Chiara Catalano: la moda per salvare il pianeta

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Chiara Catalano nasce a Palermo da una famiglia di artisti e scienziati da generazioni, di cui hanno parlato scrittori come Sciascia e influenti mezzi di comunicazione. Il nonno Eustachio fu direttore dell’Accademia di Belle Arti nonché esponente dell’arte del Novecento siciliano, cui è intitolato il liceo artistico di Palermo. Lo zio Eliodoro invece biologo marino e scienziato nonché precursore del riciclo urbano in difesa dall’inquinamento del pianeta. Il padre Maurilio, pittore e fondatore della prima galleria d’Arte a Palermo, oggi esponente principale dell’arte contemporanea siciliana.

Laureata in architettura, Chiara eredita i tratti di famiglia ed inizia la sua carriera come curatrice della galleria paterna “Arte al Borgo”, oltre a dipingere. Appassionata da sempre di moda, inizia le sue incursioni brevettando nel 2011 la borsa tastiera “Coccodrive” che sarà finalista del progetto Samsung. “Non mi considero stilista, mi piace descrivermi come una che sperimenta interventi artistici su capi d’abbigliamento, rigorosamente vintage, con un tratto istintivo, ottimista, primitivo, raw. Uso tessuti come tele, come manifesti dove esprimere e comunicare, chi indossa i miei capi diventa ambasciatore di un messaggio eco sostenibile”, spiega l’originale artista siciliana. Nel 2020 la diva di Bollywood Anushka Sharma, indossa un suo capo per Vogue. Catalano ha iniziato collaborazioni creative con Brand Ambientalisti tra pittura e sostenibilità e attualmente sperimenta interventi artistici su oggetti di abbigliamento.

Esprimi la tua filosofia di vita attraverso la moda. Quando hai deciso di comunicare attraverso questa forma d’arte?

Quando ho unito le mie passioni – moda, ecologia, arte – in un unico progetto. Quello della moda sostenibile è un argomento che, insieme a molti altri movimenti nello stesso ambito, gioca un ruolo molto importante per il nostro ambiente, per la nostra consapevolezza sociale e per la nostra economia da svariati decenni. Negli ultimi anni, a causa dell’allarme sul cambiamento climatico, ormai dimostrato dalla scienza, è un argomento sempre più presente anche nella moda, e molti stilisti e maison hanno deciso di unirsi alla causa, modificando le loro vecchie pratiche per diminuire gli sprechi e avere un impatto più positivo.

Potresti descrivere il tuo metodo di lavoro? Come hai creato il tuo stile?

Scelgo dei capi per la loro particolarità, li scelgo per poi trasformarli in pezzi unici, e spesso diventano come manifesti che gridano di “Salvare il pianeta”. Sono capi vintage o in commercio a cui do una seconda vita dipingendo sopra come se fossero tele. Utilizzo colori ecologici, vivaci. Scelgo temi diversi: slogan, figure, giochi…

Sui capi da te ideati troviamo molto spesso frasi come ”Save the planet”, “No plastic in the see” o ”Fuck pollution”. Sono frasi molto simboliche e potenti.

I miei messaggi sono slogan, chi sceglie di indossarli, diventa ambasciatore del messaggio sostenibile. Ce ne saranno tanti altri, diversi ma sempre pensati come inno alla salvaguardia del pianeta. Tra moda e arte c’è un legame profondo e affascinante. La moda stessa si può defi nire una forma d’arte. Nei miei capi il rapporto moda-arte è in continua evoluzione, poiché il filo conduttore di tutto è “comunicare”.

Uno dei tuoi progetti più innovativi e divertenti è certamente la borsa ”Coccodrive”. Com’è nata questa idea affascinante?

L’idea della borsa nasce maneggiando questo oggetto che fa parte delle nostre abitudini quotidiane immaginandolo trasformato in un divertente e sciccoso accessorio. Ha la peculiarità di essere notevolmente resistente agli attacchi chimici e all’ossidazione, risulta elastica, resistente all’invecchiamento e alle alte temperature ed è un ottimo isolante elettrico. In questo modo un elemento tecnologico si trasforma in una pochette colorata da portare a mano o con una scintillante tracolla utilizzando il suo filo di collegamento al pc.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare a fare moda sostenibile, per mantenere vivi i valori in cui credo: rispetto e attenzione verso l’ambiente, libertà personale, non esaurire le risorse del pianeta. Credo che il concetto di sostenibilità abbia fatto capire a molta gente che la moda non è un concetto distante; la sostenibilità nel nostro settore non è una moda passeggera e credo debba essere considerata con rispetto, soprattutto se pensiamo alle condizioni in cui versa oggi il nostro pianeta. Inoltre, chi è venuto prima di noi ha visto le conseguenze drammatiche della fast fashion e anche nel settore del lusso. Per me, sostenibilità è una parola che ti fa pensare due volte alla strada da percorrere, e non è sempre quella più facile e durevole.

La tua terra d’origine è presente nella tua opera?

La Sicilia è una terra di forte personalità, ha una luce magica, ci sono montagne e mare, arte e storia… infinite fonti per ispirarsi!

I capi creati da Chiara Catalano si possono acquistare a Tokyo da Faye_eyaf, a Roma da Carmina Campus di Ilaria Venturini Fendi, e prossimamente online su Instagram. Per collaborazioni artistiche e creative potete contattare la designer direttamente su Instagram.

 

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