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Polonia Oggi: Girate a Cracovia alcune scene dell’ultimo film di Agnieszka Holland

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Gareth Jones”, l’ultimo film della celebre regista polacca Agnieszka Holland, sarà un thriller politico. È la storia di un giovane giornalista gallese che negli anni Trenta fu tra i primi a descrivere l’Holodomor, la grande carestia ucraina. Prima della guerra in Europa nessuno dava credito a questa storia. “Il tema è importante e ancora poco conosciuto nonostante molte pubblicazioni e alcuni documentari. Sono rimasta affascinata dalla sceneggiatura e dal protagonista, che è sconosciuto in patria ma è un eroe in Ucraina”, ha detto la Holland. Jones morì in Manciuria in circostanze poco chiare nel 1935, forse per iniziativa dell’NKVD. Nel film appare brevemente anche George Orwell, che trasse ispirazione dagli articoli di Jones nella scrittura della sua “Fattoria degli animali”. “Gareth credeva che un giornalista non dovrebbe avere un’agenda politica, che non dovrebbe manipolare le informazioni, anche se al servizio una giusta causa, e che il suo dovere è semplicemente quello di riportare i fatti. E’ un atteggiamento piuttosto impopolare oggi. Molti media di sinistra, di destra, di centro, occupano una salda posizione nell’arena politica”, ha detto Holland. Il ruolo di Gareth Jones è interpretato da James Norton. Non c’è ancora una data di uscita ma il film dovrebbe apparire sugli schermi all’inizio del 2019.

Fonte: pap.pl

Nel Parco Nazionale Slovinzio, ovvero il “Sahara polacco”

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A nord-ovest di Trecittà, vale a dire la conurbazione composta da Danzica, Sopot e Gdynia, la costa baltica, superato il golfo di Puck, si affaccia sul mare aperto. A chi però, partendo da Danzica, vuole regalarsi una gita straordinaria in una delle più interessanti attrazioni naturalistiche della regione Pomorskie, conviene svoltare dopo Gdynia verso Wejherowo – nota per una suggestiva Via Crucis che il venerdì di Pasqua attrae migliaia di pellegrini da tutta la Polonia – e proseguire nell’entroterra lungo la statale 6 in direzione ovest fino a Lębork e da qui risalire verso Łeba, alla cui periferia occidentale si trova l’accesso principale al Parco Nazionale Slovinzio (Słowiński Park Narodowy), il qualeper le sue dune mobili talora alte decine di metri che spostandosi inghiottono cespugli, alberi e perfino interi villaggisi è guadagnato l’appellativo di “Sahara polacco”.

Che ci si vada in macchina, in treno o in autobus, la strada più veloce passa comunque per Lębork, una gradevole cittadina di 35.000 abitanti che conserva un carattere generale che rimanda ai tempi del dominio dei Cavalieri Teutonici: ne sono testimonianza in particolare gli imponenti resti del Castello che si specchiano nel fiume Łeba e la gotica Chiesa di S. Giacomo, (Kościół św. Jakuba) che, nonostante i rifacimenti e le aggiunte dei secoli successivi, non hanno perso il loro fascino originario. Anche i monumenti più recenti, come l’Ufficio Postale (Urząd Pocztowy, 1905) e il Municipio (Ratusz, 1900), riprendono nello stile i modi gotici in mattoni della Pomerania occidentale dell’età medievale. Nella piccola ma graziosa Città Vecchia (Stare Miasto) una piacevole atmosfera regna nella pedonale ulica Staromiejska, con edifici in gran parte risalenti al periodo a cavallo fra XIX e XX secolo, dove si affacciano negozi, caffè, ristoranti e altri locali di intrattenimento.

