Politica, idiota, manifestazione

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Chi ha studiato la storia e la cultura dell’antica Grecia e di Roma, sicuramente ricorda le lezioni dedicate alla questione della democrazia ateniese. La parola democrazia, cioè il potere del popolo, è un esempio delle parole greche la cui bellissima etimologia è ben nota a tanta gente anche non necessariamente esperta in linguistica. Il programma scolastico prevede la conoscenza di questa parola greca perché è uno dei termini basilari per descrivere la realtà politica dei nostri giorni. Ma ci sono altri termini che non sempre vengono spiegati. Ci sono anche le parole che provengono dal vocabolario politico dell’epoca classica che adesso hanno totalmente cambiato il senso, e a cui pochi saprebbero dare un altro significato. E poi esistono anche le parole che nella dimensione politica sono venute dai campi semantici completamente diversi.

Politica
La parola “politica” nella sua costruzione è abbastanza semplice. Viene dalla latinizzazione del termine dal greco antico πολιτικά (politiká), che è costruito sulla parola πόλις (pólis), cioè una città-stato, che nei tempi dell’antica Grecia erano un modello politico tipico. Una delle caratteristiche più importanti delle poleis è il fatto che ognuna prevedeva una partecipazione alla vita politica dei suoi cittadini molto attiva, il che è forse più evidente nel caso della democrazia ateniese, ma riguarda anche altri sistemi politici. L’insieme di queste attività, che erano l’essenza della vita di un cittadino di una polis, erano chiamate πολιτικά che in realtà non ha perso tanto del suo significato, ma l’ha piuttosto amplificato.

Idiota
Se parole come politica, democrazia o anche nomi degli altri tipi di governi, ad esempio oligarchia o autocrazia sono abbastanza conosciute (cioè, il loro significato è piuttosto chiaro e corrisponde alla loro etimologia), è molto meno probabile che la provenienza di una parola usata spesso come invettiva sia ugualmente ovvia. La parola “idiota” adesso è usata esclusivamente come un insulto. In questo senso popolare l’usavano anche i greci nell’antichità, ma con un significato molto diverso: la parola “idiota” viene dal greco antico ἰδιώτης (idiótes) costruito sulla base della parola ἴδιος (ídios), cioè “particolare, che sta a sé”. La parola ἰδιώτης quindi descriveva un uomo occupato solo dalle sue proprie attività. No significa però un egoista: la parola ha un significato politico per cui si intende una persona che non partecipa in nessun modo alla vita politica della propria polis. Questo, cioè non usare il proprio diritto di partecipare alla politica, che apparteneva solo a pochi, veniva considerato dai classici una stupidità. Per questo motivo la parola in latino è giunta col significato di una persona semplice o anche stupida e con questo significato è preservata in tantissime lingue moderne.

Manifestazione
Tantissime parole che adesso sono strettamente associate con certe aree semantiche vengono dai termini provenienti da categorie completamente diversi. Qualcosa del genere è successo con la parola “manifestazione”. Per noi questa parola ci fa venire in mente un tipo di protesta, espressione dei sentimenti di un gruppo ecc. Interessante è però che la parola viene dal sostantivo latino tardo manifestatio, le cui vere origini derivano dall’aggettivo manifestus, costruito da due elementi: manus (mano) e un elemento protoindoeuropeo su cui gli studiosi non sono d’accordo, ma che potrebbe essere o *dhers- (essere audace) o *dher- (tenere). Il termine latino comunque significava un criminale preso sul fatto, il che rende la proposta etimologia credibile, dandoci un immagine di una persona presa per mano. La parola manifestus ha partorito il verbo manifestare che ha ottenuto anche il significato di “rendere qualcosa pubblico” in generale, proprio come facciamo tutti vedere un criminale in flagrante. Da questo è facile dedurre che “manifestazione” significa un atto di rendere qualcosa chiaro, ovvio, pubblico, il che potrebbe avere anche il valore dell’importanza e urgenza di questo che manifestiamo, come spesso è nei vari casi delle materie politiche.

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