Breslavia italiana?

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Se si provasse a ricreare l’atmosfera italiana nelle città polacche, si potrebbe paragonare Cracovia a Roma, Varsavia a Milano e Breslavia a Bologna. Strano, ma dal mio punto di vista viene apprezzata sia la parte polacca che quella italiana! Ma un momento, anzi un attimo… La Breslavia italiana esiste solo nella mia testa?

Per gioco ho inserito nel browser “colazione all’italiana a Breslavia”, a malincuore ho accettato il fatto che non troverò i cornetti al pistacchio. Ho lasciato perdere anche l’idea di creare una mappa dell’aperol di Breslavia, perché a differenza dell’Italia, il prezzo e la qualità riflettono qui quelli del mercato, cioè niente di che. Ma arrendersi non è un tratto né polacco né italiano, perciò ho deciso di cambiare la direzione delle mie ricerche, chiudere gli occhi e vedere quali accenti italiani mi rivelerà… la storia!

Il cimitero Militare Italiano
Bisogna dirigersi verso sud per raggiungere, con il tram sferragliante, la prima tappa sul percorso: “Park Grabiszyński”. È proprio qui che si trova l’unico cimitero italiano in Polonia della prima guerra mondiale dove sono sepolti soprattutto i prigionieri italiani catturati dopo la battaglia persa di Caporetto del 1917. Nella parte centrale del cimitero si trova un obelisco con un’altezza di 5 m progettato da Angelo Negretti con la scritta “Pax – L’Italia ai suoi figli caduti nella guerra mondiale 1915-1918”. Il cimitero è stato aperto nel 1928 e la maggior parte delle lapidi si sono conservate fino ad oggi in buone condizioni. Il cimitero è progettato a croce latina con viali alberati tra i quali si possono trovare il silenzio, la malinconia e gli spiriti dei soldati italiani caduti.

L’Arlecchino vicino al teatro musicale Capitol
Torniamo al centro e scendiamo alla fermata piacevolmente annunciata “Arkady Capitol”. È impossibile non vedere davanti all’entrata l’arlecchino, cioè la scultura geometrica del buffone della Commedia dell’arte che è stata progettata da Alessandro Mendini apposta per la città. Sono stati proprio gli abitanti di Breslavia a puntare sull’architetto italiano a cui è stato conferito il titolo di dottore honoris causa all’Accademia di Belle Arti d E. Geppert di Breslavia e che più volte si è espresso molto calorosamente sulla città sull’Oder. L’Arlecchino (l’autore aveva chiesto di sottolineare le origini italiane della scultura usando questo nome) è fatto in stile postmoderno, realizzato con pezzi di acciaio legati insieme che in totale pesano più di 4 tonnellate. La realizzazione del progetto, costato più di un milione di zloty, è stata a cura della società polacca Rotomat esperta in collaborazioni italo-polacche. La posizione della scultura non è casuale, il simbolismo della maschera e del teatro è praticamente ovvio. È possibile dare un’occhiata all’originale dell’arlecchino progettato da Mendini nel Museo di Architettura in via Bernardynska. L’autore è stato uno dei più conosciuti creatori dell’arte moderna funzionale.

La biblioteca Romanica
Un attimo prima di andare a riposare in un bar e ancora prima di non aver più voglia di visitare, attraversiamo la piazza principale e guardiamo dentro una scala poco appariscente che ci porterà alla biblioteca Romanica, nascosta al terzo piano. Forse arriveremo proprio ad una conferenza sulla politica, sull’economia o forse sulla cultura dei Paesi romanici organizzata dalla Biblioteca Pubblica della Bassa Slesia insieme ad Alliance Française e con l’Istituto Italiano di Cultura. Un po’ di tranquillità nel centro della città e la conoscenza tra i libri è il paradiso per gli italofili, ovviamente quelli che leggono.

Lo gnomo italiano di Breslavia
L’ultimo punto della nostra gita è lo gnomo italiano che si trova vicino al “passaggio italiano” in via Więzienna, è lì fermo ma pronto per andare altrove sulla sua Vespa e con la pizza sotto il braccio. La storia degli gnomi di Breslavia risale agli anni ‘80 quando gli attivisti conosciuti come “Alternativa Arancione”, che si opponevano al sistema di allora, firmavano le loro azioni disegnando gnomi sui muri. Oggi la mappa degli gnomi di Breslavia si sta ingrandendo, diffondendo con la storia della città e, senza alcun dubbio, diventando un’attrazione turistica. Lo gnomo italiano finanziato da Luca Montagliani alias Luca Laca de la Vega (un fumettista italiano) e dagli abitanti della città dimostra come sta bene “la piccola Italia”. Comunque, non per niente finiamo il nostro viaggio proprio in questo posto! Dopotutto, dovete anche sapere che là dove c’è lo gnomo italiano, ci sono gli italiani di Breslavia. E lì dove ci sono “gli italiani locali”, c’è un’autentica Breslavia Italiana.

traduzione it: Patrycja Grunwald
fot. Adrianna Ojrzanowska

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