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Home Blog Page 292

Varsavia, mille anni di vita ebraica al museo

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Dopo un periodo di apertura sperimentale, è stato finalmente inaugurato il nuovo museo ebraico nell’antico ghetto di Varsavia. La struttura si chiama Polin, termine che significa «abita qui» e si riferisce al nome ebraico della Polonia. Vi si trovano mille anni di storia, alloggiati in un edificio minimalista e luminoso progettato dall’architetto finlandese Rainer Mahlamaki.

Si tratta di un rettangolo aperto in pannelli di vetro, che rispetta l’altezza degli immobili del quartiere Muranow, che ospitava gli ebrei perseguitati da Hitler.

Tra i simboli voluti dal progettista, all’interno una frattura divide in due l’edificio, richiamando la perdita irreparabile dei 3,3 milioni di ebrei polacchi che erano in vita nel 1939. Poi una passerella, le curve delle pareti e le decorazioni, ricche di colori, accompagnano il visitatore lungo il percorso storico e al tempo stesso tragico. Con i suoi 16 mila metri quadrati di superficie, la struttura costituisce il più grande museo ebraico d’Europa. Il direttore, lo storico Dariusz Stola, spiega che, dall’apertura dei locali avvenuta nel 2013 (l’inaugurazione ufficiale risale invece ai giorni scorsi), alcune centinaia di migliaia di visitatori sono già arrivati: per l’anno prossimo se ne prevede mezzo milione.

L’esposizione permanente, frutto della collaborazione tra stato polacco, città di Varsavia e circa 500 benefattori di tutto il mondo, è stata ideata dall’etnologa americana Barbara Kirshenblatt-Gimblett come un teatro di storia: una lunga passeggiata dinamica per otto gallerie. A differenza del museo dell’ebraismo di Parigi, quello polacco espone pochi elementi originali, mentre abbondano riproduzioni, fotografie, filmati e testi esplicativi. Un pezzo forte è rappresentato dalla spettacolare ricostruzione della cupola policroma della sinagoga in legno di Gwozdziec, distrutta alla vigilia della seconda guerra mondiale e che risale al 1729.

Una delle curiosità in questo museo è che le varie tappe sono ritmate dalle testimonianze di personaggi dell’epoca. Per esempio, il periodo dei massacri attuati nel diciassettesimo secolo dai cosacchi di Bogdan Chmielnicki è scandito da estratti del cronista contemporaneo Nathan Hannover. La galleria dedicata alla Shoah si avvale del contributo dello storico del ghetto Emanuel Ringelblum, ucciso durante l’insurrezione di Varsavia nel 1944.

Ettore Bianchi – www.italiaoggi.it

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Sto*Disegnando/Rysuję!!!

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un progetto di Michael Rotondi

a cura di Alex Urso

Galeria V9, Ulica Hoza 9,Varsavia

Dal 7 al 21 novembre 2014

Sto*Disegnando!!! nasce da un’idea di Michael Rotondi, artista italiano classe 1977.

Il progetto – già presentato in più occasioni presso gallerie e spazi non convenzionali – prende avvio nel 2009, con la scelta da parte di Rotondi di radunare un folto numero di artisti italiani accomunati da un’attitudine stilistica affine e soprattutto dall’utilizzo dello stesso medium espressivo: il disegno.

Gli artisti (inizialmente 31) venivano invitati a realizzare singolarmente disegni in bianco e nero su fogli verticali A4 – lo stesso processo utilizzato da Rotondi prima di iniziare ogni  progetto – lavori che poi sarebbero stati esposti come unica grande opera corale, dimostrando la possibilità di una creazione artistica basata sul confronto e sulla cooperazione di autori diversi ma accomunati dalle stesse intenzioni. L’obiettivo era quello di creare un’opera collettiva che fosse anche un’opera unica, quella dell’artista Michael Rotondi – a cui i singoli disegni di ogni interprete erano correlati – definendo un progetto in progress animato da ideali di collettività e collaborazione attraverso una delle pratiche artistiche più antiche al mondo, ma indubbiamente necessaria al contemporaneo.

