Cartoline da Napoli

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Pulcinella

È la maschera di Napoli, una delle più popolari e antiche. Già conosciuta ai tempi dei Romani e sparita con l’arrivo del Cristianesimo, la figura di Pulcinella è risorta nel ‘500 con la Commedia dell’Arte e da allora è una delle maschere più amate del Carnevale insieme ad Arlecchino.

Scaramanzia e tombola

Magia e superstizione si mescolano fin dai tempi più remoti nell’atmosfera partenopea: ‘o munaciello, la smorfia, il corno portafortuna sono solo alcuni degli elementi distintivi delle credenze napoletane. A Napoli non c’è casa che non abbia e metta in bella vista cornicelli o ferri di cavallo, talvolta abbinati ad un crocefisso, mescolando sacro e profano. Così come la tombola alla quale i napoletani sono molto legati e di cui sanno il significato di ciascuno dei 90 numeri.

Babà, sfogliatelle e pastiera

Il babà napoletano rappresenta insieme alla sfogliatella il simbolo della pasticceria napoletana. Un dolce che stupisce per la sua morbidezza e per il suo gusto particolare dovuto al bagno nel rum. La sfogliatella invece si presenta in due varianti, riccia se preparata con la pasta sfoglia o frolla se preparate con la pasta frolla. La pastiera è una torta a base di ricotta e frutta candita, tipica del periodo pasquale è uno dei capisaldi della cucina napoletana. Ha avuto il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale campano.

Pizza Margherita

Non tutti sanno che la pizza Margherita è nata proprio a Napoli, una diffusa credenza vuole che nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi inventò una pietanza che chiamò proprio Pizza Margherita (allora il termine “pizza“, sconosciuto al di fuori della città partenopea, indicava quasi sempre le torte dolci), dove i condimenti salati capitati tra le mani, pomodoro, mozzarella e basilico, rappresentavano addirittura gli stessi colori della bandiera italiana.

Il maestoso Vesuvio

Il Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale e si affaccia proprio sulla baia e sulla città di Napoli. Ha prodotto alcune delle più grandi eruzioni vulcaniche del continente, divenuto famoso per l’eruzione del 79 d.C. che distrusse la città di Pompei ed Ercolano. Anche se l’ultima eruzione risale al 1944, rappresenta ancora un grande pericolo per la città che lo circondano.

Piazza Plebiscito

Piazza Plebiscito è la piazza per antonomasia per i Napoletani. Sulla piazza, ubicata nel cuore della città, si affacciano edifici importanti quali la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo della Prefettura e il Palazzo Salerno. È una meta imperdibile per i turisti. Completamente pedonalizzata, si presta spesso ad ospitare manifestazioni di massa o concerti.

Totò e Maradona

Napoli è molto legata ai suoi personaggi con i quali instaura un viscerale rapporto d’amore. Tra questi non possiamo non citare “il principe della risata” Totò e “il pibe de oro” Maradona. Quest’ultimo, che è stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, è un autentico simbolo della città partenopea per aver giocato e vinto con il Napoli. A lui sono state dedicate statue, altarini, piazze e canzoni, nonché dà il nome a varietà di pizze dolci e caffè. Totò è il grande attore comico napoletano che ha recitato in ben 97 film, quasi sempre come protagonista, di cui 92 girati tra il 1947 e il 1967. Gli è stata conferita pochi mesi fa la laurea ad honoris causa alla memoria in Discipline dello spettacolo. 

Castel dell’Ovo

È il castello più antico di Napoli ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del golfo, situato sull’antico Isolotto di Megaride. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l’uovo fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”.

Quartieri Spagnoli

Sorgono nella parte storica della città di Napoli, costituiti, a loro volta, dai quartieri San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario. La nascita di questi quartieri è legata al periodo della dominazione spagnola, quando si rese necessario trovare una sistemazione ai tanti militari presenti all’epoca in città. I Quartieri Spagnoli a Napoli furono subito un luogo malfamato e di perdizione, dove i soldati venivano a cercare i divertimenti, scenario di frequenti delitti e soprusi. Sicuramente oggi i Quartieri Spagnoli sono tutt’altra cosa, anche se è sempre meglio stare po’ attenti e prendere qualche precauzione.

Pesce fresco

A Napoli è possibile acquistare sul lungomare pesce fresco, appena pescato e ancora vivo,  soprattutto in via Caracciolo dove i pescatori hanno vari banchi.

Curiosità e credenze: Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe

Si tratta di una chiesetta situata nel centro storico della città partenopea e prende il nome da Santa Maria Francesca, la Santarella, una delle sante più amate a Napoli, chi viene qui lo fa perché desidera avere un figlio. Ebbene sì, verità o leggenda o forse miracolo, sta di fatto che chi si reca al santuario è alla ricerca di un figlio, in particolare all’interno del convento vi è una sedia ritenuta miracolosa dove le donne sterili si siedono e fanno un voto alla santa. Incredibilmente ad oggi molte donne hanno visto esaudire la loro preghiera lo testimoniano le centinaia e centinaia di ex-voto, nastri rosa e azzurri che adornano la parete del primo ambiente della casa, corredati spesso da foto dolcissime e vivaci di neonati quest’ultimi sono i segni della gratitudine delle donne devote alla Santa per aver ricevuto il “miracolo” della fecondità.

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