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Alta percentuale di divorzi tra le giovani coppie in Polonia

Iwona Pruszkowska

In Polonia, come in tutta Europa, l’istituzione della famiglia è sempre più fragile e meno durevole, i divorzi, invece, sempre più frequenti. Non bisogna più seguire l’esempio di Ferdinando del “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi per liberarsi di una persona non più amata. Attualmente ci sono dei paesi in cui perfino la metà dei matrimoni stipulati finisce con il divorzio (tra questi ad esempio Austria, Repubblica Ceca, Norvegia, Lussemburgo). La percentuale maggiore dei divorzi concerne la Spagna, che nel 2005 ha introdotto i cosiddetti divorzi immediati. la possibilità di sciogliere il matrimonio è stata introdotta in Polonia all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso. È stato un risultato della laicizzazione della legge sui matrimoni (avvenuta nel 1945) e della rimozione del Concordato del 1923 da parte delle autorità comuniste. La nuova legge ha introdotto la possibilità della separazione e ha influito sulla dimensione del fenomeno dei divorzi. Dai dati del GUS (Ufficio Statistico Generale) risulta che nel 2010 in Polonia ci sono stati 61.300 divorzi a fronte di 228.337 matrimoni contratti. Anche se nei confronti con l’anno precedente il numero di divorzi è diminuito leggermente (nel 2009 si trattava di 65.345 divorzi) da alcuni anni aumenta la percentuale dei divorzi tra i giovani sposi (26,84 divorzi su 100 matrimoni stipulati). Dal 1991 la probabilità di divorzio è aumentata dal 15% al 30% (secondo i dati del progetto FAMWELL, elaborato da Marta Styrc, presso la SGH, Scuola Superiore del Commercio). Dalle valutazioni preliminari risulta che nel 2011 il numero dei divorzi è aumentato di nuovo e riguardava 65 mila coppie. Anche se la decisione di unirsi in matrimonio concerne persone sempre più mature, e quindi dovrebbe essere più ponderata, nel 2010 ci sono stati 13.767 divorzi tra sposi con anzianità di matrimonio tra 0 e 4 anni. Tra le cause più frequenti dei divorzi in Polonia ci sono: incompatibilità di carattere, assenza lunga di uno dei coniugi, tradimento, alcool. Ovviamente un fattore che influisce sull’aumento del numero di divorzi è il cosiddetto consenso sociale. Nel passato il divorzio era considerato una vergogna mentre adesso è una normalità. Inoltre per tanti giovani la carriera occupa il primo posto nella loro vita perciò non vogliono fare dei sacrifici per salvare la relazione. Tale situazione influisce ovviamente sulla vita dei bambini. Secondo i dati del GUS ci sono 52.165 bambini in Polonia (di cui 6.972 sotto i due anni) con genitori divorziati. Nelle scuole elementari è sempre meno frequente che un bambino abbia una famiglia completa. Dalla campagna sociale, elaborata dalla fondazione “Fundacja Mamy i Taty” alla fine del 2011, risulta che l’87% dei polacchi considera il fenomeno dei divorzi il secondo più grave problema sociale in Polonia (al primo posto nella classifica si è trovata la tossicodipendenza, indicata dal 91% dei polacchi). Grazie alla campagna è aumentata la consapevolezza dei polacchi delle conseguenze dei divorzi ed è cresciuta l’opinione secondo cui spesso le persone divorziano senza riflettere bene. “Vogliamo promuovere fiducia, responsabilità e sacrificio come fonte di felicità individuale e di coppia. Vogliamo raccontare ai giovani le cose che non sono apprezzate nella cultura moderna” ha detto Pawe? Woli?ski della fondazione.

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