Donne che hanno cambiato il mondo

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Una foltissima matassa di capelli candidi, un volto minuto e magro, due occhi colmi di intelligenza e nobiltà d’animo. Rita Levi-Montalcini ha scelto i colori dell’inverno per abbandonare la scena: lo scorso 30 dicembre la neurologa, senatrice a vita, si è spenta a 103 anni presso la sua abitazione di Roma. L’Italia ha perso indubbiamente uno dei suoi simboli e personaggi più amati; mettendo da parte per un momento ogni frase di circostanza, ritengo che sia opportuno prendere spunto dalla sua esistenza per riflettere in modo più ampio e profondo sul senso della vita e sull’intelligenza di alcuni individui eccezionali, le cui azioni si trasformano in memoria collettiva o addirittura in un messaggio universale. La Montalcini è stata una delle più illustri scienziate italiane ed ha dedicato la sua intera esistenza alla scienza, alla cultura e all’impegno civile, fino al giorno della sua scomparsa. Visto il suo enorme impegno in questi campi, scelse di non sposarsi e di non avere mai una famiglia. Negli anni Cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa; grazie a questi studi è stata insignita nel 1986 del premio Nobel per la medicina ed è stata la prima donna ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze nel 1974. Il 1º agosto 2001 è stata nominata senatrice a vita per i suoi meriti scientifici e sociali.  La Montalcini ha sempre combattuto per la parità di trattamento delle donne all’interno della società moderna; a più riprese ha dichiarato di essere una donna libera. Cresciuta in un ambiente ancora fortemente influenzato dagli echi della cultura vittoriana, nel quale dominava la figura maschile e le donne avevano poche possibilità per esprimere se stesse, la Montalcini ha detto “d’averne risentito, poiché sapevo che le nostre capacità mentali – dell’uomo e della donna – son le stesse: abbiamo uguali possibilità e differente approccio”. Intorno alla metà degli anni Settanta ha partecipato alle attività del Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell’aborto.

Aveva una sorella gemella di nome Paola, che però scelse la carriera artistica: era infatti un’apprezzata pittrice, proprio come Adele, la loro madre. Le due sorelle nel 1992 hanno istituito la Fondazione Levi-Montalcini, in memoria del loro padre, che si rivolge alla formazione e all’educazione dei giovani e al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, per creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. Era atea e credeva in una visione laica e multiculturale della società. La sua più stretta collaboratrice, Pina Tripodi, tra le cui braccia è spirata la grande scienziata, ha dichiarato poco dopo la sua scomparsa: “la professoressa aveva da sempre un sogno nel cassetto: quello di prendersi cura delle donne africane, un sogno che si è avverato solo a tarda età ma che la riempiva di gioia e soddisfazione. Sperava di poter salvare qualche centinaio di vite, non immaginava di raggiungere i risultati di oggi: 12 mila donne aiutate dalla sua fondazione”.

La Montalcini è stata una donna che con le sue scoperte ha contribuito a cambiare il sapere del mondo, dimostrando agli uomini e alle donne che chiunque può ottenere grandi risultati, a patto però di un sacrificio costante e tenace, e di un ottimismo e una forza di volontà capaci di vincere ogni vittimismo, perfino razziale.

In un ideale Olimpo femminile delle menti più brillanti della storia, viene quasi naturale accostare al nome della neurologa italiana quello di un’altra donna di scienza, Madame Curie, la prima grande scienziata del XX secolo. Maria Sk?odowska, questo era il suo nome di battesimo, nacque a Varsavia ed ottenne la cittadinanza francese dopo il matrimonio con Pierre Curie. È stata l’unica donna, tra i quattro vincitori di più di un premio Nobel, ad aver ottenuto questo riconoscimento in due discipline distinte. Nel 1903 ricevette il Nobel per la fisica e otto anni dopo, nel 1911, i lavori della Curie sul radio le valsero anche il premio per la chimica. Con la speranza di diffondere il più possibile la passione verso la ricerca scientifica, Madame Curie fondò a Parigi “l’Institut du radium”, che oggi porta il nome di Istituto Curie, e un altro simile Istituto a Varsavia. Quella di Maria Sk?odowska è stata una vita dedicata all’impegno scientifico e civile, proprio come quella di Rita Levi-Montalcini. Donne impegnate nel mondo. Donne che hanno cambiato il mondo.

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