Marco Angelini – Vita e sospensione: lo spazio del sacro Mostra personale di arte italiana a Varsavia

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Emanuele Ciccarelli

Curatore: Ryszard ?ugowski

Inaugurazione: 8 luglio 2013 ore 18:00 presso la galleria XX1

Sarà possibile visitare la mostra dal 9 al 26 luglio nei seguenti orari:

lun.-merc., ven. 11.00-17.00, giov. 13.00-19.00, sab. 11.00-15.00

www.marcoangelini.it

Marco Angelini studia il fenomeno metropolitano e il suo porci di fronte a processi di trasformazione costante. L’interpretazione sociologica costituisce il suo retroterra culturale e formativo di riferimento. La sua ricerca espressiva è dominata dalla materia e dai materiali più disparati, per lo più di riciclo: ferro, alluminio, carta, cellophane, polistirolo, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche, e altro ancora. Su questo strato materiale, l’artista va poi ad intervenire con pigmenti, polveri, colle, metalli e plastiche per dar vita ad opere caratterizzate da un equilibrio sospeso, da un silenzio gravido e da rarefatte atmosfere, oltre che da uno stile immediatamente riconoscibile. La stessa materia, nella sua arte, lungi dall’essere elemento carico di gravità, diviene anzi cifra autentica e trasfigurata di leggerezza, trasparenza e sollevazione.

Marco Angelini si è già fatto conoscere al pubblico polacco che da qualche anno ha avuto la possibilità di vedere le sue mostre a Varsavia. Presso la galleria XX1 presenterà il suo nuovo progetto di dipinti e sculture.

 

Marco Angelini, in questo suo nuovo progetto artistico, volge il suo interesse alla dimensione religiosa: il suo intento è quello di attraversare lo spazio del sacro con il metro paradossale degli oggetti che proprio le religioni – con il loro potere di trasfigurazione – fanno propri.

Oggetti che l’artista intende recuperare – a sua volta trasfigurandoli – per portarli dalla loro condizione di “religiosa” trasfigurazione al loro grado zero attraverso un processo che ha come fine ultimo quello di ridurre l’oggetto stesso al suo grado minimo, per essere riconosciuto come puro oggetto. È solo attraverso questo passaggio che l’artista torna ad esibire l’oggetto nel cuore del sacro, o meglio, nei ‘cuori’ dei ‘sacri’ (delle religioni) come elementi minimi e universali, di comune riconoscimento umano.

Nel nuovo progetto di Marco Angelini le religioni sono rappresentate come organi autonomi e distinti: cuori dalla membrana trasparente al cui interno trovano luogo oggetti riconoscibili per il loro comune e caratteristico uso religioso, sebbene alterati nella loro connotazione estetica.

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