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La poesia unisce Cracovia e l’Italia: una serata dedicata a Wisława Szymborska

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Letture bilingui, racconti e interventi spontanei del pubblico alla MoBo Art Gallery per la XVI Notte della Poesia di Cracovia. Un progetto culturale che rafforza il dialogo tra le comunità polacca e italiana.

CRACOVIA, 10 ottobre 2026 – Le poesie di Wisława Szymborska risuonano in polacco e in italiano, le voci si alternano e, a un certo punto, anche il pubblico prende la parola. Alla MoBo Art Gallery di Cracovia, la XVI Notte della Poesia si trasforma in un incontro tra letteratura, arte e partecipazione spontanea. È la serata «Tropimy poezję / Sulle tracce della poesia», organizzata dall’Associazione Amicitia nell’ambito di un progetto culturale ideato e sviluppato da Monika Błażewicz e Davide Giantin, che attraverso il ciclo Incontri polacco-italiani promuovono il dialogo tra le due comunità e il loro coinvolgimento nella vita culturale della città.

L’appuntamento, ospitato nella galleria di via Józefa 3, ha riunito esponenti degli ambienti culturali e artistici polacchi e italiani, dando vita a una serata in cui il pubblico non si è limitato al ruolo di spettatore. Alcuni partecipanti sono intervenuti spontaneamente nelle letture, proponendo versi di Wisława Szymborska e poesie proprie, trasformando l’incontro in un momento di condivisione letteraria.

Il filo conduttore della XVI Notte della Poesia era «Błysk rewolweru» («Il lampo del revolver»), titolo di una raccolta di scritti giovanili di Wisława Szymborska, alcuni dei quali caratterizzati da atmosfere giocose e un po’ noir. A trent’anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, ricevuto nel 1996, la poetessa polacca è stata protagonista della serata attraverso una selezione delle sue opere, interpretate in entrambe le lingue.

A dare voce ai testi sono stati l’attrice Alina Kamińska, per la versione polacca, e Gabriele Giglio, per quella italiana. L’alternanza delle letture ha permesso di apprezzare le diverse sonorità delle due lingue e la capacità della poesia di attraversare i confini linguistici senza perdere la propria forza espressiva.

A condurre l’incontro in italiano sono stati Mauro Tucciarelli e Davide Giantin, affiancati dall’interprete Weronika Wojnicka. Quest’ultima ha curato anche la traduzione in polacco di un racconto originale scritto da Tucciarelli appositamente per l’occasione, che ha concluso la parte letteraria della serata.

Un ruolo importante è stato affidato anche alle arti visive. A fare da cornice all’evento sono state le opere grafiche di Marta Bożyk, tra cui la linoleografia «Szymborska». La mostra dell’artista rimane visitabile negli spazi della MoBo Art Gallery.

La curatela artistica e l’allestimento dell’evento sono stati affidati a Monika Błażewicz e Bożena Błażewicz-Tomczyk. Il racconto fotografico della serata è stato realizzato da Michał Miętka, fotografo e architetto. Presente anche la Libreria Italicus, che ha proposto una selezione di volumi, offrendo ai partecipanti un’ulteriore occasione di avvicinamento alla poesia e alla letteratura.

L’iniziativa ha segnato anche il debutto della MoBo Art Gallery tra le sedi della Notte della Poesia, manifestazione che ogni anno coinvolge numerosi spazi culturali della città.

L’evento, organizzato dall’Associazione Amicitia, ha avuto come partner la MoBo Art Gallery e la Libreria Italicus, con Gazzetta Italia come media partner. Il patrocinio è stato concesso dall’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, dalla Fondazione Wisława Szymborska e dal Consolato Onorario d’Italia a Cracovia.

La serata ha confermato come la lettura condivisa possa diventare uno strumento di conoscenza reciproca e di partecipazione alla vita culturale della città, contribuendo a costruire e rafforzare legami tra persone di lingue e provenienze diverse.

Progetto realizzato con il sostegno finanziario della Città di Cracovia, Città della Letteratura UNESCO.

Szymborsk – Linoryt /Marta Bozyk

Elezioni COMITES 2026

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Le elezioni per il rinnovo e l’istituzione dei Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es).

