
Nell’anno in cui la cucina italiana viene (giustamente!) riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco Wiktoria Nawara, giovane ragazza che dalla capitale della ceramica polacca Boleslawiec è andata a studiare cucina a Parma, vince la 14^ edizione di MasterChef Polonia, sognando di diventare una grande chef della cucina italiana.
Com’è iniziata la tua passione per la cucina?
“Fin da bambina. A casa tutti cucinano: mia nonna, mia madre, mia sorella più grande ed inevitabilmente anch’io! Una passione che mi ha raggiunto non solo attraverso i piatti della tradizione polacca ma anche provando a sperimentare ricette di altri paesi tra cui soprattutto quelle italiane. Ogni volta che tornavamo da un viaggio importavamo nuove ricette e nuovi ingredienti da sperimentare. Dico subito che fin da piccola i miei piatti preferiti erano la pasta e la pizza”.
Quando hai capito che cucinare per te non era solo una passione ma poteva diventare la tua professione?
“Dopo gli studi. Era l’epoca dei miei studi magistrali di Economia con specializzazione in Diritto Tributario. Lavoravo in un ufficio che si occupava di imposte (lei la chiama Kancelaria podatkowa). Quando tornavo a casa, stanca e triste dopo ore passate a fare analisi sulle tasse, la prima cosa che mi faceva tornare le energie e il sorriso era entrare in cucina. Poi è arrivata l’esperienza a Masterchef Polonia, dove possono partecipare solo cuochi non professionisti. E lì davanti a quella giuria importante, tra cui, c’era lo chef italiano Andrea Camastra, ho capito che la mia passione per la cucina poteva trasformarsi nel mio lavoro. Ora naturalmente il mio sogno è poter lavorare un giorno per qualche ristorante famoso e poi chissà…forse un giorno aprire il mio ristorante. Prima però dovrò fare tanta gavetta”.
Che piatti hai cucinato a Masterchef?
“Siamo in Polonia e quindi ci sono state anche prove con pierogi, golonka e kotlet mielony, ma poi ci siamo sfidati su tanti piatti diversi tra cui quelli italiani e quelli ai frutti di mare”.
Come vanno gli studi di cucina a Parma?
“A settembre ho iniziato il corso alla Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma. Abbiamo lezioni cinque giorni la settimana di teoria e pratica, approfondiamo anche le culture culinarie regionali, la lingua italiana e abbiamo lezioni di sommelier. A fine anno faremo uno stage obbligatorio in qualche importante ristorante italiano e a luglio ci sarà l’esame finale”.

Cosa hai visitato dell’Italia?
“Sono stata in molti posti, spessissimo a Milano e Bologna e poi in Calabria, Emilia-Romagna e Toscana, naturalmente ho anche visitato Roma e Venezia! Ma se mi chiedi il mio luogo preferito è senza dubbio la Calabria!”
E il tuo piatto preferito italiano?
“I tortelli di zucca!”
E quello polacco?
“Lo zurek”.
E il piatto che ti viene meglio?
“Faccio tutto bene! Scherzi a parte ho una mia speciale ricetta: Lasagne alla Norma, ovvero una Parmigiana di Melanzane ma con le lasagne”.
La Cucina Italiana è stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO il 10 dicembre 2025.
“Giusto così, mi pare assolutamente doveroso. Quello che mi ha conquistata è la particolare attenzione degli italiani verso il cibo, una sorta di esaltazione della qualità delle ricette e degli ingredienti. In Polonia invece ancora tanti hanno bisogno di avere davanti agli occhi un piatto strapieno, come se più ingredienti ci sono più buono è il piatto. Un errore madornale, è la qualità che conta non la quantità.”
Per noi italiani a volte è strano vedere l’approccio polacco, un po’ anarchico, al mangiare, ovvero si mangia a qualsiasi ora.
“Ma io seguo il preciso ritmo italiano! Colazione al mattino, pranzo alle 13 e cena alle 20!”














