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GAZZETTA ITALIA 69 (giugno-luglio 2018)

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Gazzetta Italia 69 ha i colori pastello che richiamano l’abito svolazzante di una splendida Kasia Smutniak che passeggia sulla spiaggia del Lido di Venezia. Dentro Smutniak si racconta mentre papà Zenon la ricorda come bambina indipendente e seria. Nella nuova Gazzetta ampio spazio al cinema con una presentazione dei tanti film italiani oggi in distribuzione in Polonia. Per i viaggi raccontiamo Reggio Emilia, Milano e la bellissima Via Francigena. Per la cucina oltre a ricette, rubrica sul vino, i consigli salutisti di Tiziana Cremesini e un piccolo report sul concorso culinario svoltosi alla scuola alberghiera di Danzica, trovate una lunga intervista a Flavia Borawska, chef del ristorante Chianti, che ci narra come interpretare le tradizioni culinarie della sua famiglia italo-polacca. E poi come sempre tanta cultura, storia, arte, motori e gli articoli dedicati alla lingua tra cui l’approfondimento sulla nuova classe bilingue italo-polacca Pro Futuro a Varsavia.

I capolavori di Marcello Bacciarelli al Castello Reale di Varsavia

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Nel 200° anniversario della morte di Marcello Bacciarelli, pittore di corte del re Stanislao Augusto Poniatowski, il Castello Reale di Varsavia espone ben 44 opere del pittore italiano, che visse a lungo in Polonia. Un’esposizione (dal 9 giugno al 9 settembre) che ripercorre cronologicamente la sua vita artistica e che presenta alcuni quadri per la prima volta in Polonia. Per molti sarà quindi l’occasione per ammirare, tra gli altri, il meraviglioso ritratto di Francesco di Sales Potocki, fino a poco tempo fa considerato perduto, proveniente dalla collezione Paris di Isabella d’Ornano, e poi due bei ritratti di Lord e Lady di Stormont della collezione dei Conti di Mansfield Scone Palace, un’ottima versione del ritratto di re Stanislao Augusto da una collezione privata a Parigi.

Marcello Bacciarelli nel panorama della cultura polacca è senza dubbio una delle figure iconiche dell’illuminismo italiano che visseo la maggior parte della sua vita e della carriera artistica in Polonia. Autore di numerose opere che ancora abbelliscono case e residenze reali Bacciarelli è considerato un precursore della scuola nazionale di pittura polacca.

 

Grande successo e nessun intoppo per la Parata dell’Uguaglianza

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Sabato pomeriggio si è svolta lungo le strade di Varsavia la tradizionale Parada Równości (Parata dell’uguaglianza). Si tratta dell’equivalente polacco di un Gay Pride e ha raggiunto ormai la sua 18° edizione. I partecipanti al corteo hanno esibito striscioni e bandiere arcobaleno, ma anche bandiere dell’Unione Europea e di partiti e associazioni civiche. Tra gli slogan che vi si potevano leggere c’erano “Matrimonio per tutti”, “L’amore vince sempre”, e altri più coloriti come “Questo frocio ama la Polonia”.

La parata è stata anticipata venerdì da un’efficace iniziativa, ossia la proiezione dell’ologramma di un arcobaleno in plac Zbawiciela. Un’installazione fisica di un arcobaleno nella medesima piazza era stata più volte vandalizzata nel periodo 2012-2015.

Tra le formazioni politiche che hanno preso parte alla manifestazione ci sono i Verdi, l’SLD, Nowoczesna, Razem e Piattaforma Civica. Tra i presenti anche il candidato sindaco di Nowoczesna e PO, Rafał Trzaskowski. Il suo avversario Patryk Jaki, candidato della Destra Unita, guidata dal PiS, aveva dichiarato sabato che le sue convinzioni gli impediscono di prendere parte a simili eventi e che da sindaco non vi darebbe il proprio patrocinio. Ha però anche aggiunto che la capitale dovrebbe essere una città aperta a ogni tipo di manifestazione.

