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Polonia Oggi: FMI, bene la crescita polacca ma la congiuntura positiva è finita

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Christine Lagarde, managing director of the International Monetary Fund (IMF), speaks during the International Economic Forum Of The Americas conference in Toronto, Ontario, Canada, on Monday, Sept. 12, 2016. The Toronto Global Forum is an international conference fostering dialogue on national and global issues while bringing together heads of states, central bank governors, ministers and economic decision makers. Photographer: James MacDonald/Bloomberg

Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Fondo monetario internazionale (FMI) pone la crescita del PIL polacco al 4,4% quest’anno, ma ritiene che l’apogeo della congiuntura economica positiva in Polonia sia ormai passato e ha abbassato la prognosi di crescita nel 2019 al 3,5%. Sposta invece dal 2% al 2,8% l’inflazione media annua e dunque il ritmo di innalzamento dei prezzi. Per quanto riguarda la disoccupazione, l’FMI la colloca al 4% quest’anno rispetto al 4,9% del 2017, con un lieve aumento nel 2019 fino al 4,1%. La revisione al rialzo delle stime di crescita del PIL polacco nel 2018 – ad aprile l’FMI lo poneva al 4,1% – si collocano sullo sfondo di una prospettiva di crescita globale che è in peggioramento. La crescita mondiale l’anno prossimo toccherà quota 3,7% (-0,2% rispetto alle precedenti stime).

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Stanisław Dziekoński, aprirsi agli altri invece di circondarsi di beni superflui

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Gli anni passati in Italia, a Maletto in Sicilia e poi a Motta Visconti in Lombardia, hanno lasciato un segno indele­bile nella vita e nell’azione di Stanisław Dziekoński, rettore dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński, ateneo che vanta intense relazioni scientifiche e di interscambio studentesco con il Bel Paese.

“Sono andato a Maletto, piccolo comune a 60 km da Catania, per imparare l’italiano. Ero nel pieno dei miei anni di formazione e quella esperienza ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita spiri­tuale e culturale. Sono stato accolto in maniera meravigliosa da persone di grande cuore, piene di energia posi­tiva e aperte verso il prossimo. Arri­vavo da un paese all’epoca conside­rato “povero” ma nessuno mi ha mai fatto sentire estraneo o mi ha messo in secondo piano, anzi era come se fossi nato e cresciuto lì. Poi sono stato trasferito a Motta Visconti in Lombardia, dove ho iniziato la mia azione pastorale. Per tante cose era come essere finito in un altro mondo rispetto a Maletto. Mi dice­vano “ndom in cies”, io li guardavo perplesso perché “cies” mi suo­nava come “jazz” e pensavo ma che c’entra il jazz? Poi finalmente ho capito che significava “andiamo in Chiesa”. Ho provato di per­sona quanto l’Italia sia ricca di diversità anche se gli italiani di ogni regione sono accomunati dall’essere un popolo aperto, generoso e spirituale. Una spiritualità che secondo me gli italiani hanno nel DNA, anche chi non è religioso partecipa spesso con grande tra­sporto agli appuntamenti della tradizione come ad esempio l’incre­dibile processione di barche sul fiume Ticino per la Festa dell’As­sunta. Una spiritualità unita alla capacità di vivere in comunità.”

Italia e Polonia sono notoriamente connesse da antiche rela­zioni culturali e religiose ma, soprattutto queste ultime, decli­nate in modo diverso.

Si dice “Polonia semper fidelis” citazione che fa intendere quanto lo scambio culturale italo-polacco corra da secoli sul filo del cat­tolicesimo, la Polonia era il bastione della chiesa romana nella dif­ficile area del Nord Europa. Questo porta anche ad un diverso approccio verso i precetti della Chiesa che se in Italia sono sug­gerimenti in Polonia sono Vangelo, ovvero una verità diretta che prendiamo senza filtri. Per questo a volte i polacchi sono definiti più papisti del Papa.

A proposito durante le Giornate della Gioventù, svoltesi l’anno scorso a Cracovia, alcuni media sollevavano dubbi sull’amore dei polacchi verso Papa Francesco.

