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Toto spa vince maxiappalto in Polonia da 123 mln di euro

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La Toto Costruzioni Generali realizzerà un tratto della superstrada S5 Poznan – Breslavia. Sono stati resi noti ieri dalle autorità polacche i risultati del bando internazionale, che ha visto la partecipazione di 12 grandi gruppi, due dei quali italiani.

Con un’offerta di circa 123 milioni di euro (529 milioni di zloty), la società guidata da Alfonso Toto si è aggiudicata il bando internazionale promosso dalla Direzione Generale per le Strade e Autostrade della Polonia (GDDKiA). Un importante lavoro che impegnerà la Toto per due anni: alla fine del 2017 l’opera dovrà essere terminata.

La Superstrada S5 è una delle infrastrutture che il governo polacco sta potenziando. La Toto, con l’associata Vianini Lavori S.p.a., realizzerà i sedici chilometri della tratta Poznan-Wronczyn.

Uno snodo vitale per la futura viabilità del Paese europeo, perché metterà in collegamento la S5, che taglia la Polonia da Nord a Sud, con l’A2, la grande autostrada, in fase di ultimazione, che attraversa il Paese da Est a Ovest, collegando Germania e Bielorussia sulla Strada Europea E30. L’importante svincolo tra le due arterie (nodo Gluchowo) permetterà inoltre di ridurre gli attuali volumi di traffico delle vecchie strade che attraversano i centri abitati nei dintorni di Poznan, con tutti i problemi che ne conseguono per i residenti.

Il progetto prevede complessivamente 17 grandi opere, tra cui viadotti e ponti in calcestruzzo e in acciaio.

«Per noi è la prima importante gara vinta in Polonia – ha sottolineato Alfonso Toto, presidente e Ad dell’impresa italiana – Da tempo ormai guardiamo a quest’area e l’Europa Orientale  rappresenta un mercato molto interessante, in virtù dello sviluppo rapido che sta conoscendo nel campo infrastrutturale. In quest’ottica, la Polonia rappresenta una realtà privilegiata. Sta crescendo molto, – ha aggiunto Alfonso Toto – ma soprattutto ha avviato un lungimirante piano d’infrastrutture che sta portando avanti con coerenza, regole chiare e trasparenti.  E noi siamo presenti con uffici  da poco inaugurati a Varsavia, dove opereremo sia con nostri tecnici che con personale locale. Il mercato del lavoro polacco offre infatti una manodopera assai qualificata, abbinata a un’offerta di tecnici di tutto valore, che insieme ai nostri formeranno la nostra squadra».

Quella appena inaugurata a Varsavia è la seconda struttura  estera che la Toto Costruzioni Generali ha aperto negli ultimi anni. Da tempo opera, infatti, con propri uffici a Dubai.

«Stiamo consolidando la nostra vocazione di player internazionale. Guardiamo con attenzione alle opportunità che si aprono in diversi mercati. Non trascurando l’Italia. Come già comunicato, nei prossimi mesi avvieremo un grande cantiere in Sicilia per la costruzione di una nuova ferrovia. E’ un’opera dal valore di 300 milioni realizzata per conto delle Ferrovie Italiane e prevede una serie di interventi speciali come la costruzione di una nuova stazione sotterranea e gallerie che realizzeremo con due nuove TBM, sul modello sperimentato con successo nella Variante di Valico. Stiamo per partire, a La Spezia,  con un importante intervento Anas, un commessa da 120 milioni. Mentre sempre in Sicilia per il Consorzio Autostrade Siciliane stiamo progettando e realizzando una delicata opera di risanamento di un grande viadotto, un lavoro questo da 45 milioni».

La gara polacca vinta dalla Toto, dopo le rituali verifiche delle offerte, si concluderà con la firma del contratto per la fine di marzo.

Segnali di ripresa per il settore edilizia in Polonia

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Secondo le statistiche sulle insolvenze d’impresa, il settore polacco delle costruzioni è arrivato ad una svolta. La performance negativa del 2010-2012, caratterizzata da numerosi fallimenti, ha ceduto il posto a uno dei miglioramenti settoriali più significativi.

