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Festa Nazionale dell’Indipendenza

L’11 novembre è una data molto importante per tutti i polacchi, in quanto si celebra l’anniversario dell’indipendenza della Polonia, avvenuta nel 1918 dopo 123 anni di spartizioni compiute dall’Austria, dalla Prussia e dalla Russia. Questa festività è stata stabilita negli ultimi anni della Seconda Repubblica di Polonia ai sensi della legge del 23 aprile 1937, quindi quasi 20 anni dopo la riconquista effettiva dell’indipendenza. Si fece però in tempo a celebrarla soltanto in due occasioni, ovvero nel 1937 e nel 1938, ovvero prima che l’inizio della seconda guerra mondiale sconvolgesse le esistenze dei polacchi e di altri milioni di cittadini europei. Durante l’occupazione nazista, iniziata nel 1939 e terminata nel 1944, i festeggiamenti in pubblico furono tassativamente vietati, così come avveniva per qualsiasi altra manifestazione che rivendicasse l’identità polacca. Nel 1945 la festività fu abolita dalle autorità russe che la sostituirono con la Festa Nazionale del Rinascimento della Polonia, che veniva celebrata il 22 luglio. La Festa dell’Indipendenza è stata ripristinata nel 1989, dopo la caduta del comunismo.

Il recupero dell’indipendenza da parte della Polonia è stato un processo graduale e non collocabile in una data precisa; quella dell’11 novembre come data della celebrazione è stata una scelta ponderata, giustificata parzialmente con il fatto che fu in quel giorno che la Germania capitolò sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale.

La celebrazione principale di questa festività si svolge per tradizione a Varsavia in piazza Józefa Pi?sudskiego, davanti alla Tomba del Milite Ignoto, con la partecipazione delle massime autorità dello stato. Inoltre, sul territorio di tutto il Paese vengono organizzati raduni e marce patriottiche, mentre nelle chiese vengono ufficiate messe in onore della patria. A partire dalla caduta del comunismo, l’11 novembre si svolge regolarmente anche una maratona chiamata “Bieg Niepodleg?o?ci”, organizzata dal Warszawski O?rodek Sportu i Rekreacji e alla quale partecipa sempre qualche migliaio di podisti polacchi. Il numero dei partecipanti all’edizione di quest’anno ha superato le 8000 persone.

Per le vie di Varsavia hanno marciato quest’anno due nutriti cortei. Il presidente della Polonia Bronis?aw Komorowski ha preso parte al primo corteo chiamato “Razem dla niepodleg?ej”, una marcia senza appartenenze o divisioni politiche e sociali. Il secondo è stato invece organizzato in concomitanza dalle associazioni “M?odzie? Wszechpolska” (Organizzazione giovanile nazionalista) e “Obóz Narodowo-Radykalny” (Gruppo di nazionalisti radicali).

La marcia “Razem dla niepodleg?ej”, partita da piazza Pi?sudskiego subito dopo la fine della cerimonia ufficiale, è proseguita e si è conclusa in un’atmosfera di tranquillità. I suoi partecipanti hanno attraversato le vie Krakowskie Przedmie?cie, Nowy ?wiat e Aleje Ujazdowskie, fermandosi come da programma davanti ai monumenti del primate Stefan Wyszy?ski, di Wincenty Witos, Ignacy Paderewski, Stefan Grot-Rowecki e Roman Dmowski, rendendo omaggio alle figure storiche che hanno contribuito all’indipendenza della Polonia. L’idea di creare una marcia che accolga tra le sue file tutti i cittadini polacchi, senza alcuna distinzione di sorta, è nata dopo la fine delle celebrazioni della festa nazionale dello scorso anno che sono stati purtroppo interrotti da alcuni tafferugli. Durante la marcia del 2011, infatti, le strade di Varsavia sono state teatro di alcuni scontri tra gruppi anarchici e nazionalisti, che hanno funestato un giorno di festa molto sentito dalla popolazione.

Anche quest’anno si sono sfortunatamente verificati degli incidenti tra i manifestanti e le forze dell’ordine, anche se meno gravi rispetto a quelli dello scorso anno; secondo il rapporto presentato dalla direttrice dell’Ufficio di Sicurezza della città di Varsavia, Ewa Gawor, il bilancio definitivo degli scontri avvenuti durante lo svolgimento della seconda marcia ammonta a 24 persone ferite (tra cui 8 poliziotti) e 134 manifestanti fermati.

 

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