Una trentina di chilometri più a nord, si raggiunge Łeba (3700 abitanti), un antico insediamento peschereccio insignito del titolo di città già nel 1357. Minacciata però dalle dune mobili e dall’erosione del Baltico, nel 1570 si spostò un paio di chilometri più a est, al di là del fiume omonimo. A ricordo del borgo abbandonato restano fra le dune le rovine della chiesa gotica semisepolta dalla sabbia. Łeba in estate è un’apprezzata meta turistica grazie alle sue vaste spiagge di sabbia chiara, a un centro storico in cui si conserva un gradevole tessuto urbano di provincia sette-ottocentesco, a un grazioso porticciolo turistico e peschereccio e all’Hotel Neptun (1906), un hotel in forma di castelletto medievale affacciato sul mare oggi divenuto un po’ il simbolo della località balneare.

Il motivo però di maggiore attrazione a Łeba è rappresentato dal Parco Nazionale Slovinzio (Słowiński Park Narodowy) che deve il suo nome a un’etnia imparentata con i casciubi e oggi estinta che abitava la costa del Baltico fra Ustka e Łeba e di cui ormai resterà memoria solo nei libri, in qualche museo e nel nome di quest’area naturalistica che tutela una delle attrazioni più affascinanti del paese. Visitarlo consente di conoscere gli elementi più significativi di questo peculiare angolo di Polonia dal 1977 inserito fra le Riserve della Biosfera dell’Unesco: estese pinete, terreni umidi, vasti laghi costieri, il mare, la cultura materiale degli slovinzi e le altissime dune mobili dove durante la Seconda guerra mondiale si addestravano i soldati tedeschi dell’Afrikakorps prima di essere inviati in Africa. L’ingresso del parco è a Rąbka, 2 km a ovest del centro di Łeba: qui si parcheggia, si acquistano i biglietti, si noleggiano le bici o si sale sui meleks, i veicoli elettrici con cui si può coprire la distanza (7,5 km) fino alle dune. Se siete molto sportivi e preferite arrivarci a piedi calcolate 2-3 ore all’andata e altrettante al ritorno.

A circa metà del percorso si trova l’interessante (per chi ama il tema militare) Museo della Rampa Missilistica di Rąbka (Muzeum Wyrzutnia Rakiet w Rąbce) dove nel 1940 fu allestito dai nazisti il poligono sperimentale dove si testavano missili antiaerei del tipo „Rheintochter” („Figlia del Reno”) e balistici del tipo „Rheinbote” („Messaggero del Reno”). Dopo la guerra il complesso venne occupato dai sovietici che sfruttarono anche la relativa documentazione per proseguire gli esperimenti missilistici sia in funzione militare, sia per l’esplorazione spaziale. L’esposizione narra la storia della base e presenta modelli di missili di diversi periodi, fra cui un missile autentico terra-terra rinvenuto poco lontano dal poligono, un alloggiamento per il lancio dei missili, un bunker e fondamenta di vari edifici.

Chi invece è interessato agli aspetti più specificamente naturalistici deve recarsi a sud, a Smołdzino, girando intorno al lago Łebsko, il terzo più grande della Polonia: qui si trova il Museo Naturalistico (Muzeum Przyrodnicze), dove si possono conoscere in dettaglio i vari ecosistemi del parco in cui crescono molte essenze rare e dove nel corso dell’anno compaiono circa 260 diverse specie di uccelli, fra stanziali e di passo. Volendo conoscere più da vicino la cultura degli slovinzi si può visitare lo skansen di Kluki, dove è stato ricostruito un villaggio slovinzio con esempi della loro cultura materiale (Muzeum Wsi Słowińskiej, www.muzeumkluki.pl). Con più tempo a disposizione si può fare base in zona ed esplorare l’intero parco (32.000 ettari totali fra terra e acqua) a piedi o in bici, senza contare che sulle sue spiagge ci si può anche abbronzare e bagnare per di più in solitudine immersi in un suggestivo paesaggio marino cullati solo dalla risacca e dalla brezza del Baltico, perché qui non arrivano (troppo faticoso!) i chiassosi bagnanti che affollano le non lontane mete balneari di Ustka o Łeba.