Questi dati indicano un miglioramento a lungo termine per l’intero settore? Attualmente, l’industria edilizia abitativa, che costituisce solo una parte del settore delle costruzioni, mostra segnali di progresso, e i nuovi fondi dell’Unione Europea contribuiscono a questa dinamica positiva. Un peggioramento significativo tra il 2010 e il 2013 Il settore polacco delle costruzioni ha conosciuto il boom dieci anni fa: la domanda di nuove abitazioni era in aumento, alimentata da mutui ipotecari vantaggiosi. Successivamente, il settore ha ricevuto un nuovo impulso quando il paese fu selezionato per ospitare il campionato di calcio europeo 2012, insieme all’Ucraina. Ciò ha portato alla pianificazione di nuovi lavori edilizi, quali la costruzione di stadi per entrambi i paesi e lo sviluppo delle infrastrutture in Polonia. Il quantitativo di nuovi contratti ha comportato fluttuazioni significative di prezzo dei materiali edilizi, portando così al collasso numerose imprese. Inoltre, il crollo della domanda sul mercato immobiliare (dovuto all’effetto di un forte aumento dei prezzi, unitamente a condizioni più restrittive nell’accesso al credito e alla delicata situazione del mercato del lavoro) ha contribuito al peggioramento delle prospettive per le imprese focalizzate su questo segmento del mercato.

Dal 2010, i casi di insolvenze d’impresa nel settore si sono moltiplicati ad un ritmo inaspettato: inizialmente del 20% e dopo del 46% nel 2011 e del 52% nel 2012. Segnali di miglioramento e opportunità a partire dal 2016 Le recenti statistiche di insolvenza evidenziano un quadro totalmente diverso. Dopo anni di deterioramento, si evidenzia non solo un netto calo dei fallimenti nell’edilizia, ma un vero e proprio miglioramento, al punto che la performance del settore supera spesso quella degli altri settori. I primi tre trimestri del 2014 registrano una diminuzione del 26% delle insolvenze d’impresa. Questa evoluzione positiva risale all’inverno relativamente mite del 2013/2014, che ha permesso di non ritardare eccessivamente i lavori di costruzione. Inoltre, grazie ai tassi di interesse storicamente bassi, all’aumento della domanda e alla relativa stabilizzazione dei prezzi, il mercato immobiliare premia il settore delle costruzioni e le sue imprese. Altri effetti positivi provengono dagli aiuti pubblici all’acquisto di alloggi per i giovani con mutui ipotecari. Poiché il programma riguarda solo il mercato abitativo primario, sostiene le imprese che costruiscono immobili, e le piccole imprese che forniscono servizi di completamento degli edifici e imbiancatura. Tuttavia, il programma è relativamente restrittivo, e il mercato delle abitazioni rappresenta solo una minima parte del settore edilizio. A lungo termine, le imprese di costruzioni trarranno beneficio dalla disponibilità di fondi europei provenienti dal nuovo budget dell’UE per il 2014-2020. Questi fondi comunitari (di cui la Polonia è la prima beneficiaria), unitamente agli aiuti pubblici del governo, serviranno a potenziare le infrastrutture del paese. Tuttavia, per questioni procedurali, le imprese di costruzioni beneficeranno degli effetti di questi nuovi investimenti solo a partire dal 2016. In vista di queste condizioni più favorevoli, Coface ha rivisto la valutazione di rischio del settore edilizio da “molto elevato” a “elevato”. Un miglioramento più sensibile, che contribuisce a limitare i rischi, avvantaggerà le imprese di costruzioni nel corso del 2015. “Finalmente il settore edilizio offre migliori prospettive. Il miglioramento delle vendite e della produzione va di pari passo con il calo dei fallimenti. Per il settore delle costruzioni le previsioni sono piuttosto positive, ma bisogna notare che sono numerose le realtà che risentono ancora del lungo periodo negativo passato e di problemi di liquidità. Hanno accolto con sollievo i segnali di ripresa, ma sarà necessario un miglioramento a lungo termine perché la loro situazione finanziaria si ristabilizzi.”, conclude Grzegorz Sielewicz, Economista della Regione Europa centrale di Coface Prospettive in aumento per la maggior parte dei settori, ma si evidenziano influenze esterne negative Anche la valutazione di molti altri settori è stata rivista. Sebbene l’evoluzione della domanda (sia domestica che proveniente dai mercati esteri) consente ai settori dei metalli e dell’auto di ritrovare la valutazione “rischio medio”, altri due restano relativamente sensibili a influenze esterne negative. I trasporti e la chimica assistono al declassamento della propria valutazione. I trasporti polacchi sono molto esposti ai servizi internazionali, compresi i costi di trasporto, verso mercati a rischio come Russia e Ucraina. La ripresa incerta della Zona euro o il calo dei prezzi del petrolio, che riducono i costi di produzione del settore, non sono sufficienti a compensare questo effetto negativo.

