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I GIOVANI MUSICISTI DELL’ISTITUTO A. GRAMSCI DI APRILIA NEL PALCOSCENICO INTERNAZIONALE

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Il 27 marzo 2026, presso l’Istituto Polacco di Roma, si è svolto l’eccezionale evento “La bellezza in musica e poesia”, con la soprintendenza della direttrice, Dott.ssa Małgorzata Furdal. I partecipanti sono stati gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Antonio Gramsci” Aprilia e della Scuola Polacca di Ostia. La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza del Console della Repubblica di Polonia, Dr. Bartosz Skwarczyński, che ha sottolineato l’importanza del progetto volto a unire le comunità scolastiche attraverso musica e poesia.

L’orchestra dell’Istituto Gramsci, sotto la guida dei professori Roberta Barbera, Joanna Łukaszewicz, Gloria Santarelli, Oscar Di Raimo e Stefano Catena, ha eseguito un repertorio di altissimo livello, tra cui la “Marcia Solenne” di Elgar e il “Notturno op. 9 n. 2” di Chopin. La Scuola Polacca di Ostia ha preparato una recitazione bilingue delle poesie di Wisława Szymborska, coordinata dalle professoresse Deborah Tosi e Marta Czajczyńska. Il progetto ‘La bellezza in musica e poesia’ ha permesso agli studenti di sviluppare le proprie competenze artistiche, approfondire lo scambio culturale e vivere un’esperienza unica di respiro internazionale.

Gazzetta Italia 116 (aprile – maggio 2026)

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Nel 2026, bicentenario di Carlo Collodi, ovvero il “papà” di Pinocchio, ci è venuto spontaneo immaginare una copertina (firmata Luca Laca Montagliani) in cui il burattino, candido bugiardo, cammina nel mondo contemporaneo infestato di verità illusorie. L’approfondimento sull’attualità di Pinocchio è del professor Tomasz Skocki. Su questo numero tanti articoli dedicati ai viaggi: Siracusa, Orvieto, Lublino, Zamosc. Per la musica parliamo dell’ultimo Festival di Sanremo e ovviamente di Sal Da Vinci, per la moda intervistiamo Pietro Ballandi dell’azienda italiana Kontatto, e poi spazio all’arte con uno splendido articolo su Casa Balla. E poi andiamo a Katowice a scoprire l’unica classe liceale italo-polacca. Raccontiamo poi della famosa fotografa Letizia Battaglia, del nuovo film su Goliarda Sapienza e del segreto della longevità italiana. Naturalmente non mancano le nostre rubriche di cucina, letteratura e motori. Insomma tanti motivi per non farvi scappare questo bellissimo numero di Gazzetta Italia!

IX Premio Gazzetta Italia – video

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fot. Michał Bruzda

 

Francesco Chiamulera: Cortina sempre più bella e contemporanea

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Evento Una Montagna di Libri

La Regina delle Dolomiti torna ad ospitare le Olimpiadi dopo 70 anni. Un’era geologica, se la tariamo sulla velocità del mondo contemporaneo, che Cortina ha attraversato con l’aplomb di una nobile signora passando dal primo boom turistico, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio anni Sessanta – simboleggiato dall’esilarante “La Pantera Rosa” del 1963, diretto da Blake Edwards, con Peter Sellers nei panni dell’Ispettore Clouseau e la magnifica Claudia Cardinale, in gran parte ambientato nella conca ampezzana – alla Cortina degli anni Ottanta quando al motto “siamo tutti ricchi”, e se non lo eravamo ci indebitavamo per esserlo, divenne il cuore della mondanità invernale italiana immortalata dai celebri “cinepanettone” di Carlo Vanzina. Per parlare della Cortina contemporanea che riaccoglie i Giochi Invernali siamo andati a scomodare l’infaticabile Francesco Chiamulera inventore ed organizzatore del Festival letterario “Una Montagna di Libri”, personaggio di spicco della comunità ampezzana del 21° secolo.

Al di là delle enormi ricadute mediatiche cosa porta in concreto l’Olimpiade a Cortina?

“I Giochi sono una imperdibile occasione di rilancio infrastrutturale. Per abitare la montagna e per lavorarci ovviamente abbiamo bisogno di collegamenti e servizi di qualità. La mia speranza, che è anche una convinzione, è che queste Olimpiadi siano l’occasione per sfatare il luogo comune che aleggia da 40 anni su Cortina, quando amici e visitatori dicono: “bella, bellissima, ma vi siete un po’ seduti sugli allori”.

1956-2026, dopo 70 anni che Cortina è quella che accoglie per la seconda volta i Giochi Invernali?

“Come aveva notato Edward Morgan Forster all’inizio del secolo scorso, noi torniamo nei luoghi di villeggiatura e vacanza e pensiamo alle precedenti volte in cui c’eravamo venuti, ovvero spetta ai luoghi di vacanza il compito ingrato di ricordarci che il tempo passa. Cortina negli anni è cambiata, è un paese di montagna con 5 mila abitanti che vivono il loro territorio sapendo di dover affrontare un turismo sempre più esigente e cercando di non perdere la connessione con il passato. E il nostro Festival, a suo modo, contribuisce a mantenere vivo il filo rosso della storia di questa città”.