Per organizzare o farvi accompagnare in un viaggio nel Parco Nazionale Slovinzio delle dune mobili, questo è il link alla pagina Facebook di Roberto M. Polce, guida turistica autorizzata a Danzica e alla regione Pomorskie: https://www.facebook.com/guida.turistica.danzica/

Questo invece il link per acquistare la guida “Danzica e la Pomerania”: https://www.amazon.it/Danzica-Pomerania-Roberto-M-Polce/dp/8862980515

 

Sito del parco: www.slowinskipn.pl

Informazioni turistiche: www.pomorskie.travel

Polonia Oggi: Standard & Poor’s alza le stime di crescita del PIL

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Nel suo rapporto di gennaio l’agenzia S&P Global Ratings aveva stimato che il PIL polacco avrebbe superato facilmente la soglia del 4% e ad aprile ha effettivamente rivisto al rialzo le previsioni per il 2018, dal 3,8% al 4,5%. Le stime sul debito pubblico passano invece dal 51,8% al 49,5%. Standard & Poor’s prevede anche che il deficit della finanza pubblica polacca si attesti al 2% del PIL. Le valutazioni contenute nel più recente rapporto si limitano all’anno 2018. Delle tre agenzie di rating più importanti, quella che valuta più positivamente l’affidabilità creditizia della Polonia è Moody’s, che attribuisce al paese un rating A2. Fitch gli attribuisce invece un rating A1, mentre S&P è l’agenzia più severa con un BBB+.

Fonte: forsal.pl

Polonia Oggi: Le obbligazioni polacche sono reputate buoni investimenti

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Bloomberg riporta che nel mese di aprile l’Europa orientale, Polonia inclusa, è una delle regioni più raccomandabili agli investitori che operano nei mercati in via di sviluppo. Le obbligazioni polacche e ungheresi risultano il miglior investimento in assoluto. Esther Law, esperta di Amundi, maggiore società di asset management europea, è convinta che ciò abbia a che fare con l’abbandono dei mercati turchi e russi da parte degli investitori, che li considerano instabili. Un altro esperto, Simon Quijano-Evans, di Legal&General Investment Management, prevede che un fattore decisivo sui mercati sarà la questione della sicurezza finanziaria. E secondo lui questo vale non solo per i paesi dell’Europa orientale, ma anche per l’America Latina.

Fonte: rp.pl

Polonia Oggi: per Freedom House la Polonia rischia l’autoritarismo

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Freedom House chiede che l’UE e gli Stati Uniti continuino a fare pressione su Varsavia in materia di stato di diritto e tenuta democratica. Nel rapporto “Nations in Transit” sulla libertà e la democrazia nei paesi post-comunisti, l’ONG suona un campanello d’allarme a proposito delle iniziative del governo a guida PiS. Secondo l’esperta ungherese Zselyke Csaky, il partito vuole accaparrarsi il controllo non solo della giustizia ma dell’intero apparato statale e agisce con totale disprezzo per le norme costituzionali e parlamentari. L’acquisizione del controllo del sistema giudiziario, la violazione delle procedure parlamentari e le campagne diffamatorie ai danni delle ONG nuocciono sensibilmente alla democrazia polacca. Nonostante ciò la valutazione di Freedom House nei confronti della Polonia è ancora quella di una democrazia consolidata. Status che ha invece perso l’Ungheria, che viene posta al livello di una democrazia semi-consolidata. Entrambi i paesi vengono additati come campioni della democrazia illiberale, che ha in Viktor Orban un modello conclamato.

