Slide
Slide
Slide
banner Gazzetta Italia_1068x155
Bottegas_baner
baner_big
Studio_SE_1068x155 ver 2
Baner Gazetta Italia 1068x155_Baner 1068x155
ADALBERTS gazetta italia 1068x155
FA-1013-Raffaello_GazettaItalia_1068x155_v1

Home Blog Page 200

Polonia Oggi: La Polonia non è ancora pronta per l’alta velocità

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La scorsa settimana all’Istituto Lech Kaczyński a Varsavia si è tenuto un dibattito intitolato: “Quando realmente in Polonia potrà partire il trasporto ferroviario ad alta velocità?”. Secondo Mikołaj Wild, plenipotenziario del governo per la costruzione dell’aeroporto centrale polacco (CPK), il paese non è attualmente pronto a introdurre treni che viaggiano a velocità superiori a 250 km/h. Bisogna valutare il costo di questo investimento in relazione ai guadagni. In pratica, un treno Poznań-Varsavia che viaggi a 350 km/h risparmia solo 19 minuti rispetto ai treni attuali. Sul nuovo aeroporto centrale che verrà costruito tra Varsavia e Łódź, Wild ha detto che sarà raggiungibile in treno in 2-2,5 ore da quasi tutte le maggiori città polacche, con l’eccezione di Stettino che non ha un linea ferroviaria diretta.

Fonte: forsal.pl

Polonia Oggi: La Polonia vuole potenziare i suoi porti

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

“Il governo vuole rafforzare la posizione dei porti polacchi sul Baltico”, ha dichiarato il ministro degli investimenti e dello sviluppo Jerzy Kwieciński lunedì scorso a Danzica. A tale scopo saranno realizzati progetti nell’ambito dell’infrastruttura portuale, tanto in mare quanto sulla terraferma, ma anche in quello delle infrastrutture di accesso. L’80% delle merci del mondo viaggia via mare e la Polonia “vuole sfruttare il potenziale dei porti di Danzica, Gdynia e Stettino-Świnoujście”. Importante è anche potenziare i trasporti lungo l’asse nord-sud per garantire un migliore accesso ai porti sul Baltico, e questa è stata una priorità negli ultimi dieci anni.

Fonte: pap.pl

Il CEO e fondatore di GI Group in visita in Polonia

0

Lo scorso 15 maggio, presso l’Ambasciata italiana a Varsavia, si è tenuto un seminario intitolato “L’evoluzione del mercato del lavoro e il il nuovo ruolo delle agenzie per il lavoro”, che ha riunito circa 40 presidenti e amministratori delegati di società italiane operanti in Polonia. Il seminario è stato anche l’occasione per celebrare il 20° anniversario della fondazione di GI Group.
Sono stati discussi temi inerenti ai cambiamenti dinamici che si verificano sul mercato del lavoro globale e polacco, così come il ruolo chiave che le agenzie di collocamento svolgono in questi cambiamenti, supportando le imprese nella ricerca e nell’occupazione dei dipendenti.

Il seminario è stato aperto dall’ambasciatore italiano in Polonia, Alessandro De Pedys, che ha illustrato l’attuale situazione economica del paese. Dopo di lui sono intervenuti il CEO di GI Group Stefano Colli-Lanzi, che ha parlato delle sfide che il mercato globale del lavoro dovrà affrontare nei prossimi anni, e Antonio Carvelli, country manager di GI Group in Polonia, che ha dato una descrizione dettagliata del mercato delle risorse umane polacco, delle sue criticità e delle opportunità di crescita e cambiamento che offre.

Le celebrazioni del 20° anniversario di GI Group sono proseguite con l’incontro di Stefano Colli-Lanzi con i suoi dipendenti, organizzato nel quartier generale dell’azienda a Varsavia, dove il CEO ha avuto modo di condividere informazioni e piani di sviluppo dell’azienda. In serata, al ristorante Genesis di Varsavia, è stata organizzata una cena di gala con il team polacco.