Guido Tonelli, Francesco Chiamulera

Andiamo al punto: com’è nata la rassegna letteraria “Una Montagna di Libri”?

“È nata per gioco. Nel 2009, quando ero ancora uno studente di Storia dell’Università La Sapienza, ho avuto l’idea di invitare a Cortina scrittori e giornalisti che già a conoscevo. Seguendo il saggio consiglio di una amica “se fai una cosa falla bene” e grazie al supporto di alcune persone di Cortina abbiamo organizzato fin dalla prima edizione un cartellone con vari appuntamenti e presentazioni. Certo non potevo sapere quanto poi questo Festival sarebbe cresciuto rivestendo anche un ruolo importante nella mia vita. L’idea di base era quella di far rivivere la tradizione degli “Incontri con l’autore” che in passato avevano portato a Cortina personaggi come Giovanni Comisso, Dino Buzzati, Ernest Hemingway, Vladimir Nabokov, Goffredo Parise. Volevamo riconnettere Cortina a quel suo passato culturale in cui grandi personaggi della letteratura venivano qui in vacanza ma anche per praticare il mestiere della scrittura”.

Una rassegna che negli anni ha saputo ritagliarsi un ruolo significativo tra i Festival letterari.

In queste ultime edizioni registriamo circa 20 mila presenze di pubblico all’anno. Un pubblico che partecipa ai circa 70 eventi, tra estivi e inverali, che organizziamo portando a Cortina scrittrici e scrittori da tutto il mondo. Quest’anno avremo anche un calendario specifico legato ai Giochi Olimpici e Paralimpici”.

Sui prati (Alverà, Cortina)

In un’epoca dominata dalla velocità, dalla frammentazione e dall’urgenza dell’attualità, che spazio rimane per la letteratura intesa come “tempo lungo di riflessione profonda”?

La letteratura per fortuna è ancora un’esigenza che non è smarrita, in questo convulso presente ed anzi probabilmente se la passa molto meglio del giornalismo. Il nostro Festival è una occasione per trasformare il sacrosanto piacere solitario della lettura in una esperienza sociale, nello stare insieme intorno ai libri. E dal nostro piccolo osservatorio colgo che il pubblico ci segue con entusiasmo mostrando un grande bisogno di approfondimento”. 

Letteratura come spazio di riflessione che ci aiuta a comprendere meglio la società in cui viviamo?

“In un’attualità segnata da orribili vicende geopolitiche il leggere testi apparentemente più distanti dalla contingenza diventa un modo per guardare in un altro modo e anche capire meglio il presente rispetto al limitarsi alle informazioni quotidiane. L’ultimo esempio di questo ruolo della letteratura sono i due libri dell’ucraino Andrei Kurkov “Diario di un’invasione” e “La nostra guerra quotidiana” grazie ai quali ho capito che quello che leggevo quotidianamente sulla guerra in Ucraina non mi aiutava a capire l’intera vicenda. La letteratura ha ancora quella sorta di primato di inquadramento di una vicenda che viene dal raccontare guardando il mondo dall’alto, a volo d’uccello, con distacco. In questo senso la letteratura ti comunica degli aspetti che il giornalismo quotidiano tambureggiante non ti fa cogliere”. 

Noti nel pubblico di “Una Montagna di Libri” una crescente attenzione al presente? E una specifica voglia di comprensione profonda?

“Apro una piccola parentesi sugli autori che indagano il presente suggerendo ai lettori di Gazzetta Italia il libro “Quello che possiamo sapere”, l’ultimo di McEwan che ambienta il racconto in un futuro distopico post disastri, sia ambientali che bellici. Per quanto riguarda invece il rapporto tra il pubblico di “Una Montagna di Libri” e l’attualità una cosa ho notato in modo chiaro: le persone percepiscono la contraffazione e la natura imbrogliona del sistema dei talk show e dell’informazione televisiva italiana. Noi organizzatori di Festival letterari ci sentiamo sempre di più come simbolica e forse disperata alternativa al sistema fallace e colpevole dell’informazione televisiva che su alcune questioni cruciali, come ad esempio la guerra in Ucraina, informa inducendo lo spettatore a schierarsi in una sorta di inaccettabile referendum tra posizioni che vengono riportate come uguali e alternative ma che non sono affatto equivalenti! La posizione della legittimità e del diritto internazionale viene parificata a quella di invasori e dittatori come se fosse tutto uguale, come fosse una scherzosa vicenda in cui ci si può dividere a seconda delle simpatie. Al nostro Festival, che è variegato e si occupa delle più diverse materie, noto che molti partecipano esasperati dall’aver compreso che limitandosi alla sola informazione televisiva non si capisce nulla della realtà in cui viviamo. Insomma abbiamo praterie in cui correre liberi parlando e informando sui le più diverse tematiche. Quando abbiamo invitato Anne Applebaum sotto le Tofane a parlare di Europa dell’Est e di democrazia il pubblico numeroso la ascoltava come se si abbeverasse da una fonte miracolosa. E anche quando trattiamo argomenti apparentemente lontani dall’attualità i lettori presenti sanno che comunque da ogni incontro si porteranno via concetti e riflessioni che gli serviranno in seguito per costruirsi un quadro migliore della società in cui viviamo. Insomma se ascoltiamo Colm Tòibìn parlare di Thomas Mann esprime punti di vista eterni e non relegati agli anni Venti del secolo scorso. La letteratura è maestra di vita”.