Innanzi tutto va detto che prima delle Giornate della Gioventù in tanti pensavano che sarebbe stata una catastrofe organizzativa. E questo ha seminato un clima di incertezza che ha spinto alcuni a dire che sarebbe stato meglio rinunciare all’evento anche per un possibile rischio di attentati. Invece i fatti, ovvero l’enorme suc­cesso delle Giornate cracoviane, hanno smentito queste paure e hanno mostrato al mondo una Polonia ospitale, moderna, attrez­zata. È stata una meravigliosa occasione di arricchimento per tutti quelli che vi hanno partecipato e di conseguenza per Cracovia e per tantissimi polacchi. Papa Francesco ha mostrato un approccio verso i giovani completamente diverso rispetto a Benedetto XVI e il suo modo di rapportarsi può essere stato scioccante per una parte dell’opinione pubblica polacca. È chiaro che Papa France­sco vuole comunicare con forza, senza mezzi termini, che dottrina e forma non bastano, ci vuole la sostanza. Non basta dire sono cat­tolico e andare a Messa, ma bisogna esserlo nella quotidianità. Ed essere cattolico oggi significa riscoprire il vero significato del Van­gelo: l’amore, l’andare verso la gente, aprirsi a chi è respinto dal sistema. I media poi non devono fare l’errore di contrapporre Fran­cesco a Wojtyla, perché si tratta di due epoche diverse e in coe­renza a questa distanza storica il messaggio apostolico e il ruolo dei due papi è stato doverosamente diverso. Nella Polonia comu­nista tanti erano perseguitati per le loro idee e la loro fede, in quel momento Wojtyla oltre ad essere la guida religiosa era il difensore del popolo polacco, un padre della patria.

Dopo mezzo secolo di guerra fredda oggi siamo tutti nell’U­nione Europea che però da tempo è al centro di un profondo dibattuto riguardo l’identità del Vecchio Continente e le sue prospettive, anche alla luce del fenomeno migratorio.

Io credo che l’Europa oggi abbia fame di spiritualità, ovvero di valori condivisi che diano senso alla nostra esistenza e questa esi­genza la si riscontra ovunque dalla vita quotidiana – in cui si cerca di colmare il vuoto spirituale con beni materiali superflui – fino alla scuola dove gli insegnanti non sono più visti come figure impor­tanti che aiutano la crescita dei giovani. In Europa oggi l’ateismo è la regola, la religione è vista come ostacolo, come nemico dello sviluppo mentre invece coltivare la spiritualità spinge le persone ad aiutarsi, ad avere un canone di vita cui ispirarsi, dei ruoli e delle regole che contribuiscono a far crescere meglio la comunità in cui viviamo. Il vuoto di spiritualità lo si vede nella ricerca continua di soddisfazioni materiali, di una felicità fatta di cose e non di condivi­sione con altre persone. Nel denunciare questa situazione europea Papa Francesco è sempre molto efficace attraverso i suoi richiami alla sensibilizzazione verso l’altro. In questa realtà il tema migra­torio porta una ulteriore complessità. È chiaro che non possiamo rinunciare a prenderci cura di chi è in stato di necessità ma proprio per questo dobbiamo pensare a quale sia, al di là dell’emergenza, la via migliore per aiutare le persone che lasciano tutto per cercare un lavoro in Europa. Siamo sicuri che non preferirebbero avere una vita dignitosa nel loro paese, con le loro famiglie? Siamo sicuri che accettiamo l’immigrazione per carità e non perché sono economi­camente utili ai nostri sistemi produttivi? Non sarebbe più umano dare loro le tecnologie necessarie a sviluppare i loro paesi invece di proporre le tecnologie solo come merce che quei paesi non possono acquistare? L’immigrazione è un tema complesso e molto politico, preferisco affrontarlo ponendo domande che magari aiu­tano ad intravvedere le responsabilità di una economia senza valori dietro questo problema mondiale. Intanto all’università Wyszyński nel nostro piccolo cerchiamo di portare un contributo accogliendo ogni anno decine di studenti provenienti dai paesi più martoriati da guerre e povertà. Studenti che noi educhiamo e manteniamo in tutto e per tutto e che poi fanno ritorno nei loro paesi arric­chiti di una preparazione universitaria e di una esperienza all’estero che crediamo possa dargli qualche strumento in più per diventare motore di cambiamento nei loro paesi.

