Mini tour tra cultura e sapori in Abruzzo e Molise

0
90

La scorsa primavera ero in un periodo molto ricco di viaggi e impegni ed ero pure in procinto di partire per una nuova avventura di vita extra-europea. Nonostante questo è emersa la necessità di trovare il tempo per andare a scandagliare l’immensa ricchezza del nostro Bel Paese, in particolare sul piano culturale e gastronomico. Così, con la compagnia designata e ben già rodata di mia cugina Irene, abbiamo deciso di partire per una sostanziosa tre giorni tra Abruzzo e Molise. Inutile stare a sottolineare (eppure lo faccio ogni volta!) quanto ogni regione d’Italia sia intrisa di storia, tradizioni, natura, e di come si potrebbe spendervi (potendolo fare…) tempo in abbondanza senza il rischio di restare senza stimoli: questa è una delle poche certezze della vita! Il nostro itinerario vede come prima tappa L’Aquila, capoluogo dell’Abruzzo, città suggestiva e vegliata dal maestoso (e innevato) Gran Sasso, ma nella quale le ferite della recente dolorosa storia sismica sono tuttora troppo lancinanti; e nonostante tanta arte, architettura e vita, quella “particolare” atmosfera è un qualcosa purtroppo di forzatamente inscindibile. A tavola non ci sono molti dubbi, con un pranzo dominato da arrosticini di pecora fatti a mano, ed anche alcuni molto saporiti di fegato, il tutto accompagnato da bruschettoni con funghi e salsiccia. Nel tardo pomeriggio ci muoviamo  scendendo lungo la costa dell’Adriatico, in direzione della deliziosa Termoli. Parliamo di una delle principali città del Molise, unico porto della regione e punto strategico da cui poter esplorare la zona. Da qui si possono raggiungere facilmente le isole Tremiti, oppure addentrandosi nell’entroterra, distante circa un’oretta, Campobasso. Ed è proprio il capoluogo molisano il focus del secondo giorno, non prima di aver trascorso una piacevole serata passeggiando tra le vie di Termoli e del suo pittoresco Borgo Antico. La cena? Dell’immancabile pizza seguita da sosta tattica in pasticceria. L’indomani si va alla volta di Campobasso come detto, lungo un tragitto caratterizzato da tanto verde. Giunti in città, dopo aver camminato tra i fascinosi vicoletti, si sale verso il Castello Monforte per ammirare dall’alto il panorama circostante, accompagnati costantemente da un cielo che per metà riluce d’azzurro e per l’altra minaccia acqua. La camminata merita anche il rischio di pioggia, tra le chiesette, le case e i pini sacri. Ridiscesi ora nella parte bassa della città, per pranzo si va nel tipo di locale che più amo, ossia le botteghe con gastronomia, dove restare ammaliati da numerosi salumi, formaggi, dolci tipici e quant’altro. E proprio questi elementi compongono il “semplice” (cosa c’è alla fine di meglio di un buon panino?) quanto squisito pasto, nel posto in questione il quale offre una vasta selezione di prodotti di tutto il Molise: e vuoi non riempirti poi lo zaino con un po’ di salsiccia, soppressata e caciocavallo da portare anche a casa? Nel tardo pomeriggio, dopo aver esplorato ulteriormente, si torna a Termoli, dove una splendida luce e un doveroso gelato accompagnano un’altra gradevole passeggiata, prima della cena. Il piatto forte in questo caso sono i cavatelli, realizzati a mano sotto i nostri occhi da una anziana signora, quasi ipnotica da osservare nel dar vita alla pasta fresca. Vini rossi tipici ed altre specialità del luogo vanno a completare il quadretto di una cena soddisfacente. Terzo ed ultimo giorno: si risale di buon mattino in Abruzzo, verso San Vito Chietino, punto di partenza per una passeggiata sulla Costa dei Trabocchi. Il meteo non è buono, meglio aspettare il probabile sereno del pomeriggio, ed allora non resisto alla curiosità di voler mettere piede nella vicina Lanciano: una città che mi ha sempre suggerito qualcosa, come diverse altre nel centro Italia. Ma come molte altre cose, spesso quelle che accadono per caso sono le migliori, e voglio dare valore assoluto a quel che ho qui vissuto, perché la giornata si sarebbe davvero potuta concludere in questa mattinata. Anticipo e sintetizzo con poche parole il pomeriggio e la serata, peraltro splendidi, tra l’abbondante pranzo di pesce (fritto, paccheri ai frutti di mare, seppie ripiene …) a San Vito e la lunga scenografica via della Costa dei Trabocchi, costruzioni in legno per la pesca che caratterizzano questo tratto di Adriatico, prima del rientro in Lombardia in nottata. Siamo a Lanciano dunque, e dopo aver camminato un po’ per la meravigliosa piccola città, entriamo in un posto (anche per evitare la pioggia) che ci incuriosisce: la “Bottega del Viaggiatore Errante”.  Ho viaggiato tanto nella mia vita ma… un posto come questo io non l’avevo veramente mai visto e vissuto. E più che di posto parlerei infatti di esperienza vera e propria, che è ciò che mi sono portato a casa alla fine. Qui abbiamo incontrato persone squisite, che ci hanno accolto come ci conoscessimo da sempre, offerto un caffè, un dolce, con cui abbiamo parlato di tante cose, che ci hanno trasmesso l’amore e la passione per la loro terra, ed anche regalato un libro della città. Il tempo lì dentro si è fermato, non so quanto ci siamo intrattenuti. Purtroppo era ora di andare, ma spero sinceramente, un giorno, di poterci tornare.