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IL DILEMMA DI BERNANKE… come bruciare trillioni e continuare a farlo senza esistazioni

Emiliano Caradonna

Ho regolarmente espresso il mio disappunto con l’approccio specifico attuato dalla Fed di Bernanke. Sono stato certamente duro in passato ma credo che quest’ultimo round di Quantitative easing e il contesto nel quale viene attuato ha purtroppo rafforzato la mia opposizione. Bernanke si é trovato di fronte un dilemma, prendere atto dei suoi errori ed accettare di essere ricordato come colui che pur bruciando trilioni di dollari non é stato in grado di rilanciare né l’economia né l’occupazione o tentare il tutto per tutto pur rischiando di gonfiare l’ultima e più devastante «bolla» finanziaria che la storia moderna ha conosciuto. Ovviamente, essendo per altro innamorato di se stesso, ha scelto la seconda opzione e quindi ha deciso di lanciare un QE3 e per dovere di semplificazione:

– continuare l’operazione “Twist” continuare a comprare Titoli di stato;

– comprare 40 miliardi di dollari di mortgage (ipoteche immobiliari) al mese per un “periodo indefinito”.

Evidentemente ammettere i propri errori é troppo difficile ma soprattutto la miopia  di questi grandi strateghi é comparabile soltanto alla testardaggine con la quale continuano a rifiutare la realtà che ci circonda.

Nella sua conferenza stampa il Dr. Bernanke ha detto una cosa che credo confermi questo punto di vista. Pedro da Costa ha chiesto perché queste misure dovrebbero funzionare ora e attraverso quale  meccanismo avremo una trasmissione e quindi dei vantaggi per l’economia reale.

Il capo della Fed ha risposto:

“The tools we have involve affecting financial asset prices.  Those are the tools of monetary policy.  There are a number of different channels.  Mortgage rates, other rates, I mentioned corporate bond rates.  Also the prices of various assets.  For example, the prices of homes.  To the extent that the prices of homes begin to rise, consumers will feel wealthier, they’ll begin to feel more disposed to spend.  If home prices are rising they may feel more may be more willing to buy home because they think they’ll make a better return on that purchase.  So house prices is one vehicle.  Stock prices – many people own stocks directly or indirectly.    The issue here is whether improving asset prices will make people more willing to spend.  One of the main concerns that firms have is that there is not enough demand… if people feel their financial position is better they’ll be more likely to spend….”

In sostanza, Bernanke dice che se riesce a far aumentare i prezzi delle case la gente si sentirà (sentirà non sarà) più ricca e quindi propensa a consumare  (e quindi a far debiti)… Se la gente consuma le Società faranno più ricavi e quindi assumeranno…

Si tratta di un approccio terribilmente viziato per le politiche pubbliche e sottolinea un grave difetto nel modo in cui la Banca centrale attua la sua politica di oggi.

È infatti basato sull’idea che una ripresa economica dovrebbe essere guidata dai consumatori che utilizzano il reddito di oggi a leva (come base per far debiti) per consumare, sulla promessa di un temporaneo aumento della ricchezza nominale (che può o non può essere superiore in futuro).

 Nella migliore delle ipotesi si genera una crescita nominale falsando il prezzo delle attività finanziarie, ma senza una reale crescita economica, nell’ipotesi peggiore si liberano i bilanci delle banche trasferendo strumenti finanziari di scarso valore ma con prezzi alti nei bilanci pubblici, avvicinandosi sempre di più al precipizio dell’inflazione e della rovina.

A mio parere, le politiche che ci hanno portato in questo pasticcio sono del tutto indifendibili e un esercizio egotico caratterizzato da scarsi scrupoli…

Senza voler apparire filo germanico finanziare la crescita con nuovi debiti é una strategia senza uscita ma con potenzialmente enormi catastrofi all’orizzonte.

Attenzione quindi a difendere quel che si ha non cedendo alla chimera di guadagni generati sull’aria.

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