Un combattente italiano a Poznań

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traduzione it: Agata Pachucy

Per la popolazione di Poznań l’Insurrezione della Wielkopolska rappresenta uno dei momenti storici più importanti, una vittoriosa rivolta di liberazione nazionale, con orgoglio ricordata ancora oggi in tutto il Paese. Vi parteciparono migliaia di cittadini della Grande Polonia, desiderosi di liberarsi dalle catene della schiavitù imposta dall’oppressore prussiano.

Storia tragica

Per la libertà della Wielkopolska, oltre agli abitanti della regione, combatterono anche i rappresentanti di altre nazioni. Uno di loro era l’italiano Novizzo Cittadini e vale la pena ricordarlo, soprattutto in occasione del 125° anniversario della sua nascita che ricorreva il 21 agosto scorso.

Questo soldato di fanteria italiana, catturato durante la famosa battaglia italo-austriaca di Caporetto, fu esiliato dalla sua patria per decisione del nemico e finì in un campo per prigionieri di guerra a Strzałków. In seguito Cittadini fece un viaggio attraverso l’Europa, che lo portò nella Grande Polonia.

Quando l’accordo tra gli Alleati e i tedeschi che pose fine alla Prima Guerra Mondiale portò alla liberazione dei prigionieri detenuti nel campo, Cittadini, invece di tornare subito in patria, decise di unirsi al popolo combattente per la libertà della Grande Polonia e di schierarsi al loro fianco contro l’aggressore tedesco. Purtroppo la sua storia, pur segnata da un atto eroico, fu molto triste. L’italiano non ebbe mai l’opportunità di partecipare a un combattimento diretto con il nemico. Mentre puliva la sua arma, per sbaglio, si sparò allo stomaco. In seguito dello sfortunato incidente morì dopo pochi giorni a causa delle gravi ferite riportate.

Simbolo

Sembrerebbe che questo evento debba chiudere la sua storia. Tuttavia, Novizzo Cittadini divenne un simbolo importante per i polacchi e per il loro rinato Stato. La sua sepoltura si svolse con i massimi onori. Alla cerimonia funebre parteciparono illustri rappresentanti della Polonia, dell’Italia e molti abitanti di Poznań. L’evento dimostrò simbolicamente l’amicizia tra le due nazioni e sottolineò inoltre il riconoscimento da parte dell’Italia della rinascita della Repubblica polacca. Dopo il funerale, la figura di Cittadini continuò a suscitare un vivo interesse e molte persone vollero saperne di più. La stampa locale scrisse molto sul soldato italiano caduto, ma purtroppo molti degli articoli dell’epoca erano imprecisi. Spesso confondevano il suo nome e persino la sua unità, dipingendolo come un aviatore. Cittadini divenne un simbolo della lotta comune “per la nostra e la vostra libertà”, che ricorda gli eventi del XIX secolo, quando molti polacchi parteciparono attivamente alla lotta per l’unità d’Italia. Il ricordo di Novizzo Cittadini è ancora vivo. Il merito è dell’associazione Polonia – Italia di Poznań i cui membri visitano ogni anno a giugno la tomba del soldato nel parco della Cittadella. Questa tradizione, come la storia stessa dell’associazione di Poznań, risale agli anni Trenta del secolo scorso. Già allora i membri ricordavano il coraggioso italiano, il suo contributo simbolico alla nostra regione e all’amicizia italo-polacca.