Cresciuto di anno in anno e viaggiato di galleria in galleria, il progetto arriva oggi a Varsavia per la sua prima prova internazionale.

Nella sua veste italo-polacca – evidente fin dal titolo bilingue Sto*Disegnando/Rysuj?!!! – l’idea pensata da Rotondi si espande al contesto artistico polacco grazie alla collaborazione di Alex Urso, artista e curatore indipendente italiano con sede a Varsavia. Il risultato di questo sforzo comune è la realizzazione di una mostra che coinvolge ben cento artisti proveniente dalle due rispettive nazioni.

Nello specifico cinquanta disegnatori italiani e cinquanta disegnatori polacchi sono stati chiamati a realizzare individualmente disegni in bianco e nero su fogli verticali A4 (rispettando le indicazioni originali del progetto). Il disegno di ogni interprete, associato a quello degli altri, contribuirà pertanto a realizzare nel complesso una grande istallazione espositiva frutto di una cooperazione tra autori distanti, diversi per lingua e cultura, ma pronti ad incontrarsi su un  terreno comune: quello dell’arte.

Supportato dall’Istituto di Cultura Italiana di Varsavia, Sto*Disegnando/Rysuj?!!! è un progettosorretto dalla volontà e dalla passione di artisti giovani e decisi a proporre modalità espressive alternative, staccati dai circuiti convenzionali dell’arte e intenzionati a indicare un modo di intendere la cultura più autentico e vitale.

Curatore: Alex Urso

Ideatore progetto: Michael Rotondi

Catalogo: testi di Alex Urso e Michael Rotondi

Date: dal 7 al 21 novembre 2014

Artisti italiani: 108, Andreco, Silvia Argiolas, Felipe Cardena, Jacopo Casadei, Diego Cinquegrana, Massimo Dalla Pola, Paolo De Biasi, Dem, Marco Demis, Pasquale De Sensi, Nicola Di Caprio, Angelo Di Dedda, Emiliano Di Mauro, Alessadro Di Pietro, Pierpaolo Febbo, Svitlana Grebenyuk, Agnese Guido, Massimo Gurnari, Leeza Hooper, Giacomo Iasilli, Maba, Luigi Massari, Silvia Mei, Yari Miele, Bartolomeo Migliore, Elena Monzo, Isabella Nazzari, Ozmo, Marco Pagliardi, Andrea Palamà, Federica Pamio, Simone Panzeri, Laurina Paperina, Emanuele Puzziello, Quadreria Romantico Seriale, Thomas Raimondi, Michael Rotondi, Laboratorio Saccardi, Patrizia Emma Scialpi, Raffaele Semeraro, Daniele Serra, Marcello Tedesco, Riccardo Zanotti, Luca Zedone Nespolon, Giuliano Sale, Alex Urso, Giulio Zanet, (e altri…).

Artisti polacchi: 1010, Gosia Bartosik, Karolina Bielawska, Dobrawa Borkala, Tymek Borowski, Ixi Color, Karolina Chrust Pietrzyk, Chu-Chu, Marcin Domanski, Pawel Draus, Drmr, Piotr Dudek, Stanis?aw Gajewski, Gregor Gasior, Zuza Golinska, Goro, Agnieszka Grodzi?ska, Kamila Kanclerz, Karolina Kola, Gragorz Kozera, Grzegorz loznikow, Tymek Jezierski, Ewa Juszkiewicz, Alicja ?ukasiak, Pawel Lyjak, Mariusz Libel, Mateusz Machalski, Mrufig, Ola Niepsuj, Brems Oner, Otecki, Julia Poziomecka, Karol Radziszewski, Lukasz Radziszewski, Rastii, Maciek Ratajski, Bianka Rolando, Ewa Sluzynska, Mikolaj Sobczak, Kama Sokolnicka, Stachu Szumski, Mariusz Tarkawian, Jacek Walesiak, Wioleta Wnorowska, Magda Wolna, Monika Zawadzki, Zuzanna Zió?kowska, Zgonowicz, Zrazik, (e altri…).