Dalle 12:00 presso il Palazzo della Cultura e della Scienza era attiva la cosiddetta Cittadina dell’Uguaglianza. Gli organizzatori sono rimasti molto soddisfatti dall’inaspettata altissima partecipazione, oltre 45.000 persone. Numerosi sono stati anche i rappresentanti di altri paesi; hanno partecipato ben 52 ambasciatori. Dopo la manifestazione il portavoce della polizia di Varsavia Sylwester Marczak ha reso noto che non ci sono stati disordini e tutto si è svolto in modo tranquillo.

Alla parata è seguito un concerto in ulica Jasna, nel quale si sono esibiti tra gli altri Kisu Min, Sexy Suicide, Alex Palmieri, Lilly Hates Roses e DJ Heights Beats.

Polonia Oggi: Italia nella top 5 dell’import-export polacco

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

L’Ufficio Generale di Statistica (GUS) ha recentemente pubblicato un rapporto sull’import-export polacco nei primi 4 mesi del 2018. Il maggior partner commerciale per la Polonia resta ovviamente la Germania. Le esportazioni verso il vicino occidentale sono pari al 27,9% del totale e registrano una crescita del 0,5% rispetto al primo terzo del 2017. Calano invece le importazioni, che perdono lo 0,3% e scendono al 22,5%. Seconda per il volume delle esportazioni è la Cechia con il 6,3%, mentre terzo è il Regno Unito con il 6,2%. L’Italia è al quinto posto con il 4,6%. Per quanto riguarda invece le importazioni, la Cina è seconda (11,4%), la Russia terza (7,2%), l’Italia quarta (4,9%).

Fonte: forsal.pl

La terza edizione del Premio Gazzetta Italia

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Mondanità, glamour, moda, musica e una location da sogno, l’ultimo piano dell’elegante Vitkac nel cuore di Varsavia, hanno accolto lo scorso 12 giugno, 350 ospiti per la terza edizione del Premio Gazzetta Italia. Evento creato per premiare le persone che nella loro attività si sono distinte nelle relazioni tra Italia e Polonia.

Quest’anno il riconoscimento è toccato a quattro straordinari rappresentanti di queste relazioni: il grande regista Krzysztof Zanussi, che tra i tanti premi vanta anche un Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia, il quale ricevendo il riconoscimento ha simpaticamente commentato “sono sicuro che i miei avi friulani sarebbero felici di vedermi oggi premiato dalla comunità italiana in Polonia”.

Altra premiata è stata la splendida giornalista Grażyna Torbicka, innamorata dell’Italia e per tanti anni co-organizzatrice madrina del Taormina Film Festival. “Sono felicissima di ricevere questo premio che mi viene riconosciuto dal media Gazzetta Italia che da anni lavora sulle relazioni tra i nostri due paesi. Come sapete sono una grande ammiratrice del cinema italiano che sarà protagonista al Festival a Kazimierz Dolny”, ha commentato Torbicka.

Un intermezzo al violino di Jarosław Nadrzycki ha introdotto il terzo premiato Massimiliano Caldi, direttore d’orchestra che ha calcato i maggiori palcoscenici del mondo, con una intesa attività nelle filarmoniche polacche e grande promotore della musica polacca in Italia. “È un onore ricevere questo Premio davanti ad un parterre che rappresenta al meglio le istituzioni e la comunità italiana in Polonia, un paese che è ormai la mia seconda patria,” ha detto emozionato Caldi.

Jan Ostrowski, professore, storico dell’arte e direttore del castello di Cracovia, è stato il premiato della sezione cultura, una persona che vanta lunghissime relazioni scientifiche con l’Italia e che ha anche il merito d’aver organizzato a Bari la mostra su Bona Sforza. Le sfilate degli abiti di Łukasz Jemioł e Salvatore Piccione hanno portato una ventata fashion alla serata, stilisti cui Gazzetta Italia ha riconosciuto una speciale menzione per il loro importante contributo alla promozione della moda, storico importante settore dell’economia italiana ma che sta diventando sempre più importante in Polonia.

