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Il Museo Ferrari: quando una macchina diventa un’opera d’arte 

“La vittoria più bella è quella che deve ancora venire”, disse Enzo Ferrari, credendo nel successo e nella vittoria del marchio aveva creato. Queste parole significative ci portano alla prima sala del museo e ci ha accompagnano per tutta la visita, durante la quale facciamo un viaggio nel tempo, dal 1950, quando ancora la casa automobilistica fondata da Enzo Ferrari faceva i primi passi, fino ad oggi, quando la Ferrari è diventata una delle aziende più note al mondo. Cinque sale espositive sono suddivise in 8 parti che presentano la storia del progetto, della produzione nonché le tappe del perfezionamento della macchina da corsa per farla diventare invincibile. Ogni sezione è accompagnata da una breve, quasi poetica descrizione della visione degli ingegneri e dei designer che contribuirono al successo del marchio; una descrizione dei sogni e alla fine dell’amore per la macchina, che diventa qualcosa di più di un semplice veicolo.

Il marchio che ci meraviglia

Tutti in modo automatico ma gentile mi augurano una buona visita, la quale inizia con l’incontro con il modello 290 MM. Esso è situato in una parte centrale, all’ingresso della prima sala espositiva, in modo che, passandogli accanto, abbiamo voglia di guardare subito cosa si nasconde dietro la macchina. Tra i visitatori ero curiosamente l’unica donna, oltre la partner di uno spagnolo che a Modena mi aveva chiesto indicazioni su come arrivare al museo. La mostra nel museo viene aggiornata alcune volte all’anno. Una sezione è dedicata alla Formula 1, dove possiamo ammirare gli esemplari, che, grazie alle loro vittorie hanno contribuito al successo del cavallo rampante. Dalle immagini alle pareti ci guardano piloti che una volta erano seduti negli abitacoli morbidi delle macchine che oggigiorno vengono esposte nelle sale del museo. Sul pianerottolo, salendo delle scale strette, ci imbattiamo nel modello 166 MM prodotto nei primi anni 50, dietro cui è nascosta una sezione delle autovetture dove troviamo i modelli come Innocenti F128, 250 GT Berlinetta e Dino 246 (la prima Ferrari a motore centrale-posteriore stradale) e Ferrari 360 Modena. Le carrozzerie perfettamente tirate a lucido, brillano in una luce bianca artificiale, riflettendo e deformando leggermente tramite le forme arrotondate degli specchietti, i volti meravigliati dei visitatori e le loro macchine fotografiche. Le macchine, naturalmente, non si possono toccare, ma è veramente difficile resistere alla tentazione di sfiorare almeno con la punta delle dita le forme ondulate delle carrozzerie lucide oppure della tappezzeria, esposta agli occhi dei visitatori nella sala accanto.

Il cuore della macchina e dei modelli unici

Il Museo offre la possibilità di conoscere tutti i segreti delle vetture Ferrari, ed anche di guardare al loro interno, presentando la parte più preziosa di esse, ovvero il cuore della macchina. Accanto ad un potente motore, viene presentato un prototipo senza la carrozzeria della Ferrari 408 4RM, che non è mai entrata in produzione. Davanti ad essa i visitatori si piegano, allungando il collo perché nemmeno il più piccolo dettaglio gli possa sfuggire. Invece nella sezione “Uniche e segrete” veniamo introdotti ad un mondo riservato solamente a pochi, visto che in quella sala ampia si possono ammirare i modelli unici di macchine, come la F60 America, prodotte solamente in pochi esemplari.

Una visita al museo Ferrari non è solo un viaggio nella storia della società, ma anche una cavalcata nell’evoluzione dell’industria automobilistica italiana. È poi anche una vera e propria esperienza estetica, con la possibilità di rendersi conto di quante diverse forme l’arte può assumere.

“Le è piaciuto?”, mi ha chiesto lo stesso uomo che all’ingresso aveva controllato il mio biglietto. “Sì, onestamente non mi aspettavo che questa visita avrebbe potuto farmi un’impressione così positiva”, ho risposto con sincerità, “Queste vetture sono, infatti … opere d’arte”, concludiamo all’unisono. Ed è difficile avere un’altra opinione mentre si lascia il museo Ferrari.

Altre attrazioni del museo

Per coloro che desiderano realizzare il sogno di sedersi al volante di una delle macchine Ferrari, la fabbrica della Ferrari situata nelle vicinanze del museo offre ai turisti la possibilità di noleggiare un modello scelto per 10 minuti (il prezzo è da 50 a 80 euro). Invece ai visitatori più giovani appassionati della Ferrari, il museo offre, grazie ad un simulatore virtuale, la possibilità di fare un giro in Formula 1 (25 euro).

Invece se vogliamo portare con noi un souvenir con il logo della Ferrari, il museo ospita anche un piccolo negozio, dove possiamo comprare quasi tutto: partendo dalle t-shirt, cappelli, custodie per cellulari e terminando con dei …. ciucci per bambini.

Come arrivare?

Il museo si trova a Maranello vicino a Modena. Se non viaggiate in auto, la soluzione migliore è quella di arrivare a Modena in treno e dall’autostazione locale prendere l’autobus 800 con cui arriverete nei pressi del museo. Il biglietto di ingresso al museo costa 15 euro, bambini e ragazzi fino a 18 anni (accompagnati dai genitori) 5 €.

 

 

 

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