Milano-Sanremo, l’Atletica a Toruń e le nazionali di calcio: giorni di sport mondiale tra Italia e Polonia

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Testo e Foto: Alberto Mangili

 

Ci siamo appena lasciati alle spalle un fine settimana di eventi sportivi di rilevanza globale, svoltisi sia su suolo italiano che polacco. Il mondo del ciclismo ha posto sabato la sua attenzione sulla Milano-Sanremo, la Classicissima di primavera italiana, una delle corse più iconiche di questo sport, cui si è affiancata per il secondo anno anche l’edizione femminile. Ancor più globale, di nome e di fatto, la rassegna dei Mondiali di Atletica Leggera Indoor, che si sono svolti a Toruń tra il 20 e il 22 marzo. E ad unire ulteriormente Polonia e Italia, e ad accomunarne il destino, c’è anche il calcio all’orizzonte: giovedì prossimo le due nazionali giocheranno, l’una a Varsavia e l’altra a Bergamo, per cercare di conquistare il pass per i prossimi Mondiali di calcio. Vediamo insieme con ordine il tutto.  

Ancora una volta è stata Pavia a ospitare, sabato 21 marzo, l’inizio della Milano-Sanremo, giunta alla 117esima edizione. Non potevo assolutamente perdermi il „parterre de rois” di ciclisti al via per una corsa leggendaria e sempre ambitissima. Quasi 300 chilometri dalla bassa Lombardia sino alla riviera ligure, in una delle edizioni più incredibili di sempre, dove ha finalmente trovato il trionfo Tadej Pogačar. Nonostante una brutta caduta a 30 chilometri dall’arrivo, il campione sloveno ha compiuto un’impresa eroica, rimontando anche grazie al supporto del compagno Brandon McNulty, vincitore dell’ultimo Tour de Pologne che vi ho raccontato la scorsa estate. Tra i tanti italiani c’era grande attenzione per Filippo Ganna (primo da sinistra nella foto di copertina), uno dei pochi in generale che avrebbe potuto seriamente tentare il colpo grosso. Due invece i polacchi al via, il suo compagno di squadra e già vincitore nel 2017 Michał Kwiatkowski, ritiratosi a seguito di una bruttissima caduta (fortunatamente con meno conseguenze di quanto ha rischiato, e che potete vedere nel mezzo della squadra nella foto di copertina), e Filip Maciejuk, giunto al traguardo in 92esima piazza. Di quest’ultimo propongo poco sotto invece una sua foto in sella alla bici, poco prima della partenza, accanto ad una di colui che andrà a trionfare appunto scrivendo una nuova pagina di storia.  

Quanto alla Milano-Sanremo Women, in versione ridotta con partenza da Genova, la vittoria è stata appannaggio della belga Lotte Kopecky. Straordinario terzo posto per l’italiana Eleonora Gasparrini, mentre la polacca Katarzyna „Kasia” Niewiadoma, una delle cicliste più forti del panorama, è caduta rovinosamente (e anche qui discorso simile a Kwiatko: poteva andar molto peggio) dopo lo scollinamento sulla celebre Cipressa. Non ha partecipato per  indisposizione la tricolore più forte, Elisa Longo Borghini, sostituita dalla compagna di squadra polacca Dominika Włodarczyk, capace di raccogliere un’ottima quinta posizione. Un altro incredibile incrocio Italo-polacco. 

Spostiamoci ora in Polonia per i Mondiali di Atletica Indoor, di scena a Toruń da venerdì 20 a domenica 22 marzo. La città natale di Copernico è stata il teatro delle ventunesima rassegna mondiale che si svolge ogni due anni. Non è la prima volta che la Polonia è Paese ospitante, poiché nel marzo 2014 fu Sopot ad accogliere gli atleti da tutto il mondo. Il miglior medagliere nei Giochi appena conclusi è stato fatto registrare dagli Stati Uniti, con un impressionante totale di 18 medaglie, composto da 5 ori, 7 argenti e 6 bronzi. Incredibile quel che ha fatto la Gran Bretagna, che chiude al secondo posto con unicamente ori, tre dei quattro totali conquistati nel giro di mezz’ora ieri sera prima delle 20. Una manciata di minuti che è stata decisiva per mettere la freccia e sorpassare proprio l’Italia, che si prende la terza piazza in graduatoria grazie ai suoi 3 ori e 2 argenti, cinque medaglie totali che segnano il record nazionale. A conquistare i metalli più preziosi sono stati Andy Diaz nel salto triplo uomini venerdì, Nadia Battocletti nella 3000 metri donne e Zaynab Dosso nella 60 metri donne sabato. Per la prima volta nella storia (41 edizioni sommando le 20 all’aperto alle 21 di sala) l’Italia conquista tre medaglie d’oro nella medesima rassegna. La terza e ultima giornata di gare, domenica, ha infine portato in dote  i due argenti, entrambi nel salto in lungo, con Larissa Iapichino per le donne e Mattia Furlani per gli uomini.  

