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Home Blog Page 194

Polonia Oggi: Oggi a Gdynia parte il Globaltica World Cultures Festival

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Il Globaltica World Cultures Festival è un evento indirizzato a chiunque voglia conoscere altre culture, tradizioni, religioni, a tutti coloro che vogliono conoscere suoni sconosciuti, sia lontani che vicini. Tra i musicisti che si esibiranno nell’edizione di quest’anno ci sono artisti da tutto il mondo: Kapela Niwińskich (Polonia), Moonlight Benjamin (Haiti), Oxus Ensemble (Uzbekistan), Chico Trujillo (Cile), Elida Almeida (Capo Verde) e molti altri. Durante l’evento si svolgeranno anche workshop di musica, danza, artigianato, presentazoni e incontri. Globaltica World Cultures Festival inizierà domani e proseguirà fino al 29 luglio presso Park Kolibki a Gdynia.

globaltica.pl

Polonia Oggi: Per Bloomberg la Polonia è la seconda economia emergente più sicura

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Questa notizia è tratta dal servizio POLONIA OGGI, una rassegna stampa quotidiana delle maggiori notizie dell’attualità polacca tradotte in italiano. Per provare gratuitamente il servizio per una settimana scrivere a: redazione@gazzettaitalia.pl

Secondo gli economisti di ING Bank Śląski l’economia polacca potrebbe sopportare una crisi generata dalla guerra dei dazi tra USA e UE meglio del previsto, mentre Bloomberg ritiene che il paese sia la seconda economia emergente più sicura al mondo in tutte le categorie prese in considerazione: valute, azioni e obbligazioni. Secondo l’istituto di ricerca CesIfo, l’introduzione dei dazi da parte americana potrebbe ridurre il PIL polacco solo di uno 0,03% e le perdite sarebbero contenute anche se i dazi venissero estesi ad altri prodotti. Il rallentamento avrebbe inoltre un impatto limitato sul settore bancario.

businessinsider.com.pl

Raccolta di scioglilingua polacchi (parte seconda)

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Scioglilingua! Si può dire che per un parlante italiano la lingua polacca sia tutta uno scioglilingua. Si sa che, dal nostro punto di vista, le lingue slave sono tutte abbastanza aspre, ricche di combinazioni consonantiche alle quali non siamo abituati, e tuttavia, pure per gli standard slavi, il polacco è sicuramente una delle più complicate. Anche coloro che lo studiano da anni faticano a parlarlo con disinvoltura senza mai incartarsi. Qui di seguito altri 4 celebri scioglilingua che mettono in difficoltà anche i nativi:

Czy rak trzyma w szczypcach strzęp szczawiu czy trzy części trzciny

(‘Un granchio tiene tra le chele un pezzo di romice o tre pezzi di giunco?’)

La combinazione di fricative e affricate (c, ć, cz / dz, dź, dż) non è tra le più semplici. Secondo una testimonianza apocrifa, l’attrice francese Sarah Bernhardt, a cui fu chiesto se le piaceva la lingua polacca, avrebbe risposto: “Molto. E’ come se qualcuno stesse masticando del vetro. Di seguito ulteriori esempi:

Czy trzy cytrzystki grają na cytrze,

czy druga gwiżdże, a trzecia łzy trze?

Lojalna Jola i nielojalna Jola

(‘Jola leale e Jola sleale’)

Qui la sfida sta nell’alternanza tra l’approssimante j e la laterale l, ma non è sicuramente lo scioglilingua più fastidioso del mondo (se si ignora il sottotesto sessista che vi è contenuto!).

Pójdźże, kiń tę chmurność w głąb flaszy

(‘Andiamo, metti la nuvola in fondo al fiasco’)

Questa frase priva di senso, più che uno scioglilingua, è un pangramma, vale a dire che contiene tutti e 32 i caratteri dell’alfabeto polacco.

Soczewica, koło, miele młyn

(Lenticchie, ruota, il mulino macina’)

Questo è lo scioglilingua polacco di cui abbiamo la testimonianza più antica, risalente al XIV secolo. La tradizione narra che i soldati del re Ladislao I usarono questa frase per separare i cittadini di Cracovia leali al sovrano dai rivoltosi, che erano per lo più di origine tedesca. Questi ultimi non riuscivano a pronunciare le parole correttamente e furono quindi decapitati.