Varsavia, pompieri al lavoro 12 ore per domare incendio su ponte

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I vigili del fuoco hanno lottato dodici ore per contenere un incendio scoppiato sul principale ponte di Varsavia, che ha reso inutilizzabile uno degli snodi chiave per i trasporti nella capitale della Polonia.

Nessuno è rimasto ferito, ma si teme ci siano norevoli danni strutturali al Ponte Lazienkowski, un’arcata d’acciaio costruita quarant’anni fa per cui sono stati già previsti lavori di ammodernamento.

“La principale operazione è durata dodici ore”, ha indicato il portavoce dei vigili del fuoco, Pawel Fratczak, “Ma i vigili del fuoco stanno continuando a monitorare il sito. Gli esperti esamineranno le condizioni del ponte, per verificare eventuali danni strutturali. Ma è già chiaro che l’asfalto per un lungo tratto dovrà essere rifatto”.

Le autorità temono inoltre che le fiamme abbiano danneggiato i cavi per le telecomunicazioni, il gas e l’elettricità che corrono lungo il ponte di 423 metri che attraversa il fiume Vistula. Gli sforzi hanno coinvolto 144 pompieri mobilitati su entrambe le rive del fiume, oltre che una chiatta che spruzzava getti di acqua sulla struttura in fiamme. Il rogo è divampato alle 17.30 di sabato, quando assi di legno sistemate sotto il ponte a sei corsie hanno preso fuoco, diffondendosi rapidamente alle altre parti in legno della struttura. Il ponte Lazienkowski era già stato colpito da un incendio quarant’anni fa, nel 1974.

“La Lombardia è bellezza”. Così Maroni a Varsavia

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“Expo è veicolo di attrazione verso la Lombardia, che vuole essere business friendly” ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso dell’incontro alla Camera di Commercio Polacca (KIG), ieri sera, nell’ambito della tappa del ‘Word Expo Tour a Varsavia’, ricordando come scopo del ‘World Expo Tour’ sia anche quello di favorire gli scambi commerciali.

“L’Italia è partner economico strategico per la Polonia – ha spiegato il vice ministro polacco Bak – Sono 16 miliardi gli scambi commerciali che avvengono fra i due Paesi ogni anno. Per noi la collaborazione con l’Italia è preziosa, il mio auspicio è quello di sviluppare ulteriormente questo potenziale”.

“La Lombardia è anche bellezza, uno scrigno pieno di tesori naturali e culturali” ha detto Maroni, sottolineando come ulteriore obiettivo del ‘World Expo Tour’ sia anche quello di presentare la Lombardia come meta turistica per i visitatori provenienti dalla Polonia, dall’Europa e da tutto il mondo. “Siamo la prima regione italiana per numero di siti Unesco, 10 su 50 – ha fatto presente il Presidente alla platea -. A questi si aggiungono perle di inestimabile valore: il Teatro alla Scala, il Cenacolo di Leonardo da Vinci, la Cappella Teodolinda con i suoi affreschi, i siti rupestri della valle Camonica. Sono oltre 11 milioni i turisti che raggiungono la Lombardia ogni anno: la mia ambizione è che i 20 milioni di turisti previsti per Expo non solo vengano nei sei mesi dell’Esposizione, ma tornino negli anni successivi”.

