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Home Blog Page 188

Crisi dei valori, l’esempio dei servizi penitenziari in Italia

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Ho lottato contro la vita, come con spada e con scudo, conosciuto l’amore disprezzando l’arroganza. Ho visto la morte più volte riconoscendola parte della vita, conosciuto cari amici e pessime amicizie, ragazze favolose e la pioggia bagnar malinconia”.

Luca, detenuto a Torino

Viviamo in un mondo dominato dai valori materiali. Sempre più spesso ci manca il tempo per riflettere su quello che è essenziale e su che cosa dovrebbe basarsi il nostro comportamento. Scegliendo un nuovo modello di cellulare oppure comprando una nuova casa ci concentriamo su beni materiali. Lo sviluppo della tecnologia e il consumismo sfrenato non aiutano certo a cambiare il modo di vivere. La crisi dei valori è onnipresente ma un caso interessante di questo fenomeno è rappresentato dall’ambiente carcerario, dove l’essere umano non è più considerato come tale. I detenuti spesso vengono privati del diritto alla libertà condizionale, scontano pene a lungo termine in condizioni dure. Il loro contatto con gli altri viene ridotto al minimo. Il rispetto della dignità umana e la sensibilità ai bisogni altrui dovrebbero essere più importanti per il sistema sociale. L’uomo deve avere il diritto di pentirsi e di essere riabilitato. Leggendo blog come DENTRO E FUORI, dal carcere di Torino, oppure Spazi(), da quello di Bergamo, troviamo termini come bestia con cui vengono nominati i detenuti. Negli occhi delle guardie carcerarie non sono più considerati uomini. Accanto alla letteratura specializzata su questo argomento, i blog offrono un’altra prospettiva, ovvero il punto di vista dei detenuti.

Un uomo chiuso nell’ambiente carcerario costruisce l’immagine di se stesso in base al mondo che lo circonda. Vede il bene, la bellezza e il coraggio con gli occhi dei suoi compagni. È difficile che tutte le persone abbiano opinioni comuni avendo un passato diverso. Le differenze tra i detenuti sono molto spesso l’origine dei problemi e portano a conflitti. Allora come si possono considerare i valori in questo contesto?

I fatti hanno dimostrato che i valori hanno un ruolo molto importante nei posti che sono stati descritti da Ervin Goffman: le istituzioni totalitarie. Luoghi i cui abitanti sono costretti ad esercitare attività secondo orari definiti.

Il carcere molto spesso diventa come una casa per il detenuto. Un posto al di fuori del quale non si hanno più amici e forse neanche una famiglia. Succede che dopo aver scontato la pena un ex detenuto commetta un altro reato e torni dietro le sbarre.

Consultando le informazioni riguardanti i servizi penitenziari in Italia si trova anche un problema di sovraffollamento delle carceri. 96 detenuti su 100 in Italia sono uomini. C’è un grande problema di violenza, specialmente contro le donne. Su questo tema vengono organizzate numerose campagne sociali. Un esempio è il manifesto: “Amore, ma se mi uccidi, dopo chi picchi?”, prodotto dalla Maxima Film e presentato nel 2017 all’Ospedale Cardarelli di Napoli in supporto alle attività del “Centro Dafne – Codice rosa a sostegno delle donne vittime di violenza”. La violenza non è fermata dalle mura della prigione. Purtroppo i servizi penitenziari donano un illusorio senso di sicurezza. Un detenuto, Albert, in una lettera intitolata “La falsa civiltà del XXI Secolo” descrive il fenomeno della violenza in questo modo: “Mi domando l’utilità nel cercare forme di vita in altri pianeti, quando non siamo in grado di preservare la vita delle persone che sono sul nostro pianeta, soprattutto quelle a cui vogliamo più bene, ovvero mogli, madri, sorelle…

Dentro o fuori, libero o detenuto, morto o vivo, disprezzato o rispettabile. Nel linguaggio carcerario emergono spesso antinomie.  Sono anche usate per i titoli dei blog e delle riviste pubblicate dai detenuti. A partire dal 2005, a Torino viene scritto il blog Dentro e Fuori grazie alla collaborazione tra detenuti e giovani giornalisti che visitano personalmente il carcere. Dopo aver preso gli articoli scritti dai detenuti e dalle persone che vengono a trovarli i testi vengono pubblicati sul sito www.ilcontesto.org.