 

La rinascita di Łódź, la Manchester polacca

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Łódź è una delle maggiori città della Polonia, la terza per dimensioni dopo Varsavia e Cracovia. Sebbene meno celebre e a lungo considerata poco attraente per la sua passata vocazione industriale e il declino subito dopo la caduta del comunismo, oggi la “Manchester polacca” sta vivendo un periodo di rinascita, culturale e non solo. Gli edifici abbandonati sono tornati a nuova vita grazie ai murales. Le vecchie fabbriche dell’industria tessile sono state riqualificate e ospitano hotel, boutique, ristoranti, bar all’aperto. Un vantaggio è anche il fatto che si tratti di una località tutto sommato economica, perché non ancora presa d’assalto dal turismo di massa. Anzi, è frequentata più da uomini d’affari che da viaggiatori, e i voli e i prezzi degli hotel sono più bassi nei fine settimana se confrontati con quelli di altre città polacche più “gettonate”.

Fuori dal neo-rinascimentale Grand Hotel si trova la cosiddetta “Holly-Łódź”, la Walk of Fame lungo la quale si trovano le stelle di personaggi del calibro di Roman Polański, diplomato alla scuola di cinema della città, e del pianista Arthur Rubinstein. Il primo parco pubblico della città, Źródliska, è stato fondato nel 1840 come punto d’incontro per i lavoratori del cotonificio. Un’orchestra di fabbrica suonava regolarmente sul palco, osservata da una folla che sorseggiava vodka e brandy di ginepro. Oggi è facile incontrare le famiglie che fanno picnic sull’erba o passeggiate per la Palm House. Di Łódź colpiscono innanzitutto i colori. Al Rosa’s Passage è possibile ammirare un’installazione di Joanna Rajkowska, un mosaico di vetri che coprono le pareti ai lati della strada e brillano alla luce del sole.

La Piotrkowska è una lunga strada piena di sorprese, fra le più lunghe della Polonia. 4 chilometri che vanno da Plac Wolności al Parco im. Legionów, in un percorso lungo il quale si possono osservare numerosi palazzi in stile liberty. All’incrocio con Ulica Pilsudskiego, alzando lo sguardo, si può vedere il più grande murales della città, che raffigura il municipio, Plac Wolności e una barca a vela in legno. Il Palazzo Izrael Poznański, del XIX secolo, è un grande esempio dell’architettura eclettica della città, con dettagli neo-rinascimentali e neo-barocchi, vaste sale con soffitti a volta, giardini punteggiati da sculture. Era la residenza del secondo cittadino più ricco di Łódź, un ebreo polacco magnate dell’industria tessile, e oggi ospita un complesso commerciale, ristoranti e luoghi di intrattenimento. Bastano 16 złoty, meno di 4 euro, per entrare nel Muzeum Sztuki, nel quale si può osservare l’arte del XX e del XXI secolo, distribuita su 4 piani, con una sezione dedicata alla cultura polacca. Il biglietto include anche l’ingresso al Palazzo Herbst, in origine dimora di una delle famiglie industriali più ricche della Polonia.

Polonia Oggi: I tedeschi a caccia di investitori polacchi

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I conducenti che viaggiano lungo l’autostrada A2 in direzione della Germania possono notare un gigantesco cartellone del marchio Giganto che promuove investimenti in Brandeburgo al grido dello slogan “Vivi, investi, lavora!”. Attualmente in Germania non c’è soltanto bisogno di manodopera polacca ma anche di investimenti. Oltre ai cartelloni pubblicitari come quello menzionato, esiste anche un sito web dedicato, brandenburgia-wschodnia.com. E’ stata persino attivata una linea telefonica di assistenza in polacco. “Aiutiamo i polacchi a conoscere meglio le aziende tedesche […], Non è necessario conoscere il tedesco, vi aiuteremo in polacco”, ha dichiarato Anna Gazdecka di Investor Center Uckermark, aggiungendo: “In generale vogliamo promuovere la cooperazione con la Polonia. Invitiamo i polacchi a trascorrere il loro tempo libero nel Brandeburgo e a trasferirvisi. Naturalmente anche gli investitori sono i benvenuti”.

money.pl

Polonia Oggi: La mafia polacca dei rifiuti guadagna dalle importazioni dal Regno Unito

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Pollution concept. Garbage pile in trash dump or landfill.