Dino Buzzati a Croda Da Lago, Cortina
Ernest Hemingway a Cortina

Quando parliamo di presente non possiamo non domandarci come l’intelligenza artificiale stia rapidamente entrando nella nostra vita e quindi anche nella letteratura, cosa ne pensi?

“È una cosa affascinante e angosciante allo stesso tempo, di certo un tema che non va sottovalutato. Sarebbe facile dare risposte confortanti del tipo “l’intelligenza umana è insostituibile”, ma invece non possiamo esserne certi. L’unica cosa che sappiamo è che la AI non è una macchina. Finora abbiamo inventato macchine che davano risposte prevedibili e agivano su comando umano, non avevano iniziative proprie. Con l’AI siamo entrati un’altra dimensione. Ci sono libri molto interessanti, tra cui quello dello scrittore-informatico Nello Cristianini, che raccontano come ciò che noi sappiamo sulla AI è minore di quello che non sappiamo. Di certo, come sostiene Emmanuel Carrère, non possiamo minimizzare questo tema tanto che sto pensando ad un incontro per “Una Montagna di Libri” in cui sul palco dialoghiamo con una intelligenza artificiale. Un libro che consiglio caldamente ai lettori di Gazzetta Italia è “If Anyone Builds It, Everyone Dies” in cui gli autori Eliezer Yudkowsky e Nate Soares sostengono che se nasce una intelligenza artificiale generale allora l’umanità morirà perché le esigenze dell’uomo saranno irrilevanti rispetto a quelle della AI. Insomma oggi sulla AI possiamo socraticamente sostenere che sappiamo di non sapere”. 

Francesco Chiamulera

Milano-Sanremo, l’Atletica a Toruń e le nazionali di calcio: giorni di sport mondiale tra Italia e Polonia

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Testo e Foto: Alberto Mangili

 

Ci siamo appena lasciati alle spalle un fine settimana di eventi sportivi di rilevanza globale, svoltisi sia su suolo italiano che polacco. Il mondo del ciclismo ha posto sabato la sua attenzione sulla Milano-Sanremo, la Classicissima di primavera italiana, una delle corse più iconiche di questo sport, cui si è affiancata per il secondo anno anche l’edizione femminile. Ancor più globale, di nome e di fatto, la rassegna dei Mondiali di Atletica Leggera Indoor, che si sono svolti a Toruń tra il 20 e il 22 marzo. E ad unire ulteriormente Polonia e Italia, e ad accomunarne il destino, c’è anche il calcio all’orizzonte: giovedì prossimo le due nazionali giocheranno, l’una a Varsavia e l’altra a Bergamo, per cercare di conquistare il pass per i prossimi Mondiali di calcio. Vediamo insieme con ordine il tutto.  

Ancora una volta è stata Pavia a ospitare, sabato 21 marzo, l’inizio della Milano-Sanremo, giunta alla 117esima edizione. Non potevo assolutamente perdermi il „parterre de rois” di ciclisti al via per una corsa leggendaria e sempre ambitissima. Quasi 300 chilometri dalla bassa Lombardia sino alla riviera ligure, in una delle edizioni più incredibili di sempre, dove ha finalmente trovato il trionfo Tadej Pogačar. Nonostante una brutta caduta a 30 chilometri dall’arrivo, il campione sloveno ha compiuto un’impresa eroica, rimontando anche grazie al supporto del compagno Brandon McNulty, vincitore dell’ultimo Tour de Pologne che vi ho raccontato la scorsa estate. Tra i tanti italiani c’era grande attenzione per Filippo Ganna (primo da sinistra nella foto di copertina), uno dei pochi in generale che avrebbe potuto seriamente tentare il colpo grosso. Due invece i polacchi al via, il suo compagno di squadra e già vincitore nel 2017 Michał Kwiatkowski, ritiratosi a seguito di una bruttissima caduta (fortunatamente con meno conseguenze di quanto ha rischiato, e che potete vedere nel mezzo della squadra nella foto di copertina), e Filip Maciejuk, giunto al traguardo in 92esima piazza. Di quest’ultimo propongo poco sotto invece una sua foto in sella alla bici, poco prima della partenza, accanto ad una di colui che andrà a trionfare appunto scrivendo una nuova pagina di storia.  