I Com.It.Es. sono organismi che rappresentano i connazionali all’estero nei rapporti con Ambasciate e Consolati e ne favoriscono l’integrazione. Hanno inoltre il compito di preservare la memoria storica dell’emigrazione italiana e valorizzare il contributo italiano nelle società in cui operano.

LISTA AMMESSA

Ai sensi dell’art. 13 del DPR 395/2003, comma 6, l’Ufficio consolare pubblica la lista ammessa dal CEC per le elezioni 2026 del Com.It.Es. di Polonia.

Lista ammessa dal CEC (manifesto elettorale)

MODALITA’ PER LA RICHIESTA DI ISCRIZIONE NELL’ELENCO ELETTORALE

I Comitati degli italiani all’estero sono organi di rappresentanza della collettività italiana nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari e operano per l’integrazione della comunità italiana residente nel Paese straniero in cui si trovano.

A questo importante appuntamento elettorale potranno partecipare gli elettori, in possesso dei requisiti di legge per l’elettorato attivo, residenti e iscritti all’AIRE nella circoscrizione consolare da almeno 6 MESI (rispetto alla data delle elezioni).

Il voto si svolge per corrispondenza, ma – a differenza delle elezioni politiche e dei referendum – il plico elettorale viene spedito SOLTANTO agli elettori che abbiano presentato espressa richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Com.It.Es. entro il 4 novembre 2026.

ATTENZIONE: per ricevere il plico elettorale l’elettore deve quindi richiedere al proprio consolato di riferimento di essere iscritto nell’elenco elettorale, ENTRO E NON OLTRE IL 4 NOVEMBRE 2026.

Il cittadino potrà far pervenire il modulo per l’iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Com.It.Es. in uno dei seguenti modi:

  • consegnandolo di persona presso i locali della Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (Plac Dąbrowskiego 6, 00-055 Varsavia) durante l’orario di ricevimento del pubblico, anche senza appuntamento, presentandosi muniti di un documento di identità;
  • inviandolo per posta cartacea insieme a fotocopia di un documento di identità comprensivo della firma del titolare;
  • inviandolo per posta elettronica ordinaria (mail) oppure certificata, insieme a copia del documento d’identità, comprensivo della firma del titolare.

A partire dal 18 settembre 2026 è possibile altresì esercitare l’opzione di voto tramite il portale FastIT. Si sottolinea l’importanza di sottoscrivere il modulo prima di caricarlo sul portale al fine della sua accettabilità.

Festival Sulle Vie dell’Ambra a Danzica

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Rovigo, 5 ottobre 2026 – Il Festival Internazionale “Sulle Vie dell’Ambra” protagonista ad Amberif, la fiera internazionale della gioielleria e dell’ambra che si tiene ogni anno ad AMBEREXPO, a Danzica. La più importante fiera di settore, tra le maggiori d’Europa, ha acceso i riflettori sul Polesine e sul ruolo che questa terra ha avuto e ancora oggi ricopre nella valorizzazione della resina fossile conosciuta anche come “Oro del Baltico”.
La delegazione rodigina era composta dalla direttrice artistica del Festival Elisabetta Brusa, da Antonio Fanna e Ruggero Zambon, in rappresentanza degli organizzatori. Con loro l’assessore alla Cultura, Eventi e Mostre del Comune di Rovigo Erika De Luca e la consigliera comunale Sabrina Magon, che l’ha accompagnata nella missione.
“Andare ad Amberif è stata un’esperienza straordinaria, non solo per il valore internazionale di questa fiera, ma per la bellezza pura di quello che si respira nei padiglioni” dichiara l’assessore alla Cultura di Rovigo Erika De Luca. “Ho incontrato maestri artigiani che trasmettono una passione contagiosa: nelle loro mani l’ambra smette di essere soltanto una pietra fossile e diventa storia, memoria, identità. È esattamente questa la magia che voglio portare a Rovigo con la Via dell’Ambra. Il nostro obiettivo non è semplicemente organizzare una manifestazione, ma creare un’esperienza viva che sappia emozionare le persone, valorizzare il nostro centro e far riscoprire alla comunità il fascino di questo legame antico. Tornare da Danzica con questo entusiasmo e con idee così concrete mi conferma che Rovigo è pronta a vivere qualcosa di veramente speciale”.