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Il quotidiano britannico Telegraph ha descritto domenica in un articolo come funziona l’esportazione di rifiuti dal Regno Unito alla Polonia, dove vengono bruciati in circostanze poco chiare. La “mafia dell’immondizia” guadagna così milioni di złoty. Il giornale ha spiegato che, dopo che a gennaio la Cina ha vietato l’importazione di plastica da riciclare, la Polonia è diventata il sesto maggior importatore di rifiuti britannici al mondo e il secondo in UE, subito dopo l’Olanda. Dall’inizio di quest’anno sono avvenuti più di 60 incendi illegali di rifiuti che sono prevalentemente, se non esclusivamente, dolosi. Chi importa rifiuti sfrutta un escamotage consentito dalla legge polacca, che prevede che la spazzatura possa essere conservata per 3 anni prima di essere incenerita o riciclata. Invece di spedirla a un inceneritore o comprare la tecnologia per farlo autonomamente, alcuni preferiscono dare fuoco all’immondizia in modo illegale per risparmiare denaro. Il Ministero dell’Ambiente britannico ha sottolineato che sta lavorando per ridurre la quantità di rifiuti esportati all’estero, mentre il Premier polacco Mateusz Morawiecki ha minacciato di vietare completamente l’importazione di rifiuti fino a quando la normativa non sarà corretta.

pap.pl

Polonia Oggi: Andrzej Bargiel conquista il K2 e scende con gli sci

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Ieri mattina Andrzej Bargiel ha raggiunto la cima del K2 (8611 m) e poi ha sciato dalla vetta fino ai piedi della montagna, primo nella storia a compiere quest’impresa. La discesa con gli sci verso il campo 1 è durata 6 ore e mezza, con un’interruzione intorno agli 8000 m: il trentenne di Zakopane è stato costretto dalla forte nuvolosità a fare una pausa di un’ora in attesa che la visibilità tornasse buona. Bargiel aveva tentato l’impresa già l’anno scorso ma sebbene avesse raggiunto anche allora la vetta, le cattive condizioni meteorologiche non avevano permesso la discesa con gli sci.

rp.pl

Chłodnik, il gazpacho polacco

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La cucina polacca potrà sembrare distintamente “invernale”, con le sue pietanze sostanziose e abbondanti, ma quando le temperature aumentano ed esce finalmente il sole, anche la Polonia è in grado di offrire piatti più freschi ed estivi.

La Spagna ha il gazpacho, i Balcani hanno il tarator, mentre la Polonia ha una zuppa fresca di barbabietole chiamata chłodnik. Il nome stesso evoca l’idea della freschezza e si potrebbe tradurre letteralmente con ‘refrigeratore’, se solo questo non generasse equivoci. Il chłodnik è una zuppa ricca di vitamine e dal gusto acidulo, la cui tradizione risale di oltre un secolo, sebbene abbia conosciuto delle trasformazioni. Una sua ricetta appare nel XIX secolo in un libro di Wincenta Zawadzka, che elenca come ingredienti: aneto, barbabietola, brodo e panna acida. Un uovo sodo veniva aggiunto prima di servire, assieme a cetrioli tagliati finemente e a pesce o vitello. Oggi il brodo non è più usato e la panna acida è stata sostituita dallo yogurt o dal latticello, mentre il pesce e il vitello sono abbastanza raramente abbinati al chłodnik. La zuppa ha un distintivo colore rosa acceso grazie alla barbabietola. Poiché questa è l’ingrediente principale, il chłodnik è noto anche come barszcz freddo.

