Teatro, theatrum, θέατρον

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Le culture greca e latina sono considerate i secolari fondamenti della nostra cultura europea. Infatti abbiamo ereditato tantissimo dai greci e dai romani: l’alfabeto, il diritto, le tradizioni, letterarie, architettoniche e teatrali. Non ci si può quindi sorprendere che questo enorme lascito culturale sia tuttora vivo nei vocaboli delle nostre lingue contemporanee. Il teatro che conosciamo oggi non è una rappresentazione ideale di quel teatro che conobbero i greci. Nel corso dei secoli e delle correnti artistiche è cambiato molto riguardo il contenuto delle opere teatrali e anche della loro forma: sono cambiate regole e ruolo del coro etc. Ma l’eredità della rappresentazione teatrale è rimasta la base del teatro che noi conosciamo oggi. Questa è anche la ragione per cui la maggior parte delle parole legate a questo tema derivano dal greco antico.

Teatroea
All’inizio guardiamo un po’ alla parola base: teatro. Però per capire cosa vuol dire teatro, dobbiamo comprendere prima cos’era il teatro per i greci. Generalmente la cosa più importante è che per i greci il teatro era connesso strettamente con le celebrazioni religiose. Secondo Aristotele le prime recite teatrali si sarebbero svolte durante le feste in onore di Dioniso. Anche il teatro dei più notevoli autori teatrali: Eschilo, Sofocle ed Euripide faceva parte di celebrazioni in onore di Dioniso. La parola italiana “teatro” proviene dal latino “theatrum” che deriva direttamente dal greco antico “θέατρον”, che significa letteralmente “il posto per guardare”. Il nucleo di questa parola sarebbe il verbo “θεάομαι” che significa “osservo” o “guardo”. Ma qui ci sarebbe la differenza che viene dal contesto. Originalmente la parola “θέατρον” significava soprattutto il pubblico, da cui si guardava lo spazio (ὀρχήστρα=orchestra) su cui era situato l’altare di Dionisio (θυμέλη=timele). Questo non era solo il guardare un show. In questo caso il guardare sarebbe l’osservazione della celebrazione eseguita in onore di uno dei più importanti dei del pantheon ellenico.

Tragedia
Oggi conosciamo molti generi teatrali. Tanti furono inventati nel Medioevo e nel Rinascimento. Uno dei generi base del teatro è la tragedia che fu inventata dagli elleni (anche se ovviamente ci sono tante differenze tra la tragedia di Eschilo e di Racine) e proviene anch’essa dal culto di Dionisio. La parola “tragedia” proviene per il latino “tragoedia” dal greco antico “τραγῳδία”. Il sostantivo “τραγῳδία” è composto da due parole: “τράγος” (capro) e “ᾠδή” (canto), ma il problema sarebbe l’interpretazione di questa parola. La vera provenienza è incerta, ci sono però tantissime teorie. La teoria più popolare è basata sulla Poetica di Aristotele, secondo cui la tragedia proviene dagli autori dei ditirambi cioè i canti in onore di Dionisio, che erano interpretati dai fedeli vestiti da satiri, che portavano una maschera da capri. Ma secondo altre fonti questa interpretazione è sbagliata perché i satiri non erano associati con i capri e la vera interpretazione sarebbe che il capro era il premio per il vincitore dell’agone drammatico, oppure il capro era l’oggetto sacrificale della cerimonia in onore di Dionisio e quindi tragedia come canto del capro sacrificale e quindi il canto tragico.

Commedia
L’altro dei due più importanti generi teatrali è ovviamente la commedia. La parola “commedia” che viene dal latino “comoedia” dal greco antico “κωμῳδία” ha struttura simile alla “tragedia”. La parola greca è composta dal “κῶμος” che significa “banchetto festivo” oppure “κώμη” che significa “villaggio” e “ᾠδή” (canto). L’origine di questo significato sarebbero state, similmente alla tragedia, le feste in onore di Dioniso, durante cui nel corteo di fedeli c’erano rappresentazioni spontanee di mimi insieme con canti dei satiri, oppure derivando il significato dal “κώμη” quindi il villaggio erano i canti bucolici agresti. Al contrario della tragedia però la commedia preservò il suo carattere festoso, non diventando un genere così elevato. Parlando di queste origini non è possibile ignorare il fatto che anche la commedia aveva una forma molto differente da quella che conosciamo oggi. Nei secoli entrambi i generi si modificarono in tanti modi, cambiando forma, tema delle opere etc. Nonostante siano passati millenni dai culti di Dionisio quando guardiamo una commedia dobbiamo pensare che le origini dello spettacolo risalgono all’Antica Grecia. E se la tragedia è il canto (tragico) del capro sacrificale, la commedia è il canto del banchetto festivo e bucolico.

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