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Home Blog Page 237

Polonia Oggi: A luglio Cracovia ospita il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Dal 2 al 12 luglio si svolgerà a Cracovia la 41^ sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. “È il più grande evento internazionale organizzato quest’anno dal governo polacco”, ha chiosato il Ministro della Cultura Piotr Gliński. Le riunioni previste avranno luogo presso il centro congressi internazionale di Cracovia e vedranno la partecipazione di circa 2.000 persone. Il Ministro Gliński ha dichiarato che la Polonia è pronta e ben organizzata per l’ospitare l’evento. La cerimonia solenne di inaugurazione si terrà il 2 luglio al Castello Reale di Wawel. Nei dieci giorni della sessione, i rappresentanti dei 21 paesi che attualmente compongono il comitato prenderanno decisioni riguardanti i beni culturali e naturali che sono riconosciuti come patrimonio dell’umanità. Tra i temi dell’incontro anche i siti UNESCO considerati a rischio. Nella lista del patrimonio mondiale sono già presenti 14 siti polacchi ed è possibile che dopo la riunione di luglio ne sia aggiunto un altro. La stessa città vecchia di Cracovia fa parte dei primi 12 siti che sono entrati a far parte della prestigiosa lista.

pap.pl

Polonia Oggi: Erasmus, ora la moda è Varsavia

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Uniplaces, piattaforma online di aiuto per gli studenti universitari in cerca di alloggi in affitto, ha stilato una classifica delle città europee nelle quali è più conveniente fare l’esperienza Erasmus. I fattori di valutazione sono costo dell’affitto, costo delle rette universitarie, costo medio di un pasto in ristoranti economici, abbonamento mensile per i trasporti pubblici e numero di università pubbliche. Se è vero che altri elementi influiscono nella scelta della destinazione in cui vivere il proprio Erasmus, i cinque fattori appena citati posizionano Varsavia in cima a questa particolare classifica. L’esperienza di studio nella capitale polacca non è ostacolata dalla difficoltà della lingua, perché la maggior parte degli atenei offre lezioni e programmi post laurea in inglese, tedesco e francese. Fabio Rossi, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Messina, giudica positivamente l’accordo che il suo ateneo ha con l’Università di Varsavia perché sostiene che gli studenti rientrano in Italia con una preparazione più che soddisfacente. Rossi osserva che: “Il costo per l’alloggio e il vitto c’entra, ma non è l’unica motivazione. C’è anche la spinta a conoscere una città e un ambiente culturale nuovi, insieme alla certezza di frequentare corsi di alto livello, soprattutto per chi studia il russo”.

repubblica.it/scuola

Il 74° anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia

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Foto fonte facebook-

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Si ripete quest’anno una bella iniziativa che intende celebrare il 74° anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia. Nelle strade della capitale saranno distribuiti stasera 100 mila cartoncini gialli a forma di giunchiglia, che vogliono ricordare l’insurrezione occorsa tra il 19 aprile e il 16 maggio 1943 contro l’occupazione nazista. L’iniziativa è organizzata dal POLIN, il museo della storia degli ebrei polacchi, allo scopo di mantenere viva la memoria sulla rivolta, ricordando i suoi contorni e diffondendo la sua storia. “Attaccare la giunchiglia al proprio vestito il 19 aprile è un segno di memoria e rispetto. È un’azione che vuole sensibilizzare la popolazione e ricordare che 74 anni fa successe qualcosa d’importante nella nostra città”, ha detto durante la conferenza stampa il direttore del POLIN, Dariusz Stola.

Polonia Oggi

Polonia: Cresce l’acquisto di proprietà di lusso

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Foto fonte internet - Copyright ANSA

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Ottime notizie arrivano dai dati sul mercato del lusso in Polonia: secondo quanto riportato nel report “Arkadiusz Wojciechowski”, a partire dal 2012 sono state acquistate circa 1.400 proprietà dal valore commerciale di 2,5 miliardi di złoty. La prevalenza degli investimenti riguarda la città di Varsavia – nella quale si raggiunge facilmente il costo di 15 mila złoty per m² – seguita al secondo posto dalla Tripla Città (Danzica, Gdynia e Sopot) seguite da Breslavia, Cracovia e Poznan. Un mercato che, secondo le previsioni, continuerà il suo trend positivo per i prossimi 5 anni, grazie alla crescita economica e all’incremento del tenore di vita del popolo polacco.

