Marcin Patrzałek, il giovane musicista che ha conquistato il pubblico italiano

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foto: Klaudia Kurek

Marcin Patrzałek è un chitarrista, musicista e compositore di Kielce, noto soprattutto per gli arrangiamenti di chitarra, che alla fine del 2018 hanno registrato oltre 70 milioni visualizzazioni online. Marcin, nonostante la giovane età, può vantarsi di aver vinto già due famosi programmi televisivi: uno in Polonia, ”Must Be The Music” nel 2015, e di recente, alla fine dello scorso anno, uno show italiano ”Tu Si Que Vales”. Ho parlato con Marcin del suo lavoro, dell’amore per la musica e dei suoi legami con l’Italia.

K.R.: Com’è nato il tuo amore per la musica?

M.P.: Possiamo dire che ho cominciato a suonare per puro caso. Nell’estate del 2010, quando avevo 10 anni, i miei genitori volevano trovarmi un’attività, un hobby. A mio padre è venuta l’idea di farmi iscrivere ad un corso di dieci giorni di chitarra classica nella mia città natale, Kielce. All’inizio non ne ero molto convinto visto che prima di allora non avevo fatto niente di simile. Tuttavia, dopo la prima lezione, è emerso che c’era un grande potenziale per continuare a studiare: la chitarra è diventata rapidamente qualcosa di naturale per me e ho iniziato subito a dedicarci molto tempo, esercitandomi. Dopo i primi 3 mesi di studio ho vinto il mio primo concorso, il Concorso Provinciale di chitarra classica. È stata una grande sorpresa per me e per la mia famiglia, perché il tempo di apprendimento è stato veramente breve. Poi ho cominciato a dedicare sempre più ore allo studio e ho iniziato a interessarmi ad altri stili e alla musica in generale. Attualmente suono lo stile classico, il flamenco, il fingerstyle, il jazz e cerco di combinare tutti questi stili con una sola chitarra e di creare soluzioni musicalmente davvero uniche. Compongo anche musica da film e musica elettronica e ho intenzione di introdurre questi tipi di musica nelle mie performance e nei miei concerti. Nessuno nella mia famiglia è mai stato un musicista professionista, tuttavia, mio nonno e mio padre sono molto interessati alla musica. Mio nonno da giovane ha suonato in una jazz band, invece mio padre per hobby (anche se di altissimo livello) si occupa della lavorazione del suono. Entrambi sono per me fonte di ispirazione e anche i più importanti critici delle mie composizioni.

Come descriveresti il tuo stile?

Lo stile che presento è davvero rarissimo. Uso la cassa della chitarra come un batterista usa la batteria, e con le unghie e i polsi faccio uscire dei suoni completamente non associati a questo strumento. Voglio usare la chitarra per suonare come un’intera band o un’intera orchestra sinfonica, il che non è facile, visto che richiede l’uso di molte complicate tecniche. Cerco di presentare un approccio molto individuale. Come ho già detto ho imparato chitarra classica, chitarra flamenca spagnola, jazz e chitarra acustica e cerco di combinare tutti questi stili in uno solo per creare uno spettacolo speciale, almeno lo spero. Lo stile è così nuovo e individuale che non esiste un percorso „corretto” di apprendimento. Ed è quello che mi piace. Si potrebbe specificare questo stile come un „fingerstyle” ma ho un approccio alla chitarra molto individuale e tale specificazione non è affatto importante.

Dove trovi l’ispirazione per creare le tue composizioni?

È molto difficile per me dire dove trovo l’ispirazione. Prima di tutto ascolto costantemente musica e penso che questa abitudine sia cruciale. Ammetto che ascolto raramente la musica di chitarra, preferisco concentrarmi su altri generi, partendo dal metal, passando per la musica sperimentale, il pop, il rap, il jazz, ecc. Il fatto che così tante diverse sonorità mi circondino costantemente mi spinge ad esprimermi con la chitarra in modi decisamente diversi dall’approccio tradizionale alla chitarra acustica. Quando compongo o arrangio spesso sono guidato da una sorta di impulso spontaneo che mi fa creare uno schema di un’intera canzone in un tempo molto breve. E poi per i successivi mesi con cura lo elaboro nei dettagli.

Nel 2015 hai vinto il programma polacco ”Must be the Music”. Come mai hai deciso di partecipare al talent show italiano?

