Blu Zaffiro, la magia del Lago di Garda

0
95

foto: Luca Del Sole

Un aprile insolito colora di tinte primaverili i parchi e i balconi di Peschiera del Garda, dove anche i ponti sui canali, come da tradizione, si vestono di gerani per salutare l’arrivo della bella stagione. L’emergenza che ha sorpreso l’Europa e il mondo ha lasciato il suo segno anche qui. Aprile, che tradizionalmente dà inizio alla stagione turistica accogliendo migliaia di affezionati che affollano il centro storico e il lungolago, sembra oggi sussurrare. La quiete che abbraccia la città è surreale, ciononostante l’atmosfera che si respira nel silenzio in riva al lago è magica.

Amata per il suo sole, il mare e le grandi isole, l’Italia più bella è anche quella del Nord, fatta di cime selvagge uniche al mondo, verdi pascoli, pendii innevati e scenari mozzafiato di cui sono teatro quei laghi che, a cavallo tra la Pianura Padana e le montagne più belle d’Europa, costellano la cinta delle Alpi come le gemme di un diadema che adorna il capo di una dama bellissima. Quel Nord, a volte frettolosamente associato all’idea di austerità, freddezza, di sola operosità, che troppo spesso soccombe nel confronto con l’iconografia stereotipata della pizza e del mandolino che ha sdoganato l’immagine dell’Italia nel mondo, ma che in realtà racchiude un patrimonio di bellezza, arte e cultura che offre l’imbarazzo della scelta a chi ne faccia la meta del proprio viaggio.  Basti pensare che dei cinquantacinque siti annoverati tra il patrimonio culturale e naturale del mondo che è possibile ammirare lungo tutta la penisola, ben venticinque si trovano nell’Italia settentrionale. Tra questi Venezia e la Sua Laguna, le Dolomiti, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene o ancora, le Opere di Difesa Veneziane, l’Orto Botanico di Padova e la stessa città di Verona. Esempi di una ricchezza senza tempo, che inesorabilmente seduce chiunque giunga nel Nord-Est d’Italia.

Ed è proprio qui che giace il lago di Garda, già Benaco nella tradizione romana, che si presenta come la sintesi armonica di tanto fascino. Le sue acque nascono infatti nel cuore delle Dolomiti, tra le meraviglie del parco naturale Adamello Brenta e percorrendo le tortuose anse del fiume Sarca ne alimentano il bacino dalla foce di Torbole, per poi riversarsi nel Mincio, cinquanta chilometri più a sud, dalla riva di Peschiera, lambendo i maestosi bastioni veneziani eretti a difesa della città del Quadrilatero. Un microcosmo di colori e profumi intensi, fatto di litorali e promontori inconfondibili. Luoghi unici, tra cui gli scoscesi pendii sulla sponda occidentale, tappezzati dalle antiche limonaie la cui bellezza incantò Johann Wolfgang von Goethe nel suo Grand Tour in Italia, o altri di rara suggestione come il santuario della Madonna della Corona. Sospeso tra terra e cielo, si erge incastonato nella roccia del Monte Baldo, a strapiombo sulla Val d’Adige nell’entroterra del versante levantino. A paesaggi fiabeschi si affianca la magnificenza delle sontuose opere architettoniche che si possono ammirare nell’area, quali la villa in stile neogotico-veneziano dell’Isola di Garda, Villa Bettoni a Gargnano o il complesso del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, monumentale opera nata dall’incontenibile estro di Gabriele D’Annunzio ed ultima residenza del Vate.

Un tesoro, quello del lago di Garda, dai mille volti, che non cessa mai di sorprendere, in un’alternanza di scorci mozzafiato tra cui le incantevoli spiagge di Parco Baia delle Sirene e borghi tra i più belli d’Italia, come Tremosine, dove ci si emoziona alla vista di panorami magnifici e Malcesine, dove il Castello Scaligero, Palazzo dei Capitani e il suggestivo porticciolo sono il lascito di tradizioni secolari condivise dalle regioni Veneto, Lombardia e Trentino. Un’eredità che è testimonianza di un crocevia di civiltà che hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio. Dagli insediamenti romani di cui rimangono le meravigliose vestigia delle ville di Desenzano e Sirmione, al retaggio culturale risultato dei fitti rapporti commerciali intrattenuti da sempre con i vicini popoli del centro Europa, gli elementi che contribuiscono a creare un’identità tanto caratteristica del territorio non si contano.