Apertura mostra venerdì 7 novembre ore 19.00

Galeria V9, Ulica Hoza 9, Warszawa

www.v9.bzzz.net

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Giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate

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Alessandro De Pedys, Ambasciatore d'Italia a Varsavia durante la cerimonia a Varsavia, Cimitero Militare di Bielany

È stata celebrata a Varsavia, presso il cimitero militare italiano di Bielany, la Giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate. Insieme all’Addetto per la Difesa dell’Ambasciata, Gen. Camporesi, vi è intervenuto l’Ambasciatore Alessandro De Pedys che ha pronunciato un discorso in cui ha valorizzato il ruolo delle Forze Armate italiane, nel passato e nel presente. Alla cerimonia solenne hanno presenziato, rappresentanti delle Forze Armate polacche, dei Veterani, e delle Autorità locali insieme a scolaresche e esponenti della collettività italiana. Presente anche una rappresentanza dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri di Varsavia.

(fonte: Ambasciata d’Italia a Varsavia)

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Varsavia: seconda linea della metro aperta al pubblico il 14 dicembre

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Il sindaco di Varsavia Hanna Gronkiewicz-Waltz ha annunciato che il 14 dicembre sarà aperta al pubblico la seconda linea della metropolitana di Varsavia. Inizialmente il comune di Varsavia prevedeva l’apertura per il weekend dell’8-9 novembre, in un cosi detto weekend lungo perché l’11 novembre in Polonia si festeggia il giorno dell’indipendenza. Comunque come ha detto Gronkiewicz-Waltz la data è stata spostata per i motivi di sicurezza. “Nessun motivo mi convince di aprire prima la seconda linea di metropolitana neanche quello politico (tra due settimane si svolgeranno in Polonia elezioni amministrative), per me quello che conta è la sicurezza dei cittadini di Varsavia”. Anche il presidente della società Merto Warszawskie Jerzy Lejk sottolineato il tema della sicurezza “abbiamo più tempo per controllare tutti sistemi di sicurezza con calma e per fare più prove facendo circolare per una settimana intera i treni senza passeggeri”. Domenica prossima i cittadini di Varsavia potranno visitare le nuove stazioni della seconda linea. (Polonia Oggi)

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Vacanze invernali dei polacchi: al mare alle Canarie, in montagna in Italia

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Rainbow Tours ha fatto la prima analisi del trend di vendite di viaggi per l’inverno. Alla fine d’ottobre l’agenzia di viaggio ha notato l’aumento del numero delle prenotazioni del 32,6% al confronto con lo stesso periodo l’anno scorso. Tra le destinazioni più popolari ci sono: le Isole Canarie (Tenerife, Fuerteventura e Lanzarote), Egitto, Cuba, Thailandia e Messico. I turisti molto spesso scelgono anche il Marocco, il Vietnam, lo Sri Lanka, la Repubblica Sudafricana, gli Emirati Arabi Uniti, i viaggi in nave per i Caraibi ed i viaggi in Kenya. Tra le offerte per gli sciatori le hit sono Val di Sole, Tonale, Val di Fiemme, Val di Fassa e anche le novità: Andora e Sierra Nevada. (Polonia Oggi)

Imperial accelera in Polonia

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Il piano di espansione oltre confine di Imperial accelera in Polonia. Il gruppo bolognese, infatti, in scia al taglio del nastro di due monomarca, uno nel centro commerciale Blu di Varsavia, un altro nel Focus Mall di Bydgoszcz, nel mese di settembre ha aperto un nuovo punto vendita: 60 metri quadrati a Lodz, nel centro commerciale Manufaktura.

L’azienda italiana di fast fashion entro il 2016 aprirà un nuovo store di 118 metri quadrati a Poznan.

Tra il 2011 e il 2013 , nel territorio polacco il fatturato dell’azienda fondata nel 1976 da Adriano Aere ed Emilia Giberti,  ha segnato una crescita di circa il 90% toccando quota 1,5 milioni di euro.