Un altro esempio è la rivista Spazi(). La “o” aperta è stata sostituita dal simbolo “()” come gioco grafico. Grazie a quest’idea viene sottolineato il carattere degli articoli della rivista ed anche l’argomento legato all’isolamento e alla chiusura forzata.

I linguaggi che vengono utilizzati dai detenuti e dai lavoratori delle carceri sono molto simili. Spesso viene paragonata, sia nelle conversazioni sia nei testi, la situazione dei detenuti a quelle degli animali in gabbia. Viene messo in luce anche il problema di come tornare alla vita una volta fuori di prigione. Il periodo della detenzione può avere l’effetto di un’inversione del sistema valoriale di un condannato. La libertà non sempre viene descritta come un desiderio; si legge nel commento di un detenuto su Dentro e Fuori: “Io sono Luca e mi è capitato spesso di entrare ed uscire dal carcere, dopo tanti anni di tossicodipendenza comunque mi sono accorto che è peggio uscire dal carcere che entrarci.” (Luca, detenuto a Torino)

Prendendo in considerazione il problema della crisi dei valori e che cosa significano per noi oggi è importante accorgersi che tutto dipende dal contesto. È sempre più difficile definire libertà e felicità. Se avessimo il tempo per riflettere su che cosa significhi la libertà per ognuno di noi, descriverla sarebbe più difficile di quanto pensiamo.

L’autore delle illustrazioni è Tomasz Przeździecki, laureato alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Toruń, grafico, designer, disegnatore. Tomek si concentra su temi legati ai diversi aspetti della vita umana. Non evita argomenti quali la bruttezza, la volgarità e la brutalità. Collabora con l’azienda di abbigliamento Volcano, è l’autore di diversi murales e del blog http://na-kreske.blogspot.com/. Nelle sue opere Tomek cerca di illustrare emozioni difficili, anche quelle dovute all’alienazione e all’esclusione dalla società, come nel caso di comunità carceraria.

Bibliografia:

DENTRO E FUORI. Il sistema penitenziario italiano tra vita in carcere e reinserimento sociale”, 2016, Associazione Openpolis

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 2000, n. 230 Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

Maria Ejchart-Dubois, Maria Niełaczna, Andrzej Rzepliński, 2017, “DOŻYWOTNIE POZBAWIENIE WOLNOŚCI. ZABÓJCA, JEGO ZBRODNIA I KARA.”, Wydawnictwo C.H. Beck

Zimbardo Philip, 2007, “The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil”, Random House (NY)

Polonia Oggi: Le forze dell’ordine scendono in piazza per chiedere aumenti

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Oltre 20.000 poliziotti, vigili del fuoco, guardie frontaliere e carcerarie si sono riunite ieri a Varsavia per denunciare condizioni di lavoro indegne e per chiedere aumenti salariali in quella che hanno descritto come la più grande manifestazione di protesta nella storia delle forze dell’ordine in Polonia. Soltanto due settimane fa migliaia di sindacalisti hanno compiuto un corteo lungo le strade della capitale per chiedere aumenti per gli agenti di polizia, in un contesto economico favorevole, nel quale la bassa disoccupazione rende complicato alle imprese trovare lavoratori e il governo spende milioni in politiche sociali. In Polonia ci sono almeno 100.000 poliziotti. Quelli in servizio da più tempo guadagnano l’equivalente di 1.000 euro al mese, mentre le nuove reclute hanno salari che raggiungono a malapena la metà. “Le condizioni di lavoro in uniforme sono indegne. I giovani abbandonano le forze dell’ordine non appena ricevono il loro primo salario”, dice Slawomir Koniuszy, leader di una delle associazioni sindacali di categoria. I manifestanti si sono diretti verso la sede del primo ministro, non prima di una breve sosta al palazzo presidenziale, nella quale hanno consegnato a un funzionario una lettera con le loro richieste. Intervistato ieri alla radio, il ministro degli interni Joachim Brudziński ha detto di prendere in seria considerazione le richieste dei poliziotti.

pap.pl

Grande successo per Pianeta Logistica

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La seconda edizione di ITALIAN CHAMBER BUSINESS TALKS, intitolata Pianeta Logistica e tenutasi martedì 25 settembre presso l’hotel Angelo di Katowice, è stata un successo. Insieme ad autorevoli esperti sono state analizzate la situazione e le prospettive future nel mondo della logistica, dei trasporti, della gestione dei magazzini, di software e applicazioni per l’industria 4.0.

Oltre 80 i presenti alla conferenza e alla sessione pomeridiana di networking, durante la quale hanno avuto l’opportunità di sviluppare nuovi contatti e avviare le basi per prossime collaborazioni o idee di business.