L’idea, come la maggior parte delle cose nella mia vita, è stata spontanea. I miei genitori lavoravano in Italia quando erano studenti, e hanno dei bei ricordi di quei tempi, specialmente mia mamma, che parla fluentemente l’italiano e ama la cultura italiana. È stata lei a parlarmi a lungo dell’Italia, paese che mi interessava molto. L’anno scorso è stato molto proficuo per quanto riguarda la diffusione del mio lavoro all’estero. Alla fine del 2017 uno dei miei arrangiamenti ha ricevuto più di 30 milioni di visualizzazioni su internet e, pochi mesi dopo, il video con una mia interpretazione del Capriccio di Paganini ha ricevuto 14 milioni di visualizzazioni, ed anche il mio arrangiamento della 5^ sinfonia di Beethoven nel corso di un mese ha registrato 14 milioni di visualizzazioni. E la maggior parte degli utenti che seguivano le mie composizioni erano stranieri. Non avrei mai immaginato di ottenere tali risultati e il fatto che la mia musica sia stata accolta in modo così positivo all’estero mi ha fatto riflettere. Ho pensato: “vale la pena di presentarsi ad un pubblico più vasto!”. Così ho inviato diverse mie registrazioni al programma Tu Si Que Vales. Ed il resto è arrivato da solo.

Come ti sei trovato a lavorare nel programma con gli italiani?

Il mio soggiorno in Italia non è stato noioso nemmeno per un momento! Gli italiani sono estremamente energici ed aperti alle nuove amicizie, il che ha creato un’atmosfera davvero unica. Le persone che lavoravano al programma erano molto amichevoli e disponibili, il che è stato veramento d’aiuto vista la pressione generale legata alla realizzazione dello show. Tuttavia la sorpresa più bella per me è stata quando, dopo l’annuncio della mia vittoria, tutti i membri della produzione italiana che guardavano il programma dal backstage hanno cominciato a saltare di gioia ed applaudire! Io ero sul palco, ma da quello che mi ha raccontato la mia famiglia ho saputo che tutti erano veramente felici del risultato. Ed è una grande gioia per me perché volevo davvero ottenere la simpatia degli italiani, visto che ero uno straniero. È un ricordo davvero simpatico che al solo pensiero mi fa sorridere!

Hai già avuto occasione di esibirti in vari paesi. Come ti è sembrato il pubblico italiano?

Come ho già detto gli italiani sono molto calorosi quindi suonare per loro è puro piacere, senza contare che quelle che ho fatto in Tu Si Que Vales erano delle esibizioni davvero piene di energia! Quindi posso parlare solo bene del pubblico perché sono stato accolto incredibilmente bene ed in più ho ricevuto una standing ovation sia da parte degli spettatori che della giuria. Le emozioni che mi hanno fatto provare sono state straordinarie e quindi non posso fare altro che ringraziare con tutto il cuore il pubblico italiano ed anche i polacchi che vivono in Italia per il loro sostegno!

Ti senti in qualche modo vicino all’Italia?

I miei inizi con la chitarra sono legati ai brani classici e un gran numero dei compositori e degli artisti più geniali sono italiani quindi, da musicista, trovo naturale apprezzare questo paese. L’Italia è un paese molto musicale, per questo la sento vicina e non vedo l’ora di tornarci per suonare. Inoltre i miei genitori sono profondamente legati all’Italia, molto spesso ricordano i tempi quando lavoravano lì e… quasi lo dimenticavo… a casa mia regna la cucina italiana!

Piani per il futuro?

Ovviamente vorrei che il mio futuro fosse nel mondo della musica. Mi piacerebbe studiare al prestigioso Berklee College of Music di Boston, negli Stati Uniti. Lì vorrei dedicarmi alla composizione di musica da film con la chitarra come strumento principale. Oltre a studiare mi concentro molto sullo sviluppo personale, voglio andare oltre la chitarra. In futuro, spero di combinare musica elettronica e musica d’orchestra con uno stile unico della chitarra. Per ora sono solo progetti ma lavoro intensamente per realizzarli. Molte sono le occasioni che arrivano inaspettate, nel 2019 farò concerti quasi ininterrottamente fino a settembre, la maggior parte fuori della Polonia (per esempio in Sudafrica, in Norvegia, Francia, Malta, Italia, ecc.). È un grande piacere per me, ma si tratta anche di una difficile sfida perché a maggio avrò l’esame di maturità e non è per niente facile cercare di combinare questi tutti questi impegni con lo studio.