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Made in Italy, ok del governo al piano d’azioni per l’export. Martina: Entro il 2020 fatturato da 33 a 50 miliardi

Si muovono su quattro assi di intervento le misure in difesa dell’agroalimentare made in Italy contenute all’interno del decreto Sblocca Italia: la valorizzazione dell’eccellenza alimentare, la lotta all’Italian sounding, il sostegno alla penetrazione nei mercati esteri, la promozione sui mercati più rilevanti. Soddisfatto il ministro Maurizio Martina.
Marchio unico per il made in Italy, lotta a 360 gradi all’italian souding, sostegno all’agroalimentare nei diversi mercati. Il decreto Sblocca Italia, approvato dal consiglio dei ministri venerdì 29 agosto, ha dato il via libera alle norme sulla promozione straordinaria del Made in Italy. Il pacchetto, messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico e dal Mipaaf, per la parte riguardante l’agroalimentare, prevede quattro assi d’intervento: valorizzazione delle produzioni di eccellenza, in particolare agricole e agroalimentari, e tutela all’estero dei marchi e delle certificazioni di qualità e di origine delle imprese e dei prodotti; sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei diversi mercati, anche con appositi accordi con le reti di distribuzione; realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agricole e agroalimentari perfavorirne la promozione all’estero e durante l’Expo di Milano; campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding.
“Con le azioni inserite nello Sblocca Italia parte l’operazione che abbiamo ribattezzato ‘Quota 50′”, ha detto il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina: “Vogliamo aiutare le aziende a fare un salto di qualità e aumentare il fatturato delle esportazioni dai 33 miliardi del 2013 ai 50 che si possono realizzare nel 2020. È un obiettivo ambizioso sul quale vogliamo lavorare concretamente. Vogliamo valorizzare le produzioni italiane rendendo più facilmente riconoscibile l’origine. Da qui l’esigenza di creare un segno distintivo unico per le nostre produzioni agroalimentari e combattere il falso Made in Italy ancora più intensamente”. In particolare, per migliorare la competitività, Mipaaf e Mise favoriranno la creazione di piattaforme logistico distributive e accordi con le reti di distribuzione all’estero. “Dobbiamo puntare decisamente sull’aggregazione” ha concluso Martina “per avere i numeri per giocare una partita fondamentale sui mercati”.
A cura di Gialuca Atzeni – www.gamberorosso.it

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