Quanto alla Milano-Sanremo Women, in versione ridotta con partenza da Genova, la vittoria è stata appannaggio della belga Lotte Kopecky. Straordinario terzo posto per l’italiana Eleonora Gasparrini, mentre la polacca Katarzyna „Kasia” Niewiadoma, una delle cicliste più forti del panorama, è caduta rovinosamente (e anche qui discorso simile a Kwiatko: poteva andar molto peggio) dopo lo scollinamento sulla celebre Cipressa. Non ha partecipato per  indisposizione la tricolore più forte, Elisa Longo Borghini, sostituita dalla compagna di squadra polacca Dominika Włodarczyk, capace di raccogliere un’ottima quinta posizione. Un altro incredibile incrocio Italo-polacco. 

Spostiamoci ora in Polonia per i Mondiali di Atletica Indoor, di scena a Toruń da venerdì 20 a domenica 22 marzo. La città natale di Copernico è stata il teatro delle ventunesima rassegna mondiale che si svolge ogni due anni. Non è la prima volta che la Polonia è Paese ospitante, poiché nel marzo 2014 fu Sopot ad accogliere gli atleti da tutto il mondo. Il miglior medagliere nei Giochi appena conclusi è stato fatto registrare dagli Stati Uniti, con un impressionante totale di 18 medaglie, composto da 5 ori, 7 argenti e 6 bronzi. Incredibile quel che ha fatto la Gran Bretagna, che chiude al secondo posto con unicamente ori, tre dei quattro totali conquistati nel giro di mezz’ora ieri sera prima delle 20. Una manciata di minuti che è stata decisiva per mettere la freccia e sorpassare proprio l’Italia, che si prende la terza piazza in graduatoria grazie ai suoi 3 ori e 2 argenti, cinque medaglie totali che segnano il record nazionale. A conquistare i metalli più preziosi sono stati Andy Diaz nel salto triplo uomini venerdì, Nadia Battocletti nella 3000 metri donne e Zaynab Dosso nella 60 metri donne sabato. Per la prima volta nella storia (41 edizioni sommando le 20 all’aperto alle 21 di sala) l’Italia conquista tre medaglie d’oro nella medesima rassegna. La terza e ultima giornata di gare, domenica, ha infine portato in dote  i due argenti, entrambi nel salto in lungo, con Larissa Iapichino per le donne e Mattia Furlani per gli uomini.  

La Polonia chiude invece con un bel nono posto, frutto di un oro, un argento, ed una coppia di bronzi. Il pezzo più pregiato porta la firma di Jakub Szymański, nei 60 metri ostacoli uomini, con un tempo di tre centesimi migliore di quello che gli valse il titolo europeo un anno fa ad Apeldoorn.  Le altre medaglie biancorosse singole sono entrambe di stampo femminile: Natalia Bukowiecka si è presa l’argento nei 400 metri piani, mentre Pia Skrzyszowska ha ottenuto il bronzo nei 60 metri ostacoli. Infine c’è un bronzo in una categoria mista, l’impegnativa staffetta 4×400 metri, risultato ottenuto dal team Duszyński, Gryc, Karolewski e dalla pluricampionessa Święty-Ersetic (tra gli altri suoi titoli quattro ori europei e l’oro ai Giochi olimpici di Tokyo 2021 nel quartetto con lo stesso Duszyński). 

 

Chiudiamo infine con il calcio, sport tradizionalmente nazional-popolare e capace di accentrare attenzione e aggregazione, a maggior ragione nel caso dei quadriennali Mondiali. Prima di analizzare l’immediato futuro delle nazionali italiana e polacca, che si augurano di poter prendere parte alla rassegna in programma quest’estate, facciamo un piccolo passo indietro a giovedì scorso. Ancora una volta, così come accaduto a febbraio, in Conference League c’è stato un incrocio tra una formazione di Serie A e una di Ekstraklasa. Dopo aver eliminato lo Jagiellonia Białystok, la Fiorentina ha pescato una nuova compagine biało czerwony, l’altrettanto ostico Raków Częstochowa. Così come nel match in Podlaskie (in quel caso gara di andata) ero sugli spalti anche a Sosnowiec (in questo caso gara di ritorno) per assistere ad un nuovo successo e passaggio del turno dei Viola. Ma torniamo alle nazionali.