“La nostra azienda sta portando avanti una strategia su due fronti”. Parola di Adriano Aere. “Da un lato – ha spiegato presidente di Imperial – presidiamo il territorio nazionale con il nostro modello di business (la quick strategy) che ci consente in quindici giorni di passare dall’ideazione alla messa in vendita dei capi per garantire ai nostri clienti e al consumatore finale un prodotto sempre nuovo e fresco. Allo stesso modo, questo sistema ci consente di crescere all’estero con grande successo, esportando ormai oltre sette milioni di capi. Siamo convinti che investire sia l’unica arma per sconfiggere la crisi e, per tale motivo, siamo molto ricettivi verso tutti quei mercati dell’Est Europa che stanno crescendo e che stanno dimostrando un vivo interesse per la qualità del made in Italy”

Południowiec za kółkiem, czyli ratuj się, kto może

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(fot. Katarzyna Kurkowska)

Włoch za kółkiem, a zwłaszcza Południowiec za kółkiem, jest najczęściej przedmiotem żartów, anegdot czy opowieści dziwnej treści. Dopóki nie trafi się na dłużej na Południe, można by pomyśleć, że – jak to zwykle bywa w przypadku stereotypów – również i tu mamy do czynienia z przerysowaniem. Nic bardziej mylnego; do kuriozalnych sytuacji dochodzi w południowych Włoszech na porządku dziennym, a te najbardziej, jak mogłoby się wydawać, przesadzone historie są bardzo często zgodne z prawdą.

Postanowiłem wypunktować poniżej najbardziej zadziwiające sytuacje, z którymi możecie się zetknąć spędzając wakacje (lub prowadząc) w miastach i miasteczkach włoskiego Południa.

Parkowanie
Naczelną zasadą wydaje się: byle jak, byle gdzie, byleby tylko auto gdzieś zostawić. Na głównych skrzyżowaniach panuje totalna anarchia (będąca konsekwencją tego, iż Południowiec nie może zrobić pieszo dwóch kroków; nie!, musi zatrzymać samochód tuż przed wejściem do dyżurnej apteki lub tabacchino): auta zaparkowane w poprzek, na skrzyżowaniach, tuż przed sygnalizatorem świetlnym, na przejściu dla pieszych (którego prawdziwe przeznaczenie pozostaje tajemnicą), na chodniku lub po prostu na środku ulicy. Czasami naprawdę ręce opadają i dochodzi do sytuacji, kiedy osoby najbardziej zaprawione w bojach z jazdą Południowców zadają sobie pytanie: „Ale naprawdę ktoś zaparkował tutaj w ten właśnie sposób czy może nagle się źle poczuł i porzucił auto, żeby gnać z pomocą kogoś innego do szpitala?”. W tym roku najdziwniejsza rzecz, jaką widziałem, była następująca: podjeżdżam do skrzyżowania i zatrzymuję się na czerwonym świetle. Z drugiej strony ulicy multum źle (lub nieprzepisowo przy zakazie zatrzymywania się) zaparkowanych pojazdów. Kierowcy nadjeżdżający z naprzeciwka mieli kłopot, by przejechać, gdyż nie zostało wystarczająco miejsca. I wiecie co? Patrzyli spode łba na mnie, stojącego na światłach – dla nich to ja byłem elementem uprzykrzającym życie, niewiarygodne!

Oczywiście w tej wojnie biorą udział wszyscy, zatem uwaga na miejsca, w których nie wolno parkować. No właśnie, a gdzie nie wolno parkować? Oczywiście tam, gdzie znajduje się znak z PASSO CARRABILE (nie zastawiać). Problem w tym, że wiele z nich jest podrobionych, wydrukowanych na domowej drukarce lub wręcz wypisanych odręcznie przez osoby, które nie życzą sobie, by zatrzymywać samochody na progu ich domostwa. Niekiedy funkcję znaku „nie zastawiać” przejmują krzesełka pozostawione na środku ulicy. A, i jeszcze jedno: na Południu każdy parkuje przed własnym domem – nie ma szans, że jeśli mieszkam pod numerem 9 i mam dwa auta, jedno z nich zostawię (o ile znajdę miejsce) przy numerze 15 – to NIE jest mój parking.