Polonia Oggi

Le tradizioni pasquali in Polonia

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La Polonia è un paese particolarmente legato alle tradizioni, e le festività pasquali vengono vissute con particolare devozione ogni anno da quasi tutta la popolazione polacca. La Settimana Santa inizia come da tradizione cristiano-cattolica la domenica delle Palme (Niedziela Palmowa). Per l’occasione, le palme vengono colorate e spesso decorate con nastri e piume. In particolare, le celebrazioni più sentite si avviano per la tre giorni di Pasqua, a partire dal Giovedì Santo. Il venerdì è un giorno particolarmente vivo per il popolo, occasione per ‘rivivere’ in gran parte del paese la commemorazione della passione di Cristo, attraverso il cammino della Via Crucis. Senza dubbio, una delle celebrazioni più intime e sentite è quella che si tiene ogni anno a Kalwaria Zebrzydowska. La vigilia di Pasqua invece sarà l’occasione per preparare la “święconka”, cestino decorato contenente al suo interno diversi prodotti  tipici — tra i quali il pane, uova, salsiccia, sale, e i famosi ‘agnelli di zucchero’ — i quali verranno benedetti durante la celebrazione eucaristica. Da ricordare inoltre la famosa tradizione del “pisanki”, che consiste nella decorazione a mano delle uova pasquali. Il pasto pasquale più importante si tiene la mattina di Pasqua, durante la colazione: le famiglie si riuniscono intimamente nelle proprie case, occasione nella quale vengono consumati i cibi benedetti nella “święconka”, nonché i piatti della tradizione culinaria come il “barszcz biały”. Successivamente, si partecipa alla santa messa pasquale, occasione di ritrovo e di commemorazione nazionale. Il lunedì di Pasqua, chiamato “Śmigus-Dyngus”, è il giorno nel quale ci si dedica alle visite amicali, mentre i bambini si esibiscono in simpatiche guerre dei gavettoni.

Polonia Oggi

Bellavita Expo a Varsavia: l’eccellenza dell’enogastronomia Made in Italy

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In questi giorni è in corso a Varsavia un appuntamento molto importante per l’enogastronomia italiana: la “Bellavita Expo”. La rassegna è entrata in funzione ieri con gli stand di oltre 60 aziende italiane e proseguirà fino a domani. L’iniziativa ha previsto per l’occasione l’organizzazione di un Padiglione Italia all’interno della fiera WorldFood Warsaw. Le bancarelle dell’esposizione permettono di assaggiare o scoprire i prodotti tipici del Bel Paese: vino, olio, pasta, salumi, formaggi, caffè, sughi di pomodoro, pizza ecc. Il motto della rassegna è “The Excellence of Italy”, un’espressione emblematica che richiama i prodotti di qualità delle terre italiane. Bellavita Expo rappresenta una vetrina importante non solo per i grandi marchi, ma soprattutto per le piccole imprese, anche a conduzione familiare, che hanno la possibilità di esporre i loro prodotti agli occhi degli esperti e dei curiosi, cercando i distributori che li facciano entrare nel mercato polacco. Non a caso, gli organizzatori dell’Expo pongono un accento considerevole sulla rilevanza dell’artigianalità. Come riporta il sito dell’evento, si tratta di una tappa imperdibile per importatori, distributori, esperti e rappresentanti della piccola, media e grande distribuzione. Per l’occasione, oggi sarà presente anche lo chef stellato Andrea Camastra, che nel 2014 ha aperto a Varsavia il suo ristorante Senses. L’esposizione nella capitale polacca è la prima di cinque tappe internazionali, poiché nei prossimi nove mesi Bellavita aprirà i suoi stand anche a Chicago, Londra, Città del Messico e Amsterdam.

Polonia Oggi

Rusza współpraca Gazzetta Italia i Empik School!

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Wiosna już w pełni! A z nią rozkwitły nowe kontakty i przyjaźnie 

Pragniemy poinformować wszystkich naszych Czytelników i Sympatyków, że ostatnim czasem nasza redakcja nawiązała współpracę z Empik School! Jednym z głównych celów tejże współpracy jest wzajemne wspieranie się oraz pomoc w dotarciu do jak największego grona osób zafascynowanych kulturą i językiem włoskim.

W szkołach Empik School znajdziecie nauczycieli, którzy z typowym włoskim entuzjazmem nauczą was tego pięknego języka. Nauka ta będzie o tyle łatwiejsza i przyjemniejsza, że w trakcie zajęć lektorzy będą wykorzystywali Gazzetta Italia jako jedno z narzędzi swej pracy, co zdecydowanie urozmaici naukę.

Zachęcamy zatem wszystkich zainteresowanych nauką języka włoskiego lub też chcących zdobyć certyfikat językowy do wybierania Empik School i czytania Gazzetta Italia – wyjdzie Wam to na dobre! 

PS: Empik School będzie także patronem naszego kącika językowego, zapraszamy do lektury. 