All’interno dei padiglioni di Amberif, il Festival Sulle Vie dell’Ambra ha avuto particolare risalto, grazie anche ai momenti di incontro e riflessione tra i quali tre conferenze che hanno visto l’amministrazione comunale di Rovigo protagonista. Lo stand è stato utilizzato anche come “vetrina” di esposizione per gli eclettici gioielli in ambra dell’orafo veneziano Francesco Pavan che sarà protagonista, dal 7 al 15 novembre, anche a Rovigo. Durante la fiera a Danzica si sono tenuti workshop dedicati alla lavorazione dell’ambra, che verranno ripetuti anche in Polesine per garantire alla popolazione di apprezzare sempre di più questo rarissimo materiale.
Una partnership che porta l’ambra contemporanea a Rovigo
La presenza a Danzica del Festival consolida la collaborazione con Amberif che porterà, per la prima volta al Museo dei Grandi Fiumi, una selezione esclusiva di gioielli d’arte contemporanea realizzati in ambra, esposti per tutta la durata del Festival. Un’occasione per far dialogare la tradizione archeologica del Polesine, che custodisce testimonianze della lavorazione dell’ambra baltica già nell’età del Bronzo, con il design contemporaneo. “L’essere venuti a Danzica e aver potuto rappresentare la città di Rovigo e il Festival Sulle Vie dell’Ambra durante la Fiera Internazionale AMBEREXPO dal 2 al 4 ottobre è stata per noi un’entusiasmante avventura. Ancora una volta si è evidenziata la potenzialità del nostro festival nel poter raccontare a livello internazionale Rovigo e le meraviglie antiche e moderne del territorio polesano” ha specificato Elisabetta Brusa, Direttrice artistica del Festival Sulle Vie dell’Ambra.

Il Festival nasce nel 2024 con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del Polesine come crocevia identitario d’Europa. L’edizione 2026 vedrà inoltre la continuità storica e geografica tra la Via dell’Ambra, la più antica rotta commerciale dell’età del Bronzo, e la Via Romea Germanica e la Via Romea Strata, tra le vie di pellegrinaggio medievali più frequentate. Centri come Campestrin di Grignano Polesine e Frattesina erano veri e propri distretti industriali dell’antichità, dove l’ambra baltica grezza veniva lavorata e trasformata in monili destinati ai mercati del Mediterraneo. Questo fervore di attività favorì lo sviluppo di questi centri e dei territori circostanti, che divennero luoghi di scambio anche tra i popoli. Secoli dopo, quella vocazione al transito e all’incontro restò viva: i pellegrini medievali riconoscevano il valore di queste terre che, con ospitali, abbazie e punti di traghettamento sui maggiori fiumi, il Po e l’Adige, assicuravano il passaggio dalla Germania all’Italia centrale.
Le origini dell’ambra si perdono nelle leggende del mondo greco e di quello nordico. Anche Ovidio, nel secondo libro delle Metamorfosi, racconta il mito di Fetonte e delle sorelle Eliadi, le cui lacrime si sarebbero trasformate in questa preziosa resina, sostanza considerata “divina”. Da quel mito ha preso le mosse la prima edizione del Festival, nel dicembre 2024.
Il Festival: 7-15 novembre 2026
La terza edizione, dal titolo “Ambra, oro del Baltico e del Polesine”, ha come paese ospite la Polonia e si svolgerà a Rovigo, con sede principale al Museo dei Grandi Fiumi e appuntamenti anche alla Camera di Commercio, al Tempio della Rotonda, alla Chiesa di San Bartolomeo e al Conservatorio “F. Venezze”. Tra gli eventi in programma:

  • il convegno internazionale a cura del CPSSAE “Dal Baltico al Po. L’ambra nella Protostoria europea”;
  • una sfilata di moda dei designer polacchi Jola Słoma e Mirek Trymbulak;
  • workshop di lavorazione dell’ambra con Robert Pytlos, coordinatore del settore ambra di Danzica;
  • il nuovo progetto “In cammino”, dedicato ai percorsi dei pellegrinaggi medievali lungo la Via dell’Ambra;
  • incontri su letteratura e cucina polacca, musica, teatro e danza.

Il percorso verso il Festival prevede un primo appuntamento il 29 ottobre con la presentazione istituzionale a Palazzo Nodari. Il Festival è promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine con il sostegno del Comune di Rovigo e della Fondazione Cariparo.