Jednokierunkowe uliczki
Pojęcie abstrakcyjne i czysto umowne. Zależy od interpretacji sytuacji drogowej i od tego, jak pilnie kierowca musi skorzystać ze skrótu. Nie myślcie, że jeśli jedziecie ulicą jednokierunkową, nie natkniecie się na nikogo, kto jedzie pod prąd, i to dodatkowo dość szybko i w złym humorze, który ujawni się, jeśli tylko sporóbujecie mieć jakieś zastrzeżenia. Wiecie, jakie czasem słyszy się zaskakujące wymówki? Raz zdarzyło mi się zwrócić uwagę takiemu jednemu: „Nie widzi pan, że jedzie pod prąd?”. Odpowiedź: „Niedawno postawili ten zakaz wjazdu, jeszcze rok temu go nie było, urzędnicy robią, co im się żywnie podoba!” Cóż można odpowiedzieć na takie postawienie sprawy? Nic, zjeżdżasz na bok i przepraszasz (ty, który jedziesz zgodnie z przepisami).

Dziwne przyzwyczajenia za kółkiem
Południowiec jedzie na zakupy. Po drodze spotyka znajomego, z którym ma do pomówienia. Co robi? Oba samochody zatrzymują się na środku ulicy, uchyla się okna i spokojnie zaczyna się konwersować. Robi się korek, ale – spokojnie – nikt nie będzie trąbił, to tu normalne, poczeka się.
A zatem kiedy używa się klaksonu? Proste: kiedy mijasz kolegę, nie musisz zamienić z nim dwóch słów, ale chcesz go pozdrowić. Albo kiedy podjeżdżasz pod dom dziewczyny – przecież nie wyjdziesz z samochodu, by zaanonswać się przez domofon, wolne żarty! Dziewczyna rozpozna twój sposób korzystania z klaksonu. Ale za to kiedy ktoś stoi na czerwonym i przy zaświeceniu się zielonego nie rusza z kopyta niczym Kubica – w tym przypadku wolno zatrąbić, by dać mu do zrozumienia, że zanadto się guzdrze.

Spotkanie z Ape car
Z całą pewnością wszyscy znacie Vespę (czyli po naszemu osę). Ape (pszczoła) to z kolei rodzaj vespy, którą ktoś próbował przerobić na samochód. Była (i jest) używana przez rolników do kursowania na wieś i przewożenia większej ilości rzeczy. W dalszym ciągu na drogach Południa można się na nie natknąć. Uwaga, jeśli to właśnie Wy będziecie mieć tę wątpliwą przyjemność spotkania z pszczołą. Prawie zawsze za kierownicą tego tworu siedzi dziarski dziadeczek, który być może nie ma nawet prawa jazdy (w rzeczywistości chodzi tu o motocykle o małej pojemności silnika, na które prawka mieć nie trzeba), przemieszcza się z prędkością maksymalną 40 km/h (Ape więcej nie wyciągnie) i nie znasz dnia, ani godziny, kiedy coś dziwnego strzeli mu do głowy: nagle się zatrzyma, ni stąd, ni zowąd skręci bez uprzedzenia w lewo lub w prawo. Najbezpieczniej będzie go wyprzedzić, i – by to uczynić – dobrze zagłębić się w jego psychikę, by odgadnąć, jakie zamiary przyświecają jego zachowaniu. Prawdopodobieństwo, że się nam to uda, jest jak trafienie szóstki w totka.

Pasy bezpieczeństwa
Czyli absurdalny wynalazek producentów samochodów w porozumieniu z policją, by naciągać na bajońskie mandaty uczciwych ludzi. Tak mniej więcej brzmi definicja, jaką pasom bezpieczeństwa nadają Południowcy. No więc? Jak być sprytniejszym od policji? To proste: pasy zapina się nagle podczas jazdy, gdy na horyzoncie pojawia się patrol drogówki. W miastach króluje jeden rodzaj wymówki: no ale jak to, wsiadam do auta na 5 minut, żeby podjechać do sklepu, mam na taką chwilę zapinać pasy?
Wieść gminna niesie, jakoby istniały specjalne koszulki z nadrukowanym pasem… No ale w pewnym momencie pojawia się problem: samochody nowszej generacji wydają przy niezapiętym pasie kierowcy denerwujące sygnały dźwiękowe. Południowiec i na to znalazł sposób (iście genialny): wystarczy pofatygować się do złomiarza, kupić końcówki (bez całych pasów) i je zapiąć. Tym sposobem komputer pokładowy jest zadowolony – według niego pasy są przecież zapięte. Sygnał dźwiękowy opanowany, problem rozwiązany!