“Milano e la Lombardia si stanno preparando al meglio per questo grande evento e siamo pronti ad accogliere i 20 milioni di visitatori previsti – ha ancora aggiunto Maroni -. Expo sarà una vetrina per l’Italia, per la Lombardia e per i Paesi ospiti. La Polonia stupirà con il suo padiglione innovativo realizzato da un giovane architetto. Incanterà i visitatori con il suo giardino magico e saranno protagonisti i prodotti tipici polacchi, innanzi tutto le mele”.

resegoneonline.it

World Expo Tour: Presidente Maroni a Varsavia il 12 febbraio

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Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sarà a Varsavia giovedì 12 febbraio. La capitale polacca ospiterà infatti una della tappe del World Expo Tour, la manifestazione ideata per promuovere l’Esposizione Universale di Milano nel mondo, realizzata dalla Regione Lombardia in collaborazione con le Ambasciate e i Consolati italiani.

Il Tour ha già toccato più di dieci metropoli europee e mondiali – Barcellona, Bruxelles, Parigi, Berlino, Dublino, Berna, Tokyo, Roma, Londra, Washington, Montreal, Shanghai – e oltre all’obiettivo di attrarre visitatori e consolidare la rete di relazioni internazionali, punta a fare conoscere la Lombardia come meta turistica per i visitatori di tutto il mondo e opportunità di investimento per le imprese. Scopo del World Expo Tour è anche quello di diffondere i contenuti del Documento anti contraffazione alimentare promosso dalla Lombardia in occasione della manifestazione Universale di Milano, dal tema “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.

A Varsavia l’evento di promozione dell’Esposizione Universale di Milano “Expo Milano 2015 – “Feeding the planet, Energy for life” si svolgerà alla Camera di Commercio polacca (KIG – ul. Tr?backa 4) alle ore 17 alla presenza delle istituzioni e della comunità imprenditoriale. Seguirà il business talk “Investment Opportunities in Lombardy”, a cura di Promos, Azienda speciale per le attività internazionali della Camera di Commercio di Milano, per presentare i progetti per favorire gli investimenti esteri in Lombardia, la Regione italiana con il maggior numero di imprese (oltre 800mila), la prima per produzione agricola, agroalimentare e per prodotto interno lordo, oltre che per numero di progetti di investimento esteri e per capitali stranieri attratti.

(fonte: Ufficio Stampa Regione Lombardia)

Le imprese abruzzesi si rialzano grazie alla Polonia

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Il Segretario Regionale di Confimi Impresa Abruzzo, Dott. Ernesto Petricca, ed il legale, esperto di diritto internazionale e fondi europei, Senior Partner dello studio, Paolo Nardella, dopo intense giornate di incontri con istituzioni ed imprenditori, non ultimi quelli con l’Ambasciatore Italiano in Polonia, Dott. Allessandro De Pedys, ed il Direttore dell’ICE (Istituto Nazionale per il Commercio estero) Varsavia, Dott. Giuseppe Federico, si ritengono soddisfatti dei presupposti creati e della possibile apertura di un canale diretto, che colleghi le nostre aziende abruzzesi con quella che oggi è definita “la terra della speranza”, la Polonia.

In rappresentanza di quasi 300 aziende abruzzesi appartenenti a vari settori industriali, il Dott. Petricca (Confimi Impresa Abruzzo) ha richiesto ed ottenuto un’approfondita analisi del mercato polacco che ha evidenziato l’esistenza di molteplici opportunità d’investimento e di crescita per le aziende abruzzesi.

In una nota riporta i principali settori di interesse e di investimento e quelli di maggiori opportunità, con dati che appaiono rosei e davvero stimolanti.

MECCANICA ED APPARECCHIATURE, settori dai quali la Polonia, nel solo 2013, ha importato beni e materiali per oltre 10 miliardi di Euro, presenta dati in aumento nel biennio 2014-2015.

Anche il settore delle INFRASTRUTTURE, al centro della politica comunitaria della Polonia, ottiene un notevole incremento ed apre enormi prospettive di crescita, poiché al centro del programma di finanziamento comunitario, che – sottolinea il legale Nardella – sarà di circa 111 miliardi di euro per il settennio 2014 – 2020 per i vari settori.

