La panacea nell’orto

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

L’olio di rosmarino, Rosmarinus of ficinalis

Ci sono poche sostanze che godono allo stesso tempo di proprietà ringiovanenti, immunostimolanti, antimicrobiche, energizzanti, disinfettanti, disintossicanti, che migliorano stato d’animo e allo stesso tempo stimolano la memoria e concentrazione. Sembra una pozione fiabesca per la quale uno possa far scoppiare delle guerre internazionali… Tuttavia, a quanto pare, questo tesoro è una semplice erba comune a portata di tutti quelli che hanno l’accesso a internet oppure ad un’erboristeria: scopri le incredibili e versatili proprietà dell’olio di rosmarino!

La più antica panacea

“Fresca brezza marina”, come veniva chiamato una volta, occupa un posto speciale nei cuori degli amanti di erbe e oli essenziali. Il rosmarino che è base di innumerevoli miscele mediche, cosmetiche e culinarie è un agente curativo noto fin dai tempi antichi e a esso sono legate tantissime leggende e avvenimenti.

Le fonti storiche attribuiscono al rosmarino diverse proprietà, tra le quali la più apprezzata è quella di migliorare la memoria (oggi, dagli studi moderni, sappiamo che grazie ai principi attivi dell’olio di rosmarino le capacità mnemoniche possono aumentare anche dell’80%). Gli antichi greci l’avevano già intuito e mettevano i rametti di rosmarino nei capelli per facilitare l’apprendimento. Per le sue capacità terapeutiche la resina di rosmarino veniva usata come incenso nella stanza dei malati e i suoi rametti venivano sparsi nelle sale dei tribunali per proteggere dal tifo. Durante la peste medievale si portava sempre appresso il rosmarino per annusarlo quando si passava per i posti contaminati. E ingegnosi erboristi-ladri aggiungevano a questo scudo protettivo vegetale, tra le altre cose, chiodi di garofano e cannella, idea che Gary Young (fondatore del famoso marchio Young Living e pioniere dell’aromaterapia moderna) ha trasformato nell’ormai leggendaria miscela degli oli Thieves (ing. ladri), la quale probabilmente è stata copiata da ogni ditta aromaterapeutica. E non c’è da stupirsi perché è una delle più efficaci miscele naturali con qualità antivirali e antibatteriche. In un passato non tanto lontano, durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, i rami di rosmarino venivano appesi nei corridoi ospedalieri per disinfettare l’aria. E poi, in alcuni paesi del Mediterraneo, fino ad oggi le tele di lino vengono asciugate sui cespugli di rosmarino in modo che prendano un odore che è repellente per gli insetti.

Questa icona dell’orto delle piante officinali dalle proprietà rinforzanti il cervello è anche il simbolo dell’amore fedele. Spesso veniva intrecciato nella corona della sposa e poi si piantava uno dei rametti nel vaso per vedere se si radicava (questo era segno di felicità). Si metteva il rosmarino anche nelle tombe, in quanto simbolo del ricordo dei morti. Invece gli spagnoli ancor oggi celebrano questa delicata pianta perenne, credendo che essa desse il riparo alla Vergine Maria durante la sua fuga in Egitto. Quando ella ha messo i panni di Gesù su un cespuglio di rosmarino questo subito è fiorito e quando ha appeso il suo vestito celeste i fiori sono diventati blu… Secondo le stesse credenze la pianta di rosmarino non può crescere più alta dell’altezza di Gesù (circa 185 cm) e vivere più a lungo rispetto a lui (33 anni). Conosciamo però tante specie di rosmarino e quelli più alti raggiungono anche 2,5 metri di altezza.

Il primo elisir della gioventù

Anche se il rosmarino non raggiunge le dimensioni della sequoia, la sua fama di pianta di longevità è arrivata alle stelle nel Trecento quando è diventato l’ingrediente principale del primo profumo ufficiale d’Europa: l’elisir di rosmarino ringiovanente. La sua formula viene attribuita anche a una donna leggendaria, ovvero la regina ungherese Elisabetta di Polonia proveniente dalla dinastia polacca dei Piast, la moglie di Carlo Roberto d’Angiò. Anche se la vera storia della misteriosa L’eau de la Reine D’Hongre è esattamente come il suo nome: lunga, complicata e non del tutto chiara (almeno per chi non conosce il francese).

Diversi documenti storici si sono persi oppure non sono disponibili e le informazioni tramandate dai cronisti sono contraddittorie. Tuttavia, sembra che la denominazione “l’acqua ungherese” appaia per la prima volta negli scritti di Arnaud de Villeneuve (XIII-XIV secolo), un medico provenzale che lavorava in alcune corti reali, anche se perseguitato dall’inquisizione. A tutti i suoi pazienti consigliava lo “spirito al rosmarino”, lavorando allo stesso tempo a migliorare la tecnologia di distillazione. All’epoca questa tecnica era già conosciuta dagli arabi, ma in Europa per la prima volta è stata descritta dalla scuola medica salernitana, la quale nei secoli XI-XII distillava il cosiddetto esprit de vin, chiamato anche aqua vitae. Nonostante tutto ciò, si considera che l’acqua di rosmarino, descritta da tanti autori, sia nata nel 1370 quando Elisabetta di Polonia l’ha presentata alla corte di Carlo V di Francia, noto per la sua passione per i profumi. La bellezza, l’energia e l’intelligenza di questa regina polacco-ungherese veniva sempre descritta quale straordinaria: secondo le testimonianze all’età di 60-70 anni ne dimostrava venti di meno, il che ovviamente era legato all’utilizzo del suo elisir.

Purtroppo la ricetta originaria de L’eau de la Reine D’Hongre non è stata ritrovata, però con certezza possiamo costatare che la produzione di questo prodotto speciale consisteva in distillazione di rosmarino, e in tante altre versioni anche di timo e altre piante officinali e fiori. Perciò si trattava di distillazione in acqua-etanolo che in pratica dà gli stessi risultati della distillazione degli oli essenziali con il vapore che dopo vengono dissolti nell’alcol appositamente diluito. Nel medioevo l’acqua della Regina d’Ungheria veniva utilizzata principalmente come tonificante per il viso, agente rinfrescante e calmante, anche sotto forma di liquore. Uno dei testi medici più antichi, Pharmacopoeia di Nicholas Culpuper, descrive in modo molto dettagliato L’eau de la Reine D’Hongre, che merita essere citato poiché rende benissimo i diversi modi di utilizzo dell’olio di rosmarino:

Quest’acqua è ammirevole contro il raffreddore, il mal di testa causato dall’umidità, altri malori di testa, apoplessia, epilessia, giramenti di testa, letarghi, paralisi, disturbi nervosi, reumatismi, diatesi, contrazioni, convulsioni. E poi ancora aiuta contro la perdita di memoria, problemi mentali, coma, sonnolenza, sordità, tinnito, disturbi della vista, coagulazione del sangue, mal di testa causati dal catarro e da malumori. Aiuta contro mal di denti, mal di stomaco, pleurite, mancanza di appetito e cattiva digestione, ostruzione epatica, problemi a milza, intestino e utero. Assorbe e conserva il calore. Rinnova le capacità e funzioni del corpo, anche in età avanzata (così dicono). Ci sono pochi rimedi che offrono una così vasta gamma di benefici. Si consiglia la somministrazione nel vino oppure nella vodka, sciacquare le tempie, inalare.

traduzione it: Anna Wójcicka

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