Il cuoco campione del mondo Enrico Derflinger a Varsavia

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In occasione della V Settimana della cucina italiana nel Mondo, nell’impossibilità di organizzare promozioni a tutto campo nei ristoranti chiusi per le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, l’ambasciata italiana a Varsavia ha portato nella capitale polacca Enrico Derflingher, uno dei più bravi cuochi del mondo, nonché presidente di Euro-Tocques, associazione che si spende per la difesa della qualità degli alimenti. Derflingher, già campione del mondo degli chef nel 2008, è stato protagonista di una lunga intervista sul maggiore quotidiano polacco “Gazeta Wyborcza” e poi della trasmissione televisiva “Dzien dobry TVN” in cui ha invitato i polacchi a fare attenzione alla vera cucina italiana e alla autenticità dei prodotti italiani. “Come Euro-Toques stiamo portando avanti al Parlamento europeo una importante battaglia perché ciascun prodotto in vendita abbia un codice QR che consenta di rintracciare l’origine dei prodotti”, ha spiegato Derflingher, che ha poi partecipato ad un webinar con gli studenti del maggiore istituto alberghiero di Varsavia, moderato dal direttore dell’Istituto italiano di cultura, Roberto Cincotta, e quindi è stato intervistato dalla rivista bilingue “Gazzetta Italia”, media di riferimento per la comunità italiana in Polonia. Nell’occasione l’ambasciatore Aldo Amati ha fatto il punto sulla situazione della cucina italiana in Polonia. “La nostra cucina è la più amata dai polacchi dietro soltanto a quella locale. Nelle maggiori città polacche ci sono oltre duemila ristoranti che offrono cucina italiana ma soltanto una piccola percentuale è di proprietà italiana. Proprio per questo la Settimana della cucina italiana è tradizionalmente dedicata a una ‘funzione pedagogica’ per elevare il livello di educazione gastronomica. Quest’anno, per via del Covid, abbiamo pensato di usare i media per raggiungere le famiglie polacche”. Amati ha poi sottolineato che il lockdown sta incentivando l’ulteriore diffusione delle pizzerie che ha come conseguenza l’arrivo in Polonia di tanti pizzaioli italiani. E mentre alcuni media polacchi hanno definito la pizza il nuovo piatto nazionale polacco, lo stesso prodotto ha consentito a molti ristoratori italiani e polacchi di salvarsi dalle restrizioni per il Covid-19 grazie al cibo d’asporto. La pizza in Polonia rappresenta il 61 per cento degli ordini del “take away”.

(in foto da destra: il cuoco stellato Andrea Camastra, Enrico Derflinger, l’ambasciatore Aldo Amati e il cuoco Anuelo Serra)

 

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