E nella moderna università Wyszyński, frequentata da ben 12 mila studenti, si continuano a sviluppare nuove collaborazioni proprio con l’Italia.

La novità è l’apertura della facoltà di Medicina in collaborazione scientifica con l’ospedale romano Policlinico Gemelli, ma la gran parte dei nostri undici dipartimenti ha collaborazioni a livello didat­tico e di interscambio studentesco con altrettante facoltà italiane, in particolare con le università di Firenze, Roma e Bari.

Alla fine l’Italia torna sempre protagonista nella sua vita.

Gli italiani mi hanno dato molto, ho imparato quanto importante sia cercare di costruire una quotidianità di relazioni e scambi, di fratellanza e amicizia. Ricordo con grande piacere la vita semplice e autentica di Motta Visconti, dopo la Messa si andava a bere insieme con i parrocchiani, e non si stupivano affatto di incontrarmi vestito sportivo quando andavo ad allenarmi con la bicicletta. Ecco questo è un aspetto degli italiani che amo moltissimo, la capacità di sdrammatizzare, di trasformare un contrattempo in una oppor­tunità per vedere la vita sotto un altro aspetto. Se qualcuno arriva in ritardo non è un dramma perché c’è un senso della vita più pro­fondo e esistenziale, c’è una maggiore disponibilità ad accettare quello che la vita ti dà. E se perdono un aereo dicono “è la vita”, e non è detto che per forza un inconveniente sia portatore di nega­tività. Il loro modo di vivere è bellissimo e salutare per la psiche, c’è una maggiore accettazione ed elasticità e poi si impegnano profondamente nell’aiutare il prossimo. Ho incontrato tanti italiani, anche molto benestanti, che il fine settimana invece che andarsi a divertire si dedicavano ad aiutare gli altri e lo facevano con pia­cere senza farlo pesare. Forse è anche per questa umanità e spiri­tualità, oltreché per le ben note bellezze del Paese, che quando i polacchi parlano dei paesi in cui hanno viaggiato dicono: “sì belli… ma… l’Italia…” e sul volto si dipinge un’espressione di felicità mista a nostalgia per una cultura che ci rassicura e a cui noi polacchi sen­tiamo d’appartenere.

Polonia Oggi: A Danzica una scuola in un centro commerciale

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L’Akademia Dobrej Edukacji (ADE) di Danzica collaborerà con il centro commerciale Alfa Centrum, che metterà a disposizione delle sue scuole una parte dei propri locali. E’ la prima cooperazione di questo genere in Polonia. Il presidente del consiglio d’amministrazione dell’ADE, Katarzyna Hall, ha spiegato che fino all’anno scorso i loro studenti condividevano gli spazi della scuola pubblica, ma l’aumento del numero degli allievi li ha costretti a cercare una nuova localizzazione. Agli 81 studenti che frequentano questa scuola privata sono state fatte tre distinte proposte e ha prevalso quella del centro commerciale.

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Nel 2019 sarà girato un film sul generale Władysław Anders

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A settembre dell’anno prossimo inizieranno le riprese di una superproduzione cinematografica dedicata al generale Władysław Anders. La pellicola è attualmente in pre-produzione: sono in corso lavori sulla scenografia e i costumi e anche l’attività di casting. Il film, il cui titolo provvisorio è “Anders”, racconterà la storia del celebre generale a capo del II Corpo d’Armata, che partecipò alla campagna d’Italia durante la seconda guerra mondiale e combatté a Montecassino. Il film affronterà anche le tappe precedenti della carriera del suo protagonista, dalla battaglia di Krasnobród, alla prigionia in Unione sovietica, alla liberazione e alle lunghe peregrinazioni che porteranno l’armata di Anders in Persia, Irak, Siria, Palestina, Egitto e infine in Italia. Oltre all’assalto a Montecassino, il II Corpo d’Armata trionfò contro i nazifascisti ad Ancona ed entrò per primo a Bologna. Una parte della pellicola sarà girata proprio in Italia. Le riprese inizieranno il 19 settembre 2019 e proseguiranno fino a giugno 2020.