Fonte: rp.pl

Polonia Oggi: Disoccupazione in calo. Buone prospettive per il mercato del lavoro

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Secondo una valutazione del Ministero della famiglia, del lavoro e delle politiche sociali, il tasso di disoccupazione a marzo ha toccato quota 6,6%, registrando una diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente. Si tratta di una percentuale identica a quella del gennaio 1991. Lo scarto della situazione odierna del mercato del lavoro rispetto a quella del 1990, anno in cui in Polonia ha cominciato la propria trasformazione in economia di mercato, è pari allo 0,1% (occorre ricordare che a gennaio 1990 il tasso di disoccupazione raggiungeva lo 0,3%, per poi crescere fino al 6,5% nel mese di dicembre). Il numero dei disoccupati a marzo 2018 è di 1,09 milioni. Rispetto a febbraio, i senza lavoro sono calati di 33,2 mila unità. Nei centri per l’impiego sono state annunciate in totale circa 147 mila offerte di lavoro. La disoccupazione è in calo in tutti i voivodati.

Fonte: money.pl

Polonia Oggi: Kaliningrad tra le sedi dei mondiali di calcio in Russia. Si prevedono buone ricadute per Danzica

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Tra le città in cui si terranno partite durante i prossimi mondiali di calcio in Russia c’è anche Kaliningrad, che tuttavia non è attrezzata per ricevere tutti i tifosi che la raggiungeranno. Per questo motivo Danzica, che dista soltanto 170 km, ha offerto la propria collaborazione per offrire ai tifosi alloggio e trasporto alle partite. L’offerta è stata accolta positivamente dai vicini dell’enclave russa. Sembra dunque che quest’estate l’atmosfera sulle rive del Baltico sarà simile a quella degli europei del 2012, organizzati congiuntamente da Polonia e Ucraina. I tifosi che soggiorneranno a Danzica potranno raggiungere Kaliningrad via autobus, treno e auto. All’inizio di marzo ha avuto luogo un incontro ufficiale tra i rappresentanti di entrambe le città, durante il quale sono stati concordati i dettagli della cooperazione.

Fonte: wp.pl

GAZZETTA ITALIA 68 (aprile-maggio 2018)

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Uno splendido esempio di murales sardo in copertina di Gazzetta Italia 68! Un numero coloratissimo che dedica 8 pagine alla moda con una interessante intervista a Rafal Stanowski, direttore creativo della Kraków Fashion Week e della scuola artistica Sapu, e un servizio sull’ultima fashion week di Leopoli. Su Gazzetta 68 troverete tanti articoli di viaggi: Corigliano Calabro e l’iniziativa di studiare in riva al mare in Calabria, La via dell’Amore alle Cinque Terre, un turismo intelligente a Torino e gite in Polonia nella Masuria dei mille laghi. E poi ancora cinema, la rassegna “Ciao Italia”, e teatro con l’intervista all’autore dello spettacolo dedicato a Irena Sendler, eroina del ghetto di Varsavia. Come sempre su Gazzetta troverete molti articoli di cucina con interviste, appuntamenti culinari, suggerimenti dei nutrizionisti, rubriche sul vino e ricette. E poi ancora tanta cultura, motori, con un focus sulla Lamborghini Miura, calcio, con l’articolo di Hubert Borucki di polskagola.pl, e naturalmente approfondimenti sulla lingua italiana. Insomma un bellissimo e ricchissimo numero di Gazzetta che non può mancare nelle case di chi ama le relazioni tra Italia e Polonia.

Odrobina Włoch w sercu Bydgoszczy

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Bydgoszcz to miasto w centrum województwa kujawsko-pomorskiego, którego początki sięgają XI wieku. Prawa miejskie otrzymała w 1346 roku. Swą nazwę zawdzięcza połączeniu dwóch słów pochodzenia prasłowiańskiego: bud – czuwać oraz gost – gościć, a więc zawiera w sobie cechy typowo polskie – gościnność oraz gotowość do działania. Obecnie jest jednym z największych miast w Polsce, współpracuje z wieloma miastami na całym świecie w ramach wymiany naukowej i kulturowej (we Włoszech z Reggio Emilia). Słynie przede wszytkim z muzyki i festiwali filmowych, sportu oraz ze swego położenia między Wisłą a Brdą i małą Młynówką, a wizytówką miasta jest Wyspa Młyńska oraz Wenecja Bydgoska.

