Cina dimezza investimenti in Europa, ma la Polonia ha una buona quota

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M&A cinese ai minimi da 13 anni. In Polonia investimenti per 815 milioni di euro, tra i più elevati in Europa. Crollano gli investimenti cinesi in Europa.

Stando a quanto emerge dal report del centro studi tedesco elaborato da Merics in collaborazione con Rhodium Group, infatti, nell’anno della pandemia il Paese del Dragone ha ridotti i suoi investimenti diretti in Europa (considerando i 27 Stati membri più la Gran Bretagna) sono passati da 11,7 a 6,5 miliardi di euro, diminuendo quindi di oltre il 44%.

A conferma dei dati del rapporto, vi è il calo globale dell’attività di M&A della Cina, i cui valori sono appunto diminuiti del 45% circa, scendendo a quota 25 miliardi di euro ovvero il minimo da 13 anni.

Anche se il Covid-19 è stato indicato come il motivo del calo degli investimenti, si nota che questi sono in calo già da 4-5 ormai; ad aver frenato ulteriormente gli investimenti cinesi, pare essere il mutato atteggiamento verso il Dragone, in particolare il maggior controllo messo in atto per timore di acquisizioni predatorie.

Esempi di questo rallentamento, sono rappresentati dal naufragio delle trattative inerenti ai passaggi della italiana Iveco da Cnh a Faw, in un affare dal valore di circa 3,5 miliardi di euro, e della Lpe (azienda brianzola specializzata nello sviluppo di reattori epitassiali utilizzati per la produzione di semiconduttori) alla Shenzhen Investment holding, in entrambi i casi il Parlamento italiano era intervenuto motivando questioni legate alla sicurezza nazionale.

I Paesi che hanno maggiormente beneficiato degli investimenti cinesi sono stati Germania, Francia e Regno Unito. Ma anche la Polonia è riuscita ad attrarre una buona quota di investimenti: un totale di 815 milioni, in gran parte legati all’acquisizione fatta da Glp degli asset della logistica di Goodman Group.

Il calo degli investimenti sta però continuando anche nel 2021, tanto che le operazioni avvenute nel primo trimestre sono ai minimi da circa dieci anni, stabilizzandosi a quota 707 milioni di euro.