Gazzetta Italia 119 (ottobre – novembre 2026)

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Futurismo! Copertina, ideata da Luca Laca Montagliani e Sebastiano Giorgi, dedicata al Futurismo, italiano ma anche polacco, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla nascita di Marinetti con splendido approfondimento di Raoul Bruni. Un numero di ben 104 pagine arricchito da un ampio speciale di Business e Finanza e con tanti articoli e interviste di cinema tra cui quella con Monika Sabina Kwiatowska incontrata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. E poi tutte le nostre rubriche di musica, parliamo di Guccini, fumetti, con Bonvi e le sue Sturmtruppen, motori, cucina, letteratura, viaggi, moda. La vostra copia di Gazzetta Italia 119 vi aspetta da Empik, oppure direttamente sul sito www.gazzettaitalia.pl

Speciale Genova

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fot: Opera Laboratori

Genova tra storia e sviluppo, destinazione top 2026

La Superba, per secoli straordinaria Repubblica Marinara, casa della grande scuola dei cantautori e del pesto, la città che diede i natali a Cristoforo Colombo è oggi in piena rinascita sociale, economica, turistica. Un percorso iniziato nel 2004, quando è stata Capitale Europea della Cultura, continuato nel 2006 con il prestigioso riconoscimento di una parte del centro storico – nello specifico le Strade Nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli di Genova – tra i siti Patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’UNESCO, per arrivare all’inserimento di Genova, unica città italiana, tra le “52 destinazioni imperdibili del 2026”, secondo la classifica del New York Times. Un successo della città e della sua rinnovata vocazione turistica che è stato presentato lo scorso maggio presso l’Ambasciata d’Italia a Varsavia alla presenza dell’Ambasciatore Luca Franchetti Pardo, dell’Assessora al Commercio, Turismo, Marketing Territoriale Tiziana Beghin, della Presidentessa di Genova Convention Bureau Ilaria Alzona, del Direttore Generale dell’Aeroporto di Genova Francesco D’Amico e del Presidente di AICE Poland Franco Aprile. Un incontro, impreziosito dalla cantante attrice Monika Mariotti che ha interpretato in polacco “La città vecchia” del grande Fabrizio De Andrè, da cui è emersa una Genova modello virtuoso di sviluppo turistico, essendosi affermata in poco più di un anno tra gli epicentri del viaggio in Europa, a confermarlo i dati del 2025, che fotografano una Genova tra le mete più dinamiche del panorama italiano, che ha trainato la crescita dell’intera Liguria: 3,5 milioni di presenze nel 2025 di cui il 50% dall’estero, che sono cresciute del 15%, con variazioni a seconda della stagionalità. 

 

 

Tiziana Beghin: Genova, meraviglioso equilibrio di contrasti

Tiziana Beghin

Il ricoprire un importante ruolo istituzionale non ha fatto perdere all’Assessora al Commercio, Turismo e Marketing Territoriale di Genova, Tiziana Beghin, la spontanea fascinazione per questa città.

Cosa l’affascina di Genova?

Ciò che mi seduce profondamente di Genova – un legame che ho compreso appieno solo vivendo lontano – è il suo straordinario equilibrio tra i contrasti. Genova è una città che non si concede facilmente, ma che va conquistata passo dopo passo. È un luogo fatto di ossimori: la luce del porto e l’ombra densa dei vicoli; l’austera maestosità dei palazzi di Via Garibaldi che dialoga, a pochi metri di distanza, con la veracità più autentica dei caruggi. Negli anni vissuti all’estero mi sono reso conto che per me nessun’altra città possiede una tale stratificazione unica di epoche, odori e anime.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori

Ci svela i suoi angoli del cuore, mete note e tesori nascosti?

La mia è ormai una riscoperta quotidiana. Tra i luoghi più noti Boccadasse resta un miracolo senza tempo, ma oggi a incantarmi sono soprattutto gli angoli nascosti. Penso a Campopisano, con il suo caratteristico ciottolato a risseu bianco e nero e quella quiete surreale, quasi medievale, sospesa a due passi dal caos del centro. Ciò che amo di più, però, è l’atmosfera che si respira camminando nei caruggi la mattina presto: è il momento in cui le botteghe alzano le saracinesche e nell’aria si mescola il profumo del caffè con quello della focaccia appena sfornata. È una dimensione intima, quasi confidenziale.

Quali sapori e suoni definiscono l’identità genovese?