Sia Italia sia Polonia si dovranno giocare l’accesso ai Mondiali di USA-Canada-Messico vincendo il proprio mini girone da 4 squadre, avendo la meglio in una prima semifinale e poi in una eventuale finale. Il grande appuntamento è per giovedì 26 marzo, con l’Italia che ospiterà a Bergamo l’Irlanda del Nord e la Polonia che attenderà a Varsavia l’Albania. Qualora avessero la meglio in queste sfide, martedì 31 marzo ci sarebbe la finale e sfida decisiva, da dentro o fuori, per staccare a tutti gli effetti il pass per la rassegna mondiale. In entrambi i casi è già previsto che questa eventuale seconda gara sia da affrontarsi in trasferta: contro Bosnia o Galles per l’Italia, Svezia o Ucraina (che gioca in Spagna) per la Polonia. Mancare la Coppa del mondo sarebbe senza dubbio un colpo importante per il movimento calcistico di un Paese. Se sulla carta il gironcino degli azzurri sembrerebbe (forma verbale obbligatoria) alla portata, gli spettri di quanto accaduto in tempi recenti sono troppo grandi per non avere tanta paura: l’Italia non prende parte ai mondiali dal lontano 2014, edizione peraltro disastrosa alla stregua della precedente (ma almeno c’eravamo …). Siamo a 20 anni (venti!!!) dalla straordinaria campagna in Germania del 2006. Per la Polonia la situazione è altrettanto insidiosa, poiché tra tutte le compagini bene o male le forze si equivalgono, e l’esito è tutt’altro che certo. Nei mondiali in Qatar del 2022, di cui ho raccontato al tempo qui le partite, la selezione guidata da Michniewicz fece una straordinaria figura, cedendo il passo solo alla Francia che perse il titolo ai rigori. Piccola curiosità, nel settembre 2021 vidi la mia prima partita al PGE Narodowy di Varsavia, e fu proprio un Polonia-Albania, terminato 4-1, valida per le qualificazioni a quella Coppa del mondo. Non sarà certo facile, ma dita incrociate sognando il meglio, nella speranza di avere la possibilità di tifare sia biancorossi sia azzurri quest’estate.

La magica serata del IX Premio Gazzetta Italia

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fot. Michał Bruzda

Il 4 marzo 2026 al Teatro Sabat di Varsavia si è svolta la IX edizione del Premio Gazzetta Italia. Il premio, ideato dal giornalista Sebastiano Giorgi, direttore della rivista italo-polacca Gazzetta Italia e della newsletter Polonia Oggi, ha l’obiettivo di valorizzare persone e aziende che, attraverso la loro attività, contribuiscono allo sviluppo delle relazioni tra Polonia e Italia.

La serata di gala di quest’anno è stata aperta dall’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Luca Franchetti Pardo, che si è congratulato con i premiati e ha sottolineato l’importanza delle strette relazioni culturali ed economiche tra Italia e Polonia in cui Gazzetta Italia svolge un ruolo importante.

La cerimonia è iniziata con la consegna delle Menzioni Speciali a due aziende che rappresentano un eccellente esempio di relazioni italo-polacche durature.

La prima è De Wave Group: un’azienda con solide radici italiane, una visione internazionale e un importante stabilimento a Lipno, in Polonia. De Wave Group eccelle nella progettazione, produzione e realizzazione di allestimenti per navi da crociera e yacht di lusso.

Il premio è stato consegnato da Roberto Cafiero, direttore dell’Agenzia ICE-ITA di Varsavia, a Riccardo Pompili, Amministratore Delegato di De Wave Group.

La seconda Menzione Speciale è stato assegnata alla casa editrice Austeria, che pubblica libri in sette lingue, tra cui l’italiano da tempo idioma sempre più protagonista delle pubblicazioni. Una casa editrice cosmopolita con sede principale nel quartiere ebraico di Kazimierz a Cracovia e poi presente presso il Museo POLIN di Varsavia, a Siracusa, sull’isola di Ortigia e a Budapest.

Il premio è stato consegnato dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, Matteo Ogliari, a Małgorzata e Wojciech Ornat titolari di Austeria.

Poi è arrivato il momento delle premiazioni individuali. Il primo a ricevere la statuetta e il piatto in vetro artistico Yalos Murano è stato Andrea Ceccherelli, professore ordinario di slavistica all’Università di Bologna, traduttore e studioso di letteratura polacca. Il premio è stato consegnato da Fabio Troisi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, co-organizzatore dell’evento.

Il premio successivo è stato assegnato a Urszula Rzepczak, giornalista con 35 anni di esperienza, che da anni racconta per i media polacchi i più importanti eventi dall’Italia e dal Vaticano. Il premio è stato consegnato dal giornalista Jacek Pałasiński, vincitore del Premio Gazzetta Italia nel 2019.

Terzo premiato è stato Sebastian Świderski, con centinaia di presenze nella nazionale polacca di pallavolo, per molti anni legato alla Serie A italiana. Il premio è stato consegnato dalla pallavolista Małgorzata Glinka.

Quarta premiata Monika Mariotti, attrice, cantante e sceneggiatrice di origine polacco-italiana. Il premio è stato consegnato dalla produttrice e scrittrice Katarzyna Kalicińska.

Approfittando della presenza dell’autrice (Katarzyna Kalicińska) e degli attori (Monika Mariotti, Karolina Porcari, Alessandro Parrello), abbiamo avuto l’occasione speciale di vedere il trailer della serie italo-polacca “Felicità”, la cui messa in onda sulla televisione polacca TVP è prevista per settembre.