Polonia Oggi: Marcia dell’Uguaglianza a Lublino, 8 poliziotti feriti e 21 arresti

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Otto agenti di polizia sono rimasti lievemente feriti in seguito alle violenze avvenute sabato scorso a Lublino. In città si stava svolgendo la Marcia dell’Uguaglianza (Marsz Równości), ossia il Pride locale. Il corteo è stato bloccato da una contromanifestazione violenta. Le forze dell’ordine hanno cercato di disperdere i facinorosi e consentire alla marcia di proseguire usano gas lacrimogeni e idranti. 21 persone sono state arrestate, 16 saranno penalmente perseguite. Secondo le stime della polizia i partecipanti alla marcia sono stati 1.500. Alla contromanifestazione hanno partecipato circa 200 persone.

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GAZZETTA ITALIA 71 (ottobre-novembre 2018)

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Numero imperdibile con la copertina e il divertentissimo poster di GestItaliani disegnati da Luca Laca Montagliani. Dentro anche un articolo che spiega la nobiltà e attualità della comunicazione gestuale. In più, in questo numero intervista a Stanisław Dziekoński, il rettore dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński che racconta le sue esperienze italiane, e al Maestro del cinema polacco Krzysztof Zanussi cui nuovo film “Etere” potremo vedere nelle sale da novembre. Da leggere anche numerosi articoli sui viaggi, un racconto del viaggio in Toscana, cartoline da Modena e Calabria fuori percorso che porterà a Rossano. E poi ancora, un invito a ballare con ATS Flash mob, un nuovo premio a Renato Rizzi per il progetto del Teatro Shakespeariano, le presenze polacche alla 75. Mostra del Cinema di Venezia. Non manca lo spazio per la cucina con le ricette e le prelibatezze del Ristorante Sicilia, un angolo di italianità nel cuore di Rzeszów. Il cibo deve essere rigorosamente annaffiato con un bicchiere di champagne cui origini iniziamo a raccontare da questo numero. Si continua anche il giro d’Italia tra i dialetti e racconto sugli italiani in Polonia nei secoli, questa volta i protagonisti sono Filippo Mazzei e Cristoforo Masini. E infine vi invitiamo alla partecipazione ai numerosi eventi organizzati nell’ambito della XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo che si terrà dal 15 al 21 ottobre.

Polonia Oggi: La metà dei polacchi non si allontana dal posto di lavoro in pausa pranzo

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Secondo un sondaggio condotto da Uber Eats e YouGov la metà dei lavoratori polacchi non si allontana dalla scrivania durante la pausa pranzo e quasi un terzo non interrompe nemmeno il proprio lavoro. Un quarto degli impiegati mangia ogni giorno lo stesso pasto, solitamente un panino portato da casa. La pausa pranzo dura in media appena 26 minuti. Nonostante il tempo dedicato al lavoro eroda quello dedicato al pasto e al riposo, ciò non significa che il lavoro ne trae un vantaggio, anzi. Questi cattive abitudini non influiscono positivamente sulla produttività. Quasi la metà dei lavoratori polacchi mangia in solitudine, guardando internet; meno di un terzo sfrutta la pausa per chiacchierare con i colleghi del lavoro.

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2° Congresso Internazionale di Turismo Religioso e Pellegrinaggi – Cracovia 7-11 novembre 2018

