Ostuni, la città bianca

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Il comune di Ostuni, caratteristico paesino della provincia di Brindisi che conta circa 33mila abitanti, sorge sulle ultime propaggini della Murgia meridionale a circa 200 metri sul livello del mare. La città vecchia è inconfondibile per l’accecante colorazione monocroma del suo abitato rigorosamente bianco. La tinteggiatura a calce tipica di ogni casa e la sua peculiare topografia hanno suggerito nel tempo appellativi quasi fiabeschi quali “la città bianca”, “la regina degli ulivi”, “la città presepe” con cui è spesso chiamata e conosciuta ancor più che con il suo stesso nome.

Il nucleo antico è arrampicato sui fianchi di un colle e alla sua sommità si erge la Cattedrale, mirabile sintesi di elementi romanici, gotici e veneziani e da cui, affacciandoci dal belvedere, si domina la Piana degli Ulivi Secolari fino al mare.

Ostuni è un’affascinante intreccio di stradine, piazzette e vicoli tortuosi. L’unica vera strada che dalla cima del colle scende verso Piazza della Libertà dove si trova il Palazzo San Francesco sede del Municipio e la Colonna di Sant’Oronzo, patrono della città insieme a San Biagio, è via Cattedrale che divide il centro storico in due parti. Tutte le altre stradine che la intersecano spesso sono vicoli ciechi o scalinate strette e ripide. In queste stradine troviamo abitazioni a volte scavate nella roccia unite da archi e semiarchi che fungono da sostegno.

Data la sua vicinanza al mare, in estate Ostuni è meta di villeggianti e turisti . Uno dei più importanti eventi folcloristici del territorio altosalentino è la Cavalcata in onore di Sant’Oronzo che si tiene ogni anno a fine agosto.

La statua argentea del Santo viene scortata in processione da un drappello di cavalieri in costume rosso trinato di bianco su cavalli bardati. La divisa dei cavalieri è una casacca rossa (in memoria del martirio del Santo), pantaloni bianchi, cappello cilindrico con pennacchio scarlatto; il cavallo, murgese, oltre ai vari finimenti tutti lavorati, è coperto da una gualdrappa rossa, lavorata con bottoncini di madreperla, che lo avvolge fin quasi agli zoccoli. L’intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici.

Nella seconda metà del 1600, esattamente nel 1657, Ostuni fu risparmiata dalla peste grazie al miracolo attribuito a Sant’Oronzo, da qui la devozione degli ostunesi che dal 1793 ripropongono ogni anno la tradizione della cavalcata.

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