Fiat 124 Sport Spider: si parte!

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Quest'articolo è disponibile in: Italiano Polacco

Anche se poco pratiche, le decappottabili attirano sempre l’attenzione, vengono associate alla spensieratezza e al lusso e forse per questo sono nella top list degli acquisti di chi gioca all’enalotto. Una volta venivano acquistate da persone benestanti per le scampagnate di fine settimana oppure per andare in giro da un locale all’altro delle grandi città come Roma, Milano o Parigi. Questo tipo di carrozzeria è perfetta per una guida calma e rilassante che nei frenetici tempi odierni è diventata un lusso.

Uscendo dal garage con, per esempio, la Fiat 124 Sport Spider, nel momento in cui apriamo il tetto in tela proviamo una sensazione di magia: ci scordiamo della routine, dei progetti, delle cose da sbrigare, ecc. Rimaniamo da soli con il cielo sopra la nostra testa e la strada che possiamo godere tranquillamente.

L’Italia abbandona di strade ideali per questo tipo di guida, centinaia di chilometri di percorsi immersi in splendidi paesaggi. Ed eccone tre di questi. La prima, costruita negli anni 1822-25 secondo il progetto di Carlo Donegani, è la Strada Statale dello Stelvio, meglio conosciuta come Passo dello Stelvio sulle Alpi. Il Valico dello Stelvio collega Bormio e Prato allo Stelvio. È il passo stradale più alto d’Italia [2.758 metri s.l.m.] e per questo motivo viene aperto soltanto stagionalmente nel periodo da maggio a novembre [nel 2019 18.05-07.11]. Sul tratto di circa 47 km, andando verso Bormio, ci sono 48 tornanti in salita e altri 40 in discesa. È anche uno dei percorsi più ripidi d’Europa con un dislivello complessivo di 1800 m. I panorami da mozzafiato e onnipresenti motociclisti alzano l’adrenalina agli automobilisti.

A quelli a cui piacciono i laghi avrei da proporre i 6 km della Strada della Forra [SP38] costruita nel 1938 e chiamata da W. Churchill l’ottava meraviglia del mondo. Costellata di strette gallerie e viadotti parte da Porto di Tremosine, passa lungo il Lago di Garda, per arrivare alle circostanti montagne nella località di Pieve. Sicuramente avremo qui modo di fare conoscenza del sistema italiano per le curve cieche: arrivando a tale curva con il clacson segnaliamo al guidatore in arrivo la nostra presenza. Una soluzione semplice e sagace, che almeno per un attimo permette di distogliersi dallo stress legato a questo percorso impegnativo. Nel “Quantum of Solace” James Bond non utilizzava questo metodo durante gli inseguimenti sulla Strada di Forra, ma lui se la cava in ogni situazione, voi invece dovete suonare il clacson a tutta forza.

Senza ombra di dubbio il più bel tratto costiero è la SS 163 che si estende lungo la Costiera amalfitana. Nel 1997 l’ha comprovato l’UNESCO inserendo i suoi dintorni nella lista del patrimonio mondiale. La strada che collega Positano con Vietri sul Mare consiste di 40 km stipati di strette curve e passa attraverso 15 paesini infilati come terrazze tra il mare e la scogliera. Qui il conducente ha due compiti, il primo è quello di passare il tratto in sicurezza. Invece il secondo sta nel trovare un punto dove sostare per almeno un attimo e godersi la spettacolare vista. Malgrado in alta stagione siano piene zeppe, Positano, Amalfi oppure Ravello sono i posti ideali per la sosta durante il viaggio.

Una volta lasciata la nostra Fiat sul ciglio della strada e quando i nostri occhi si immergono nei meravigliosi paesaggi, noteremo improvvisamente che la silhouette della macchina si sposa benissimo con il panorama, non lo contrasta ma lo completa, anzi accresce la percezione di unicità di questo momento e di questo luogo. La Fiat 124 Sport Spider è stata progettata da un americano, Tom Tjaarda, affascinato dal design italiano. Dopo lunghi e duri lavori di progettazione per lo studio Pininfarina ha adottato alle esigenze degli Italiani il suo prototipo di Corvette Rondine del 1963 che a suo tempo non era stato accettato da Chevrolet.

Sul finire degli anni Sessanta del Novecento la Fiat era una vera potenza con il 21% delle vendite nel mercato automobilistico d’Europa e aveva praticamente monopolizzato il mercato italiano. Nel 1968 ha prodotto 1 450 000 autovetture e ha raggiunto un fatturato pari a 1 130 miliardi di Lire, assumeva 157 mila dipendenti di cui 131,5 mila solo a Torino. Tuttavia il mercato principale del modello 124 Sport Spider era quello americano, dove veniva venduto l’80% delle automobili prodotte. Nel 1983 la Fiat si è ritirata dagli USA e la produzione della Spider è passata nelle mani di Pininfarina col nome Spider Azzurra. È stata riavviata la produzione della versione europea, sospesa dal 1975, chiamata Pininfarina Spider Europa.

Negli anni 1966-1985 la Fiat 124 Sport Spider [compreso il modello della Pininfarina], nelle versioni successive, era una delle decappottabili prodotte più a lungo nella storia. Anche se rimane molto indietro rispetto alla Morgana 4/4, la cui produzione dura ininterrottamente da 83 anni.

Nel 1971 la Fiat ha preso il controllo della società Abarth specializzata nei prototipi delle autovetture sportive, e da allora l’ha adattata ai requisiti rally. La versione 124 Abarth Rally ha goduto di tanti successi, vincendo, tra l’altro, il Rally di Polonia ben tre volte.

Diamo uno sguardo ai prezzi delle cabrio italiane, in particolare delle spider dell’inizio degli anni Settanta. La più economica era l’Autobianchi Bianchina i cui 25 cavalli costavano 635 mila Lire. La Fiat 124 Sport che valeva 1.550 mila Lire [96 cavalli] si posizionava a metà della classifica dei prezzi. Alfisti fedeli al proprio marchio per il modello 1600 [125 cavalli] pagavano 2.195 mila Lire, invece i clienti più facoltosi potevano ordinare una delle 14 Ferrari 365 GT California [320 cavalli], anch’essa progettata da Tom Tjaard, pagando 9,5 milioni di Lire.

Per un’altra decappottabile della Fiat bisognava aspettare fino al 1994 quando è stato lanciato il modello Barchetta, mentre la nuova 124 Spider – anche se creata sulla base della Mazda MX5 – è stata introdotta sul mercato nel 2016, ossia per il cinquantesimo anniversario del lancio della sua predecessora.

Il Modello AutoArt che presentiamo è la Fiat 124 2000 Spider America del 1979 che possiamo riconoscere a prima vista grazie ai brutti paraurti americani o i lampeggianti anteriori inseriti nella carrozzeria.

Particolarmente gradevoli sono i dettagli interni. Infine devo ammettere che invidio a tutti i proprietari delle cabrio, non le auto stesse ma il tempo che ci possono passare.

Fiat 124 CS2 2000 Spider America
Produzione: 1979-82 [tutte le serie 1966-83 + 1983-85 Pininfarina]
Esemplari prodotti: 31.360 [tutte le serie circa 200 mila]
Motore: Fiat 132 C3 031 4 cilindri in linea
Cilindrata: 1995 cm3
Potenza / giri: 102 cavalli / 5500
Velocità massima: 175 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 13,2 s
Marce: 5
Lunghezza: 4107 mm
Larghezza: 1613 mm
Altezza: 1270 mm
Passo: 2280 mm

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