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Fremono i preparativi per ICoRTaP – il 2° Congresso Internazionale del Turismo Religioso e Pellegrinaggi programmato a Cracovia per novembre. Secondo Ernest Mirosław, titolare di Ernesto Travel e organizzatore dell’evento, il Congresso ha suscitato grande interesse da parte del settore turistico internazionale. La prima edizione del Congresso, intitolata “Seguendo le orme di Papa Giovanni Paolo II”, si è svolta lo scorso anno dall’8 al 12 novembre, riscuotendo significativi apprezzamenti nell’ambito del turismo religioso. Lo testimonia la grande partecipazione di professionisti del settore provenienti da varie parti del mondo per conoscere, incontrare e valorizzare la cultura e la religione della Polonia. Il successo incoraggiante del Congresso alla sua prima edizione ha messo in risalto l’enorme potenziale di Cracovia e della Regione Małopolska. Sono stati circa 200 gli operatori e organizzatori turistici, provenienti da quasi 30 Paesi, che hanno preso parte alla 1° edizione: i gruppi più numerosi sono arrivati da Spagna e Italia, seguiti da Giappone, Malesia, Paraguay, Argentina, Messico, USA, Canada, Israele e altri ancora. Ospiti d’onore del Congresso sono stati le città di Fatima e di San Giovanni Rotondo. I partecipanti hanno riconosciuto la professionalità dell’organizzazione e la grande opportunità offertagli: per la prima volta è stata creata una piattaforma per la discussione sulla Regione Małopolska, ricca destinazione per il turista-pellegrino, e sul turismo religioso stesso in quanto fonte di crescita socio-economica della regione e del paese.

A proposito della 2° edizione dell’evento, Ernest Miroslaw, organizzatore del Congresso e titolare di Ernesto Travel – tour operator a Cracovia leader nel settore del turismo religioso e pellegrinaggi, si è così espresso: “Siamo convinti che la seconda edizione del Congresso potrà raggiungere e coinvolgere sempre più enti regionali e nazionali. Il fine è quello di aiutare gli operatori che lavorano nell’ambito del turismo a scoprire strategie di comunicazione e organizzazione funzionali all’offerta commerciale di Cracovia, della Piccola Polonia e dell’intera Polonia. I numeri della prima edizione sono stati incoraggianti; perciò quest’anno ci siamo posti come obiettivo di raggiungere 500 presenze. Mi piacerebbe anche che la partecipazione di ospiti extraeuropei fosse maggiore. Per questo stiamo promuovendo l’evento già da Gennaio 2018”.

Al momento gli iscritti hanno già superato quota 100 e provengono da: Italia, Spagna, Stati Uniti, Canada, Libano, Israele, Svezia, Lituania, Vietnam, Regno Unito, Malesia, Portogallo, Grecia, Indie, Argentina, Andorra, Messico e Brasile. Hanno confermato la loro presenza i santuari di Fatima e Lourdes. Nel corso dell’evento si svolgeranno visite ai santuari polacchi della Divina Misericordia a Łagiewniki e della Vergine Nera a Częstochowa.

Di seguito una sintesi del programma del II Congresso Internazionale di Turismo Religioso e Pellegrinaggi, intitolato: “Sulle orme di Santa Faustina Kowalska: la Divina Misericordia salverà il mondo”:

8 novembre: apertura del Congresso alla presenza delle autorità secolari ed ecclesiastiche di Cracovia. Messa inaugurale, discorsi di apertura, conferenze e workshop con rappresentanti di santuari, luoghi di culto e luoghi turistici.

9, 10 e 11 novembre; visite al centro storico di Cracovia, al Centro di Giovanni Paolo II, al Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki, alla miniera di sale di Wieliczka, al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, alla parrocchia e alla casa natale di Giovanni Paolo II a Wadowice, alla Basilica di Kalwaria e al santuario della Madonna Nera di Częstochowa.

Il progetto è patrocinato dalla città di Cracovia, dalla Regione Małopolska, dalla miniera di sale di Wieliczka, dal Museo Casa Natale di Giovanni Paolo II a Wadowice. Il Congresso ha ottenuto anche il patrocinio onorevole di Sua Eminenza Cardinale Stanisław Dziwisz, del Maresciallo della Regione Małopolska Jacek Krupa e del Presidente dell’Ente Nazionale per il Turismo Polacco Robert Andrzejczyk. I discorsi di apertura saranno tenuti, tra gli altri, dal dott. Fanciszek Mroz (Camino de Santiago in Polonia), dall dott.ssa Agata Niemczyk dell’Università Economica di Cracovia e dal dott. Andrzej Kacorzyk, direttore del Museo Auschwitz-Birkenau.

Il programma completo e altre informazioni sono disponibili al sito: icortap.com

Umbria e Varmia-Masuria firmano un protocollo d’intesa

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La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, e il voivoda di Varmia-Masuria, Gustaw Marek Brzezin, hanno firmato un protocollo di collaborazione nel corso della Settimana europea delle regioni e città d’Europa.