Krynica – ekonomiczna i polityczna stolica Europy Środkowo-Wschodniej

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Krynica – ekonomiczna i polityczna stolica Europy Środkowo-Wschodniej

Poszukiwanie wspólnoty europejskiej wokół idei wartości i biznesu na trzy dni połączy uczestników XXVIII Forum Ekonomicznego w Krynicy, który rozpocznie się w „polskim Davos” już 4 września.
Kongres w Krynicy konsekwentnie od 28 lat gromadzi najważniejszych przedstawicieli polityki i biznesu w Europie. Miejsca nie można było wybrać lepiej, bo „Perła Polskich Uzdrowisk” czy też „polskie Davos” jest godną wizytówką Polski dla wszystkich, którzy jeszcze nie poznali uroków jej krajobrazu. Ale nie o promowanie turystyki tu chodzi, a poszukiwanie wspólnoty. Tego, co nas, Europejczyków łączy, a może odpowiedzi na nieco bardziej dramatycznie brzmiące pytanie: czy i co nas jeszcze łączy? Stąd motto tegorocznego Forum: „Europa wspólnych wartości, czy Europa wspólnych interesów”, które odbędzie się w Krynicy w dniach 4-6 września.
Forum od lat jest przestrzenią wymiany doświadczeń i koncepcji, konstruktywnej polemiki, zderzenia siły wielkiego kapitału z zapałem nowopowstałych podmiotów. Wśród gości pojawiają się prezydenci, premierzy, ministrowie, unijni komisarze, parlamentarzyści, prezesi największych przedsiębiorstw, eksperci, przedstawiciele samorządów, świata kultury oraz dziennikarze.
Panele dyskusyjne toczą się w ramach tzw. ścieżek tematycznych poświęconych biznesowi i zarządzaniu, kwestiom międzynarodowym (Europa i Świat), bezpieczeństwu, energetyce, innowacjom, ochronie zdrowia, polityce regionalnej, inwestycjom, zjawiskom makroekonomicznym, kwestiom społecznym, czy wreszcie roli państwa w reformowaniu najważniejszych obszarów jego funkcjonowania.
Podczas forum przyznawany jest także przez ponad trzydziestoosobową kapitułę tytuł Człowieka Roku Forum Ekonomicznego w Krynicy. W przeszłości laureatami tej nagrody byli m.in. Donald Tusk, Bronisław Komorowski, Janusz Lewandowski, Vaclav Havel, Lech Wałęsa, Aleksander Kwaśniewski i Jan Paweł II. Podczas ubiegłorocznego, XXVII forum, tytuł ten przypadł ówczesnej premier Beacie Szydło. Laureatka tak mówiła po ogłoszeniu werdyktu: – Za każdym razem, kiedy tutaj przyjeżdżałam, widziałam i słyszałam dyskusje o Polsce, o Europie, o tym co zrobić, jak zrobić, żeby wszystkim nam żyło się po prostu lepiej, żebyśmy byli państwem, które jest w awangardzie nowoczesnej Europy.
Awangardę i nowoczesność, na które wskazywała rok temu premier Szydło wnoszą wraz ze swoją, coraz bardziej widoczną obecnością – startupy. Ta tendencja cieszy także Zygmunta Berdychowskiego, pomysłodawcę Forum, który parafrazując Petera Thiela – tak komentuje ten trend: – Witając gości Forum, z satysfakcją odnotowuję rosnącą reprezentację start-upów oraz młodych przedstawicieli świata nauki z różnorodnych europejskich jednostek badawczych. Nikt nie oczekuje, że Forum przyniesie gotowe rozwiązania i recepty. Niezależnie od tego, czy będziemy rozważać dylematy pojawiające się w skali firmy, branży, kraju, czy kontynentu. Bez stawiania odważnych pytań, tak podczas nadchodzącego Forum, jak i wszystkich minionych, nie zbliżymy się do rozwiązania istniejących problemów.
W kalendarz krynickiego Forum są wpisane również gale przyznania nagród: Firmy Roku, Organizacji Pozarządowej Roku oraz Nagrody Specjalnej, a już w dzień po jego zakończeniu rusza jedna z największych i najbardziej wszechstronnych imprez sportowych w Polsce – Festiwal Biegowy.

http://www.forum-ekonomiczne.pl/?lang=en

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Krynica – where important words are spoken
The Economic Forum in Krynica is the largest conference in Central and Eastern Europe. Every year the Forum, organised at the beginning of September, brings more than 4000 guests. These are political, economic and social leaders as well as approximately 500 journalists. The guests come from over 60 countries in Europe, Africa, Asia and America. Krynica is the place where new trends in politics and economics are growing. This year the Forum’s main topic is a question: A Europe of Common Values or A Europe of Common Interests?