Il cibo e la musica a Genova non sono semplici elementi culturali, ma veri e propri riti identitari. Penso al sapore inconfondibile della focaccia mangiata calda, appena sfornata, un gesto semplice che racchiude l’essenza della nostra tradizione. E poi c’è la musica, perché Genova ha una sua colonna sonora intrinseca. È la voce di Fabrizio De André che risuona tra i muri di Via del Campo, ma è anche il suono stesso della “vocalità” genovese. Persino il tipico mugugno, che un tempo potevo percepire come un limite, oggi lo ritrovo e lo comprendo come una vera e propria forma d’arte, un modo pudico ma sincero di esprimere affetto e appartenenza.

Se dovesse scegliere un solo luogo e un momento perfetto, dove ci porterebbe?

Un luogo che racchiuda tutta la magia della città? Non ho dubbi: Spianata Castelletto, in primavera, all’ora del tramonto, quando il giorno cede il passo alla sera. Quel balcone sospeso è diventato il mio punto fermo. In primavera l’aria si fa più dolce, il cielo si tinge di un blu profondo e Genova si accende sotto gli occhi, tra il porto antico e i tetti d’ardesia. Ma la vera magia, per me, è sonora: è il momento in cui il richiamo selvaggio dei gabbiani si incrocia e si confonde con i primi voli bassi e stridenti delle rondini. In quell’intreccio di ali e di versi, sospeso tra il mare e il cielo, ritrovo ogni volta il senso profondo della mia città.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori

Ilaria Alzona: innamorarsi di Genova

La presidentessa di Genova Convention Bureau, Ilaria Alzona, è intervenuta lo scorso 13 maggio all’Ambasciata d’Italia a Varsavia all’evento di presentazione delle potenzialità turistico-economiche del capoluogo ligure. Alzona nel sottolineare l’importanza del turismo congressuale e l’eccezionale offerta di sedi fieristiche e congressuali di Genova ha poi raccontato la sua visione della città: “Genova, storica città di mare, è il crocevia e la culla del Mediterraneo. È una città da scoprire lentamente, passo dopo passo, lasciandosi guidare dai suoi contrasti: il mare e i caruggi, i palazzi nobiliari e le botteghe popolari, il silenzio delle creuze e l’energia del porto. Negli ultimi anni Genova ha registrato una crescita costante del turismo internazionale e del settore congressuale, grazie a grandi eventi culturali, scientifici e business che hanno portato in città migliaia di visitatori da tutto il mondo. Oggi Genova è sempre più riconosciuta come destinazione autentica, sostenibile e sorprendente. Per chi organizza congressi ed eventi, Genova rappresenta una scelta unica: una città raccolta, facilmente vivibile, con sedi storiche e contemporanee affacciate sul mare. Mi piace definirla “una location a cielo aperto”, perfetta per trasformare ogni evento in un’esperienza unica e memorabile. Quello che affascina davvero chi arriva qui è l’atmosfera. Genova ha il profumo della focaccia appena sfornata al mattino, il suono del mare nelle giornate d’inverno, la luce dorata che al tramonto illumina i palazzi dei Rolli. È una città elegante ma mai ostentata, intensa ma discreta. Tra i luoghi più noti amo naturalmente il centro storico, uno dei più grandi d’Europa, e Boccadasse, piccolo borgo di pescatori sospeso nel tempo. Ma la Genova più autentica si trova anche negli angoli meno conosciuti: nei panorami di Castelletto, nei vicoli silenziosi di Carmine, nelle passeggiate sul mare di Nervi o nei piccoli ascensori storici che collegano la città verticale. Genova si vive anche attraverso il cibo e la musica. Il pesto, la focaccia, il pesce ligure raccontano una cultura semplice e raffinata allo stesso tempo. E poi c’è la grande tradizione musicale genovese, da Fabrizio De André ai cantautori che hanno dato voce all’anima più poetica della città. Il mio momento preferito dell’anno è l’inizio dell’autunno, quando le giornate sono ancora luminose, il mare conserva il calore dell’estate e la città ritrova i suoi ritmi autentici. Amo particolarmente passeggiare al tramonto tra Corso Italia e Boccadasse: in quel momento Genova riesce davvero a farsi amare, con colori incredibili che trasformano il mare, i palazzi e il cielo in un unico paesaggio”.

foto di Clara Vannucci; su gentile concessione dell’ufficio stampa di Opera Laboratori

Il 7 ottobre sarà inaugurata una targa commemorativa dedicata a Luciana Frassati-Gawronska

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Ha aiutato i polacchi durante la guerra. I suoi immobili di Varsavia furono nazionalizzati.

