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Kuciapski, il ventenne più veloce della Polonia

Un giovane talentuoso che senza complessi è entrato nel gruppo dei migliori corridori polacchi di mezzofondo e che sta entrando nell’élite mondiale degli atleti che corrono gli 800 m. L’argento vinto durante gli ultimi Europei di atletica leggera a Zurigo ha confermato il suo talento. Gli 800 m e la maratona sono tra le gare che mettono più a dura prova gli atleti, serve un carattere forte e talento per ottenere successi su queste distanze e Artur Kuciapski è un atleta con queste caratteristiche.

Da quando ti alleni?

Da 5 anni.

Ti è sempre piaciuto correre?

No, non ho pensato fin dall’inizio di diventare un corridore. Il mio insegnante di educazione fisica ha scoperto il mio talento e poi ho seguito il suo consiglio. Ho avuto anche un breve episodio con la boxe ma ho preferito l’atletica leggera.

Quanto ti sei allenato per il successo di Zurigo?

Corro da 5 anni e durante tutto questo tempo ho costruito le mie basi atletiche, poi l’anno prima degli Europei di Zurigo ho lavorato tantissimo anche sui dettagli.

Sei stressato prima delle gare?

Una volta lo stress mi disturbava e quasi mi paralizzava, ma con il tempo ho imparato a controllarlo, anzi ora mi aiuta nel riscaldamento. Prima della gara provo a concentrarmi sulla tattica preparata dal mio allenatore e non penso ai miei avversari.

Chi è il tuo idolo nella vita sportiva e chi nella vita quotidiana?

Nello sport sto provando a seguire l’esempio di Adam Kszczot; in lui apprezzo la laboriosità e la determinazione. Qual’è il mio idolo della vita quotidiana? Hm…. non ho un solo idolo. Penso che Giovanni Paolo II sia una delle pPustu?ka - Kuciapski 5ersone che mi hanno più ispirato, nel mio piccolo cerco di essere una persona buona.

Quali sono i tuoi hobby?

Come la maggior parte dei maschi mi piacciono le macchine veloci. Mi piacciono anche gli animali. Ho un cane, una femmina, che si chiama Bunia e che purtroppo è sorda, ma nonostante questo ci capiamo benissimo perché è molto intelligente. Per qualche tempo è stata con me a Varsavia ma per colpa delle mie frequenti assenze da casa (per i raduni e per le gare) ho dovuto portarla a casa dei miei genitori che vivono in campagna, ma penso di riportarla presto a Varsavia.

È cambiato qualcosa nella tua vita da quando hai vinto la medaglia?

Dopo questo successo oltre a venire riconosciuto più facilmente dalla gente, sono più tranquillo sia dal punto di vista mentale (credo di più in me stesso), sia da quello economico. Grazie a questo mi posso preparare con calma ai Giochi Olimpici di Rio.

Ho saputo che recentemente hai gareggiato in Italia: ti è piaciuto questo paese e cosa ne pensi della cucina italiana?

Si è vero, ho gareggiato questo settembre in Italia, prima a Rovereto, dove mi sono aggiudicato il secondo posto e dopo ho partecipato a un meeting a Rieti. Un meeting di altissimo livello che è stato vinto dal campione olimpico di Londra dei 1500m. Purtroppo sono stato troppo poco in Italia per poter dire qualcosa, ma spero di avere un’altra occasione per conoscerla meglio. Per quello che riguarda la cucina, non sono un ragazzo capriccioso e mangio di tutto; della cucina italiana mi piacciono gli spaghetti e la pizza. Poi un’altra cosa che mi piace sono i gelati italiani, secondo me i migliori al mondo.

Hai dei piani per il futuro, dopo la carriera sportiva?

Quando finirà la mia carriera sportiva, vorrei diventare insegnante di educazione fisica in una scuola. Penso che grazie all’esperienza che ho acquisito e che sto acquisendo, potrei invogliare tanti giovani a fare sport. Mi piace aiutare gli altri e insegnare è un mestiere che non educa soltanto, ma aiuta gli altri.

Hai qualche sogno?

Potrei dire che una medaglia ai Giochi Olimpici a Rio sarebbe un mio sogno. Ma per dire la verità non sono uno che sogna, ma uno che sta con i piedi per terra e so che solo con un duro e onesto lavoro si può ottenere il successo.

Noi ringraziamo Kuciapski per la disponibilità augurandoci di poterlo intervistare di nuovo per Gazzetta Italia per parlare dei suoi nuovi successi, magari dopo i Giochi Olimpici di Rio?

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