Opowieść o Bydgoszczy należy zacząć od Wenecji Bydgoskiej, czyli części miasta, która wszystkim jednogłośnie kojarzy się z weneckimi kanałami. Początkowo na brzegu Brdy mieściło się kilka budynków, a z czasem zaczęto zauważać atrakcyjność tej części miasta. Dzięki łatwemu dostępowi do rzeki rozpoczęła się rozbudowa kamienic oraz zakładów rzemieślniczych, co w 1870 roku dało początek nowemu, malowniczo położonemu osiedlu, schodzącemu aż do Młynówki. Rozkwit bydgoskiej Wenecji przypadł na lata przedwojenne, gdzie wielu przedsiębiorców lokowało swoje fabryki, a artyści szukali inspiracji. Po wojnie Wenecja Bydgoska oraz Kanał Bydgoski zostały tłem do popularnego w Polsce serialu „Czterej pancerni i pies”, a niedawno do filmu „Magiczne drzewo”.

Dzisiaj Wenecja Bydgoska wraz z Wyspą Młyńską i Starym Miastem tworzą wspaniałe miejsce na spędzenie wolnego popołudnia lub wieczoru, ponieważ to właśnie tam skupia się życie towarzyskie bydgoszczan. Spacer można rozpocząć wybierając się np. na lody lub kawę w kawiarniach i restauracjach Sowa (najsłynniejszego bydgoskiego cukiernika) albo w warzelni piwa przy Poznańskiej 8. Latem miasto oferuje rejsy małym statkiem po Brdzie i możliwość podziwiania miasta od strony wody na trzech różnych, równie malowniczych trasach. Mówiąc o szlaku wodnym nie można pominąć Kanału Bydgoskiego, który jest niezwykłą sztuczną drogą wodną stworzoną w latach 1772-1775, aby połączyć Wisłę i Odrę dzięki Brdzie i Noteci, co ciekawe jest najstarszym nadal czynnym kanałem. Kanał ma swoje muzeum założone przez historyka i miłośnika miasta, ś.p. Sebastiana Malinowskiego.
Warto zajrzeć do Muzeum Mydła i Historii Brudu bądź jednej z mydlarni. Z kolei dla amatorów sztuki można polecić wizytę w Muzeum Okręgowym, gdzie można podziwiać m.in. obrazy Leona Wyczółkowskiego i Witkacego, bądź wizytę w Galerii Miejskiej bwa.

Oprócz wspaniałych widoków, Bydgoszcz ma do zaoferowania niezliczoną ilość propozycji muzycznych dla wszystkich melomanów. Najpopularniejszym budynkiem jest gmach bydgoskiej opery, który jest punktem charakterystycznym miasta. Opera Nova znajduje się nad brzegiem rzeki i to właśnie rzeka latem tworzy scenę występów muzycznych, gdzie wieczorem można wysłuchać koncertów na wodzie, które cieszą się niebywałą popularnością wśród mieszkańców oraz turystów. Jak przystało na ośrodek muzyczny, w Bydgoszczy działa także Filharmonia Pomorska, przy której podziwiać można spektakl światła, muzyki i wody.

Stolica regionu słynie z wydarzeń sportowych; to właśnie z Bydgoszczy pochodzi Zbigniew Boniek, którego nie trzeba przedstawiać kibicom piłki nożnej czy Tomasz Gollob, znany szerzej fanom żużlu. Co roku odbywają się tutaj zawody sportowe, a prym wiodą siatkówka, lekkoatletyka, piłka nożna i wioślarstwo.

Do Bydgoszczy warto się wybrać na weekend, aby zjeść kolację na brzegu Brdy, pospacerować po Starym Mieście, obejrzeć przepiękne secesyjne budynki przy Sielance czy niedawno odrestaurowaną Fontannę Potop albo przysiąść na ławeczce wraz z Marianem Rejewskim.