Tutti i premiati hanno ricevuto – insieme alla statuetta celebrativa del Premio – anche un prezioso vaso in vetro artistico di Murano delle aziende Yalos, La Perla Veneziana, MU Glass and Stones, aziende aderenti al Marchio del Vetro Artistico di Murano. Tra gli interventi sulla scena ricordiamo Edoardo Vitali, primo segretario dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia, che ha ricordato l’importanza del ruolo della rivista Gazzetta Italia per la comunità italiana in Polonia e per i polacchi che amano il Bel Paese e poi la elegantissima Kasia Likus, Console Italiano a Cracovia, partner del Premio Gazzetta Italia, Sebastiano Giorgi caporedattore di Gazzetta Italia e ideatore del Premio e Kasia Stefanow, titolare di Mystyle Events e co-organizzatrice della serata. Tra gli illustri ospiti oltre a molti rappresentanti dei media anche il giornalista Jas Gawroński, i registi Marek Koterski, Jerzy Gruza, Karolina Porcari, il consigliere dell’Ambasciata Roberto Neccia, i direttori degli Istituti Italiani di Cultura Roberto Cincotta e Ugo Rufino, il direttore dell’Ice Antonino Mafodda.

Dopo le premiazioni e le sfilate ampio spazio alla musica con l’inedito trio italo-polacco formato da “Dave” Nylaya e dalle sorelle Kasia ed Ewa Goławska, finaliste di X Factor, che hanno fatto ballare gli ospiti sulle note dei grandi successi. La terza edizione del Premio Gazzetta Italia è stata resa possibile dagli sponsor Argentea, Mac Cosmetics, Batiste con Piotr Knapik, Regent Hotel Warsaw, Carini, Regione Puglia, Bodyspace, Cybex, Chicco, Faraone, Gpoland, Salini, Mercante di Venezia, Pro Futuro, Partnerspol, Don Caruso, Bella Napoli. Un ringraziamento speciale va a Magdalena Wrana, professoressa dell’Istituto di lingue romanze dell’Università di Cracovia, che ha fatto da interprete durante l’evento.

Krzysztof Zanussi

Il nostro premiato nel settore arte cinematografica è laureato in fisica all’Università di Varsavia, in filosofia all’Università di Cracovia e in regia alla Scuola nazionale di cinema, teatro e televisione di Łódź. Autore di sceneggiature cinematografiche e produttore. Ha debuttato con il film “La struttura di cristallo” nel 1969. Gli anni ’70 segnano le opere chiamate il cinema dell’inquietudine morale tra le quali ci sono titoli come: “Vita di famiglia”, “Dietro la parete”, “La spirale”, “Colori mimetici”. Nel 1984 riceve il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per “L’anno del sole quieto”. La tematica dei suoi film gira sempre attorno ai problemi morali ed etici dell’uomo contemporaneo. Il Maestro Zanussi è membro del Pontificio Consiglio per la Cultura ed è presidente onorario della giuria del festival Popoli e Religioni – Terni Film Festival nonché promotore della rete europea dei festival cinematografici interreligiosi. Inoltre è docente alle Università di Slesia e di Varsavia e all’Accademia Multi Art di Cracovia. L’attività artistica gli ha portato tanti premi internazionali, tra i quali: la croce di Cavaliere dell’Ordine della Polonia Restituta, La Medaglia d’oro Gloria Artis, e i riconoscimenti ricevuti in Italia per la carriera: premio Lumière assegnato dall’Associazione Italiana degli autori teatrali e cinematografici, Premio Flaiano e Premio Robert Bresson assegnato dal Ministro della Cultura del Vaticano e consegnato durante la Mostra del Cinema di Venezia nel 2003.

