Tutti gli incubi di Dylan Dog (II)

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Nella lunga storia editoriale dellʼIndagatore dellʼIncubo, nonostante lʼassenza di una vera e propria continuità narrativa tra i singoli episodi, non mancano alcuni personaggi e trame ricorrenti. Il più importante di questi fili narrativi riguarda le origini e la famiglia del protagonista.

Fin dal primo numero del 1986 il più grande nemico di Dylan è stato il diabolico scienziato e alchimista Xabaras, ossessionato dalla ricerca dellʼimmortalità. Due anni più tardi, nel numero 25, è apparsa unʼaltra figura fondamentale: Morgana, una donna misteriosamente legata sia a Xabaras che allo stesso Dylan Dog. Il mistero è stato in parte risolto solo nel centesimo albo della serie (intitolato “La storia di Dylan Dog” e uscito nel 1995), dove si scopre che i due personaggi sono i veri genitori di Dylan (o meglio, Xabaras è una sorta di alter ego malvagio del padre, anche lui chiamato Dylan) e lo stesso eroe è in realtà nato verso la fine del XVII secolo; ulteriori dettagli sulla sua infanzia sono stati poi svelati nel numero 300, edito nel 2011.

Nel 2014, dopo quasi tre decenni di storie, lʼeditore Bonelli ha deciso di dare nuova linfa al mensile, svecchiando personaggi e storie che negli anni erano diventati sempre più stantii e ripetitivi. Il nuovo curatore del mensile, Roberto Recchioni, ha introdotto una serie di cambiamenti piuttosto radicali per rendere “Dylan Dog” più vicino alle problematiche e alla sensibilità del XXI secolo. Nel numero 338 lʼispettore Bloch va finalmente in pensione; il suo sostituto, Tyron Carpenter, detesta lʼIndagatore dellʼIncubo, il che porterà a non poche situazioni conflittuali. Il nuovo corso di “Dylan Dog” punta a rappresentare in modo più autentico la realtà multietnica e multiculturale della Londra di oggi, tanto che lʼispettore Carpenter è di colore (il suo aspetto è ricalcato su Idris Elba) e la sua aiutante, la sergente Rania Rakim, è musulmana. Il nuovo arcinemico di Dylan, John Ghost, è un miliardario del settore Big Tech, mentre lo stesso protagonista, noto per la sua avversione alla tecnologia, negli ultimi anni ha iniziato a usare uno smartphone.

I mutamenti più rivoluzionari, tuttavia, sono avvenuti tra il 2018 e il 2019 durante il “Ciclo della Meteora”, pubblicato nei numeri 387-400 della collana. La lunga saga ideata da Recchioni inizia con la scoperta di un asteroide diretto verso la Terra e si chiude con lʼapocalisse: con il numero 400 lʼuniverso di Dylan Dog che i lettori conoscevano da più di trentʼanni cessa di esistere. Nel numero 401 è poi iniziata una nuova saga in sei parti, “Dylan Dog 666” (ambientata in un altro mondo e con personaggi spesso stravolti rispetto alle loro versioni classiche), a cui è seguito, da agosto 2020, un ritorno a storie più tradizionali e autoconclusive.

Da anni la Bonelli pubblica, accanto al mensile principale, diverse altre collane dedicate alle avventure di Dylan. Numerose sono le ristampe, da quelle cronologiche (come “Granderistampa”, pubblicata fino al 2019) alle antologie di storie dedicate a personaggi o temi particolari (streghe, angeli e demoni, Xabaras e così via), mentre la serie “Il Dylan  Dog di Tiziano Sclavi” (2017-2019) ripropone gli episodi classici scritti dal creatore di Dylan Dog. Bisogna poi menzionare “Dylan Dog Magazine”, che esce una volta allʼanno e oltre ai fumetti contiene articoli dedicati a tematiche horror; “Dylan Dog Color Fest”, che propone brevi storie interamente a colori; o ancora “Maxi Dylan Dog” (attualmente “Dylan Dog OldBoy”), con avventure più old school che non tengono conto dei cambiamenti introdotti nel 2014. A cadenza annuale escono i volumi che formano la saga “Il Pianeta dei Morti”, sceneggiata da Alessandro Bilotta e ambientata in un futuro post-apocalittico, con protagonista un Dylan decisamente invecchiato.

In Polonia lʼeditore Egmont ha pubblicato, tra il 2001 e il 2010, una quindicina di storie classiche di “Dylan Dog” degli anni Ottanta e Novanta, quasi tutte sceneggiate da Sclavi. Nel 2015-2016 la BUM Projekt ha tradotto altri sei episodi, incluso il molto più recente “La macchina umana” (uscito in Italia nel maggio 2016). Nel 2020 la casa editrice Tore ha pubblicato una delle storie più famose di Roberto Recchioni, “Mater Morbi” (del 2009), a cui è seguito, a marzo 2021, un classico di Tiziano Sclavi come “La zona del crepuscolo” (1988).

Foto: Sławomir Skocki, Tomasz Skocki

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