L’ultimo premiato della serata è stato Jacek Cygan, autore di testi di canzoni, poeta, scrittore, sceneggiatore e personaggio televisivo. Da anni viaggia in Italia e con la sua attività avvicina la cultura polacca e quella italiana. Nel 2025 è uscito, presso la casa editrice Marginesy di Varsavia, il suo libro “Ciao Goethe. Śladami Goethego w Italii”. Il premio è stato consegnato dallo scrittore e poeta Jarosław Mikołajewski.

La serata è stata arricchita da tre esibizioni musicali. Prima abbiamo ascoltato i bellissimi suoni del pianoforte e del bandoneón grazie alla performance del duo italiano Duettango. Successivamente si è esibito Antoni Figurski, che ha suonato un violino realizzato nel laboratorio italiano di Stefano Trabucchi. A conclusione della cerimonia di premiazione, gli ospiti sono stati conquistati dalla energica performance di Monika Mariotti.

Alla fine della serata ci siamo divertiti al ritmo dei brani polacchi e italiani mixati dal DJ No Mind.

Un ringraziamento di cuore a Małgorzata Potocka, che ha salutato il pubblico dal palco, e a tutto il team del Teatro Sabat per l’ospitalità e per l’atmosfera unica.

Ringraziamo inoltre i presentatori della serata, Karolina Porcari e Alessandro Parrello, l’interprete Paulina Szulim e Klaudia Briss che ha consegnato i premi.

La regia della serata è stata curata da Natalia Gadomska.

Il catering a base di prodotti italiani di altissima qualità è stato fornito dall’azienda Włoski Mąż, con alcuni prodotti originali calabresi dell’azienda Muraca.

L’organizzazione della serata non sarebbe stata possibile senza i nostri sponsor: AICE Poland, AlfaParf Milano, BNP Paribas, Confindustria Polonia, De Wave Group, Generali, GPoland, Horizon, Mecenat Warszawski, Mutti, Overpartners Poland, Porsche Interauto Polska, Trabucchi, Zignago; gli sponsor tecnici: Cagiel Beauty, Faraone, Fattorie del Duca, Ferrero, Hotel Warszawa, Włoski Mąż e come sempre YALOS MURANO, azienda dalla lunga tradizione veneziana che realizza per noi i premi in vetro artistico nel suo laboratorio sull’isola di Murano.

Ringraziamo tutti i presenti per questa serata speciale e per creare insieme a noi la comunità italo-polacca.

Vi invitiamo a vedere la galleria di foto realizzate da Michał Bruzda.

 

VARSAVIA. L’AMBASCIATORE FRANCHETTI PARDO OSPITA IN AMBASCIATA UNA COLAZIONE DI LAVORO SULLA COOPERAZIONE NUCLEARE ITALO-POLACCA

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Varsavia, 27 febbraio 2026 – L’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Luca Franchetti Pardo, ha ospitato oggi presso i saloni dell’Ambasciata una colazione di lavoro dedicata alla collaborazione tra la filiera nucleare italiana e i principali attori istituzionali e industriali polacchi impegnati nell’attuazione del programma nucleare nazionale.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia (CCIIP), ha riunito rappresentanti qualificati della supply chain italiana – tra cui AIN, AIPE, ANIMA Confindustria, ENEA, Ansaldo Nucleare, Walter Tosto e CIRTEN – insieme a interlocutori chiave della governance polacca, tra cui esponenti di Polskie Elektrownie Jądrowe (PEJ) – società pubblica proprietaria della futura centrale e responsabile dell’attuazione del programma – e di IGEiOS, articolazione settoriale della Camera polacca dell’industria energetica e della protezione ambientale, attiva nel coordinamento e nella rappresentanza della filiera industriale nazionale. L’incontro è stato dedicato ai requisiti del Programma Nucleare Polacco e alle opportunità di sinergia industriale e tecnologica italo-polacca.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Franchetti Pardo ha sottolineato il carattere operativo dell’iniziativa: «La Polonia è entrata in una fase decisiva del proprio programma nucleare: il tempo del posizionamento è adesso. Per le nostre imprese non si tratta solo di offrire eccellenza tecnologica, ma di integrarsi stabilmente nel sistema polacco, attraverso partnership industriali, trasferimento di competenze e cooperazione di lungo periodo».

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla cooperazione accademica e alla formazione, quale leva strutturale per rafforzare l’ecosistema nucleare polacco e consolidare una presenza italiana credibile e duratura. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’azione di diplomazia economica dell’Ambasciata e del Sistema Italia in Polonia volta ad accompagnare le imprese italiane in uno dei programmi energetici più rilevanti in Europa, nel segno della sicurezza energetica e della cooperazione industriale tra Italia e Polonia.