Grażyna Torbicka

La nostra premiata nel settore giornalismo è laureata all’Accademia Teatrale di Varsavia in storia del teatro. Una delle più note ed apprezzate giornaliste in Polonia. Ideatrice e dal 2007 direttrice artistica del festiwal Dwa Brzegi a Kazimierz Dolny – Janowiec. Dal 1998 fa parte di FIPRESCI (The International Federation of Film Critics) l’organizzazione che raggruppa i critici cinematografici di tutto il mondo. Membro della giuria ai festival internazionali a Berlino, Cannes e Bari. Moderatrice delle conferenze stampa alla Mostra del Cinema di Venezia. Per tanti anni co-organizzatrice e madrina del Taormina Film Fest. Dal 1987 al 2016 autrice di numerosi programmi e reportage televisivi sul cinema per il secondo programma della TVP. Dal 1996 al 2016 autrice del programma “Kocham kino” dedicato all’arte cinematografica soprattutto alla promozione ed educazione nell’ambito del cinema d’autore. La dedizione e la passione con cui diffonde le virtù del cinema mondiale in Polonia e all’estero le sono valse tanti premi e riconoscimenti, tra cui Order Odrodzenia Polski (Ordine della Polonia restituta), La medaglia d’argento Gloria Artis del Ministro della Cultura e dei Beni Culturali e nel 2008 Stella della Solidarietà Italiana ricevuta dal Presidente della Repubblica Italiana per i meriti nella promozione della cultura italiana.

Massimiliano Caldi

Non esiste codice più universale della musica e uno degli interpreti più limpidi e brillanti di questo linguaggio è senz’altro il Maestro Massimiliano Caldi. Lo dimostrano le sue numerose apparizioni nei teatri di tutto il mondo, con tournée che negli ultimi dieci anni lo hanno portato in Israele, Oman, Stati Uniti d’America, Cile, Brasile, Germania, Austria, Russia e Turchia. In Polonia ha tenuto e tiene concerti nell’ambito dei principali festival nazionali e appare regolarmente sul podio delle più importanti Filarmoniche e orchestre sinfoniche, con le quali esegue spesso musica italiana. Parallelamente la sua esperienza lo ha portato a spendersi per la divulgazione della musica polacca in Italia e all’estero, attraverso turnée e programmi musicali dedicati a brani di autori polacchi. Nell’ultima fatica di Massimiliano Caldi, l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali ha eseguito musiche di Górecki lo scorso maggio.

Jan Ostrowski

Storico dell’arte, professore di discipline umanistiche, direttore del castello di Wawel di Cracovia Jan Ostrowski è membro dell’Accademia polacca della cultura, della Commissione centrale dei titoli scientifici, del Comitato delle arti dell’Accademia delle Scienze polacca, nonchè vicepresidente del Comitato sociale per il restauro dei monumenti di Cracovia. Per la sua attività culturale Ostrowski ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui la medaglia d’onore “Benemerito” nel 2012. Specializzato nella storia dell’arte moderna da molti anni è ricercatore presso l’Istituto di Storia dell’arte dell’Università Jagellonica. Le sue relazioni con l’Italia iniziano con il soggiorno a Firenze nell’ambito della borsa di studio della Fondazione Longhi e sono continuate con studi che hanno portato alla pubblicazione del libro “Van Dyck e la pittura genovese” e alla ricerca sui disegni del pittore genovese del Settecento Sinibaldo Scorza. Ostrowski ha il merito anche d’aver organizzato la mostra su “Bona Sforza” a Bari nel 2000 e sui “Tesori del Castello Reale di Cracovia” a Lecce.

Motivazioni delle due menzioni speciali per la promozione della moda

Łukasz Jemioł

Minimalismo, semplicità ed eleganza non forzata sono caratteristiche comuni a tutte le sue collezioni. È uno dei designer più apprezzati e riconoscibili in Polonia. Il suo marchio è un simbolo di buon stile ed è caratterizzato da lavorazione perfetta e attenzione ai dettagli. Le ispirazioni per le sue collezioni, le trae principalmente dalla quotidianità che lo circonda guardando alle nuove tendenze nella musica, nell’arte e nei viaggi.

Salvatore Piccione, marchio Piccione.Piccione.

Questo stilista italiano è uno dei più talentuosi rappresentanti del settore fashion contemporaneo. È uno degli stilisti protagonisti delle passerelle milanesi, le sue creazioni sfilano al fianco di marchi come Versace, Francesco Scognamiglio, Marni o Armani. Vincitore del premio Vogue – Who’s Next durante Alta Roma Fashion Week. Premiato e sostenuto dal settore di moda italiano.

Addio ad Antoni Mosiewicz

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Addio ad Antoni Mosiewicz: Italia e Polonia unite rendono omaggio all’eroe “liberatore”.