Moi drodzy, oczywiście gdy piszemy tego typu rzeczy, rozumie się samo przez się, że przecież nie wszyscy Południowcy są tacy sami itp., itd. Mogę Was natomiast zapewnić, że opisane wyżej zachowania stanowią część kultury, która je usankcjonowała i uważa za jak najbardziej normalne. Również i ja sam, który nie jeżdżę w przedstawiony tu sposób, jestem Południowcem i faktycznie niekiedy muszę się mocno kontrolować, by nie okazać się prawdziwym Południowcem za kółkiem.

(na podstawie tekstu z www.mojesalento.pl)

Komorowski a Roma per parlare di politica e business tra Italia e Polonia

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E cominciata ieri la tre giorni di visita di Stato in Italia del presidente polacco Bronis?aw Komorowski in Italia. La sua visita è cominciata con l’incontro con Giorgio Napolitano. Durante il colloquio i presidenti hanno parlato del tema delle recenti elezioni in Ucraina e naturalmente delle relazioni tra l’Ue la Russia e l’Ucraina. ” La Russia deve impegnarsi a rispettare l’indipendenza e il territorio dell’Ucraina”, ha detto capo dello stato italiano. Sia Komorowski che Napolitano sono convinti che la vicenda ucraina si può risolvere in maniera pacifica usando dialogo e diplomazia. Durante l’incontro i due capi hanno parlato anche delle questioni che riguardano la presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. “Italia e Polonia sono impegnate insieme nel grande sforzo comune di ridare slancio e prospettive allo sviluppo del disegno di integrazione dell’Unione europea”. Lo ha affermato Giorgio Napolitano. Invece il presidente polacco ha sottolineato che una delle priorità della presidenza italiana dell’Ue dovrebbe essere la sicurezza energetica del Unione. Dopo l’incontro al Quirinale il presidente Komorowski ha incontrato il capo del governo italiano Matteo Renzi. Oggi il presidente polacco dopo un omaggio all’Altare della Patria incontrerà un gruppo di imprenditori italiani per promuovere gli scambi commerciali tra i due paesi. Altro punto del programma della visita è la conferenza della NATO Defence College a Roma durante il quale il presidente polacco parlerà sul tema dell’Adattamento strategico della Nato alle nuove condizioni di sicurezza. Stasera Kmorowski partirà per la Sicilia dove domani all’università di Palermo parlerà di 25 anni di storia della Polonia libera. (Polonia Oggi)

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Kuciapski, il ventenne più veloce della Polonia

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Un giovane talentuoso che senza complessi è entrato nel gruppo dei migliori corridori polacchi di mezzofondo e che sta entrando nell’élite mondiale degli atleti che corrono gli 800 m. L’argento vinto durante gli ultimi Europei di atletica leggera a Zurigo ha confermato il suo talento. Gli 800 m e la maratona sono tra le gare che mettono più a dura prova gli atleti, serve un carattere forte e talento per ottenere successi su queste distanze e Artur Kuciapski è un atleta con queste caratteristiche.

Da quando ti alleni?

Da 5 anni.

Ti è sempre piaciuto correre?

No, non ho pensato fin dall’inizio di diventare un corridore. Il mio insegnante di educazione fisica ha scoperto il mio talento e poi ho seguito il suo consiglio. Ho avuto anche un breve episodio con la boxe ma ho preferito l’atletica leggera.

Quanto ti sei allenato per il successo di Zurigo?

Corro da 5 anni e durante tutto questo tempo ho costruito le mie basi atletiche, poi l’anno prima degli Europei di Zurigo ho lavorato tantissimo anche sui dettagli.

Sei stressato prima delle gare?

Una volta lo stress mi disturbava e quasi mi paralizzava, ma con il tempo ho imparato a controllarlo, anzi ora mi aiuta nel riscaldamento. Prima della gara provo a concentrarmi sulla tattica preparata dal mio allenatore e non penso ai miei avversari.