Polonia Oggi: Fermato un traffico illecito di farmaci polacchi

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Gli agenti dell’Ufficio centrale anti-corruzione (CBA) hanno scoperto a Białystok un’organizzazione criminale che tra il 2017 e il 2018 ha comprato farmaci salva-vita in Polonia per poi rivenderli illegalmente sul mercato europeo. Si tratta di medicine per un valore di 100 milioni di złoty destinate al trattamento di diabete, trombosi, depressione, ADHD e allergie. Secondo il CBA, il gruppo avrebbe avuto contatti con più di 6500 farmacie polacche. Gli agenti hanno arrestato 7 persone. L’organizzazione comprava i farmaci usando moduli di richiesta falsi, per poi rivenderli in Europa a un prezzo maggiorato. Le persone coinvolte dovranno rispondere di diverse accuse, tra le quali associazione a delinquere, falso ideologico e attentato alla salute e alla vita di terzi.

Fonte: rp.pl

Polonia Oggi: “Terremoto” di Mikołajewski candidato al premio Nike

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Nella lista dei 20 libri candidati al premio letterario Nike quest’anno ci sono tre reportage: “Nie hańbi” di Olga Gitkiewicz, “Foucault w Warszawie” di Remigiusz Ryziński e “Terremoto” di Jarosław Mikołajewski. Quest’ultimo è il racconto del viaggio compiuto dal suo autore nei luoghi colpiti dal terremoto dell’agosto 2016 in Italia centrale. Mikołajewski è scrittore e italianista, l’anno scorso ha ricevuto il Premio Gazzetta Italia. Ha tradotto numerosi autori italiani in polacco, tra i quali Pasolini, ed è stato direttore dell’Istituto polacco di Roma dal 2006 al 2012. Nella lista dei candidati al premio Nike c’è anche la biografia di Irena Sendler, “Sendlerowa. W ukryciu”, scritta da Anna Bikont. Quest’anno cade la 22° edizione del premio. I finalisti saranno resi noti all’inizio di settembre, mentre la cerimonia di consegna si svolgerà domenica 7 ottobre.

Fonte: press.pl

Polonia Oggi: La finale di Europa League del 2020 si svolgerà a Danzica

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

La UEFA ha ufficialmente confermato che la finale di Europa League del 2020 si svolgerà allo stadio Energa di Danzica. La Polonia ospiterà il grande evento per la seconda volta, dopo il precedente di Varsavia nel 2015. All’epoca i tifosi hanno assistito allo scontro tra Dnipro Dnipropetrovsk e Siviglia, in cui ha trionfato la squadra spagnola con un risultato di 3-2. Nella votazione del Comitato esecutivo dell’UEFA Danzica ha sconfitto Porto con 14 voti contro 4.

Fonte: sportowefakty.wp.pl

Polonia Oggi: Olga Tokarczuk ha vinto il Man Booker International Prize

0

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Olga Tokarczuk ha ricevuto martedì il Man Booker International Prize per il romanzo “Bieguni”, tradotto in inglese da Jennifer Croft. Dal 2005 il Man Booker International Prize fa da complemento al Man Booker Prize. Ogni anno insieme al riconoscimento viene assegnato un totale di 50 mila sterline da dividere tra l’autore e il suo traduttore inglese. Tokarczuk ha ringraziato la sua traduttrice, sottolineandone la determinazione. Nel suo discorso l’autrice ha dichiarato di non credere in una letteratura nazionale, ma di trattarla come una creatura vivente, che appare in una lingua e può essere tradotta in un’altra come in un miracolo. Il capo della giuria Lisa Appignanesi ha valutato Tokarczuk una scrittrice di grande intelligenza e immaginazione letteraria. Il tema fondamentale del romanzo è il viaggio. Il titolo si riferisce al nome di una setta russa del XVIII secolo, i cui membri credevano che il mondo fosse opera di Satana, il quale poteva più facilmente tentare l’uomo quando questo stava fermo. Per sfuggirvi bisognava quindi essere in continuo movimento.

pap.pl

Igor Mitoraj: progetto monografico che commemora il genio polacco-italiano

0

In occasione della prossima Giornata della Repubblica Italiana – Giornata Nazionale d’Italia, la Fondazione per il dialogo si rivolge a tutti voi, cittadini italiani che vivono in Polonia, e alla comunità delle imprese italiane nel paese, per rendere omaggio, in occasione del quarto anniversario della morte, allo straordinario artista polacco-italiano Igor Mitoraj, che gli italiani hanno amato e chiamato “il Michelangelo venuto dall’Est” (Silvia Giacomoni, “La Repubblica”, 28 giugno 1991). L’Ambasciatore italiano in Polonia, Alessandro De Pedys, così scrive a proposito dell’artista da Pietrasanta: “Questo volume è un doveroso tributo al genio di questo grande artista: Igor Mitoraj, polacco di nascita, italiano di adozione, europeo nello spirito”.