Antoni Mosiewicz, l’ultimo degli eroi di Montecassino, soldato del 2° Corpo d’Armata Polacco, fu colonnello del Generale Władysław Anders e imprenditore. Si è spento serenamente all’età di 104 anni circondato dall’affetto dei sui cari, nella residenza di Stresa, sul Lago Maggiore.

La toccante cerimonia per l’ultimo commiato, fra applausi di gratitudine e lacrime di commozione sulle note degli inni nazionali italiano e polacco, si è tenuta nelle Marche lo scorso 6 giugno. A Loro Piceno (Macerata), un piccolo borgo dove Antoni aveva conosciuto Fede, l’amore della sua vita, e dove ha oggi sede la bellissima cantina vinicola di famiglia.

All’altare della collegiata di Santa Maria di Piazza, a guardia del feretro dell’eroe polacco, le due bandiere polacca e italiana. Sulla bara, oltre a un ritratto dell’ex ufficiale, anche un cuscino con le medaglie di guerra e i riconoscimenti di merito conferitegli – su tutte la Croce di Commendatore dell’Ordine della Polonia Rinata (Krzyż Komandorski Orderu Odrodzenia Polski), ricevuta nel 2009. Tutt’intorno, le corone e le composizioni floreali nei colori bianco-rosso e verde di parenti, amici, associazioni, istituzioni (fra cui quella del Presidente della Repubblica Polacca Andrzej Duda).

Ai primi banchi, l’amata moglie Fede Bonati con i cinque figli: Jurek, Enrich, Robert, Ferdy e Maria Rita, insieme ai nipoti e pronipoti. Fra i rappresentanti delle autorità polacche in Italia, la signora Ewa Mamaj Console in Roma, la signora Adrianna Siennicka Console in Milano, la signora Cristina Gorajski Console Onoraria in Ancona. Con le Amministrazioni dei Comuni di Ancona, Loro Piceno, Mogliano, Petriolo (città che Mosiewicz insieme a Montecassino e Bologna contribuì a liberare), a onorare il ricordo di quest’uomo così conosciuto ed apprezzato anche alcuni membri dell’AIPNM, l’Associazione Italo-Polacca Nuova delle Marche e direzione, genitori e alunni della Scuola di Lingua e Cultura Polacca ANDERS nelle Marche.

Questo soldato polacco che si batté con il 2° Corpo d’Armata agli ordini del Generale Anders è conosciuto non solo come eroe di guerra che ha liberato l’Italia e le Marche dall’oppressione nazista nel 1944. Dopo la guerra ha propagato e tenuta alta la memoria dei soldati di Anders e della loro campagna, così come quello della Polonia. Ha inoltre portato al successo la SPIG, azienda leader mondiale nella costruzione di torri di raffreddamento fondata dal padre di Fede nel 1936.

Il celebrante della Santa Messa ha sottolineato la forza e la resistenza di Antoni, “che ha raggiunto un’età benedetta attraverso quattro generazioni, quasi un segnale di Dio”. Numerose belle parole in ricordo sono state espresse dalle due consoli polacche e dal sindaco di Loro Piceno (che ha dato anche lettura di un messaggio pervenuto dal Sindaco di Montecassino). Dalla segreteria del Presidente della Polonia, a firma del Segretario di Stato Adam Kwiatkowski è giunta una lettera indirizzata alla famiglia Mosiewicz e a tutti i presenti: letta in lingua polacca dall’Addetto alla Difesa presso l’ambasciata Polacca a Roma colonnello Janusz Urban, è stata poi tradotta in italiano.

La famiglia, racchiusa in un dolore composto, è molto unita e ben voluta a Loro Piceno. Le radici dei Bonati sono in questo borgo delle Marche ed è qui, dove il colonnello aveva sposato Fede e dove ancora oggi ha sede la Muròla (superbo biglietto da visita di questa famiglia italo-polacca piena di storia e valori), che Antoni aveva espresso il desiderio di fare ritorno per il riposo eterno, anche se da anni abitava vicino Milano. Lasciata la chiesa, un corteo lo ha infatti accompagnato al vicino cimitero per la tumulazione.