Al seguente link è disponibile una relazione dell’evento, oltre alle presentazioni degli esperti e a un album fotografico: http://www.cciip.pl/IT/1945si_lasecondaedizionedi-italianchamberbusinesstalks-da/

Tra gli sponsor dell’evento ci sono: BIM LEGAL, BASIS GROUP, ESA-LOGISTIKA, RABEN, SCHOELLER ALLIBERT, STILL, KPMG, ELETTRIC 80.

Polonia Oggi: Da Varsavia a Budapest in 4 ore, Visegrád vuole sviluppare l’alta velocità

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Domenica i rappresentanti dei governi dei paesi di Visegrád si sono incontrati a Štrbské pleso in Slovacchia per firmare una lettera d’intenti sullo sviluppo dell’alta velocità nel collegamento ferroviario tra le rispettive capitali. La Polonia era rappresentata dal ministro delle infrastrutture Andrzej Adamczyk. La dichiarazione prevede l’istituzione di un gruppo di lavoro che si riunirà regolarmente almeno una volta a trimestre e vigilerà sulla preparazione di uno studio di fattibilità del progetto. Attualmente i treni più veloci compiono il viaggio da Varsavia a Budapest in quasi 10 ore. L’alta velocità consentirebbe di ridurre il tempo di viaggio a 4 ore. Andrzej Massel, vicedirettore dell’Instytut Kolejnictwa, al quale sono stati affidati gli studi preliminari sul progetto, sottolinea che siamo ancora in una fase iniziale. Vanno esaminate le varianti del tragitto e i 4 paesi coinvolti devono trovare un accordo sul percorso migliore. Una possibilità è quella che attraversi la cosiddetta Porta Moravica tra i Sudeti e i Carpazi. La costruzione della linea attraverso la Slesia e la sua prosecuzione in Cechia e Slovacchia sarebbe la più costosa a causa del terreno collinare e montuoso, che richiederebbe lo scavo di tunnel e l’edificazione di viadotti. Karol Trammer, che scrive per la rivista “Z Biegiem Szyn”, è critico nei confronti del progetto e ritiene che sottragga l’attenzione dai veri problemi dei trasporti ferroviari nella regione. Il collegamento tra Polonia e Slovacchia è quasi inesistente.

forsal.pl

International Automotive Business Meeting 2018

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Sono iniziate le registrazioni all’International Automotive Business Meeting, il più importante evento nel settore automobilistico in Polonia. Seminari, colloqui di business, scambio di esperienze e discussioni sullo stato attuale del mercato automobilistico si svolgeranno nell’arco di due giorni, dal 27 al 28 novembre, durante l’Expo Silesia a Sosnowiec.

L’International Automotive Business Meeting (IABM) è un evento esclusivo che riunisce i leader del settore e i suoi esperti: produttori, fornitori, rappresentanti europei e polacchi, amministrazioni locali, istituzioni e associazioni di categoria.

All’evento parteciperanno circa 400 imprese, non solo polacche ed europee ma anche provenienti da mercati importanti quali Cina, Giappone, India e USA. Il programma dell’edizione di quest’anno prevede una conferenza con la partecipazione di esperti di fama internazionale e una cena di gala. Il secondo giorno sarà dedicato agli incontri di networking: Speed Business Mixer e colloqui B2B.

IAMB offre informazioni indipendenti, professionali e oneste sulle trasformazioni del settore automobilistico polacco e mondiale. L’obiettivo è quello di ottenere una visione chiara dei cambiamenti che il settore conoscerà nel prossimo futuro, il loro impatto sulla catena di fornitura e il ruolo che giocheranno l’elettromobilità e i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) nello sviluppo del settore.

La conferenza del 27 novembre affronterà in particolare le seguenti questioni: l’impatto della normativa UE sulle emissioni di CO2 (moderato dal Polski Związek Przemysłu Motoryzacyjnego); la politica metropolitana in tema di sistemi ADAS ed elettromobilità (moderato da Polskie Stowarzyszenie Paliw Alternatywnych); i cluster automobilistici europei: programmi e progetti di sviluppo in tema di ADAS ed elettromobilità (moderato da Klaster “Silesia Automotive & Advanced Manufacturing”); il futuro della mobilità: il punto di vista dei soggetti principali del settore automobilistico (moderato da Związek Pracodawców Motoryzacji i Artykułów Przemysłowych).