Non stupisce che il lago abbia ammaliato e ispirato con le sue bellezze artisti di tutto il mondo. Dell’ammirazione di Goethe si è già detto, ma le forme del Benaco sono immortalate anche dal magistrale acquerello di Joseph Mallord William Turner e dal pennello di Jean-Baptiste-Camille Corot. Nemmeno il Sommo Poeta tralascia di menzionare i luoghi del Garda. Nel Canto XX (63 – 78) dell’Inferno ritroviamo infatti il lago e Peschiera, che Dante Alighieri cita nel narrare le origini della negromante Manto. Infine, un’ode particolarmente accorata alle grazie del luogo è quella cantata da Valerio Catullo, intimamente legato alla città di Sirmione, di cui racconta la bellezza nel Carme XXXI del suo Liber. Quella stessa Sirmione, protesa sulle azzurre acque del lago, teatro del fatidico incontro tra Ezra Pound e James Joyce, tanto voluto dal saggista statunitense e di cui proprio questa primavera è ricorso il centenario.

L’elenco dei nomi illustri che lo hanno amato proseguirebbe, ma il Garda va ricordato anche per la memoria storica di cui è intriso. Dalle guerre napoleoniche, passando per le Guerre d’Indipendenza combattute per liberare la regione dal giogo austriaco, senza dimenticare gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. A seguito della firma dell’armistizio l’8 settembre 1943, il lago diviene scenario del tramonto della dittatura fascista. Con l’avanzata delle truppe anglo-americane che risalgono la penisola dal meridione, Mussolini trasferisce il quartier generale del proprio governo sulla sponda lombarda, dando vita alla Repubblica Sociale Italiana, ricordata ancora oggi come la Repubblica di Salò, dal nome della città sede dei Ministeri della Cultura Popolare e degli Esteri del regime. Scelta per il suo posizionamento strategico e per la vicinanza all’alleato tedesco, la località fece da sfondo ad una delle più controverse pagine della storia d’Italia.

A conclusione di questa breve parentesi storica mi preme riportare una curiosità che assume un valore particolare nello scrivere su queste pagine. Nell’ammirare l’imponenza dei muraglioni di Peschiera, non si può fare a meno di ricordare che queste fanno parte di quelle Opere di Difesa Veneziane che si è menzionato in precedenza e che, il caso vuole, siano state elevate al rango di patrimonio mondiale dell’umanità in occasione della 41esima sessione del Comitato UNESCO tenutasi proprio a Cracovia. Su quelle stesse mura nel 2019 torna a campeggiare orgoglioso il Leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia, di cui la trabeazione di Porta Verona era stata deturpata a seguito dell’invasione delle truppe di Napoleone Bonaparte nel 1797 che segnò la caduta della Serenissima. La preziosa scultura in marmo ridona l’antico splendore all’accesso principale della città fortificata, unendosi all’iscrizione latina mai rimossa che cita: “Disce haec moneat praecelsa leonis imago ne stimules veneti cev leo in hoste vigent” – “Questa eccelsa immagine del leone ti dissuada dal provocare i veneti, giacché essi contro il nemico hanno il vigore del leone”. La storia del Leone Alato di Peschiera del Garda rimanda, inevitabilmente, a quella di un altro Leone Marciano, quello che dopo quasi un secolo, grazie all’impegno del Comitato Ambasciatori di San Marco e del Comune di Venezia, ha ripreso il suo posto sulla facciata dell’Istituto di Storia del PAN (Accademia Polacca delle Scienze), all’angolo tra Rynek Starego Miasta e ulica Dunaj a Varsavia. Un aneddoto, una semplice curiosità, addirittura forse una forzatura, ma che qui, tra queste righe, mi piace interpretare come il simbolo di un antico legame tra la patria di Chopin e quella Serenissima Repubblica di Venezia che diede i natali ad Antonio Vivaldi.