Le preghiere, sostenute dalle note della banda cittadina, hanno onorato la memoria di un soldato che ha servito fino all’ultimo il suo Paese compiendo il proprio dovere in difesa dei diritti e della libertà. Cosi come quella di un uomo dal cuore italo-polacco, leale e capace di amare, che ha vissuto con pienezza la propria esistenza.

Che Antoni Mosiewicz sia per noi un esempio di vita e un modello dell’amore per la Patria all’estero.

 

Polonia Oggi: LOT lancia nuovi voli verso Torino

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LOT Polish Airlines ha deciso di aprire due nuove rotte: Torino-Varsavia e Torino-Katowice. La compagnia aerea polacca ha deciso di investire nuovamente sul’’aeroporto di Caselle in vista della stagione invernale 2018-2019. Le rotte per le due città polacche sono già disponibili sul sito dell’azienda. Nello specifico i voli saranno fruibili una volta a settimana, tutti i sabati dal 29 dicembre 2018 al 23 marzo 2019. Questo investimento da parte di LOT nasce dalla volontà di mettere a disposizione degli appassionati polacchi di sci una soluzione in più per trascorrere le vacanze invernali. Le montagne torinesi sono infatti gettonatissime, tanto da essere già prese d’assalto dai turisti che le raggiungono con i voli provenienti da Londra e Stoccolma nella stagione invernale.

Fonte: rp.pl

Polonia Oggi: Una lapide commemorativa per l’unico uomo di colore dell’Insurrezione di Varsavia

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La fondazione Wolność i Pokój (Libertà e Pace) ha proposto di ricordare con una lapide commemorativa in piazza Hoover a Varsavia August Agbola O’Brown, noto anche con lo pseudonimo di Ali, l’unico uomo di colore a partecipare all’insurrezione di Varsavia. L’idea ha trovato il sostegno di musicisti jazz, del Museo dell’Insurrezione di Varsavia e dell’IPN (Istituto della Memoria Nazionale). August Agbola O’Brown era di origine nigeriana. Raggiunse Varsavia negli anni Venti ed era un batterista in gruppi di musica jazz. Durante l’insurrezione di Varsavia fece parte del battaglione “Iwo” che combatté nel distretto di Śródmieście. Sopravvisse alla guerra e morì nel Regno Unito nel 1976.

Fonte: wiadomosci.onet.pl

Polonia Oggi: Fitch conferma il rating A- della Polonia

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L’agenzia di rating Fitch ha confermato il rating A- attribuito alla Polonia e la prospettiva futura è stabile. Secondo gli esperti di Fitch, la valutazione della Polonia rispecchia le solide fondamenta macroeconomiche del paese, del suo quadro monetario e del suo settore bancario. Tuttavia, il PIL pro capite ancora basso rispetto agli altri paesi europei e un debito estero elevato vengono indicati come limitazioni all’innalzamento del rating. Fitch ha anche corretto al rialzo le previsioni di crescita del PIL polacco per il 2018, dal 3,9% al 4,4%. L’agenzia stima infine che il debito pubblico scenderà al 49,3% alla fine del 2019.

Fonte: pap.pl

Polonia Oggi: La Fiat 126p festeggia 45 anni

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45 anni fa, il 6 giugno 1973, nasceva la Polski Fiat 126p, meglio nota come Maluch (il bambino). La versione polacca della Fiat 126 è stata prodotta per ben 27 anni ed è stata a lungo una delle auto più popolari in Polonia. La Fiat accordò alla Fabryka Samochodów Małolitrażowych la licenza per produrla nel 1971, ma la loro collaborazione era cominciata già alla fine degli anni Sessanta. La 126p doveva essere un auto economica, popolare, tanto che lo slogan impiegato per promuoverla in un’esposizione del 1972 a Varsavia fu “Polski Fiat 126p – un auto per Kowalski” (Jan Kowalski è l’equivalente dell’italiano Mario Rossi, ndr). Al momento della sua prima uscita costava 69 mila złoty, circa 20 stipendi dell’epoca. La popolarità di questo modello crebbe in fretta e nel 1997 il nomignolo di Maluch è diventato parte della denominazione ufficiale.

Fonte: pap.pl