Once a year a small town in the Carpathians becomes a capital of economics and politics in Central-Eastern Europe. If you want to have knowledge about most important decisions and an effect on all-over trends, you have to come to Krynica-Zdrój, Lesser Poland. More than 200 panel discussions about the most important issues and challenges which Europe has to face in the coming decades.
Year by year the amount of participants increase. This time the organisers want to brake the magic limit of 5 000 participants. There are people from all over the world. The most important politicians, bankers, heads of the biggest companies, culture and science representatives. Everybody wants to know what is waiting for the global economy in the nearest future. In Krynica they can hear answers about everything what they want to know but they are afraid to ask. Notable guests are a trademark of the Economic Forum in Krynica. There have been so many of them, that it is impossible to calculate. Vaclav Havel, Jose Manuel Barroso, Victor Orban, Jose Luis Zapatero or Giorgio Napolitano – are just a few names from the Forum history. There is no important Polish politician who has not been in Krynica. Lech Walesa, Aleksander Kwasniewski, Andrzej Duda, Donald Tusk, Jaroslaw Kaczynski, Mateusz Morawiecki, Beata Szydlo – everybody knows those names in Europe.
The Economic Forum in Krynica is not only about debates, backstage conversations and cultural shows. Above all, there are people. The most important and respected people all around the world. With their words, sentences and speeches they bring new order of global economics and politics. Questions about the future are just obvious. Everybody knows in Krynica that the future is now.
Money and politics like silence. When the debates finish it is time to take some rest with top shelf culture. Classical music in a modern tone, books which absorb the reader page by page, meetings with Nobel Prize winners. Last year for instance we hosted: Eurovision Song Contest winner – Alexander Rybak and Svietlana Aleksievich – a Belarusian Nobel Prize laureate in literature whose books in Russian were translated to 20 other languages. Bringing together the world of culture and economics has never been so pleasant.
If you want to know what is happening in Krynica – be sure that the biggest mainstream media around the world will talk and write about it. Every year journalists from more than 60 countries attend. CNN, Euronews, Forbes, Bloomberg, Agence France Press, Wall Street Journal, Financial Times, Corriero Della Serra – there is no time to calculate all of the names and titles coming to Krynica. Biggest newsrooms and live inserts – that’s the media face of the Economic Forum.

http://www.forum-ekonomiczne.pl/?lang=en

W Krynicy o przyszłości Europy już dwudziesty ósmy raz

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W Krynicy o przyszłości Europy już dwudziesty ósmy raz

W tym roku dni od 4 do 6 września są na czerwono zaznaczone w kalendarzach wszystkich najważniejszych polityków, samorządowców, ekonomistów i biznesmenów. Wszyscy oni już po raz dwudziesty ósmy spotkają się na Forum Ekonomicznym w Krynicy. W tym roku hasłem przewodnim tego spotkania będzie pytanie – „Europa wspólnych interesów, czy Europa wspólnych wartości?”

Przez trzy dni, ze względu na gości, to będzie najpilniej strzeżone miejsce w całej Europie Środkowo-Wschodniej. Przede wszystkim jednak, to nieco ponad 10-tysięczne miasto, znów stanie się polityczną i ekonomiczną stolicą kontynentu. To już tradycja, że w Krynicy pojawiają się byli i obecni prezydenci, premierzy oraz wysokiej rangi politycy. Obok nich swoje miejsce znajdują prezesi największych spółek giełdowych, właściciele rosnących start-upów czy kadra menadżerska międzynarodowych korporacji.