E’ possibile registrarsi all’evento sul sito: www.iabmevent.com

Tra gli organizzatori ci sono la Camera di commercio e dell’industria italiana in Polonia (Włoska Izba Handlowo-Przemysłowa w Polsce), la città di Sosnowiec (Miasto Sosnowiec), l’area economica speciale di Katowice (Katowicka Specjalna Strefa Ekonomiczna).

Tra coloro che hanno collaborato ci sono anche: Miasto Dąbrowa Górnicza, Klaster “Silesia Automotive & Advanced Manufacturing”, Japan External Trade Organization (JETRO), Polsko-Niemiecka Izba Przemysłowo-Handlowa, Francusko-Polska Izba Gospodarcza, Niderlandzko-Polska Izba Gospodarcza, Brytyjsko-Polska Izba Handlowa, Advantage Austria.

IABM si svolge con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Polonia e del Ministero degli affari esteri.

Partner principale: BITRON

Platinum partner: During

Golden partner: FCA, Brembo, Marcegaglia, KPMG, LANZI, Civis, Plascotech, PL Europainting

Partner media: Rzeczpospolita, Interia, eGospodarka, Instytut Badań Rynku Motoryzacyjnego SAMAR, Forum Elektromobilności, Menadżer Floty, Eurologistics, Flota, Nowoczesny Warsztat, Logistyka Produkcji, QBusiness.pl, Warsztat.pl, log24.pl, Gazzetta Italia.

Polonia Oggi: Firmato un accordo per l’estensione della metro a Varsavia

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Venerdì scorso il sindaco di Varsavia, Hanna Gronkiewicz-Waltz, e il presidente dell’impresa Gülermak, Kemal Güleryüz, hanno firmato un contratto per la costruzione dell’ultimo tratto della linea 2 della metropolitana nella zona di Bródno a Varsavia. Sia i rappresentanti del comune, sia Gülermak prevedono che l’investimento si concluderà tra tre anni. Il vicesindaco Renata Kaznowska ha dichiarato che i lavori cominceranno già quest’anno e ha chiesto ai residenti dell’area, nel quartiere di Targówek, di avere pazienza. Lungo il tratto nord-orientale della linea 2 sorgeranno 3 nuove stazioni dal nome provvisorio di Zacisze, Kondratowicza e Bródno. I lavori costeranno quasi 1,4 miliardi złoty.

wnp.pl

Polonia Oggi: Calano le nascite, nel 2018 sono 5,5 mila in meno

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Nell’ultimo rapporto dell’Ufficio Centrale di Statistica (GUS) si legge che da gennaio a luglio di quest’anno sono nati 229,7 mila bambini, 5,5 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando erano 235,2 mila. Soltanto a luglio si è registrato un aumento da 35,1 mila nel 2017 a 36 mila quest’anno. Complessivamente negli ultimi 12 mesi sono nati 396,5 mila bambini, ma il numero dei decessi nello stesso periodo è di 410 mila, con un saldo negativo di -13 mila persone. La crisi demografica in corso non sembra essere temporanea ma di lungo periodo. GUS sottolinea che molti giovani decidono di crearsi una famiglia più tardi rispetto a quanto accadeva negli anni Novanta, inoltre le famiglie allevano un numero minore di figli e aumenta le percentuale di chi vive solo. Si stima che nei prossimi 25 anni la popolazione polacca diminuirà di 2,8 milioni. Łukasz Kozłowski, economista di Pracodawcy RP, fa inoltre riferimento ai dati Eurostat che pronosticano una diminuzione del numero di donne in età fertile. Il tema della crisi demografica ha assunto carattere politico in Polonia, con l’introduzione del programma 500+, che mira a incoraggiare le donne ad avere figli. Nel 2017 sono effettivamente nati più bambini, 402 mila contro i 382,3 mila del 2016. GUS ritiene tuttavia che sia un aumento poco significativo e ascrivibile innanzitutto al cambiamento della normativa in tema di registrazione dell’immigrazione stabile. Non solo, ma assieme alle nascite sono aumentati anche i decessi.

businessinsider.com.pl

Lech Wałęsa compie 75 anni

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Il 29 settembre scorso Lech Wałęsa ha compiuto 75 anni. Wałęsa è una delle personalità polacche più note nel mondo, l’elettricista divenuto presidente, simbolo della lotta pacifica contro il regime comunista.