Chi è il tuo idolo nella vita sportiva e chi nella vita quotidiana?

Nello sport sto provando a seguire l’esempio di Adam Kszczot; in lui apprezzo la laboriosità e la determinazione. Qual’è il mio idolo della vita quotidiana? Hm…. non ho un solo idolo. Penso che Giovanni Paolo II sia una delle p[cml_media_alt id='113293']Pustu?ka - Kuciapski 5[/cml_media_alt]ersone che mi hanno più ispirato, nel mio piccolo cerco di essere una persona buona.

Quali sono i tuoi hobby?

Come la maggior parte dei maschi mi piacciono le macchine veloci. Mi piacciono anche gli animali. Ho un cane, una femmina, che si chiama Bunia e che purtroppo è sorda, ma nonostante questo ci capiamo benissimo perché è molto intelligente. Per qualche tempo è stata con me a Varsavia ma per colpa delle mie frequenti assenze da casa (per i raduni e per le gare) ho dovuto portarla a casa dei miei genitori che vivono in campagna, ma penso di riportarla presto a Varsavia.

È cambiato qualcosa nella tua vita da quando hai vinto la medaglia?

Dopo questo successo oltre a venire riconosciuto più facilmente dalla gente, sono più tranquillo sia dal punto di vista mentale (credo di più in me stesso), sia da quello economico. Grazie a questo mi posso preparare con calma ai Giochi Olimpici di Rio.

Ho saputo che recentemente hai gareggiato in Italia: ti è piaciuto questo paese e cosa ne pensi della cucina italiana?

Si è vero, ho gareggiato questo settembre in Italia, prima a Rovereto, dove mi sono aggiudicato il secondo posto e dopo ho partecipato a un meeting a Rieti. Un meeting di altissimo livello che è stato vinto dal campione olimpico di Londra dei 1500m. Purtroppo sono stato troppo poco in Italia per poter dire qualcosa, ma spero di avere un’altra occasione per conoscerla meglio. Per quello che riguarda la cucina, non sono un ragazzo capriccioso e mangio di tutto; della cucina italiana mi piacciono gli spaghetti e la pizza. Poi un’altra cosa che mi piace sono i gelati italiani, secondo me i migliori al mondo.

Hai dei piani per il futuro, dopo la carriera sportiva?

Quando finirà la mia carriera sportiva, vorrei diventare insegnante di educazione fisica in una scuola. Penso che grazie all’esperienza che ho acquisito e che sto acquisendo, potrei invogliare tanti giovani a fare sport. Mi piace aiutare gli altri e insegnare è un mestiere che non educa soltanto, ma aiuta gli altri.

Hai qualche sogno?

Potrei dire che una medaglia ai Giochi Olimpici a Rio sarebbe un mio sogno. Ma per dire la verità non sono uno che sogna, ma uno che sta con i piedi per terra e so che solo con un duro e onesto lavoro si può ottenere il successo.

Noi ringraziamo Kuciapski per la disponibilità augurandoci di poterlo intervistare di nuovo per Gazzetta Italia per parlare dei suoi nuovi successi, magari dopo i Giochi Olimpici di Rio?

I tesori della Bassa Slesia

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Se l’interesse che da quasi ogni parte si manifesta per la città di Wroclaw è fortemente giustificato, la scarsa attenzione dedicata al resto della Bassa Slesia non lo è affatto. A meno di due ore in macchina da Wroclaw vi darà il benvenuto la Valle dei Palazzi e dei Giardini (Dolina Pa?aców i Ogrodów) un’area di appena 100km2 che pullula letteralmente di castelli, dimore storiche ed esclusive residenze reali in perfetto stile rinascimentale e barocco. Al centro di questa “Valle della Loira polacca”, come è stata informalmente battezzata, c’è la perla dei monti Karkonosze, ovvero la città di Jelenia Góra la meta ideale se desiderate seguire itinerari escursionistici montani, vivere un incontro ravvicinato con il leggendario Spirito delle Montagne (Duch Gór) e visitare altre attrazioni limitrofe come gli stabilimenti termali di Cieplice e la città di Karpacz. Soffermiamoci un attimo su questi posti.

