„Corte Polacca” Sebastiano Giorgi

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Corte Polacca

Sebastiano Giorgi

Edito da Austeria (Cracovia-Budapest-Siracusa), luglio 2023

Copertina Guido Fuga

Prefazione Alessandro Baldacci

Pag. 210

Acquisto online (14 eu / 63 zl): www.austeria.it / www.austeria.pl

Librerie

Venezia: La Toletta, Mare di Carta, Bottega Cini, Franco Filippi

Trieste: Ubik

Cortina d’Ampezzo: Sovilla

Varsavia: Ksiegarnia Nowa

Cracovia: Austeria

Sinossi

Corte Polacca è un’avventura ironica, onirica, a tratti commovente, ambientata tra la disillusa, stagnante, Venezia e la frenetica Varsavia in continua trasformazione e crescita. Due realtà apparentemente antitetiche che sono lo scenario in cui si muove Checco, il protagonista di Corte Polacca, che, durante i suoi racconti, ci prende per mano per farcele scoprire con lo sguardo incantato di chi è capace di connetterle superando i limiti temporali e fisici. Checco è un fumettista che, a suo modo, è a sua volta un personaggio caricaturale, intriso di tic e idiosincrasie irrefrenabili, malinconie e fantasie futuriste, dotato di unfulminante senso della battuta, travolto da frequenti irritazioni, che tra partite a Risiko e amore sviscerato per i suoi gatti, sopravvive alla pressante quotidianità varsaviana, alle aspettative di un mondo familiare cui non si sente di appartenere, così come alle struggenti nostalgie per una Venezia viva e abitata di cui oggi resta solo un amaro ricordo. Un’esistenza che viene scossa da una distopica, comica, avventura alla corte polacca del RePoniatowski, in un passato idealizzato, popolato da tanti personaggi italiani, tra cui i veneziani Casanova e Bellotto.
Dal frullato di emozioni, sogni, contrasti e sollecitazioni sociali Checco, da idealista incallito, ne esce accettando la sua condizione di inadeguatezza, armato dell’unico strumento che possiede, la matita del fumettista. In queste pagine egli combatte, donchisciottescamente, non solo per sfuggire da una contemporaneità deludente ma, in definitiva, per provare a ridare protagonismo alla fragilità individuale, unica paradossale risorsacontro le disumanizzanti dinamiche globali ci hanno praticamenteridotto a comparse.

Corte Polacca è un libro divertente, polemico e sferzante che funziona grazie al sottile, continuo, gioco di rispecchiamento e distanziamento, sovrapposizione e divergenza fra il giornalista Sebastiano Giorgi e il fumettista visionario Checco. Al di là della leggerezza e dell’ironia ricercata in queste pagine il libro conserva, in controtendenza, come luogo più prezioso (e doloroso) una malinconia che ha punte luttuose. È evidente infatti che nel flusso di emozioni che tengono l’autore fisso sulla sua Venezia, tornano, ahimè, come fantasmi, la voce di una generazione scomparsa: quella dei bambini che in passato la abitavano, l’animavano e le davano un senso vero, con pratiche di occupazione vitale di questo spazio mitico (che sfiora altrimenti il rischio di farsi museo o sala mortuaria) come ad esempio trasformando i campi veneziani, compresi quelli dell’oggi iperturistico sestiere di San Marco, in altrettanti campi di calcio, unici al mondo e al contempo identici agli infiniti campetti improvvisati che riempiono le giornate di miliardi di ragazzini nel pianeta. ALESSANDRO BALDACCI

Appena ci si addentra nella raccolta di racconti di Sebastiano Giorgi Corte Polacca. Avventure oniriche tra Venezia e Varsavia, pubblicata dalla casa editrice Austeria, il mondo sembra diventare più leggero e anche un po’ più instabile. O, almeno, più ricco di sorprese. E tale sensazione diventa più che mai intensa quando ci si lascia irretire da questa successione di singolari vicende abbozzate con tratto sincero e ironico dal protagonista, il fumettista Checco, a cui fanno da sfondo la Varsavia contemporanea e settecentesca, ma che sono intrinsecamente connesse con Venezia. (…)

I racconti di Giorgi sono caratterizzati da un innegabile tratto fantastico e comico, da un lato, e da un impegno giornalistico nei confronti dell’attualità, dall’altro. Non mancano quindi critiche aperte della percezione contemporanea dell’Italia dominata dagli stereotipi, della Venezia–Disneyland, come nei ricordi della blogger del racconto Tutto bene! La ricetta per risolvere i problemi di Venezia contenuta nel racconto di Veneasy, inoltre, tiene conto proprio della superficialità con cui moltitudini di turisti si avvicinano alla città lagunare. MAŁGORZATA ŚLARZYŃSKA

Sebastiano Giorgi – Giornalista, scrittore, viaggiatore. Nato e cresciuto a Venezia, laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, è direttore della rivista bilingue, polacco-italiano, Gazzetta Italia e del notiziario quotidiano Polonia Oggi. Vive tra Venezia e Varsavia. Nella città lagunare è stato per anni collaboratore di quotidiani, televisioni, radio; ha diretto per oltre tre lustri la rivista “Lagunamare”; ha lavorato per otto anni all’ufficio stampa del Carnevale di Venezia e per cinque anni è stato capo ufficio stampa del Salone Nautico di Venezia. Autore e coautore di numerose pubblicazioni e video divulgativi. A Varsavia è corrispondente e produttore per varie testate. Curatore di mostre ed eventi. Ideatore del Premio Gazzetta Italia. Principale artefice del riposizionamento del bassorilievo del Leone di San Marco al Rynek di Varsavia.