Dal 1967 ha lavorato ai cantieri navali di Danzica, intitolati all’epoca a Lenin. Dopo soli tre anni divenne attivo nell’organizzazione delle proteste dei lavoratori e non si lasciò scoraggiare dalle frequenti repressioni da parte delle autorità. Nel 1976, dopo aver perso il lavoro per le sue critiche alle associazioni sindacali statali, si unì al Comitato di difesa degli operai (Komitet Obrony Robotników, KOR) e fu arrestato più volte dai Servizi di Sicurezza (Służba Bezpieczeństwa). Nell’agosto 1980 fu tra gli organizzatori di uno sciopero degli operai dei cantieri navali di Danzica, evento che condusse alla firma di uno storico accordo con il governo che ammetteva la costituzione di associazioni sindacali indipendenti.

Nei giorni successivi, l’organizzazione sindacale presieduta da Wałęsa, Solidarność, conobbe un incremento delle iscrizioni fino a raggiungere 10 milioni di membri. Solidarność stette alla testa di una lotta per la libertà in Polonia fino al 13 dicembre 1981, quando il generale Jaruzelski proclamò la legge marziale, l’esercito scese per le strade e Solidarność e altre organizzazioni dell’opposizione al regime furono dichiarate illegali. Centinaia di attivisti furono arrestati.

Lech Wałęsa fu detenuto per quasi un anno e ne trascorse altri cinque ai domiciliari, costantemente sorvegliato dai Servizi. Nel 1983 i suoi sforzi in favore della democrazia e della libertà in Polonia furono premiati con l’assegnazione del Nobel per la pace, che tuttavia non potè ritirare personalmente perché il regime gli negò il passaporto. Il premio venne consegnato alla moglie Danuta.

In questi anni Wałęsa fu attivo nell’opposizione clandestina. Dopo l’esplosione di un’ondata di scioperi nell’estate del 1988, il governo comunista decise di sedersi alla cosiddetta Tavola Rotonda all’inizio dell’anno successivo. Gli accordi raggiunti al termine dei negoziati permisero le prima elezioni parlamentari semilibere, vinte da Solidarność il 4 giugno 1989.

La popolarità di Lech Wałęsa gli consegnò la presidenza della Repubblica nel dicembre del 1990. Cinque anni più tardi perse le presidenziali contro un ex comunista, Aleksander Kwaśniewski, e si ritirò dalla politica. Ha nel frattempo istituito una fondazione a suo nome, scritto le proprie memorie e si è difeso contro le accuse di aver collaborato negli anni Settanta con i Servizi di Sicurezza della PRL. Ha ricevuto diverse lauree e dottorati honoris causa da parte di istituzioni accademiche e governative. Nel 2002 ha rappresentato l’Europa nell’apertura dei Giochi olimpici invernali di Salt Lake City nel 2002. Nel 2013, il celebre regista Andrzej Wajda gli ha dedicato un film, “Wałęsa – L’uomo della speranza”.

La regione fortificata di Międzyrzecz, una Maginot sul fronte orientale

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La Regione Fortificata di Międzyrzecz (Międzyrzecki Rejon Umocniony, MRU), o Festungsfront Oder-Warthe-Bogen in lingua tedesca, fu un fronte fortificato tra i fiumi Oder e Warta  che mirava a proteggere Berlino da un potenziale attacco polacco. Estesa per una lunghezza di circa 100 km, da Skiewrzyna attraverso l’area di Międzyrzecz e fino alle rive dell’Oder, includeva un centinaio di installazioni militari tra bunker, postazioni di artiglieria e e fortificazioni varie. Il tutto era collegato da quella che all’epoca era la più estesa rete di gallerie sotterranee, che includevano magazzini per cibo e munizioni, pozzi, una ferrovia sotterranea e centrali elettriche. Gli accessi in superficie erano protetti da piloni di cemento piazzati a distanza uniforme e chiamati “denti di drago”, necessari ad arrestare l’avanzata di carri armati e mezzi di artiglieria mobile.

La Repubblica di Weimar iniziò la costruzione del progetto nel 1925, spaventata dalla prospettiva di una invasione della Polonia dopo che quest’ultima aveva vinto la guerra polacco-bolscevica. Il trattato di Versailles firmato alla fine della Grande Guerra non consentiva ai tedeschi di riarmarsi e formare un esercito regolare, ragione per la quale il governo di Berlino decise di costruire queste infrastrutture difensive.

