provincia di Matera. L’esilio di Levi in Basilicata e il suo libro, in cui ha descritto l’inimmaginabile miseria del Sud, si sono rivelati una pietra miliare nel processo di miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti della regione e della stessa Matera.

La pubblicazione ha guadagnato popolarità in Italia. Nel 1979 è stato realizzato un film tratto dal libro, diretto da Francesco Rosi. Ancora più importante sembra il fatto che già tre anni dopo la pubblicazione del libro il leader del Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti, ha visitato Matera. È stato lui a definire la parte della città chiamata Sassi come “vergogna nazionale”. Nel 1950 il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, ha deciso di creare un piano di salvataggio per la città e ha incaricato l’elaborazione di un progetto di legge sulla ristrutturazione e sullo sfollamento degli abitanti di Matera. Già nel 1951 il progetto è stato presentato in Parlamento. Il 9 aprile 1951 in prima pagina del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, è comparso il titolo: “I Sassi di Matera scompariranno, De Gasperi cancella una vergogna nazionale”.

Dietro questa affermazione c’era però una grande responsabilità e una quantità enorme di lavoro. L’operazione era complessa e il politico si rese conto che erano necessari studi approfonditi e il coinvolgimento di esperti di diversi settori. Questi studi hanno portato alla creazione di un progetto che prevedeva la nascita di tre nuovi quartieri: La Martella, Venusio e Picciano. È lì che sono stati trasferiti gli abitanti dei Sassi. A ogni famiglia sono stati assegnati tre ettari di terra coltivabile. Il 17 maggio 1952 è stata firmata una legge speciale per la riqualificazione dei Sassi che prevedeva la costruzione di sette nuovi insediamenti e la ristrutturazione di 859 abitazioni del quartiere. Dopo il 1953 il centro è stato ufficialmente chiuso. La vita è tornata lì solo alcuni decenni più tardi. Purtroppo i costi sociali di questo progetto si sono rivelati elevati. Durante il trasferimento della popolazione del quartiere i legami sociali si sono molto indeboliti e molte persone, paradossalmente, si sono adattate con difficoltà alla vite nei nuovi quartieri, molto migliori ma sconosciuti. Solo dopo molti anni si è capita davvero l’importanza di questo processo.

Rinascita

“Matera può essere trattata come un luogo culturale che fa parte della tradizione, cioè il fenomeno della trasmissione di generazione in generazione del patrimonio culturale. La tutela del patrimonio non dovrebbe consistere soltanto nella conservazione e nel miglioramento dello stato fisico dell’architettura della città, ma anche nella protezione dei valori storici, costituiti da importanti eventi sociali, politici e culturali. Tutte queste azioni non sarebbero state possibili senza la partecipazione della popolazione locale che da secoli abita la città, diventando parte inscindibile”, ha scritto l’architetto Marta Stachurska nell’articolo Due volti di Matera. La problematica della tutela del patrimonio culturale di Matera nel processo di riqualificazione della città antica pubblicato nella Wiadomości Konserwatorskie (2002, n.64). L’autrice ha sottolineato che a un certo punto, introducendo i piani di riqualificazione della città,  si è smesso con le pratiche di sfollamento forzato della popolazione e le nuove iniziative hanno previsto il coinvolgimento degli abitanti nel processo di recupero dei Sassi. 

È stata loro offerta una concessione gratuita secolare delle grotte abbandonate in cambio dell’aiuto nel restauro degli edifici. Tutti gli interventi legati alla riqualificazione del tessuto urbano e architettonico dovevano essere realizzati nel rispetto del principio di sviluppo sostenibile. “La priorità degli interventi è stata il rispetto del tessuto originario, la realizzazione delle opere necessarie nel pieno mantenimento del carattere e della forma autentica del luogo senza possibilità di introdurre modifiche permanenti. Tutti i lavori dovevano seguire le precise indicazioni della soprintendenza ai beni culturali…” si legge nel testo di Stachurksa. 

Il carattere eccezionale di Matera è stato riconosciuto nel 1993, quando la città è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Sono stati inclusi l’area dei Sassi (l’antico centro urbano e l’altopiano sul lato opposto del burrone) e il Parco delle Chiese Rupestri. È stata sottolineata l’integrità e l’autenticità del luogo, la necessità della sua protezione e il requisito di una corretta gestione.

Marta Stachurska scrive: “Nella motivazione dell’iscrizione nella Lista UNESCO i Sassi sono soprattutto stati presentati come il più illustre e intatto esempio di insediamento perfettamente conservato nell’area mediterranea, che illustra fasi fondamentali della storia dell’umanità risalenti al paleolitico”.  La riqualificazione riuscita ha nuovamente attratto in città gli abitanti, ma anche investitori e turisti. Alcune grotte sono state trasformate in alberghi, gallerie, caffetterie e adorabili negozi di artigianato. Nel 2019 la città è stata dichiarata Capitale Europea della Cultura. 

Oggi Matera affascina con la sua bellezza unica. La città scavata nella roccia sembra scendere a cascata nel profondo canyon, e il sole al tramonto dipinge d’oro i profili bianchi delle case e delle chiese dei Sassi. La luce dell’ora dorata rende il contorno della cattedrale di Matera un fenomeno quasi ultraterreno. Le strade sembrano non finire mai. Oltre alle grotte, alle autentiche abitazioni e ai belvedere, in città e nei suoi dintorni si possono vedere più di 160 chiese rupestri. Matera oggi attira non solo gli amanti della storia, dell’architettura e della fotografia, ma anche gli appassionati di escursioni in montagna. La triste bellezza di Matera e i decenni segnati dalla sofferenza dei suoi abitanti appartengono, fortunatamente, al passato.