Milano Cortina 2026, chiusi i XXV Giochi da record per l’Italia

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Testo: Alberto Mangili

 

Domenica 22 febbraio 2026 è ufficialmente calato il sipario sull’edizione numero venticinque dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La grande manifestazione, apertasi il 6 febbraio allo Stadio San Siro di Milano, ha vissuto il suo ultimo maestoso atto all’Arena di Verona, con una emozionante Cerimonia di chiusura. L’iconico scenario scaligero sarà ancora protagonista tra una decina di giorni, a un mese esatto di distanza dall’inizio dei Giochi Olimpici, per la Cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici, di scena sino al 15 marzo tra Milano, Cortina (che ospiterà la chiusura) e Tesero. Resta dunque anche qui l’innovativo concetto di diffusione tra tre regioni, che ha reso innovativo il progetto Milano-Cortina, segnando una strada che verrà ripercorsa anche nell’edizione 2030 Alpi francesi. 

Passiamo al sodo e diamo un concreto sguardo conclusivo al medagliere olimpico, con l’Italia che ha sbriciolato il proprio record di Lillehammer 1994 incrementando il bottino del 50%, conquistando ben 30 medaglie. Va sempre ricordato però, pur senza nulla ovviamente togliere al merito (ci mancherebbe altro!!!) ma per pura coerenza e dovere, che il numero di gare rispetto ad allora è aumentato, e conseguentemente la possibilità di raccogliere “metalli”. Pressoché innegabile, in ogni caso, che 30 medaglie siano un numero al di sopra di ogni più rosea previsione, a testimonianza della straordinarietà del lavoro messo in campo dagli atleti italiani. 

 

Il medagliere per gli azzurri recita 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi, un bottino che vale la quarta piazza nella graduatoria. Inarrivabile la regina Norvegia con i suoi 18 ori (6 dei quali portano la firma del fondista norvegese Johannes Høsflot Klæbo, chapeau, se fosse una nazione a sé sarebbe nono nel medagliere), troppo anche il doppio 12 ori-argenti degli USA, ma ci può forse essere un pizzico di rammarico per il terzo gradino del podio di stampo olandese, costruito interamente su pattinaggio di velocità e short track: impressionante. I Paesi Bassi hanno infatti conquistato ben 10 medaglie in meno dell’Italia, ma a parità di ori, un argento in più, e la “qualità”, si sa, in questo calcolo vale più della quantità. Poco male comunque. Guardando ancora una volta solo alla quantità, la spedizione neerlandese sarebbe addirittura ottava.

Quanto alla Polonia, il ranking complessivo vede la spedizione biało-czerwony chiudere alla posizione 21, conquistata grazie a 3 medaglie d’argento e una di bronzo. Se per l’Italia non ho ancora fatto alcun nome nello specifico, visto i molteplici (tutti) atleti e atlete meritevoli di menzione (anche se è difficile non menzionare il doppio oro sia di Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità sia di Federica Brignone nello sci alpino, e nel dubbio l’ho appena fatto, ma davvero, troppe medaglie emozionanti), non posso non citare qui invece subito colui che ha messo la firma sul 75% dei titoli: Kacper Tomasiak. Il giovanissimo saltatore con gli sci, classe 2007, ha conquistato il bronzo sul trampolino lungo e l’argento su quello normale, ottenendo un secondo argento nella gara a squadre con Pawel Wasek. Il terzo argento conquistato dalla Polonia se lo è aggiudicato Vladimir Semirunnyii nel pattinaggio di velocità 1000 m. Nessun oro dunque, che manca all’appello da PyeongChang 2018, nel salto sugli sci trampolino lungo di Kamil Stoch. In Corea del Sud il campione di Zakopane difese il titolo iridato dell’edizione di Sochi 2014, dove primeggiò anche nel trampolino normale, incassando dunque un doppio oro. Proprio l’edizione russa, con 4 ori, un argento e un bronzo, resta il miglior risultato  nella storia dei Giochi Olimpici Invernali per i biancorossi.

A questo link, sul sito ufficiale dei Giochi, da cui ho attinto per le schermate utilizzate nell’articolo, la lista dettagliata di tutte le medaglie https://www.olympics.com/it/milano-cortina-2026/medals/medallists

Calcio, incrocio italo-polacco nelle Coppe tra precedenti e prospettive

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Testo e Foto: Alberto Mangili

 

Tornano ad affrontarsi in campo calcistico una formazione di club italiana e una polacca. Nello specifico si tratta di Fiorentina e Jagiellonia Białystok, sorteggiate nel turno di spareggio della Conference League, la terza competizione internazionale Europea. La gara di andata si è svolta ieri nella regione di Podlaskie, in una freddissima (di temperatura, ma non certo di tifo) Chorten Arena che ha accolto anche me, ed ha visto imporsi la Viola per ben 3-0. Lo Jaga potrà tentare di ribaltare tutto nella gara di ritorno di giovedì prossimo in Toscana, che decreterà quale delle due compagini proseguirà la propria marcia nel torneo. E nella fase successiva, in base a sorteggio susseguente, il nuovo incontro della vincente prevede la sfida con una tra i francesi dello Strasburgo o ancora i polacchi del Raków Częstochowa, le due migliori squadre per ordine della fase iniziale della manifestazione. Guardando dunque già a un ipotetico imminente futuro, facciamo però un passo indietro e analizziamo quelli che sono stati gli altri incroci italo-polacchi in tempi recenti, e la situazione di “salute” del movimento biało-czerwony in campo Europeo.