Il 7 ottobre sarà inaugurata una targa commemorativa dedicata a Luciana Frassati-Gawronska

Durante la Seconda guerra mondiale si recò sette volte nella Polonia occupata come emissaria del Governo polacco in esilio. Trasportava corrispondenza e denaro destinati alla resistenza polacca, aiutava i polacchi e intervenne in favore dei professori arrestati durante la Sonderaktion Krakau. Dopo la guerra, gli immobili di Varsavia appartenenti a Luciana Frassati-Gawronska furono nazionalizzati. Il 7 ottobre, in via Nowy Swiat 25, sarà inaugurata una targa commemorativa a lei dedicata. La ceremonia si svolgerà esattamente nell’anniversario della sua morte.

La ceremonia inizierà il 7 ottobre alle ore 12.00 in via Nowy Swiat 25 a Varsavia. Parteciperanno, tra gli altri, Luca Franchetti Pardo, ambasciatore della Repubblica Italiana in Polonia, mons. Antonio Guido Filipazzi, nunzio apostolico in Polonia, e rappresentanti della famiglia Gawronski. La targa sarà scoperta dall’ambasciatore e dai membri della famiglia, mentre la benedizione sarà impartita dal nunzio apostolico. Successivamente l’incontro proseguirà presso il Klub Niebo, nell’ex Pasaz Italia. Tra gli interventi previsti ci sarà anche quello di Marcin Swiecicki, ex sindaco di Varsavia.

Sette viaggi nella Polonia occupata

Luciana Frassati nacque nel 1902 in Piemonte. Suo padre, Andrea Frassati era editore, politico e diplomatico e per molti anni fu legato al quotidiano “La Stampa”. Nel 1925 Luciana sposò Jan Gawronski, diplomatico polacco. L’anno successivo divenne proprietaria dell’immobile situato in via Nowy Swiat 23/25.

Dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale si impegnò nell’aiuto alla popolazione polacca. In qualità di emissaria del Governo polacco in esilio, si recò sette volte nel paese occupato. Trasportava corrispondenza, informazioni e risorse finanziarie destinate alla resistenza polacca. Aiutò inoltre Helena Sikorska, moglie del generale Wladyslaw Sikorski, a lasciare la Polonia occupata. 

Intervenne inoltre presso Bonito Mussolini in merito agli scienziati polacchi arrestati dai tedeschi durante la Sonderaktion Krakau. Le fonti relative a questa vicenda confermano che consegnò a Mussolini un appello riguardante i professori detenuti; gli interventi italiani furono uno degli elementi degli sforzi internazionali per ottenere la loro liberazione. 

Per la sua attività a favore della Polonia durante la guerra, nel 1993 Luciana Frassati-Gawronska fu insignita della Croce di Commendatore con Stella dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia. Morì il 7 ottobre 2007 a Pollone. 

Cento anni in via Nowy Swiat

Nel maggio 1926 Luciana Frassati-Gawronska divenne proprietaria dell’immobile situato in via Nowy Swiat 23/25. Con il tempo vi nacque il Caffè Italia e, alla fine degli anni Venti, iniziarono l’ampliamento del complesso e la costruzione del Pasaz Italia.

Nel periodo tra le due guerre, nella galleria si trovavano negozi, un caffè, il cinema Studio e la sala da ballo Bodega. Era uno degli indirizzi più conosciuti della via Nowy Swiat dell’epoca.

I palazzi di via Nowy Swiat 23 e 25 furono distrutti nel 1944, mentre l’edificio del Pasaz Italia, situato nella parte interna della proprietà, sopravvisse alla guerra. Dopo la guerra, gli immobili di Varsavia di Luciana Frassati-Gawronska furono rilevati sulla base del decreto Bierut. 

Dalla nazionalizzazione del dopoguerra al procedimento attuale

Dopo il 1989, Luciana Frassati-Gawronska e sua figlia Wanda iniziarono a cercare di recuperare il patrimonio della famiglia. Una parte degli immobili fu restituita, tuttavia le questioni relative al complesso di via Nowy Swiat non sono state ancora definitivamente concluse. 