“Artists on strike”: il nuovo documentario della regista italiana Elena de Varda

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Non c’è libertà senza solidarietà”, gridavano gli operai dei cantieri navali di Danzica e folle di manifestanti si unirono alla loro voce. Nel  dicembre del 1981 la legge marziale varata dall’allora Presidente polacco Wojciech Jaruzelski non placò quelle voci, la ‘rivoluzione’ civile si propagò in tutto il paese trovando nell’universalità dell’arte e della cultura il traino per la riconquista delle libertà sottratte, attraverso le opere e l’ingegno di numerosi artisti appartenenti alla scena artistica polacca. L’arte da “pubblica” divenne “privata” e si spostò dai teatri e dai musei, nelle case private e nelle chiese. L’arte “clandestina” divenne oggetto di fruizione di massa e migliaia di persone facevano la fila per andare ad una mostra o per assistere ad uno spettacolo. La difficile situazione polacca ispirò gli artisti internazionali, i quali accorsero nel paese e collaborarono con i polacchi, tra essi ad esempio Joseph Beuys. È questo il clima di “Artists on strike”, documentario in corso di realizzazione della regista italiana Elena de Varda, prodotto in collaborazione con le case cinematografiche Wojtek films di Varsavia e Filmlux di Milano. L’ennesimo atto di una lunga e proficua carriera da parte della regista, con alle spalle numerosi documentari, tra i quali Per la nostra e vostra libertà“, una lucida rappresentazione del conflitto di Monte Cassino, messa in onda decine di volte sia dalla Rai che da TVP polacca a partire dal 2014.

Artists on strike” è la rappresentazione cinematografica, vissuta attraverso gli occhi di una giovane studentessa universitaria milanese – la stessa de Varda – durante la sua permanenza a Cracovia a cavallo tra il 1987 e il 1989, il biennio rovente che portò allo sgretolamento dell’Unione Sovietica. Un conflitto intimo e quotidiano tra il consumismo italiano e le rigidità della vita quotidiana nei Paesi dell’ex Urss, vissuto a contatto con gli interessantissimi movimenti artistici dell’epoca che occupavano intere piazze cittadine. Un film importante — in co-produzione con TVP, la TV Nazionale Polacca, e la città di Danzica — e che vedrà la partecipazione di numerose “star” dell’arte polacca e internazionale, tra le quali l’attrice Krystina Janda, i gemelli Janicki — attori storici del teatro di Kantor —, Jozef Robakowski e Jerzy Beres, Jerzy Kalina, il gruppo Luxus, Pomaranczowa Alternatywa e molti altri. La musica del film è di un noto compositore italiano, Louis Siciliano, vincitore di numerosi premi.

Un progetto che vede inoltre la partecipazione di importanti istituzioni culturali, tra le quali l’Ambasciata d’Italia a Varsavia, il Consolato polacco di Milano, la Fondazione di Tadeusz Kantor, TVP, il Museo d’Arte Contemporanea di Łódz, una delle Istituzioni artistiche più importanti della Polonia, la Galleria Civica di Poznań, The Łaźnia Centre for Contemporary Art a Danzica.

Per ulteriori informazioni:
n° telefono 0048 535788065/0039 3479822092
elena.wojtekfilms@gmail.com

Gazzetta Italia

Le opere di Marta Czok all’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia

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Nata a Beirut nel 1947, si è trasferita a Londra a nemmeno un anno di vita con i suoi genitori, entrambi polacchi, evacuati dall’Unione Sovietica e portati in Iran. Fin da bambina, dovendo andare a scuola senza conoscere una parola di lingua inglese,  Marta ha trovato nel mondo del disegno un rifugio, l’unica forma di comunicazione a quel tempo per lei possibile. Dopo aver studiato alla St Martin’s School of Art, ha cominciato la sua carriera artistica che l’ha portata a realizzare importanti lavori, i quali le hanno dato una certa visibilità internazionale, grazie alla collaborazione con “Alitalia per l’Arte”, le numerose mostre presso l’Albermarle Gallery di Londra e la mostra dedicata ai bambini nella guerra e nell’Olocausto, presso il Palazzo Antico Ghetto di Padova.

Dopo il suo matrimonio con il marito italiano, l’Artista ha ottenuto la seconda cittadinanza italiana, perché, come scherzosamente ci spiega, <<negli anni 70 le donne erano ancora passate come pacchi postali tra le varie nazionalità dei mariti. Nessuno ci chiedeva la nostra opinione. Non che avrei obiettato…in Italia mi trovo bene!>>
Una personalità cosmopolita a tutto tondo, insomma. Ed è proprio così che si sente Marta, spesso senza vere radici: <<il che mi dispiace, perché vorrei appartenere veramente a qualche gruppo. Ciò significherebbe poter dire ovunque quello che penso, senza pensare a dire cose sempre diplomatiche, senza il rischio di sentirmi dire che posso, se non mi piace dove sto, tornare a casa mia. Quale? Infatti, il problema del costante straniero (è cosi che mi sento) è che quando facciamo complimenti alla nazione dove stiamo, siamo i benvenuti. Quando invece facciamo una critica, allora l’atmosfera cambia in modo palpabile.>>

