La Polonia saluta il mondiale contro la Francia di super Mbappé

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Il talento del PSG ispira Giroud prima dell’intervallo e piazza la doppietta nella ripresa. Lewa dal dischetto addolcisce al 99’

Più di così non si sarebbe potuto chiedere, oggettivamente. Beh, a chi non sarebbe dispiaciuta una Polonia campione del mondo per carità (qualche mese fa io c’ero riuscito, alla PlayStation però, proprio contro i Bleus) ma la realtà è una cosa con la quale bisogna sempre fare i conti. L’avventura biancorossa di Qatar 2022 si chiude agli ottavi di finale, al cospetto di una Francia già detentrice del titolo ed ora lanciatissima per la classica contro i rivali d’oltremanica. Il passaggio del girone da parte degli uomini di Michniewicz, in un modo o nell’altro (se ne è già detto abbastanza) ha regalato a una nazione intera un momento e un palcoscenico comunque importante, di prestigio, da godersi in ogni istante. Ma i calciatori di Deschamps fanno assoluto spavento, pur con quasi mezza formazione titolare ai box, e davvero non ci può mai essere gara, con i difetti della Polonia portati ad una conseguente e naturale amplificazione dinnanzi a un sodalizio di tale qualità. Non ho percepito davvero neanche per un istante un benché minimo di preoccupazione in nessuno dei ragazzi transalpini con cui scambio qualche battuta quotidianamente nel mio attuale capitolo di vita ai Caraibi francesi: eh sì, territorio ostile in questa circostanza, e la maglietta “Polska” sarebbe rimasta purtroppo in valigia in ogni caso. Ah, e non ho visto ovviamente neanche la partita con loro. La partita appunto: Mbappé è una spina nel fianco costante, già dai primi istanti di gara, e la difesa polacca patisce. Non mancano due buone occasioni però ai nostri biancorossi, con anche un clamoroso batti e ribatti da distanza ravvicinata che non scalfisce la retroguardia francese. Crolla invece quella guidata dall’eroe Szczęsny proprio a un soffio dall’intervallo, con Giroud “on fire” che si smarca troppo facilmente dalla marcatura e infila lo juventino in diagonale. Nella ripresa gli ingressi di Milik prima e Zalewski poi portano per più di un quarto d’ora a 7 il numero di biało-czerwoni “italiani” contemporaneamente in campo (prima dell’uscita di Kiwior a 3 minuti dal novantesimo). Ah sì dimenticavo un dettaglio e cioè Mbappé che nel frattempo con due legnate di destro prima sotto la traversa e poi all’incrocio manda due messaggi chiarissimi: in primis che la Francia vuole arrivare fino in fondo, vuole il bis, e poi che forse è lui il migliore giocatore al mondo in questo momento. Dopo una rovesciata di tibia di Milik che si infrange sul palo, la Polonia ha comunque modo di accorciare le distanze, a un soffio dal centesimo minuto, con il rigore di Lewandowski, il primo penalty a referto dopo tre errori dal dischetto consecutivi (uno suo e due avversari) nelle tre gare del girone. La gara si chiude così su un più dolce 3-1, per quel che può cambiare. In fondo però non si può certo dir triste la nazionale biancorossa ripensando a questa grande spedizione, conquistata con merito, nella quale sono arrivate comunque delle ottime soddisfazioni. A Marzo ora partiranno le qualificazioni ad Euro 2024, con i biancorossi che torneranno a riassaporare anche il caldo tifo di casa nei propri confini.

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