Il mercato polacco dei prodotti AGRO – ALIMENTARI ed ENOLOGICO è in continuo avanzamento in termini di domanda interna, sia per i prodotti di produzione polacca, che per quelli di importazione. L’aumento del reddito disponibile sta determinando un cambiamento delle abitudini alimentari polacche. I consumatori apprezzano sempre di più i cibi sani e l’offerta alimentare italiana viene considerata un ottimo compromesso da questo punto di vista. Il settore agroalimentare ed enologico, come tutti gli altri settori, è in decisa crescita, ma richiede un forte spirito di adattamento per le industrie produttrici abruzzesi, essendo incentrato su una quasi maniacale attenzione al prodotto biologico, ai generi alimentari di quarta gamma (prodotti ortofrutticoli pronti per il consumo) ed ai prodotti precotti. Sotto questo punto di vista c’è da rilevare però che l’interesse per tali i generi alimentari è controbilanciata da una contemporanea diminuzione dei prodotti alimentari di base.

Altro settore che appare in irrefrenabile crescita è quello della COSMETICA: + 43,20% nel solo biennio 2011 – 2013. Tra le note negative, però, c’è da rilevare purtroppo che l’Italia non è sul podio per quanto riguarda l’offerta di tali prodotti, dove invece troviamo Germania, Francia e Regno Unito.

ABBIGLIAMENTO E CALZATURE hanno subito un incremento del 6% rispetto al 2012, per un totale di 3,5 miliardi di Euro di fatturato.

Alla luce di questi confortanti dati, Confimi Impresa Abruzzo, in collaborazione con lo studio legale Innangi – Nardella, ha fissato i parametri per l’approfondimento delle criticità legali e burocratiche relative all’approccio al mercato polacco. In particolare, il legale Nardella invita le aziende abruzzesi, per come già fatto in passato, a puntare sui “COTRATTTI DI RETE”, poiché secondo il suo giudizio, questo innovativo strumento legislativo, abbinato alle opportunità che il mercato polacco offre, potrebbe dare ottimi risultati in tema di partecipazione ai vantaggi offerti da tale territorio.

Confimi e lo studio legale Innangi – Nardella hanno stipulato convenzioni atte a ridurre al minimo i costi per l’effettuazione di indagini di mercato e l’individuazione mirata di partner, buyers ed importatori. In questa ottica è prevista nei prossimi mesi un convegno proprio sul tema dell’ingresso in Polonia.

osservatoreitalia.it

Varsavia, è l’anno di Chopin

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Anno importante per Varsavia, ricco di attività culturali, musicali e sportive. Innanzitutto si celebrerà Fryderyk Chopin: dal 2 al 23 di ottobre, avrà luogo il 17° Concorso Pianistico Internazionale Chopin, che si svolge ogni cinque anni. Quest’anno 450 pianisti provenienti da 45 Paesi prenderanno parte alla competizione. Il concorso potrà essere seguito in tutto il mondo in streaming sul sito Konkurs.chopin.pl, oppure utilizzando l’applicazione per mobile. Ma quest’anno la capitale polacca celebrerà anche il 60° anniversario del Palazzo della Cultura e della Scienza, tra i simboli della la città. Con i suoi 44 piani, è l’edificio più alto di tutta la Polonia. Al 30° piano, a un’altezza di 114 metri, si trova una terrazza panoramica che offre una vista unica su Varsavia. Per festeggiare la costruzione del Palazzo sono previsti una serie di eventi culturali che si svolgeranno principalmente tra aprile a settembre. Il 2015 è anche un anno di grandi eventi sportivi a Varsavia: il 27 maggio la finale della Uefa Europa League; nel mese di agosto partirà il Tour de Pologne; il 27 settembre la maratona di Varsavia, accompagnata da fiere e concerti. Per i soggiorni nella capitale, soste d’obbligo al Museo Chopin, con la più grande collezione al mondo di oggetti appartenuti al compositore, e il Palazzo Reale con le opere del pittore italiano Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, che ritraggono la Varsavia del XIX secolo.