I temi dei suoi quadri sono soprattutto sociali, in cui emergono la denuncia e la delusione per gli sbagli della Chiesa e del mondo politico in generale, la corruzione delle istituzioni e le ingiustizie sociali. <<Si potrebbe dire che miei temi rotolano intorno alla famiglia: siamo sempre noi, silenziose pecore, a pagare. Quindi, quando dipingo di storia, politica o Chiesa ho in mente la gente che deve sopportare le conseguenze della voglia altrui di ricchezza, potere e dominazione. E della loro intolleranza. Nel lavoro, cerco di far vedere come stanno le cose. Lo faccio usando la satira perché credo che questo sia il modo più efficace. Si possono dire moltissime cose usando la satira, anche cose non troppo diplomatiche. La gente guarda i miei quadri, ride, condivide e pensa…spero.>>

Un anno fa,  il Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese a Roma, ha ospitato la mostra di Marta Czok “Mother Rome”, un lavoro dedicato alla complessità della città, nel suo essere ricca di contrasti, così intrigante, chiassosa, con infinite chiese dorate e, specialmente al centro, “vuote”, con  infiniti strati e storie che hanno influenzato tutto il mondo occidentale. L’artista, con le sue opere in grado di rappresentare la realtà attraverso la satira, denuncia inoltre la mancanza di cura della città: <<ovunque c’è sporcizia, siringhe, e le interminabili scritte sui muri che non dicono niente d’importante, solo che troppa gente ha poco rispetto per l’ambiente.>>
Quest’anno prenderà parte a una mostra collettiva a Padova, sul tema dell’amore e della violenza: una nuova sfida per Marta, che trova stimolante ed interessante dipingere la violenza attraverso il mezzo della satira, e poi l’amore, senza cadere nella trappola della dolcezza nauseante. <<Sono molto curiosa di sapere come affronteranno il tema gli altri pittori, scultori e fotografi. Nota bene che non uso la parola “artisti”. Per me la parola “artista” è una specie di complimento che gli altri possono dare a me, ma che non posso assumere da sola. E come dire che sono una “signora”: è ovvio che sono una donna, ma se devo informare altre persone che sono “signora” vuol dire che questo non  è evidente dal mio comportamento signorile! >>

Ora, la Pittrice torna nella sua terra di origine, per la prima volta ad esibire le sue opere in Polonia: a Varsavia, il primo appuntamento, dal 27 aprile al 30 maggio, presso l’Istituto Italiano di Cultura, poi a Cracovia e Danzica. La mostra, composta da 27 quadri, vuole essere una panoramica su quelli che sono i temi di sempre dell’artista, perché <<le notizie al telegiornale sono sempre le stesse: stesse guerre, stessa corruzione>>, e Marta afferma di prendere la sua ispirazione proprio dal telegiornale.

<<La cosa più importante per me però, è che sono convinta che ogni uno di noi esista, qui su questo pianeta, per contribuire al genuino progresso di tutta l’umanità. Si usava dire che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile. La verità è proprio l’opposta: tutti siamo indispensabili, ma purtroppo si vede che tanti non vogliono rendersi veramente utili. Per me, siamo tutti collaboratori di Dio, non servi. Il servo aspetta di ricevere ordini, mentre il collaboratore e tenuto a usare la propria immaginazione ed essere intraprendente. Io cerco di fare la mia parte attraverso i quadri. Probabilmente sono un’ottimista, però già diverse volte mi fu detto da clienti che ho reso la loro vita più bella. Che cosa si può volere di più?>>

Duda dichiara pieno sostegno all’attacco USA al regime di Assad

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Il Presidente polacco Andrzej Duda ha espresso pieno sostegno nei confronti dell’operazione militare americana in Siria. “La Polonia condanna ogni atto criminale contro i civili e fa un appello affinché il consesso internazionale si impegni con ancor più forza per il ritorno della pace in Siria e l’interruzione della spirale di violenza”, ha scritto in una dichiarazione. La decisione del Presidente Trump di autorizzare il lancio di 59 missili Tomahawk contro la base dell’aeronautica militare siriana di Shayrat è una reazione all’uso da parte del regime di Assad di armi chimiche ai danni della popolazione indifesa. L’attacco di martedì scorso a Idlib ha provocato la morte di 74 civili. “Di fronte a quest’atto di inimmaginabile barbarie il mondo civilizzato non può restare indifferente”, ha aggiunto Duda, che è stato informato da parte americana dei dettagli dell’operazione e ha incaricato il capo dell’Ufficio di Sicurezza Nazionale (BBN) di stilare un rapporto speciale della situazione.

Polonia Oggi