Virus, pandemia, dottore

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Oggi, la lingua latina è considerata una lingua estinta, ovvero una lingua non parlata da nessun gruppo etnico i cui membri sono i locutori nativi di questa lingua. Si può dire qualcosa di simile per il greco antico anche se, benché non sia usato da nessuno come lingua madre, secondo tanti studiosi il greco antico non può essere chiamato una lingua estinta perché non è una lingua separata, ma solo una fase antica del greco moderno, ancora parlato da tanta gente. Nonostante i problemi riguardo la classificazione, la situazione del latino e del greco antico è molto simile. E questa è anche la ragione principale per cui, entrambe le lingue, nel corso dei secoli sono scomparse dai vari campi: nelle messe sono state sostituite dalle lingue nazionali e una cosa simile è successa nella letteratura, per tanto tempo la lingua della diplomazia è stata il francese e adesso per parlare con una persona straniera, di cui non conosciamo la lingua, scegliamo l’inglese.

Ci sono però vari campi in cui il latino e il greco sono ancora vivi. Uno di questi campi è la medicina dove, oltre alla nomenclatura usata per descrizioni anatomiche o dei vari organismi, i nuclei greco-latini sono facili da rintracciare nelle tantissime

Virus
Guardiamo per esempio la parola “virus”. È un vocabolo che ovviamente è diventato molto popolare l’anno scorso. “Virus”, cioè “una particella infetta di dimensioni submicroscopiche”, è una parola che in forme molto simili esiste in varie lingue: nell’inglese è “virus” o nel polacco “wirus”. È una parola che proviene dal latino ed è utile notare che è una parola che è giunta invariata dal latino nella maggior parte delle lingue moderne, anche se è cambiato il suo significato. Il latino “virus” significava qualcosa piuttosto tangibile: il veleno, melma, un liquido contagioso o in decomposizione. Solo nell’età moderna si poteva osservare in latino “virus” nel nostro significato. È anche molto interessante notare che il latino “virus” non si usava nella forma plurale (la forma plurale si usava solo nel latino medioevale e più avanti) a causa delle specifiche della cosa definita dalla parola. Questa regola è però rimasta anche nella lingua italiana (più precisamente, è una parola indeclinabile), anche se parlando polacco si considera naturale usare il plurale “wirusy”.

Pandemia
La devastazione causata nell’anno passato dal virus è tra l’altro l’effetto della sua diffusione. Per il momento si parla di pandemia del virus COVID, preceduta dall’epidemia. Entrambi i termini provengono dal greco antico (attraverso il latino) e contengono la parola “δῆμος” (dêmos), che significa “popolo”. L’epidemia è definita come una situazione, in cui in qualche luogo in un tempo specifico il numero dei contagi è maggiore del previsto. La parola contiene la preposizione “ἐπί” (epí), che significa “su”, “sopra” oppure “verso”. È quindi qualcosa che colpisce il popolo, o una comunità. Pandemia a sua volta contiene la parola “πᾶν” (pân), che significa “tutto”. Pandemia quindi significa una situazione, in cui qualche malattia colpisce tutta l’umanità (compara col latino “pandemus”, che significa “che riguarda tutti”) ed è lo stato dell’epidemia globale.

Dottore
Ovviamente non solo nella terminologia medica si usano le parole di provenienza greco-latina. Di questa provenienza è anche la parola usata molto spesso e in tanti contesti, cioè “dottore”. La parola proviene dal latino “doctor”, composito dal verbo “doceo” (insegno) e dal suffisso “-or”, che significa l’esecutore dell’azione. Doctor nel senso latino era una persona non solo istruita, ma anche che insegna agli altri. Significava letteralmente l’insegnante. Oggi l’uso di questa parola è diverso a seconda della lingua: in italiano “il dottore” è usato per medico, anche se esiste questo sinonimo, che proviene dal latino “medicus”, cioè la persone che cura. “Dottore” è anche un titolo accademico, così si usa anche in polacco: “doktor”. Infatti, questo significato corrisponde meglio con l’originale latino. I polacchi in questo campo rimangono piuttosto fedeli al significato latino mentre invece con dei problemi legati alla salute in primo luogo si rivolgono al “lekarz”, usando la parola più nativa.

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