La Polonia chiude invece con un bel nono posto, frutto di un oro, un argento, ed una coppia di bronzi. Il pezzo più pregiato porta la firma di Jakub Szymański, nei 60 metri ostacoli uomini, con un tempo di tre centesimi migliore di quello che gli valse il titolo europeo un anno fa ad Apeldoorn.  Le altre medaglie biancorosse singole sono entrambe di stampo femminile: Natalia Bukowiecka si è presa l’argento nei 400 metri piani, mentre Pia Skrzyszowska ha ottenuto il bronzo nei 60 metri ostacoli. Infine c’è un bronzo in una categoria mista, l’impegnativa staffetta 4×400 metri, risultato ottenuto dal team Duszyński, Gryc, Karolewski e dalla pluricampionessa Święty-Ersetic (tra gli altri suoi titoli quattro ori europei e l’oro ai Giochi olimpici di Tokyo 2021 nel quartetto con lo stesso Duszyński). 

 

Chiudiamo infine con il calcio, sport tradizionalmente nazional-popolare e capace di accentrare attenzione e aggregazione, a maggior ragione nel caso dei quadriennali Mondiali. Prima di analizzare l’immediato futuro delle nazionali italiana e polacca, che si augurano di poter prendere parte alla rassegna in programma quest’estate, facciamo un piccolo passo indietro a giovedì scorso. Ancora una volta, così come accaduto a febbraio, in Conference League c’è stato un incrocio tra una formazione di Serie A e una di Ekstraklasa. Dopo aver eliminato lo Jagiellonia Białystok, la Fiorentina ha pescato una nuova compagine biało czerwony, l’altrettanto ostico Raków Częstochowa. Così come nel match in Podlaskie (in quel caso gara di andata) ero sugli spalti anche a Sosnowiec (in questo caso gara di ritorno) per assistere ad un nuovo successo e passaggio del turno dei Viola. Ma torniamo alle nazionali.

Sia Italia sia Polonia si dovranno giocare l’accesso ai Mondiali di USA-Canada-Messico vincendo il proprio mini girone da 4 squadre, avendo la meglio in una prima semifinale e poi in una eventuale finale. Il grande appuntamento è per giovedì 26 marzo, con l’Italia che ospiterà a Bergamo l’Irlanda del Nord e la Polonia che attenderà a Varsavia l’Albania. Qualora avessero la meglio in queste sfide, martedì 31 marzo ci sarebbe la finale e sfida decisiva, da dentro o fuori, per staccare a tutti gli effetti il pass per la rassegna mondiale. In entrambi i casi è già previsto che questa eventuale seconda gara sia da affrontarsi in trasferta: contro Bosnia o Galles per l’Italia, Svezia o Ucraina (che gioca in Spagna) per la Polonia. Mancare la Coppa del mondo sarebbe senza dubbio un colpo importante per il movimento calcistico di un Paese. Se sulla carta il gironcino degli azzurri sembrerebbe (forma verbale obbligatoria) alla portata, gli spettri di quanto accaduto in tempi recenti sono troppo grandi per non avere tanta paura: l’Italia non prende parte ai mondiali dal lontano 2014, edizione peraltro disastrosa alla stregua della precedente (ma almeno c’eravamo …). Siamo a 20 anni (venti!!!) dalla straordinaria campagna in Germania del 2006. Per la Polonia la situazione è altrettanto insidiosa, poiché tra tutte le compagini bene o male le forze si equivalgono, e l’esito è tutt’altro che certo. Nei mondiali in Qatar del 2022, di cui ho raccontato al tempo qui le partite, la selezione guidata da Michniewicz fece una straordinaria figura, cedendo il passo solo alla Francia che perse il titolo ai rigori. Piccola curiosità, nel settembre 2021 vidi la mia prima partita al PGE Narodowy di Varsavia, e fu proprio un Polonia-Albania, terminato 4-1, valida per le qualificazioni a quella Coppa del mondo. Non sarà certo facile, ma dita incrociate sognando il meglio, nella speranza di avere la possibilità di tifare sia biancorossi sia azzurri quest’estate.