Każdy bydgoszczanin z pewnością przyzna, iż najlepiej udać się na spacer brzegiem rzeki i cieszyć się widokami, niezależnie od pory roku!

Bolonia pieszo: Sanktuarium Madonny św. Łukasza

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Bolonia pieszo: Sanktuarium Madonny św. Łukasza

Jeśli choć raz mieliście okazję odwiedzić Bolonię, to z pewnością zwróciliście uwagę na górującą nad miastem piękną budowlę o charakterystycznej pomarańczowej fasadzie. I nie ma znaczenia, czy podróżujemy samochodem, pociągiem czy samolotem – Sanktuarium Madonny św. Łukasza jest pierwszym obiektem, który wita nas zaraz po przyjeździe do stolicy Emilii-Romanii.

Długi spacer ponad bolońskimi dachami

Sanktuarium, do którego prowadzi ciąg 666 (sic!) arkad, zostało wybudowane na jednym z okalających Bolonię wzgórz, przez co ponad 3-kilometrowy spacer do świątyni jest krótką „pielgrzymką”, którą każdy odwiedzający Bolonię przyjezdny powinien przynajmniej raz odbyć. Budowę najdłuższego w mieście ciągu arkad oraz 15 kaplic rozpoczęto w latach 70-tych XVII wieku. Projekt konstrukcji przechodził z rąk do rąk różnych architektów i wykonawców, aż w końcu został ukończony w I poł. XVIII wieku. Sanktuarium od wieków stanowiło cel dla wielu pielgrzymów, chcących ujrzeć znajdującą się w świątyni sławną ikonę Madonny z dzieciątkiem. Obecnie do świątyni można dojechać także samochodem, choć nasuwa się pytanie „po co?”, skoro można cieszyć się długim spacerem, obserwując jak za naszymi plecami miasto oddala się i staje coraz mniejsze i bardziej przejrzyste, aż do momentu, w którym będziemy mogli podziwiać całą jego panoramę.

Zielona oaza spokoju

W pogodny dzień promienie słońca wpadają pod łuki portyków, ogrzewając zmierzających na wzgórze przechodniów, a z kolei przyjemny chłód bijący od murów przynosi orzeźwienie mieszkańcom uprawiającym jogging. Jesienią długi ciąg arkad osłania przed wiatrem i ciepłym bolońskim deszczem, a dotarłszy na szczyt wzgórza cały trud spaceru wynagradza widok – z jednej strony na soczystą zieleń Emilii-Romanii, a z drugiej – na czerwone dachy bolońskiej grubaski. Mały ogród przed sanktuarium, gdzie na kocach przesiadują mieszkańcy miasta, wydaje się miejscem spotkań, małym salonem na łonie natury, cichą oazą spokoju wyniesioną ponad duszne mury nagrzanego ludzkim zapałem miasta.

Przed świątynią panuje magiczna, kojąca cisza. Spacer pod arkadami sprzyja pogodnej zadumie, która udziela się przechodniom, gdy podczas przerwy w marszu przysiadają, opierając się o kamienne łuki i spoglądają w stronę ukrytej za koronami drzew panoramy miasta. Z góry Bolonia wydaje się cicha i ceglana, tylko w oddali słychać stłumiony szum lądującego samolotu.

Bolonia pieszo – praktyczne wskazówki:

– spacer do sanktuarium najlepiej rozpocząć od bramy Porta Saragozza, skąd rozpoczyna się najdłuższy ciąg arkad prowadzący do świątyni, lub od ulicy Meloncello (gdzie znajduje się przystanek autobusowy o tej samej nazwie; polecam połączenie autobusowe z via dei Mille znajdującej się w centrum miasta, skąd autobusem nr 94 dojedziemy prosto na ulicę Meloncello).