Oltre alla doppia sfida sull’asse Białystok-Firenze di questi giorni, l’incrocio di club Polonia-Italia più recente ha avuto luogo nella fase a gironi dell’Europa League 2023/24, seconda competizione continentale, proprio tra il pocanzi citato Raków e l’Atalanta, vincitrice finale poi del trofeo; 2-0 a Bergamo e 4-0 a Częstochowa i risultati in favore della Dea. Due anni prima invece, nella medesima Coppa, si erano affrontate Legia Varsavia e Napoli, anche qui con doppia vittoria tricolore, 3-0 in Italia e 4-1 in Polonia. Legia che quest’anno è stato eliminato dalla Conference, non garantendosi nemmeno gli spareggi, a differenza del Lech Poznań, vittorioso ieri 2-0 nell’andata in Finlandia col Kups, e che aveva incrociato proprio la Fiorentina ai quarti di finale nell’edizione 2022/23. Il 4-1 Viola in terra polacca rese di fatto vano il 3-2 Kolejorz conquistato a Firenze; ma facciamo un saltino ulteriore ora, dopo aver ricordato un episodio iconico. Più datata, ma incredibilmente memorabile nella memoria collettiva, la clamorosa doppia sfida tra Lech e Juventus nel lontano 2010, ai gironi di Europa League: oltre al pirotecnico 3-3 di Torino, l’1-1 nella bufera di neve di Poznań estromise poi i bianconeri dalla competizione.

In questo discorso manca proprio il palcoscenico più prestigioso della principale manifestazione intercontinentale, la Champions League. Il ranking europeo premia i campionati nazionali in base ai punteggi ottenuti dal percorso delle squadre in campo internazionale, garantendo dunque un certo numero di posti utili per la qualificazione alle Coppe Europee dell’annata seguente. La Polonia negli ultimi anni ha beneficiato di un solo piazzamento Champions, dedicato alla vincente dell’Ekstraklasa, peraltro mediante numerosi playoff: pensate che il sopra citato incrocio tra Raków Częstochowa e Atalanta ha avuto luogo dopo che i polacchi avevano perso al ben quarto e ultimo preliminare con il Copenaghen per entrare ai gironi di Champions, scalando dunque in Europa League. Lo Jagiellonia invece, vincitore del campionato l’anno seguente (per entrambe primo storico titolo nazionale peraltro) si era arreso ai forti norvegesi del Bodø/Glimt, ben noto a diverse squadre italiane, finendo addirittura a disputare la Conference. L’ottimo percorso però dell’annata passata, al pari di quello operato dal Legia Varsavia (ero allo stadio nella grande vittoria sul Molde agli ottavi che ha garantito l’incrocio col Chelsea), con l’uscita per entrambe ai quarti di finale, ha contribuito ad aumentare la posizione della Polonia nel ranking. Dalla stagione 2026/27 anche la seconda posizionata nella corrente Ekstraklasa 2025/26 avrà la possibilità di prendere parte ai playoff che assegnano il piazzamento in Champions League. Aumentano dunque, quantomeno teoricamente (poi conta il pratico come sempre), le possibilità di vedere nuovi incroci tra squadre italiane e polacche.

Nella storia della Champions League manca la partecipazione di una squadra polacca dalla stagione 2016/2017, ormai un decennio fa, quando il Legia Varsavia riuscì a superare i preliminari per arrivare a disputare il girone con Real Madrid, Borussia Dortmund e Sporting Lisbona. Pur non superando il raggruppamento, il club della capitale assieme all’iconica squadra della Germania ha dato vita al match con più gol della storia della manifestazione, in un leggendario 8-4 in favore del club tedesco. D’altronde l’Ekstraklasa è un campionato in evoluzione, che beneficia di strutture invidiabili e che sta provando ad alzare anche il piano tecnico. La situazione fino a poche settimane fa, prima della ripresa dalla pausa invernale, vedeva uno scarto di soli 11 punti tra la prima della classifica e la diciottesima in ultima piazza, a testimonianza della imprevedibilità del tutto. Anche la diversificazione di vincitori del titolo negli ultimi anni è un fattore da tenere in considerazione. Il talento non manca di certo, basti pensare al promettente classe 2008 Oskar Pietuszewski, speranza della nazionale, ceduto nella sessione invernale dallo Jaga al Porto, od ancora, ed ecco l’ennesimo incrocio Italia-Polonia (ho già scritto più volte dei tanti polacchi nel campionato di Serie A), il talentuoso centrocampista del 2007 Adrian Przyborek, che la Lazio ha prelevato dal Pogoń Stettino. Un movimento complessivo dunque „in movimento”, da seguire con grande attenzione, tanto in patria quanto fuori confine.