I polacchi attratti dagli italiani, lo conferma un sondaggio nazionale

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L’ultimo sondaggio svolto dal Centro di Ricerche Opinione Pubblica ha rivelato che nella classifica delle nazionalità che godono più simpatia tra i polacchi al primo posto si piazzano gli italiani! Sorpresi? Per niente! Proviamo a scoprire insieme quali sono le ragioni di tale scelta. Innanzitutto, a noi polacchi sono simpatici gli italiani perché li identifichiamo con l’Italia, affascinante, piena di vita e di tradizioni. Chi meglio di loro rappresenta il Bel Paese che noi così tanto amiamo? Gli italiani sono un popolo aperto, solare e pieno di umorismo. Non si lamentano, o si lamentano in continuazione, ma solo per colpa del maltempo. Infatti, nati nella terra del sole, con un clima mediamente molto più mite del nostro polacco, già solo la parola “inverno” li mette di cattivo umore. Comunque, nemmeno il freddo è in grado di sconfiggere il loro ottimismo e la loro allegria. Molti amano gli italiani per la loro ottima cucina, famosa e apprezzata in tutto il mondo. Un consiglio per tutti quelli che vanno pazzi per la pasta: trovatevi degli amici italiani e vi assicuro senza dubbio alcuno che la domanda “cosa si mangia oggi” scomparirà dalla vostra vita. Senza dubbio la simpatia nei loro confronti è superiore rispetto alle altre nazionalità per motivi storici. Nel corso degli secoli i rapporti tra due paesi sono stati sempre pacifici e amichevoli, senza particolari conflitti o tensioni politico-territoriali. Addirittura nell’inno nazionale polacco conosciuto come Mazurek D?browskiego, viene citata l’Italia e viceversa, ovvero in quello di Mameli in quell’italiano la Polonia. Se avete conosciuto un italiano o avete trascorso una vacanza in Italia probabilmente vi siete resi conto che le differenze tra Italia e Polonia sono tante, ma sono parecchie anche le somiglianze tra i due popoli. L’Italia è un paese molto accogliente e ha tante qualità che noi polacchi apprezziamo.Gli italiani amano rilassarsi, festeggiare e stare in compagnia. Quindi cosa c’è di meglio di stare in un gruppo di italiani?

Oltre la bellezza: il cinema italiano oggi

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Da cinematografaro italiano ricevo sempre le stesse domande da parte degli addetti ai lavori di tutto il mondo: “chi è il nuovo De Sica? chi è il nuovo Rossellini? chi è il nuovo Antonioni?”

A volte mi piacerebbe rispondere così: “il nuovo De Sica ha capito che fare cinema in Italia è solo una questione di politica e di raccomandazioni, al posto di partire per Roma ha deciso di rimanere al paesello, adesso fa il postino, è felice, ha scritto dei romanzi ma li tiene chiusi nel cassetto, fa l’amore con la sua fidanzata e poi il sabato pomeriggio vanno al cinema, l’unico rimasto aperto di tutta la zona, guardano un bel film d’azione americano e poi vanno a mangiare la pizza.”

Invece cerco sempre di dare qualche speranza in più, rispondendo che la situazione è comunque difficile ma che qualcosa all’orizzonte c’è sempre, e che nell’arte non bisogna mai perdere l’ottimismo.

Per fortuna invece, adesso la risposta gli addetti ai lavori internazionali se la danno da soli. Perchè hanno tutti visto “La grande bellezza”, il film di Paolo Sorrentino partito da Cannes e arrivato all’Oscar come miglior film straniero nel 2014. Alla domanda “dov’è il cinema italiano?” la risposta più facile e sulla bocca di tutti, da Los Angeles a Kuala Lumpur, è sempre la stessa: “La grande bellezza”.

Dobbiamo dare indubbio merito al film di Sorrentino per questo, ma la questione rimane, se non vogliamo fermarci alla superficie delle cose: c’è altro, oltre alla bellezza?

In Italia nel 2014 c’è stato il caso de “Il Capitale Umano” di Paolo Virzì, regista amatissimo dagli italiani ma un po’ sfortunato fino ad oggi per quanto riguarda il mercato internazionale. Forse i suoi film così perfettamente provinciali, esistenziali e generazionali fanno una certa fatica ad attecchire sul pubblico estero. Questo suo nuovo lavoro ha un fascino e un respiro certamente più global – è tratto da un libro di Stephen Amidon, sapientemente traslato dalla provincia americana alla Brianza – si avvale di un bellissimo cast, ed è stato il candidato tricolore alla corsa agli Oscar. Era molto difficile, quasi improbabile, che l’Italia dopo quindici anni di digiuno vincesse due statuette consecutive, e difatti “Il capitale umano” non e’ entrato neppure nella cinquina dei finalisti, questo più per questioni statistiche o diplomatiche che per il valore intrinseco del film. Ma sono felice che la sua visibilità internazionale stia facendo scoprire al pubblico europeo ed americano l’autore toscano di “Ovosodo” e “Caterina va in città”.