Forum z roku na rok ma coraz więcej gości. Podczas zbliżającej się edycji, spodziewanych jest ich ponad 4 tysiące. Blisko 40 procent z nich to osoby z zagranicy. Wielu ważnych panelistów przyjeżdża z Europy Wschodniej czy nawet Kaukazu Południowego. Gruzja to zresztą miejsce, gdzie idee z Krynicy zostały wprowadzone w życie. W maju odbyło się tam pierwsze w historii Forum Ekonomiczne w Tbilisi. Jego gościem był między innymi Andrzej Duda, który docenił wagę tego wydarzenia. – Jestem dumny, że wzorce, które na przestrzeni ostatnich ponad 20 lat zostały wypracowane w Polsce, znajdują dziś zastosowane w Gruzji, że to forum odbywa się we współpracy z fundacją organizującą Forum Ekonomiczne w Krynicy – mówił w Tbilisi prezydent RP.

Program tegorocznego Forum obejmuje sześć sesji plenarnych a także blisko 200 dyskusji panelowych z kilku zagadnień. Goście będą poruszać się po zagadnieniach z obszarów: biznesu i zarządzania, inwestycji i rozwoju, Europy i świata, makroekonomii, nowej gospodarki, państwa i reform, społeczeństwa a także polityki międzynarodowej. Tradycyjnie odbędą się także Fora: Bezpieczeństwa, Innowacji, Ochrony Zdrowia, Regionów i Energetyczne. Odbędzie się sześć sesji plenarnych, a wśród przyznawanych nagród nie zabraknie na pewno tej dla „Człowieka Roku”. Nie zabraknie także wydarzeń specjalnych związanych z setną rocznicą odzyskania niepodległości przez Polskę. – Forum Ekonomiczne w Krynicy ma swoją rangę i markę. Wiedzą o tym wszyscy, którzy rezerwują sobie czas na początek września aby się tam pojawić. Co roku to dla nas duże wyzwanie aby sprostać ich oczekiwaniom. Program jest bardzo różnorodny jak zwykle i to daje nam szerokie spektrum możliwości w zapraszaniu najważniejszych gości. Bardzo dużą wagę przykładamy do osób, które przyjeżdżają z zagranicy, tak, aby wszyscy wiedzieli, że Forum to wydarzenie międzynarodowe. Tak jesteśmy postrzegani w Europie. To wielkie wyróżnienie, ale też świadomość tego jak dużą pracę musimy wykonać, żeby wciąż być na szczycie – podkreśla Kinga Redłowska, dyrektor programowa Forum.

http://www.forum-ekonomiczne.pl/?lang=en

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Krynica – where important words are spoken

The Economic Forum in Krynica is the largest conference in Central and Eastern Europe. Every year the Forum, organised at the beginning of September, brings more than 4000 guests. These are political, economic and social leaders as well as approximately 500 journalists. The guests come from over 60 countries in Europe, Africa, Asia and America. Krynica is the place where new trends in politics and economics are growing. This year the Forum’s main topic is a question: A Europe of Common Values or A Europe of Common Interests?

Once a year a small town in the Carpathians becomes a capital of economics and politics in Central-Eastern Europe. If you want to have knowledge about most important decisions and an effect on all-over trends, you have to come to Krynica-Zdrój, Lesser Poland. More than 200 panel discussions about the most important issues and challenges which Europe has to face in the coming decades.

Year by year the amount of participants increase. This time the organisers want to brake the magic limit of 5 000 participants. There are people from all over the world. The most important politicians, bankers, heads of the biggest companies, culture and science representatives. Everybody wants to know what is waiting for the global economy in the nearest future. In Krynica they can hear answers about everything what they want to know but they are afraid to ask. Notable guests are a trademark of the Economic Forum in Krynica. There have been so many of them, that it is impossible to calculate. Vaclav Havel, Jose Manuel Barroso, Victor Orban, Jose Luis Zapatero or Giorgio Napolitano – are just a few names from the Forum history. There is no important Polish politician who has not been in Krynica. Lech Walesa, Aleksander Kwasniewski, Andrzej Duda, Donald Tusk, Jaroslaw Kaczynski, Mateusz Morawiecki, Beata Szydlo – everybody knows those names in Europe.

The Economic Forum in Krynica is not only about debates, backstage conversations and cultural shows. Above all, there are people. The most important and respected people all around the world. With their words, sentences and speeches they bring new order of global economics and politics. Questions about the future are just obvious. Everybody knows in Krynica that the future is now.

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