Questo protocollo – ha sottolineato Marini – è di grande importanza perché nasce da una condivisione politica dei suoi obiettivi generali ed è finalizzato a sostenere le sviluppo delle nostre comunità. Due regioni che, sebbene lontane, hanno però molti ambiti di comune interesse, come turismo, ambiente, sistema delle piccole e medie imprese. Settori – ha aggiunto – che presentano forti similitudini e che, grazie a questo accordo, potranno ricevere un significativo impulso con future attività di partenariato che ci consentirà di poter accedere alle opportunità concesse dall’Unione europea”. Tra questi obiettivi “assume una rilevanza particolare e strategica quello per la valorizzazione dei nostri laghi a partire dal Trasimeno, che ha un grande potenziale attrattivo, sia in termini di turismo che paesaggistico ed ambientale, potendo utilizzare al meglio, ed insieme, tutta la programmazione europea, a cominciare dal programma Life”.

Alla base di questo protocollo – ha risposto Brzezin – c’è una larga ed antica condivisione dei suoi obiettivi che nascono da una collaborazione che abbiamo avviato ormai da oltre dieci anni con la Provincia di Perugia e che ora ci vede collaborare con la Regione Umbria. Grazie a questa esperienza e cooperazione vorremmo cogliere al meglio le opportunità che potranno venire dalla prossima programmazione dei fondi europei. In passato abbiamo realizzato in Polonia un primo progetto di valorizzazione delle produzioni alimentari e della gastronomia. Un’esperienza che si è rivelata di straordinario successo, tanto che ora sono numerose le aziende che nel nostro territorio operano nel settore della ristorazione secondo il modello della cucina italiana e umbra, e abbiamo aperto ben quattro scuole per la formazione di cuochi, finanziate anche con fondi europei. Nella nostra regione abbiamo anche realizzato una rete di città ‘slow’ investendo oltre 50 milioni di euro”.

Questa collaborazione – ha proseguito Brzezin – è molto importante visto anche il momento storico che vive l’Europa. E condivido anche la chiara e ferma posizione a difesa dell’istituzione europea da nazionalismo e populismi che la presidente Marini ha espresso in occasione della cerimonia di apertura della Settimana delle Regioni e Città d’Europa. Credo infatti che proprio la collaborazione tra diverse comunità come è in questo caso la nostra, la conoscenza reciproca, sia il miglior modo per sconfiggere il populismo e l’antieuropeismo”.

Sostegno a favore della società civile e sviluppo regionale, politica sociale, sviluppo economico e turismo, sviluppo di aree rurali, agricoltura e settore agroalimentare, sport, istruzione e giovani, cultura e valorizzazione dei beni ambientali: sono questi i settori in cui si concentrerà la collaborazione fra Regione Umbria e Voivodato di Varma-Masuria. In base all’intesa, che avrà durata quadriennale, i due enti si impegnano “a sostenere contatti diretti, lo scambio tra autorità e rappresentanti delle due Regioni e la pianificazione comune delle attività”. Sono previsti scambi costanti di informazioni ed esperienze nell’interesse comune, incontri, seminari, visite di studio e workshop con soggetti di interesse comune, la partecipazione ai progetti comuni finanziati dai fondi nazionali ed europei, la promozione delle azioni nelle relazioni transnazionali e con le istituzioni dell’Unione Europea.

Polonia Oggi: S&P alza il rating della Polonia

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Le previsioni di molti economisti sul fatto che Standard & Poor’s non avrebbe rivisto al rialzo il rating della Polonia sono state smentite. Nella valutazione dell’agenzia il paese passa infatti da BBB+ ad A-, con una prospettiva stabile. Fitch ha invece confermato le stime precedenti: A- con prospettiva stabile. Moody’s aveva già rivisto la propria valutazione a settembre, attribuendo alla Polonia il livello A2 con prospettiva stabile. Frank Gill, analista di S&P, aveva espresso ottimismo già ad aprile, anche se all’epoca l’agenzia di rating modificò solamente la prospettiva di crescita da stabile a positiva.

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