 

Il genere più amato dagli italiani, si sa, è la commedia, ma molto spesso è anche quello più difficile da esportare, perchè ogni paese ride a modo suo, e soprattutto dei propri tic e delle proprie miserie. Ma era da diverso tempo che non si presentava un pretendente così solido per il ruolo di esportatore italiano di risate all’estero, e sto parlando di “Smetto quando voglio”, il film di debutto nel lungometraggio del trentatreenne salerninano Sydney Sibilia, sceneggiatore e regista di questa storia a stampo universale di un gruppo di ricercatori universitari che si danno al crimine, vista la cronica mancanza di fondi per le loro ricerche. Gli americani l’avrebbero chiamato “La rivincita dei Nerds”, ma “Smetto quando voglio” possiede una sensibilità tutta sua che lo rende italiano fino al midollo. Sarebbe bello che dopo la parata internazionale dei festival, da Reykjavik a Londra, passando per gli Stati Uniti, ci fosse qualche distributore coraggioso che scommettesse sul fatto che il mondo ha voglia di ridere degli italiani al cinema, assieme a loro.

Infine, vorrei spezzare una lancia nei confronti di un certo tipo di cinema, o di produzione audiovisiva di stampo italico, e di cui troppo spesso ci si dimentica, ovvero la videoarte, che però sempre più spesso è la nostra rappresentate migliore nei festival cinematografici e negli istituti italiani di cultura nel mondo, e non solo nelle gallerie e nelle varie Biennali. Ormai a tutti gli effetti cineasti, i nuovi videoartisti italiani producono lavori che trovano la loro collocazione anche nei palinsesti televisivi e nei palmares internazionali, se è vero che un documentario come “Hometown-Mutonia” del collettivo artistico bolognese ZimmerFrei ha rappresentato il cinema italiano ai festival di Roma e Thessaloniki, che i ventisei minuti di “San Siro” di Yuri Ancarani, ritratto poetico del tempio calcistico di Milano, sono stati applauditi a Locarno e a Toronto, che “The Show MAS Go On” della videoartista giramondo Ra Di Martino ha iniziato dalla Mostra del Cinema di Venezia un percorso pluripremiato. Forse sono loro, con meno pressioni da parte del mercato e della politica, al giorno d’oggi i nostri cineasti più liberi, e quelli che andrebbero indicati come gli eredi diretti della tradizione del grande cinema d’arte italiano. Se il nuovo De Sica ha gettato la spugna, forse i nuovi Antonioni non si sono rassegnati a fare semplicemente i postini di cartoline dall’Italia.

Un giorno a Pisa

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Sembra che la torre pendente e la città di Pisa siano un po’ come due piccioncini, almeno nel modo in cui la torre viene collegata alla città. Devo ammettere che anch’io per tutta la vita ho sognato di fare una foto ricordo tipo “una maestra di Kung-Fu che salva un monumento in pericolo di crollo”, però la mia guida locale non mi ci ha fatto nemmeno pensare: “Vuoi fare la scema anche tu?”. I pisani sicuramente preferirebbero che i turisti avessero progetti più ambiziosi di una foto con la torre pendente, una pizza Margherita o una passeggiata per la via principale piena di negozi.

Durante un tour organizzato dal Comune di San Giuliano Terme ho scoperto che questa parte della Toscana ha da offrire molto di più. Basta dedicare un attimo di attenzione e si riescono ad esplorare luoghi ancora poco conosciuti dalla maggior parte dei turisti. Vi aiuto a farlo con piacere!

 

Allora, cosa visitare?