Vi informiamo della redazione di una monografia italo-polacca dedicata al lavoro dello scultore, la prima al mondo, scritta dalla professoressa Beata Klocek di Biasio e con la prefazione dell’ambasciatore italiano in Polonia, Alessandro De Pedys. L’album monografico contiene oltre 100 bellissime fotografie delle sculture dell’artista sullo sfondo delle architetture di Cracovia, Roma, Firenze, Londra e altre città europee. Il prestigioso album monografico è basato su documenti biografici precedentemente sconosciuti, provenienti dagli archivi dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove l’artista ha studiato 1996-1998, ed è il risultato di più di cinque anni di lavoro dell’autrice, laureatasi al Dipartimento di Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica di Lublino e l’Università La Sapienza di Roma.

La nostra fondazione chiede aiuto per la pubblicazione di questo libro. Intendiamo pubblicare 1000 copie dell’album monografico, donarle a tutti gli sponsor e trasmettere questo lavoro bilingue alle biblioteche universitarie in Polonia e in Italia. Vi preghiamo di partecipare alla sponsorizzazione del progetto, che ricorda simbolicamente oggi nel 21 ° secolo, gli antichi rapporti di cultura e arte tra Italia e Polonia.

I loghi degli sponsor saranno annotati con gratitudine sulla copertina della monografia e tutti i partecipanti al progetto saranno invitati a partecipare al gala promozionale, che si svolgerà nel quarto anniversario della morte dell’artista, presso il Centro Sportivo Olimpico Giovanni Paolo II a Varsavia (di fronte al quale c’è un’enorme e bella scultura di Icaro Alato, scolpita da Igor Mitoraj). Durante la cerimonia, i graditi ospiti ascolteranno la conferenza e guarderanno l’interessante presentazione: “Sculture di Igor Mitoraj in 44 città del mondo”.

 

Profesor Bohdan Michalski

esperto della Fondazione per il dialogo (www.narzeczdialogu.pl)

ul. Mołdawska 7/50

02-127 Warszawa

+48 513 873 551

Fundacja na Rzecz Dialogu – konto: Bank Polska Kasa Opieki S.A.
Nr 02124060031111001075495311

Made in Italy dal 25 maggio nelle sale polacche

0

Terzo film da regista del cantante e musicista Luciano Ligabue, “Made in Italy” è ispirato all’omonimo concept album uscito nel novembre del 2016. “Come nel caso dei film precedenti”, dichiara Ligabue, “anche questa volta la storia si ispira alla vita, soprattutto ai miei amici che hanno vissuto ingiustizie da parte del paese: tasse troppo alte, ritardi nei pagamenti della pensione oppure la perdita del lavoro”.

“Made in Italy” è una dichiarazione d’amore frustrato verso il Paese. Riko (Stefano Accorsi) è un uomo onesto che vive di un lavoro che non ha scelto, nella casa di famiglia che riesce a mantenere a stento, ma anche se fa una vita preimpostata, seguendo i dettami della società, può contare su un gruppo di amici veri e sulla moglie Sara (Kasia Smutniak) che, tra alti e bassi, ama da sempre. Suo figlio è il primo della famiglia ad andare all’università. È però anche un uomo molto arrabbiato con il suo tempo, che sembra scandito solo da colpi di coda e false partenze. Quando perde le poche certezze con cui era riuscito a tirare avanti, la bolla in cui vive si rompe e capisce che deve prendere in mano il suo presente e ricominciare, in un modo o nell’altro. E non darla vinta al tempo che corre.

Il film è stato presentato in anteprima alla rassegna Cinema Italia Oggi tenutasi in aprile in otto città polacche. Dal 25 maggio esce nelle sale cinematografiche in Polonia, distribuito da Spectator.

Il sacrificio polacco nella battaglia di Montecassino

0

Nel linguaggio comune, quando si parla di seconda guerra mondiale, l’espressione “gli angloamericani” è spesso utilizzata come sinonimo di “Alleati” e di sicuro non si può sminuire il ruolo che l’esercito americano e quello britannico hanno avuto nel liberare il Vecchio Continente dal giogo nazifascista. Tuttavia, tralasciando la più ovvia omissione del ruolo dell’Unione sovietica, pur con tutti i caveat del caso, altrettanto spesso ci si dimentica dell’apporto di altri paesi che hanno dato il loro contributo alla guerra di liberazione. Lo stesso esercito britannico era composto non solo da truppe anglosassoni ma anche provenienti dal resto dell’impero.