Il Garda è il più grande tra i laghi d’Italia: con un’estensione di 368 chilometri quadrati, le sue acque bagnano le provincie di Verona, Brescia e Trento. Il clima particolarmente mite e la bellezza del territorio ne fanno da sempre una delle mete turistiche predilette di visitatori da tutto il mondo. La zona offre pressoché infinite possibilità di svago. Al camping e al relax della balneazione sulle rive del lago, si aggiungono innumerevoli itinerari escursionistici ed enogastronomici, oltre che le attrazioni dei grandi parchi di divertimento di Gardaland, Canevaworld e Movieland, il tutto coordinato da un’intensa e puntuale attività degli enti locali impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale, nello sviluppo e nella promozione del turismo. L’attrattività del Garda è poi confermata da numeri importanti. Secondo i rapporti pubblicati nel 2019, le tre province rivierasche si posizionano tutte tra le prime dieci italiane per flussi turistici. Se poi si osservano i dati relativi a quella di Verona, con oltre 13 milioni di presenze, il turismo gardesano incide addirittura per oltre il 75% della performance complessiva della provincia scaligera. I turisti stranieri ammontano al 76%, con una predominanza di soggiornanti provenienti da Germania e Olanda. Di particolare rilievo è anche la quota di visitatori polacchi, con un aumento rispetto all’anno precedente di circa il 12% per un totale di oltre 200.000 presenze.

Paradiso indiscusso degli sportivi, amatori e professionisti, il Lago di Garda offre grandi spazi e strutture di prim’ordine. Particolarmente adatto alla pratica degli sport a vela è un punto di riferimento per il windsurfing e kitesurfing, mentre la presenza di percorsi panoramici e suggestivi attraggono ogni anno migliaia di cicloturisti, ciclisti e triatleti. A tal proposito è estremamente interessante il progetto Garda Bike, tuttora in corso d’opera, che prevede la realizzazione di una pista ciclabile di quasi 200 km che consentirà di compiere il giro del lago attraverso un percorso che si snoda lungo tutto il suo sviluppo costiero. Infine, la particolare conformazione delle alture che circondano il bacino, fanno dell’area un vero e proprio santuario dell’arrampicata sportiva. Lungo le strapiombanti pareti del Garda sono infatti presenti una moltitudine di falesie, dove i rocciatori possono cimentarsi lungo le vie tracciate nella Dolomia che emerge a picco dal blu delle profondità del lago. Impossibile quindi non ricordare la città di Arco di Trento, sulla sponda settentrionale. Dal 1987, la città dell’omonimo castello ospita infatti il Rock Master, prestigiosa competizione internazionale di arrampicata che ogni anno richiama sul Garda i migliori tra i free climbers al mondo.

Ritengo pretenzioso cercare di condensare in poche righe tutto quello che il lago offre, le emozioni che suscita: semplicemente non è possibile. Ma perché non provare almeno a condividerne un po’?

Ricordo ancora quando durante le estati, da bambino, percorrevo la gardesana orientale per raggiungere le Dolomiti di Brenta dove ero solito trascorrere qualche settimana. Quelle crode hanno segnato la mia esistenza, ma la vista del Lago di Garda, con le sue spiagge e le sue isole, circondato da boschi e montagne, da allora, non ha mai smesso di togliermi il fiato ogni volta che torno. Uno spettacolo che rapisce il cuore, che culla chi si lasci trasportare. Personalmente considero un privilegio il poter passeggiare sul lungolago respirando il profumo dei pini mentre i cigni scivolano eleganti e fieri sull’acqua. Sono nato in Liguria, sono legato alla mia terra e il mare è una parte importante di me, ma a tutti quelli che mi chiedono quali luoghi d’Italia io suggerisca di visitare nel loro viaggio, rispondo sempre con la stessa domanda: “Conosci il Veneto? Conosci il Lago di Garda?”

Non è dato sapere cosa aspettarsi dall’estate oramai alle porte, ma è molto probabile che sarà diversa da quelle cui siamo abituati. Si può immaginare che i vicoli dei borghi medievali non brulicheranno di gente e che le spiagge, sotto il sole di luglio, saranno meno frequentate del solito. Il traffico per le strade sarà meno congestionato e l’aria un po’ più pulita. La sera ci sarà meno rumore, forse meno musica, ma nel silenzio, con il solo suono dello sciabordio delle onde che si increspano accarezzando i ciottoli sulla battigia, il lago, ne sono sicuro, sembrerà ancora più magico.

E tu? Conosci il Lago di Garda?