Jelenia Góra è una vivace cittadina abitata da quasi 90mila persone. La statua di Nettuno, collocata davanti al municipio, simbolizza le intense relazioni commerciali che la città intratteneva con le fiorenti località marittime. Da vedere: la Chiesa della Misericordia intitolata alla Croce di Cristo, uno dei sei luoghi di culto in Bassa Slesia la cui costruzione da parte dei cristiani evangelici fu autorizzata dall’imperatore in seguito alle guerre di religione che sconvolsero l’Europa nel XVI e XVII secolo, può ospitare fino a 4020 fedeli. Jelenia Góra è gemellata con la città italiana di Cervia!

Ai piedi del Monte ?nie?ka (1602 m s.l.m) nei Sudeti occidentali, Karpacz è, a seconda della stagione, la meta ideale per gli appassionati di cicloturismo, di passeggiate nella natura su dolci pendii o per gli amanti di ripide salite da affrontare, nonché degli sport sulla neve e soggiorni di pure riposo. Tra i monumenti storici merita decisamente una menzione la ?wi?tynia Wang (Santuario Wang), una chiesa costruita tra il XII e XIII secolo in Norvegia e portata nel 1842 a Karpacz dal re di Prussia Federico Guglielmo IV. Per la realizzazione della struttura non è stato utilizzato neanche un chiodo.

Cieplice ?l?skie-Zdrój (il nome tedesco era Bad Warmbrunn) è un’importante stazione climatica che dal XIV secolo fino al 1945 era[cml_media_alt id='113286']Murgia (10)[/cml_media_alt] di proprietà della famiglia Schaffgotsch. A testimoniare l’importanza delle sue acque curative sono gli illustri ospiti che hanno soggiornato in questa località a scopo terapeutico: tra questi John Quincy Adams – fu poi eletto Presidente degli Stati Uniti –, Johann Wolfgang Goethe e la principessa Isabella Czartoryska, fondatrice del primo museo nazionale in Polonia, dove all’inizio dell’Ottocento trovarono sistemazione capolavori come il Ritratto di giovane di Raffaello e la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci.

La Valle dei Palazzi e dei Giardini è orgogliosamente rappresentata da palazzi come quello di Staniszów, Paulinum, ?omnica e Wojanów. Quest’ultimo, soprattutto, interessato da un imponente opera di restauro, è diventato uno dei maggiori punti di riferimento per i lavori di rivalorizzazione di edifici storici in Polonia. Gli Asburgo, gli Hohenzollern e altri membri della nobiltà mitteleuropea hanno eletto i vari palazzi qui presenti a proprie sedi signorili, se cercate un albergo in questa zona avrete solo l’imbarazzo della scelta!

Per concludere, la parola d’ordine è senz’altro turismo. Se gli investimenti in termini di marketing turistico da parte del voivodato della Bassa Slesia sono recenti, Wroclaw può contare su una riconoscibilità ben maggiore. A dimostrarlo la prima guida a fumetti di una città polacca, ambientata proprio nel capoluogo bassosilesino e creata da due italiani Marcello Murgia e Luca Montagliani alias Laca de la Vega, che con il supporto del Centro Memoria e Futuro (O?rodek Pami?? i Przysz?o??) e dell’Ufficio Promozione del Comune di Wroclaw hanno raccolto in 56 pagine quanto di più bello, avvincente e notevole ci sia in questa città. A sottolineare “l’italianità” del libretto, l’ampio spazio al mangiare, alla genuinità della cucina tradizionale e a vari aneddoti legati alla tavola. Non poteva essere altrimenti, da veri buongustai, i due autori della guida non potevano mica permettere ai personaggi del fumetto di camminare a stomaco vuoto! “Wroc?aw – komiksowy spacer” per il momento è solo in versione polacca ed è reperibile, oltre che presso il punto di informazione turistica nel Rynek, in varie altre librerie presenti in centro. Può darsi che prima o poi arrivi anche quella dedicata alla Bassa Slesia, chissà…

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