Benché la Polonia fosse stata il primo paese a soffrire l’invasione della Germania nazista nel settembre del 1939, e anche quella sovietica un paio di settimane più tardi, i polacchi si dimostrarono subito attivi nella lotta contro gli occupanti. Consapevole della minaccia che rappresentavano, Stalin fece arrestare medici, intellettuali, professionisti, ufficiali, insomma, un’intera classe dirigente che fece poi fucilare a Katyń nella primavera del 1940. Morirono più di 21.000 polacchi, in quella che fu a tutti gli effetti una “pulizia di classe”. Molti altri furono deportati nei gulag siberiani. Quelli che sopravvivevano al viaggio vennero internati in campi di lavoro forzato in cui le condizioni di vita non erano migliori di quelle dei campi di concentramento nazisti.

Dopo il tradimento del patto Molotov-Ribbentropp da parte dei tedeschi e l’invasione della Russia, Stalin venne convinto dagli Alleati a liberare i prigionieri polacchi, affinché fossero impiegati contro le forze dell’Asse. Il 30 luglio 1941 venne firmato il patto Sikorski-Majski tra le autorità sovietiche e il governo polacco in esilio a Londra, grazie al quale vennero liberate decine di migliaia di prigionieri polacchi dai campi di prigionia dell’URSS. Essi confluirono nel Secondo Corpo d’Armata guidato dal generale Władysław Anders. Anche Anders era stato arrestato perché quando gli fu chiesto di entrare nell’Armata Rossa preferì la prigionia. Accettò di guidare i suoi connazionali soltanto a patto che venissero liberati tutti quanti i detenuti polacchi: non solo gli uomini, ma anche le loro famiglie, gli orfani, ecc.

Stalin non si lasciò comunque intenerire dagli angloamericani e non fornì alcun aiuto ai polacchi, né vestiti, né cibo, né trasporto. Non si fidava di loro e sperava che la fame, la fatica e le basse temperature si occupassero di loro. Anders riuscì comunque a portarli in Persia, dove ebbero la possibilità di addestrarsi. E’ in Persia che venne “arruolato” l’orso Wojtek, che divenne simbolo del Secondo Corpo d’Armata e lo seguì in tutte le sue successive peregrinazioni. Giunti in Nord Africa, i polacchi si prepararono a partecipare alla campagna per la liberazione dell’Italia, dove giunsero nella primavera del 1944.

In Italia si resero conto molto presto della difficoltà che comportava lo sfondamento della linea Gustav all’altezza dell’abbazia di Montecassino, ma non si tirarono indietro. Alla battaglia parteciparono indiani, inglesi, francesi, neozelandesi, gurkha, maori, algerini, sudafricani, ecc. La popolazione civile non subì soltanto le angherie dei nazifascisti ma anche le tristemente celebri “marocchinate”, le violenze perpetrate dalle truppe maghrebine sotto il comando francese. E poi ci fu il bombardamento.

Tre assalti non erano stati sufficienti a sfondare la linea tedesca e così si decise di bombardare l’abbazia benedettina, ma fu un errore madornale. Più che i tedeschi, vi avevano trovato rifugio dei civili, 300 dei quali morirono. Poiché il destino si prende spesso gioco degli uomini, i “diavoli verdi”, come venivano chiamati i parà nazisti, sfruttarono le macerie come valide fortificazioni difensive. Fu a questo punto che si fece avanti Anders. I polacchi avevano l’occasione di dimostrare al mondo che la Polonia non era stata abbattuta dal totalitarismo, nazista o sovietico che fosse, e il 18 maggio 1944 parteciparono in maniera determinante all’ultimo assalto, quello decisivo. Pagarono un alto prezzo in termini di vite umane, morirono più di mille soldati polacchi. Tuttavia, i tedeschi furono costretti a ripiegare. Nei pressi dell’abbazia, oggi ricostruita, sorge il Cimitero militare polacco, dove riposano i caduti e dove riposa lo stesso generale Anders, che morì in esilio a Londra nel 1970, ma volle essere seppellito accanto ai suoi soldati.