I lavori iniziarono nei pressi di Słońsk ma le potenze vincitrici della prima guerra mondiale intimarono ai tedeschi di fermarli. La costruzione proseguì clandestinamente, occultata da lavori di edificazione di infrastrutture idrologiche, canali, polder e chiuse. Per mantenere segreta l’operazione i cieli sopra l’MRU furono dichiarati una no fly zone e l’area non poteva essere attraversata senza permesso. Nel 1935 un entusiasta Adolf Hitler visitò la regione confermando i lavori in corso.

Il progetto avrebbe dovuto concludersi nel 1951 ma le cose andarono diversamente. Nel 1938 il Terzo Reich interruppe i lavori in conseguenza del cambio della sua dottrina militare: la guerra di posizione, di cui il primo conflitto mondiale fu l’apice, fu sostituita da rapidi attacchi con unità corazzate che rendevano fortificazioni e bastioni obsoleti.

Durante la seconda guerra mondiale l’MRU tornò comunque utile alle truppe tedesche. Sul finire della guerra le strutture abbandonate furono convertite in fabbriche belliche in cui i prigionieri di guerra erano costretti a produrre parti di aeroplani e veicoli corazzati. Le gallerie sotterranee vennero anche usate come magazzino in cui conservare opere trafugate da cinque musei polacchi. La linea fu rotta senza troppe difficoltà dalle truppe sovietiche tra il gennaio e il febbraio del 1945, quando bastarono tre giorni di bombardamenti pesanti per metterla in ginocchio. Dopo la guerra i bunker furono disarmati, parzialmente demoliti e negli anni Cinquanta il metallo venne recuperato per essere impiegato altrove.

Oggi l’MRU gode di grande popolarità tra i turisti ma anche tra… i pipistrelli. L’estesa rete di gallerie sotterranee, con una temperatura stabile intorno a 10° C, è un rifugio invernale ideale per 12 specie di questi mammiferi alati. La loro popolazione locale conta circa 32.000 esemplari, il che fa di questo luogo la maggiore colonia invernale di pipistrelli in Europa centrale.

Tadeusz Kościuszko, l’eroe dei due mondi polacco

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Negli Stati Uniti strade e istituzioni sono a lui intitolate e centinaia di monumenti sono stati eretti in suo onore in città americane e polacche. E’ stato un soldato valoroso, uno stratega formidabile e un patriota che ha rischiato la vita per la libertà.

I cadetti dell’Accademia militare di West Point sanno bene che la fortezza omonima è stata costruita da Tadeusz Kościuszko (1746-1817), che nel 1775 si era unito alle colonie americane nella loro lotta per l’indipendenza contro gli inglesi. In quanto studente del Corpo dei Cadetti di Varsavia, aveva ricevuto una formazione militare ed ingegneristica notevole e il Congresso americano fece ampio uso delle sue conoscenze e capacità. Nel 1777 il generale Horatio Gates ordinò a Kościuszko di stabilire un campo nei pressi di Saratoga e gli affidò il comando dell’artiglieria pesante. La battaglia che ne seguì nel settembre-ottobre 1777 fu uno degli scontri più significativi della guerra d’indipendenza americana.  Le truppe inglesi capitolarono e nel rapporto sull’evento che inviò al Congresso, Gates sottolineò il ruolo rilevante svolto da Kościuszko. Nel 1783 venne insignito del rango di generale di brigata e fu ammesso nell’esclusiva Società dei Cincinnati.

La sua esperienza americana si dimostrò inestimabile quando tornò in Polonia per partecipare alla lotta per l’indipendenza del paese natio, minacciato dagli artigli rapaci dei vicini russi, prussiani e austriaci. Il 2 marzo 1794 giurò come comandante in capo delle forze armate nella piazza del Mercato Vecchio di Cracovia e organizzò truppe di contadini volontari per combattere i russi. Una delle sue battaglie è commemorata nel monumentale dipinto del Panorama di Racławice, lungo 114 m e alto 15 m, esposto a Breslavia in un edificio appositamente costruito. Le forze polacche non furono in grado di respingere gli invasori e con il fallimento dell’insurrezione di Kościuszko la Polonia sparì dalle cartine politiche del continente europeo per i successivi 123 anni. Nonostante fosse stato ferito gravemente, Kościuszko comunque sopravvisse. Qualche anno più tardi Napoleone gli offrì di partecipare a un nuovo tentativo di restaurazione dell’indipendenza della Polonia sotto l’egida della Francia ma Kościuszko rifiutò, non fidandosi dell’imperatore. Morì in Svizzera e nel 1818 fu sepolto nella Cattedrale del Wawel a Cracovia, mentre il suo cuore fu collocato nel Castello Reale di Varsavia nel 1927.