Il successo della visionarietà giocosa e funzionale

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Archizoom, Superonda, Centro Studi Poltronova

Il design è sempre stato, in ogni epoca, simbolo di un fermento creativo, un segno che evidenzia il cambiamento sia sociale, sia storico, che traccia implicitamente la cartina di uno sviluppo industriale, artigianale e architettonico.

Alla fine degli anni Sessanta ed inizi degli anni Settanta, mentre cominciano le prime

Collection 1972-2022 Zanotta / fot. Simone Barberis

manifestazioni studentesche in piazza, personaggi politici e icone del cambiamento vengono assassinati e comincia a farsi sentire la crisi petrolifera dovuta alla situazione politica mediorientale che comporta un aumento del costo delle materie prime e quindi di riflesso la standardizzazione della produzione industriale. In Italia il design diventa il mezzo con cui i famosi progettisti ed architetti, sfruttando questo momento, ripensano gli oggetti e l’arredo dell’abitare, utilizzando materiali meno costosi e puntando ad enfatizzare le forme e il colore.

L’onda del cambiamento, della svolta, della messa in discussione di oggetti belli ed armoniosi per far spazio a sedute, divani, tavoli che risveglino un istinto creativo, viene enfatizzata da nomi come Gaetano Pesce, Enzo Mari, Ettore Sottsass, Joe Colombo, ma soprattutto sulla scena italiana si fanno strada gruppi di giovani progettisti che ideano mostre e presentano prototipi di oggetti che esprimono una multidisciplinarietà progettuale, e un modo più libero e creativo di pensare all’abitare.

Tavolo180 Zanotta / fot. Simone Barberis

Firenze, culla del Rinascimento, viene ricordata come la città che ha visto fondare due gruppi come Superstudio (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia, Roberto Magris, Gian Piero Frassinelli, Alessandro Magris e Alessandro Poli) e Archizoom (Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Dario i Lucia Bartolini e Gilberto Corretti), che diventano famosi per l’ideazione di oggetti colorati e dalle forme che invitano l’utente a nuovi modi d’uso degli stessi.

Superstudio idea un progetto che non solo guarda alla forma ed allo stile, ma rivoluziona il

Scrittoio Zanotta / fot. Simone Barberis

modo di pensare le finiture superficiali. Vi ricordate i laminati utilizzati fino agli anni sessanta per rivestire il mobilio degli ambienti pubblici come bar, caffetterie? Questi diventano belli ed innovativi con la serie dei prodotti Quaderna. Il laminato non è più una finitura colore legno oppure monocolore ma viene disegnato con figure geometriche ben definite, diventando un materiale plastico bianco stampato a quadretti (tre centimetri di lato). Il reticolo quadrettato, non è un semplice decoro, ma si estende su tutta la superficie degli oggetti attraverso i tre assi cartesiani, rivestendo completamente ed enfatizzando i volumi essenziali e semplici di tavoli, sedie, panche, armadi. Quaderna rappresenta il punto d’incontro tra la filosofia di Superstudio e quella di Zanotta, azienda che come altre in quegli anni capisce il momento di svolta, le potenzialità di un design che sente la contaminazione dell’arte, dell’artigianato, della grafica, della fotografia, della pittura, del cinema. Famosa è la foto dei dipendenti Zanotta che indossano le giacche bianche a quadretti realizzate appositamente per una fiera a Parigi, alla presentazione della serie Quaderna, sottolineando la visionarietà degli industriali italiani nell’investire sulla produzione di oggetti innovativi e sperimentali, grazie ai quali diventeranno protagonisti del design internazionale.

Archizoom, Superonda, Centro Studi Poltronova

Sempre negli stessi anni un’altra azienda come Poltronova, capisce che bisogna puntare su nuovi progetti che rappresentino il cambiamento dei costumi dell’abitare, investendo sul talento di un collettivo di giovani progettisti, sempre fondato nel capoluogo toscano: Archizoom.

Anche in questo caso il binomio è vincente perché si sfruttano le potenzialità dei materiali come le schiume poliuretaniche, si toglie la struttura portante dei divani, e si utilizza come rivestimento un tessuto lucido simile alla pelle per enfatizzare le forme dell’oggetto ideato come Superonda.

Archizoom, Superonda, Centro Studi Poltronova / fot. Pietro Savorelli

Viene disegnato e realizzato un semplice blocco di poliuretano tagliato e sagomato a formare due parti; il segno che le divide è a forma di “S”. Le geometrie che nascono sono appunto due onde, due curve che possono avere più possibilità di disposizione: si possono sovrapporre per formare un divano morbido scultoreo curvo, possono essere due elementi distinti come delle moderne chaise-longue oppure semplicemente una seduta quasi a formare un letto singolo.

Quello che caratterizza questo oggetto di arredo che sradica il vincolo del semplice divano, come solo elemento di seduta, sono i colori che enfatizzano le sinuosità delle curve grazie al rivestimento lucido di colore rosso, bianco e nero.

Superonda, con il suo aspetto giocoso, sradica attraverso le sue diverse conformazioni la disposizione tradizionale dei salotti degli ambienti privati, pubblici e di accoglienza, invita ad un modo diverso di socializzare.

Dopo oltre cinquant’anni è incredibile come ancora oggi questi oggetti abbiano influenzato progettisti, architetti, designer nell’ideazione di interni di negozi, nella realizzazione di allestimenti di mostre, perchè sono espressione di un momento storico dove avvenivano cambiamenti sociali molto velocemente, di un’elegante rivoluzione di un design anticonformista. Oggetti iconici perché risvegliano nell’utente la fantasia e liberano dai vincoli di una sola modalità d’uso invogliando a creare gli ambienti che viviamo.