Fondazione Cerratelli

Probabilmente nessuno al mondo può vantarsi di una raccolta così ampia di costumi d’opera, costumi teatrali e cinematografici, ce ne sono più di 30.000! Nella sede presso Villa Roncioni si possono ammirare ad esempio alcuni costumi originali dei protagonisti delle più note opere di Puccini. A che serve questa fantastica collezione? Non soltanto per il piacere degli occhi, ma anche per dare una mano ai futuri maestri di sartoria. Quale giovane designer non sogna di imparare su tali modelli? Ho avuto il piacere di poter affittare uno dei costumi e metterlo per la cena di gala presso la splendida Villa Alta, se vi trovate lì a breve, prendete in considerazione questa opportunità!

Certosa di Calci

Il convento dell’Ordine Certosino dalla prima metà di XIV secolo. Ben conservato, consente di immaginare molto bene com’era la vita dei frati di clausura. Vi raccomando un giro con la guida! Vi racconterà tra altro che nel convento si poteva parlare solo la domenica, per cui i gatti certosini non miagolavano mai perchè sicuramente sapevano che non si poteva interrompere la continua meditazione.

Frantoio Toscano del Rio Grifone

Che cosa sarebbe una visita in Toscana senza una degustazione d’olio d’oliva e di vino, con una vista sulle famose colline baciate dai raggi del sole? Qui vedrete come si spremeva l’olio un tempo e come lo si fa oggi. Assaggerete anche i tipici piatti toscani, il vino e la grappa casereccia. Una bellissima tradizione famigliare che i proprietari  condividono volentieri con i loro ospiti.

Terme di San[cml_media_alt id='113317']Witkowska - Piza Terme[/cml_media_alt] Giuliano

Qua ci si può sentire come i romani che andavano ai bagni pubblici e dimenticavano il resto del mondo. Piscine, grotte con microclima, idromassaggi e l’impressione che il chiasso e la fretta non siano mai esistiti. Inoltre il ristorante è di livello mondiale: potete immaginare gelato ai porcini, la faraona e il semifreddo di castagne. Ci potrei proprio vivere!

E nella città di Pisa?

Naturalmente già solo passeggiare per la città stessa è un piacere, soprattutto se andando a vedere la famosa torre facciamo un salto al Museo Nazionale di San Matteo oppure alla mostra Angeli dello scultore polacco Igor Mitoraj. Vale la pena di camminare attentamente attorno alla famosa Cattedrale in Piazza dei Miracoli, su una delle pareti si possono trovare dei buchi disposti verticalmente. Secondo la leggenda è una traccia degli artigli del diavolo. Dicono che non si possano contare, perchè ogni volta il risultato varia. Non ho avuto coraggio nemmeno di provare!

 

Cosa mangiare?

Assicuratevi di provare la Cecina, viene fatta con farina di ceci, spesso servita in un panino con diversi condimenti oppure come antipasto. Conviene assaggiarla a il Montino. Sicuramente vi toccherà fare la fila, però ne vale la pena. Inoltre, prima di tornare a casa nella valigia va messo un pacco di pasta Martelli ed una bottiglia di vino toscano buonissimo, non vi preoccupate, ce ne sono mille (io ho scelto quello di Cortona). E per una cena squisita (che in Toscana ci si deve concedere!) vi aspetta un simpaticissimo e incredibilmente talentuoso chef Luca Micheletti alla Locanda Sant’Agata.

 

Dove pernottare?

Se cercate uno luogo conveniente posso raccomandare Hotel La Pace che si trova a poca distanza dalla stazione centrale e a pochi passi dai più importanti musei e monumenti nella città. Se invece preferite la pace e una bella vista sulle colline dolci di mattina allora Airone Pisa Park Hotel vi piacerà sicuramente. In entrambi i casi incontrerete proprietari gentilissimi, colazioni deliziose e lo staff con conoscenza dell’inglese, il che in Italia può essere molto utile!

 

Da dove volare?

A Pisa si può arrivare direttamente con le linee economiche dagli aeroporti di Danzica, Cracovia e Varsavia-Modlin, purtroppo soltanto durante la stagione estiva (aprile – novembre). Io ho volato con Alitalia (cambiando volo a Roma).

 

Più foto e informazioni dettagliate su tutte le mete citate le trovate sul mio blog www.via-italiana.com

Buon viaggio!