Attualmente la Commissione per la riprivatizzazione degli immobili di Varsavia sta conducendo un procedimento riguardante l’immobile di via Nowy Swiat 23. Il procedimento è stato arrivato nel 2025. Il 16 settembre 2026 la Commissione ha comunicato che, a causa della complessità della questione, dell’ampio materiale probatorio e della necessità di garantire alle parti la partecipazione al procedimento, il termine della sua conclusione e stato prorogato al 16 novembre 2026. 

 

7 ottobre 2026, ore 12.00

Nowy Swiat 25, Varsavia 

Traduzione IT: Joanna Buszta          

CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SALUMIAMO IN POLONIA

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SalumiAmo® debutta in Polonia: istituzioni e imprese insieme per rafforzare la presenza della salumeria italiana.
Nel primo semestre 2026 l’export italiano di salumi verso la Polonia cresce del 25,2% in volume e del 14,8% in valore. L’Italia diventa per la prima volta il primo Paese fornitore del mercato polacco in termini di valore.

Varsavia, 1 ottobre 2026.
Rafforzare la presenza della salumeria italiana in Polonia attraverso un’azione integrata capace di coniugare promozione economica, comunicazione, conoscenza dei prodotti e valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. È questo l’obiettivo di SalumiAmo® Polonia 2026, iniziativa realizzata nell’ambito del Programma Promozionale Pubblico 2026, su impulso dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) e promossa dall’Agenzia ICE in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Varsavia. Il progetto porta per la prima volta in Polonia il format SalumiAmo®, nato nel 2005 per valorizzare la cultura della salumeria italiana attraverso un approccio che unisce conoscenza, esperienza del prodotto e racconto dei territori. L’iniziativa si inserisce in una fase particolarmente positiva per la presenza italiana sul mercato polacco.

«SalumiAmo rappresenta un esempio concreto di come la promozione economica possa accompagnarsi alla valorizzazione della cultura e dell’identità produttiva italiana. La Polonia è un partner di crescente rilievo per il nostro sistema economico e iniziative come questa consentono di consolidare ulteriormente un rapporto fondato sulla qualità, sulla fiducia e sulla capacità delle nostre imprese di proporre prodotti fortemente legati ai territori e, al tempo stesso, competitivi sui mercati internazionali. L’azione congiunta dell’Ambasciata, dell’Agenzia ICE, delle istituzioni e delle rappresentanze del sistema produttivo permette di presentare il Made in Italy non soltanto come un insieme di eccellenze, ma come espressione di competenze, tradizioni e capacità di innovazione che costituiscono un patrimonio distintivo del nostro Paese», ha dichiarato S.E. Luca Franchetti Pardo, Ambasciatore d’Italia in Polonia.

La forte crescita delle esportazioni costituisce il punto di partenza di una strategia che mira non soltanto ad ampliare la presenza commerciale dei prodotti italiani, ma anche a consolidarne la conoscenza e il posizionamento nel lungo periodo.

«La Polonia è oggi uno dei mercati più interessanti per i salumi italiani: nei primi sei mesi del 2026 le nostre esportazioni sono cresciute del 25,2% in volume, raggiungendo 4.279,7 tonnellate, e del 14,8% in valore, fino a 43,5 milioni di euro. Per la prima volta, inoltre, l’Italia è diventata il primo Paese fornitore della Polonia in termini di valore. Sono risultati molto significativi, ma proprio per questo riteniamo importante andare oltre il dato commerciale e lavorare sulla conoscenza del prodotto. Con SalumiAmo® vogliamo raccontare al pubblico polacco ciò che c’è dietro un salume italiano: il territorio da cui proviene, le persone che lo producono, il saper fare costruito nel tempo e quella combinazione di tradizione, qualità e cultura che rappresenta una parte essenziale del Made in Italy. La comunicazione diventa così uno strumento per trasformare la familiarità con la cucina italiana in una conoscenza più profonda e consapevole delle sue produzioni», ha dichiarato Roberto Cafiero, Direttore dell’Ufficio ICE di Varsavia.

L’iniziativa coinvolge direttamente 12 aziende italiane: CLAI SCA, Ferrarini S.p.A., Veroni S.p.A., Fontana Ermes S.p.A., Prosciuttificio San Michele S.r.l., Raspini S.p.A., Salumificio Fratelli Beretta S.p.A., Salumificio La Torre S.p.A., Salumificio Pedrazzoli S.p.A., Salumificio San Carlo S.p.A., Salumificio Vitali S.p.A. e Gruppo Annoni.

«La collaborazione con l’Agenzia ICE è stata fondamentale per la realizzazione di questo progetto in Polonia. Desidero ringraziare l’Ufficio ICE di Varsavia e tutte le persone che hanno lavorato con noi per il prezioso supporto e per aver contribuito a costruire un percorso articolato, capace di mettere in relazione le nostre aziende con media, operatori e professionisti della ristorazione e distribuzione polacca. Per IVSI è importante continuare a investire in attività di questo tipo, che aiutano a rafforzare la conoscenza dei salumi italiani sui mercati internazionali e a costruire relazioni durature con i Paesi che mostrano interesse verso il nostro settore», ha concluso Monica Malavasi, Direttrice di IVSI.

INDIZIONE DELLE ELEZIONI DEI COMITES 2026

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Care/i connazionali,
si informa che è aperta la raccolta delle sottoscrizioni per le liste che intendono partecipare alle elezioni per il rinnovo del COMITES Polonia, previsto per il 4 dicembre 2026.
Al momento, risulta costituita una sola lista, “Voce Italiana in Polonia”, che sta raccogliendo le necessarie sottoscrizioni.
Chi desidera sottoscrivere la lista può farlo presentandosi presso la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia, Plac Dąbrowskiego 6, con un documento d’identità italiano in corso di validità.
Orari:
lunedì, mercoledì e venerdì: 09:30–14:30
martedì e giovedì: 09:30–17:00
Sono inoltre previste aperture straordinarie:
23 settembre, dalle 09:30 alle 17:00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, ul. Grodzka 49;
3 ottobre, dalle 9:00 alle 12:00 presso la Cancelleria Consolare di Varsavia.
Le sottoscrizioni possono essere raccolte entro il 3 ottobre 2026.
La sottoscrizione di una lista è un atto libero e personale di partecipazione alla formazione delle liste elettorali.
Contiamo sul contributo di tutti per dare seguito al lavoro svolto dal COMITES e continuare questo percorso al servizio della comunità italiana in Polonia.

FRANCHETTI PARDO VISITA ZIGNAGO VETRO, QUINDICI ANNI DI INVESTIMENTI E COOPERAZIONE INDUSTRIALE

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Trąbki, 23 settembre 2026 – L’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Luca Franchetti Pardo, ha visitato lo stabilimento di Zignago Vetro Polska, accolto dall’Amministratore delegato del Gruppo, Biagio Costantini, dal Direttore generale della controllata polacca, Paolo Pacini, e dal Direttore dello stabilimento, Janusz Cepryński. Il percorso ha interessato gli impianti produttivi, il reparto decorazione e il nuovo magazzino.

Alla visita hanno partecipato il deputato Grzegorz Woźniak, la Presidente del Distretto di Garwolin Iwona Kurowska, la Sindaca di Pilawa Albina Łubian e il Direttore di ICE Varsavia Roberto Cafiero.

Presente dal 2011, quando acquisì la storica vetreria locale, Zignago ha ampliato e modernizzato il polo polacco, destinandovi oltre 42 milioni di euro di investimenti tecnici tra il 2024 e giugno 2026.  Con oltre seicento dipendenti, la Polonia è la prima presenza estera del Gruppo per occupazione e la seconda dopo l’Italia nella rendicontazione di sostenibilità 2025: un ruolo centrale nella sua organizzazione industriale.

«La Polonia è un partner strategico per l’Italia e l’investimento di Zignago qui è una componente fondamentale della crescita del gruppo. Questa esperienza mostra come investire all’estero significhi unire competenze e aprire opportunità alle filiere di entrambi i Paesi», ha dichiarato l’Ambasciatore. «La qualità del Made in Italy nasce da un’intera filiera, non soltanto da un marchio: Zignago ne è un esempio, con i suoi contenitori per l’agroalimentare, il vino e la cosmetica. L’investimento all’estero può non essere mera delocalizzazione, ma può significare crescere insieme, investire nella produzione, ma anche nelle persone e nelle comunità».